Un impegno culminato nella storica vittoria di Robert Rauschenberg alla Biennale di Venezia del 1964, che segna una svolta epocale nella diffusione della Pop Art. E proprio l'opera che vinse la Biennale del 1964 è oggi esposta a Mantova, insieme a numerosi capolavori di Jasper Johns, Cy Twombly, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Roy Lichtenstein e molti altri protagonisti della stagione in cui la Pop Art americana si impose sulla scena internazionale. L'allestimento dedica inoltre ampio spazio al Minimalismo e all'arte concettuale degli anni Sessanta e Settanta, con lavori di Donald Judd, Larry Bell, Sol LeWitt, John Baldessari, Bruce Nauman, Richard Serra e altri artisti che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio visivo contemporaneo.

Sonnabend Collection Mantova, Foto allestimento ph. Giuseppe Gradella
Ileana Sonnabend, insieme al marito Michael, contribuì però anche alla diffusione degli artisti europei negli Stati Uniti grazie alla galleria aperta a New York. Tra questi spiccano gli italiani Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto, oltre ai protagonisti dell'Arte Povera come Mario Merz, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Calzolari, oltre che Giulio Paolini.
L'eredità della Sonnabend Collection è oggi portata avanti dal figlio adottivo della coppia, Antonio Homem, che, insieme al direttore artistico Mario Codognato, ha curato l'allestimento nelle sale di Palazzo della Ragione. Grazie alla loro collaborazione nasce una nuova e prestigiosa realtà culturale per la città di Mantova, pensata anche per le giovani generazioni, affinché possano riscoprire le trasformazioni dell'arte del secondo Novecento: dalla nascita di nuovi linguaggi, con l'uso della parola, della fotografia e della performance, fino all'applicazione delle nuove tecnologie.
Le 94 opere esposte — tutte di straordinario valore — restituiscono la complessità e la ricchezza di quel periodo. Dopo una panoramica sulle pratiche performative, fotografiche e video degli anni Settanta, con artisti come William Wegman, Boyd Webb, Luigi Ontani, Anne e Patrick Poirier, il percorso attraversa gli anni Ottanta, segnati dal dialogo tra fotografia e pittura, dal Neo-espressionismo tedesco con Anselm Kiefer, Jörg Immendorff e A.R. Penck, fino alle ricerche Neo-Geo e Neo-pop americane, caratterizzate da un gusto volutamente kitsch, rappresentate da Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton.
Un nuovo museo per Mantova, patrimonio Unesco e culla dell'arte rinascimentale
L'apertura del nuovo museo dedicato all'arte contemporanea, reso possibile dalla collaborazione tra la Sonnabend Collection, Marsilio Arte e il Comune di Mantova, rappresenta per la città un ulteriore passo significativo nella valorizzazione del proprio ruolo culturale a livello nazionale. L'iniziativa, sostenuta con entusiasmo da Antonio Homem, nasce dal legame profondo che lo unisce alla città, già visitata e apprezzata insieme a Ileana e Michael Sonnabend, e alle persone che ne hanno promosso la realizzazione. La Collezione, infatti, non è soltanto un insieme di opere straordinarie, ma l'esito di relazioni personali, amicizie e incontri che hanno segnato la storia dell'arte dagli anni Sessanta in poi.... leggi il resto dell'articolo»
L'Italia occupa un posto centrale nei cinquant'anni raccontati da questo straordinario corpus di lavori. Basti pensare al ruolo decisivo di Ileana Sonnabend nel promuovere negli Stati Uniti gli artisti italiani a fine anni Sessanta, in un contesto in cui la comunicazione e gli scambi internazionali erano molto più complessi. Alcune delle opere esposte erano precedentemente state prestate a Ca' Pesaro, e prima al Madre di Napoli, ma è proprio a Mantova che trova per la prima volta compimento un percorso espositivo tanto esteso e articolato.

