Il nostro viaggio tra le novità nel mondo dell'arte in Italia questa settimana parte dal Museo Diocesano di Milano, per incontrare un capolavoro di Hans Memling. Ci spostiamo quindi al Museo Civico San Domenico di Forlì per una delle grandi inaugurazioni della scorsa settimana, con la mostra dedicata al Barocco. Nord e sud Europa trovano un'originale congiunzione nei viaggi e nelle visioni di M.C. Escher, che incontriamo a Padova. Nella vicina Vicenza è protagonista il Romanticismo italiano con Francesco Hayez. In chiusura spazio ai libri d'artista, in un confronto con la figura di Hendrik Christian Andersen.
1. Hans Memling. La Crocifissione
Quando: 19 febbraio 2026 - 17 maggio 2026
Luogo: Milano, Museo Diocesano di Milano

La Crocifissione di Hans Memling (1467-1470) - Collezione Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza
In occasione della Quaresima e della Pasqua, il Museo Diocesano di Milano dedica una mostra alla Crocifissione di Hans Memling, databile intorno al 1467-1470 e proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.
Il fulcro dell'esposizione è la tavola del maestro fiammingo, costruita attorno alla figura centrale di Cristo crocifisso. Alla sinistra si trovano San Giovanni Evangelista che sorregge la Vergine e la Maddalena inginocchiata; a destra compaiono San Giovanni Battista con l'agnello e San Bernardo di Chiaravalle. In primo piano è raffigurato anche il committente, l'abate cistercense Jan Crabbe, inginocchiato.
Lo sfondo è occupato da un paesaggio collinare visto a volo d'uccello, descritto con precisione analitica, secondo la tradizione fiamminga. I colori brillanti, i profili netti dei panneggi e l'intensità espressiva dei volti richiamano i modelli di Rogier van der Weyden, presso cui Memling si formò. Al tempo stesso si riconoscono elementi che anticipano la sua evoluzione verso soluzioni più pacate e meno drammatiche.
L'elemento distintivo della mostra è il dialogo tra l'opera storica e interventi contemporanei, realizzati in collaborazione con Casa Testori. La tavola diventa punto di riferimento per quattro artisti invitati a confrontarsi con la composizione e con i suoi dettagli iconografici.
Stefano Arienti propone una riflessione pittorica sul Crocifisso come asse visivo e simbolico dell'opera. Matteo Fato presenta un dipinto su tela inserito in un'installazione in cui il cavalletto, costruito dall'artista, è parte integrante del lavoro. Julia Krahn realizza un dittico fotografico che si concentra sull'immedesimazione nella figura di Maria sotto la croce. Danilo Sciorilli sviluppa un trittico video basato su una performance realizzata nel suo paese d'origine.... leggi il resto dell'articolo»
La mostra si segnala quindi per il confronto diretto tra un capolavoro del Quattrocento fiammingo e linguaggi contemporanei differenti, dalla pittura alla video arte, offrendo al visitatore una rilettura di un'immagine devozionale storica con uno sguardo contemporaneo e strumenti espressivi diversi. Scopri di più.
2. Il Barocco dalle origini alla riscoperta nel Novecento a Forlì
Quando: 21 febbraio 2026 - 28 giugno 2026
Luogo: Forlì, Museo Civico San Domenico

Carlo Maratti - Ritratto di Clemente IX (Rospigliosi, 1667-1669) 1669 olio su tela Città del Vaticano, Musei Vaticani
Al Museo Civico San Domenico di Forlì, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizza una grande esposizione dedicata alla cultura barocca, intesa come fenomeno che attraversa il Seicento e segna l'avvio della modernità europea.
La mostra nasce da un ampio progetto di studi e propone una visione complessiva del Barocco: il ruolo centrale di Roma, l'importanza delle corti europee, il peso delle committenze e le strategie di rappresentazione del potere. Il percorso prende avvio dal confronto con la raffigurazione del dramma in età ellenistica e con le sperimentazioni spaziali del tardo manierismo, per arrivare al realismo di Caravaggio, indicato come momento di svolta verso una nuova intensità dello sguardo.
Roma è il fulcro della narrazione, che si estende poi all'Europa seguendo la diffusione del linguaggio barocco nella seconda metà del Seicento, in relazione ai mutamenti politici del continente.
In mostra circa 200 capolavori provenienti da importanti musei europei, tra cui l'Albertina di Vienna, il Museo del Prado di Madrid, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi e il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il percorso si articola in dieci sezioni.