Palazzo della Ragione Fronte, Comune di Mantova - ph. Giuseppe Gradella
Il Palazzo della Ragione accoglie oggi un museo che rinnova l'idea di apertura e dialogo con il pubblico che ha sempre accompagnato la Collezione Sonnabend. L'allestimento ambisce a trasformare Mantova — città d'arte e patrimonio UNESCO — in un nuovo punto di riferimento anche per il contemporaneo, con iniziative e attività che alimenteranno quotidianamente l'esistenza permanente del Museo.
In segno di riconoscenza e di vicinanza, il sindaco e assessore alla cultura Mattia Palazzi ha conferito ad Antonio Homem la cittadinanza onoraria. Il sindaco ha voluto anche sottolineare la valenza nazionale ed europea del progetto, pensato per rivolgersi all'intero Paese e al turismo straniero, e riaffermare il ruolo centrale dell'Italia nel rinnovare l'impegno culturale e di valorizzazione dell'arte tutta.
Il percorso espositivo
La prima sala: gli anni '60 tra USA e Europa
L'itinerario dentro la Collezione si apre con tre grandi artisti americani che hanno segnato il passaggio dall'Espressionismo Astratto ad un nuovo interesse verso la rappresentazione della realtà. La Galerie Ileana Sonnabend inaugurò nel 1962 proprio con mostre dedicate a Johns e Rauschenberg, sottolineando la volontà di abbracciare le nuove tendenze nell'arte americana. La controparte europea è rappresentata da artisti presentati dalla Sonnabend negli USA, come Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Arman e Christo. Vediamo quindi l'influenza di questo spirito di rinnovamento che arrivava dagli Stati Uniti nei primi quadri specchianti di Pistoletto e nella peculiare interpretazione di Mario Schifano, che mischia monocromo, gocciolatura del colore e forme dedotte da oggetti "pop", come la televisione, la cartellonistica, e i brand americani più popolari, come Coca Cola ed Esso. Di Schifano è esposta la tela Tempi moderni, del 1962, che ben rappresenta il suo stile di quel periodo. C'è poi il Nouveau Réalisme, vera controparte europea della Pop americana, con Christo e Arman, di cui è esposta un'accumulazione di macchine da scrivere di grande dimensione, sempre del 1962 (Infinity of Typewrites + Infinity of Monkeys + Infinity of Time = Hamlet).
Le seconda sala: da New York a Parigi con la Pop Art
Qui sono protagonisti gli artisti della Pop Art americana, che portò alla prima affermazione della galleria Sonnabend a Parigi, a partire dall'esposizione del marzo 1963 "Pop Art Américain", a cui seguirono le prime personali europee di Lichtenstein e
Segal. La conoscenza degli artisti pop da parte di Ileana era nata a New York, prima del trasferimento in Europa, dove collaborò assiduamente con Leo Castelli, e riconobbe il talento di artisti emergenti come Roy Lichtenstein, Andy Warhol e Claes Oldenburg.

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento - Sala 2 - ph Giuseppe Gradella
Nella seconda sala troviamo quindi opere di Warhol, Lichtenstein, Rosenquist e Wesselmann, caratterizzate dai colori piatti e brillanti, mutuati dalla pubblicita, che superano la gestualità pittorica del periodo precedente. L'attenzione si sposta sulle strategie della produzione industriale e della comunicazione commerciale. lleana comprese la forza della Pop Art non come critica ironica della società dei consumi, ma come fonte d'ispirazione, e come traduzione artistica del potenziale estetico presente in quella realtà.
La terza sala: il Minimalismo
L'itinerario prosegue portanto in mostra artisti protagonisti della stagione del Minimalismo, che si sviluppò negli anni Sessanta come reazione all'Espressionismo, come Donald Judd e Robert Morris. Entrambi inizialmente pittori, abbandonarono la pittura per confrontarsi con lo spazio reale, riducendo l'opera a forme essenziali e privilegiando la chiarezza strutturale.
Da una parte Judd concepiva le sue opere come "oggetti specifici", realizzati da artigiani, mentre Morris considerava le proprie sculture come dispositivi performativi capaci di mettere in relazione spazio, corpo e spettatore. I due artisti furono presentati dalla galleria Sonnabend tra il 1967 e il 1969 artisti, affiancandoli ai californiani Larry Bell, John McCracken e Robert Irwin, cui seguì più tardi John Baldessari.
Bell, che esplora luce e trasparenza, McCracken si concentra sul colore come elemento strutturale, ampliando così il vocabolario minimalista oltre la pura forma geometrica. John Baldessari, con i suoi Text Paintings (1966-68), anticipa l'Arte Concettuale riducendo il quadro alla sua essenza linguistica.
In questa sala sono presenti anche artisti che rappresentano la transizione dal Minimalismo all'Arte Concettuale, come Sol LeWitt, che coi suoi wall drawings cancellabili e riproducibili concepisce opere come insiemi di istruzioni eseguibili, e Mel Bochner e Barry Le Va. Troviamo poi Peter Halley, artista di una generazione successiva, che reinterpreta la geometria minimalista come diagramma della vita urbana contemporanea.
La quarta sala: Robert Morris, Richard Serra e Bruce Nauman
Siamo verso la fine degli anni Sessanta, quando i Sonnabend si interessano ad una nuova tendenza artistica, ospitando a Parigi due personali di Robert Morris, tra cui quella dedicata dedicata ai Felt Pieces, opere in feltro morbido in cui la forma finale è determinata dalla gravità, non da un progetto predefinito. Nello stesso periodo, Richard Serra sperimenta materiali non convenzionali come gomma vulcanizzata e piombo, e lascia che i materiali si dispongono spontaneamente secondo il proprio peso, creando forme autonome e imprevedibili.