Tra gli artisti presenti figurano Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona, Artemisia e Orazio Gentileschi, Guido Reni, Peter Paul Rubens, Nicolas Poussin e Francisco de Zurbarán.
Un elemento distintivo della mostra è l'attenzione alla riscoperta novecentesca del Barocco e al suo influsso sulle avanguardie e sugli artisti del XX secolo. Opere di Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Umberto Boccioni e Francis Bacon, tra gli altri, mettono in evidenza la persistenza di tensioni formali ed espressive che trovano nel Seicento un precedente significativo.
La mostra di Forlì ci consente quindi di approfondire un'intera stagione culturale, a partire dalle sue radici, con la sua diffusione europea e infine nelle sue ricadute fino all'arte del Novecento. Scopri di più.
3. M.C. Escher - Tutti i capolavori
Quando: 18/02/2026 - 19/07/2026
Luogo: Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano

M.C. Escher Mano con sfera riflettente, 1935 Litografia, 318x213 mm Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved (taglio parziale)
Il Centro Culturale Altinate | San Gaetano ospita la più ampia esposizione dedicata a M.C. Escher, con oltre 150 opere che ripercorrono l'intera carriera dell'artista olandese, che visse a lungo in Italia, dagli esordi agli ultimi lavori.
Incisore tra i più noti del Novecento, Escher (1898-1972) ha sviluppato una ricerca fondata su tassellazioni, metamorfosi, paradossi prospettici e rappresentazioni dell'infinito. Dopo la formazione nei Paesi Bassi, visse a lungo in Italia (1922-1935), soprattutto a Roma, viaggiando nel Centro e nel Sud e traducendo in xilografie e litografie paesaggi, borghi e architetture medievali. In questi anni si definiscono l'attenzione analitica al dettaglio e l'interesse per strutture spaziali complesse.
Le mostre dedicate ad Escher sono tra le più visitate degli ultimi anni, in ogni riproposizione in giro per il mondo. Il percorso espositivo di Padova è articolato in sezioni tematiche e cronologiche: dagli inizi con le prime xilografie influenzate da Art Nouveau e Simbolismo, fino a quella che viene definita la Eschermania, che rappresenta la diffusione internazionale della sua opera dagli anni Cinquanta fino alla sua fortuna nella cultura visiva.
Nel mezzo scopriamo l'Escher paesaggista nel periodo italiano, con vedute e serie come i Flor de Pascua e gli Emblemata, proseguendo con la scoperta delle Tassellazioni, avviate dopo il viaggio del 1936 all'Alhambra di Granada. A partire da queste, Escher studia le simmetrie e realizza un catalogo di 137 acquerelli come base per composizioni e metamorfosi.
Dopo le Metamorfosi, troviamo le opere in cui è centrale la struttura dello spazio, con sfere riflettenti, solidi regolari e superfici come il nastro di Möbius, che alimentano illusioni ottiche e distorsioni prospettiche.
Non potevano poi mancare i suoi celebri paradossi geometrici, con lavori come Relatività, Belvedere, Galleria di stampe, Salire e scendere e Cascata, costruiti su architetture apparentemente plausibili ma impossibili.
A Padova sono presenti tutti i suoi capolavori, tra cui figurano Mano con sfera riflettente (1935), Giorno e notte (1938), Metamorfosi II (1939-1940), Relatività (1953) e Belvedere (1958).
Elemento distintivo della mostra è l'impianto didattico ed esperienziale. Accanto alle opere originali sono presenti installazioni interattive come la Relativity Room, che altera la percezione di orientamento e scala, la Mirror Room, dedicata ai riflessi moltiplicati, e postazioni ispirate a Mano con sfera riflettente e a Galleria di stampe, dove il pubblico può sperimentare direttamente i meccanismi dell'"effetto Droste".
L'offerta si completerà presto ai Musei Civici Eremitani con un'installazione in realtà virtuale che consente di entrare nelle architetture impossibili escheriane e muoversi al loro interno. Scopri di più.
4. Francesco Hayez ospite al Chiericati di Vicenza
Quando: 20 febbraio 2026 - 17 maggio 2026
Luogo: Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati
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Francesco Hayez, Crocifisso con la Maddalena genuflessa e piangente, Museo Diocesano Milano
Abbiamo aperto la rassegna con la Crocifissione di Hans Memling, capolavoro delle collezioni civiche vicentine concesso in prestito al Museo Diocesano di Milano. Ora il percorso conduce proprio al Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, dove è esposta l'opera che il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ha a sua volta concesso in cambio: un dipinto ottocentesco dedicato allo stesso tema.