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento - ph Giuseppe Gradella
Tra gli artisti portati a Parigi troviamo anche Bruce Nauman, coi suoi Sound Breaking Wall, e l'esplorazione del suono come materiale plastico, convogliando il linguaggio attraverso neon intermittenti che dissociano la comprensione logica.
Keith Sonnier fu invece pioniere nell'uso della luce come medium scultoreo, integrando tubi al neon in installazioni che trasformano l'energia luminosa in esperienza spaziale e psicologica.
Quinta sala: l'Arte Povera italiana
In continuità con le espressioni di "Anti-Form" viste nella sala precedente, passiamo qui alla controparte europea nell'innovazione dei linguaggi artistici nel corso degli anni Sessanta. Fu alla fine di questo decennio che lleana iniziò a presentare regolarmente l'Arte Povera italiana nella sua galleria parigina. Il suo rapporto con artisti italiani era nato a Roma, nel 1961, quando conobbe Schifano e Kounellis. Decisivo fu poi l'incontro con Michelangelo Pistoletto nel 1963, quando lleana acquistò l'intera mostra dei suoi quadri specchianti a Torino, consentendo all'artista di raggiungere una dimensione internazionale. Tramite Pistoletto, i Sonnabend conobbero anche il nucleo torinese dell'Arte Povera e il suo teorico Germano Celant.

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento - ph Itinerarinellarte.it / Giulio Paolini, "Elegia" in una scena di duello - Matita e tempera su tela preparata
In questa sala del Museo troviamo quindi opere di artisti come Zorio, che si concentra sull'energia e i processi fisici della materia, Anselmo, che si interessa a forme di equilibrio precario, Merz, che combina materiali con scritte poetiche al neon, e Calzolari, che attinge a spunti autobiografici per creare opere che usano un trattamento alchemico dei materiali.
L'apertura della sede newyorkese nel 1970 fu dedicata proprio agli artisti italiani, che
lleana avrebbe voluto introdurre stabilmente nel contesto americano, contrastando le forti resistenze di ambiente molto conservatore. Nel 1972 presentò anche Giulio Paolini e Jannis Kounellis, dediti all'analisi della visione, il primo, e della memoria storica e personale, il secondo.
La seconda parte del percorso: dagli anni '70 agli anni 2000 - sale 6-9
Dopo uno spazio dedicato all'esposizione temporanea dedicata agli Screen Tests di Andy Warhol (dai ritratti filmati di personaggi realizzati da Warhol tra il 1963 e il 1966), il percorso espositivo riprende con gli artisti, anche europei, che la Sonnabend promosse a partire dagli anni Settanta. Si inizia col duo britannico Gilbert & George, con cui Ileana inaugurò la seconda galleria a New York nel 1971, con la sede a SoHo. In quel decennio i Sonnabend erano interessati ad artisti capaci di ampliare i confini della pittura e della scultura, utilizzando linguaggi diversi, come la fotografia e la performance.

Sonnabend Collection Mantova - Installation view - foto Itinerarinellarte.it / John Baldessari, Grimm's Fairy Tales: The Story of One Who Set Out to Study Fear, 1982
Ecco quindi John Baldessari, che combina fotografie trovate con elementi dipinti o testi, Christian Boltanski, che costruisce installazioni usando vecchie fotografie di sconosciuti, oggetti quotidiani e abiti usati, Bernd e Hilla Becher, che fotografano metodicamente edifici industriali abbandonati o torri d'acqua, come nell'opera qui esposta.
Sul lato della performance, quanto mai controversa fu quella di Vito Acconci del 1972, Seedbed, quando nascosto sotto una rampa di legno in galleria si masturbava creando una situazione di estrema tensione psicologica nei visitatori. A New York la Sonnabend Gallery ospitò anche la prima retrospettiva americana di Piero Manzoni, curata da Germano Celant. Di Manzoni incontriamo nella sesta sala l'opera Corpo d'aria, dove l'aria soffiata in un palloncino diventa una reliquia evocativa di un corpo assente.
Si prosegue con un mix di fotografia, pittura, installazione e scultura, con opere accomunate dall'esplorazione di dimensioni eccentriche del reale o dell'immaginario.
Richard Artschwager crea delle sculture di oggetti quotidiani con materiali inconsueti, trasformando arredi domestici in presenze inquietanti.
William Wegman la costruzione fotografica per suscitare spaesamento, Boyd Webb crea tableaux vivants, Andrea Robbins e Max Becher documentano l'assurdo della realtà che mischia contesti culturali differenti. In questo contesto sono inseriti anche Luigi Ontani (presente con Polittico dell'Olimpo del 1975), che usa la fotografia e la body art per reinterpretare il passato, e i francesi Anne e Patrick Poirier, che del passato fanno una memoria da salvaguardare. La fotografia è utilizzata anche da Hiroshi Sugimoto, qui presente con una serie in bianco e nero degli anni Novanta, per dare una personale interpretazione di concettualismo e minimalismo, con particolari tecniche di esposizione e sviluppo.