Per la rassegna "Ospiti al Chiericati", il museo vicentino accoglie infatti il Crocifisso con la Maddalena genuflessa e piangente (1827), tra le prove più significative della pittura sacra di Hayez e rara testimonianza della sua produzione religiosa giovanile.
La tela fu commissionata dalla famiglia Isimbardi Casati per la chiesa parrocchiale di Muggiò, sua collocazione originaria. Realizzata pochi anni dopo il trasferimento dell'artista nella Milano asburgica (1823), quando Hayez si stava affermando come pittore di storia, l'opera mostra una costruzione attenta della scena: la Maddalena, inginocchiata, abbraccia la croce in un paesaggio del Calvario al tramonto.
La composizione coniuga la tensione romantica verso la bellezza ideale con un naturalismo controllato, che guarda alla tradizione di Tiziano e di Caravaggio; per la figura di Cristo il riferimento è ai Crocifissi di Antoon van Dyck.
Il dipinto sarà presentato al pubblico il 26 marzo alle 17.30 nel Salone d'Onore di Palazzo Chiericati, nell'ambito del ciclo "MUSEo in Mostra", con un intervento di Valeria Cafà e Nadia Righi. Scopri di più.
5. Libri d'artista a Roma | Omaggio a Hendrik Christian Andersen
Quando: 16 febbraio 2026 - 19 aprile 2026
Luogo: Roma, Casa Museo Hendrik Christian Andersen

Libro d'artista di Francesca Cataldi
In chiusura di questa rassegna settimanale vogliamo soffermarci su una forma espressiva meno popolare rispetto a pittura e scultura, ma praticata da numerosi artisti del Novecento e contemporanei: il libro d'artista. Un ambito che unisce parola, immagine e progetto grafico, e che in questa occasione diventa strumento di confronto con una figura internazionale legata a Roma.
La Casa Museo Hendrik Christian Andersen ospita a Roma la collettiva Una visione internazionale – Libri d'artista | Omaggio a Hendrik Christian Andersen, coordinata da Maria Giuseppina Di Monte e curata da John David O'Brien per gli artisti americani e da Stefania Severi per quelli italiani, in collaborazione con Veronica Brancati.
Hendrik Christian Andersen, nato a Bergen nel 1872 ed emigrato negli Stati Uniti con la famiglia, si stabilì a Roma nel 1899. Scultore, pittore e urbanista, fece costruire Villa Helene, oggi sede del museo, dove aveva anche il proprio studio. Gran parte della sua attività fu dedicata al progetto utopico del World Centre of Communication, promosso attraverso il volume Creation of a World Centre of Communication, corredato da mappe e disegni, oggi conservati nell'archivio del museo.
La mostra prende avvio da una riflessione sull'opera e sulla biografia dell'artista e coinvolge venti autori: dieci americani dell'area di Los Angeles e dieci italiani, prevalentemente attivi a Roma. Ognuno ha realizzato un libro d'artista ispirato ad Andersen, utilizzando materiali e tecniche differenti. Il libro diventa così spazio di interpretazione personale, tra elementi visivi, progettuali e narrativi.
Tra gli artisti italiani partecipano Letizia Ardillo, Vito Capone, Antonella Cappuccio, Francesca Cataldi, Elisabetta Diamanti, Luigi Manciocco, Roberto Mannino, Lucia Pagliuca, Riccardo Pieroni e Maria Grazia Tata. Per l'area americana sono presenti Dawn Arrowsmith, Margaret Griffith, Alex Kritselis, Jonna Lee, Mark Licari, Erika Lizée, John David O'Brien, Carolie Parker, Jody Zellen e Alexis Zoto.
Elemento distintivo dell'esposizione è il confronto tra le due anime di Andersen, quella americana e quella italiana, riproposto attraverso il dialogo tra artisti provenienti dai due contesti. La mostra, già presentata tra novembre e dicembre 2025 alla Biblioteca dell'Art Center di Los Angeles, arriva ora a Roma in un allestimento che si integra con le sale e con il patrimonio permanente della Casa Museo. Scopri di più.
Pubblicato il 24/02/2026 dalla Redazione
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