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento - Sala 8 - ph Giuseppe Gradella
Si prosegue negli anni Ottanta, con ricerche artistiche, tra scultura e pittura, di Terry Winters e Carroll Dunham, Peter Fischli e David Weiss, Robert Feintuch e Rona Pondick.
Ancora fotografia, capace di evocare riferimenti alla storia della pittura, con Candida Höfer, Elger Esser e Lawrence Beck, Clifford Ross e Matthias Schaller. Candida Höfer ed Elger Esser furono allievi di Bernd e della celebre "Scuola di Düsseldorf". I paesaggi di Esser e Beck evocano le vedute veneziane settecentesche, recuperando processi storici come la stampa su cartolina, o esplorando giardini italiani intrecciando natura e architettura. Clifford Ross rappresenta il sublime naturale attraverso la rivoluzionaria fotocamera R1 da lui progettata. Infine Matthias Schaller fotografa in dettaglio le tavolozze di maestri come Cézanne, interpretandole come autoritratti involontari che svelano il pensiero creativo.
Tutti questi artisti sono legati alla Sonnabend Gallery per avervi esposto dalla metà degli anni Novanta.
Arriviamo dunque alle ultime due sale, la decima e l'undicesima.
La decima sala: il Neo-Espressionismo tedesco
Ileana Sonnabend e Antonio Homem scoprirono il Neo-Espressionismo
tedesco alla Biennale di Venezia del 1980, con Kiefer e Baselitz. Di Kiefer sono qui presenti due opere del 1978, Baum mit Palette e Wege der Weltweisheit: Die Hermannsschlacht. Colpisce in particolare l'opera del ciclo Wege der Weltweisheit, dove sovrappone volti di filosofi tedeschi alla foresta germanica - simbolo primordiale distorto dalla propaganda nazista. Un'opera capace di affrontare la memoria collettiva tedesca senza retorica consolatoria.

Sonnabend Collection Mantova - Installation view - foto Itinerarinellarte.it / Penck A. R., Verteidigung (Defence), 1982
E' poi presente un grande lavoro di A.R. Penck, Verteidigung (Defence) del 1982, artista che la galleria introdusse al pubblico americano con una personale nel 1981. Quella mostra, seguita da una seconda dedicata a Baselitz, ebbero un grande successo, tanto da produrre un grande interesse in America verso l'arte europea degli anni Ottanta.
Troviamo poi Jörg Immendorff con Ewiges Braunhemd del 1983, esempio della sua pittura, densa e onirica, dove trasforma simboli della tradizione tedesca in allegorie perturbanti.
L'undicesima sala: il Neo-pop
Negli anni Ottanta la Sonnabend Gallery si impone anche come punto di riferimento per una nuova generazione di artisti che rielaborava la Pop Art attraverso strategie concettuali e un nuovo rapporto con gli oggetti di consumo. Ileana Sonnabend e Antonio Homem riconoscono in Jeff Koons, Peter Halley, Ashley Bickerton e Haim Steinbach la capacità di rinnovare il linguaggio con cui l'arte guardava a pubblicità, design e oggetti quotidiani. Di Koons qui troviamo Wild Boy and Puppy della serie Banality, Teapot, del 1979, che eleva elettrodomestici banali, e Dolphin (2002) e Gazing Ball (2014), dove traspone la classicità greco-romana nelle tattiche della comunicazione contemporanea, con una reinterpretazione del ready-made duchampiano.

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento Sala 11 - ph Giuseppe Gradella
Di Haim Steinbach troviamo una delle sue scaffalature, Ultra red #1 del 1986, mentre di Ashley Bickerton è esposta una delle sue «contemplative wall units» - Wall-Wall Sportif (Liberia) del 1987 - unità murali dove coesistono astrazione minimale e figurazione popolare.
Queste opere portano alle estreme conseguenze una tendenza inaugurata dalla Pop Art decenni prima, rinnovando una nuova sensibilità che trasformava oggetti quotidiani in icone dell'arte contemporanea.
Pubblicato il 03/12/2025
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