Da Milano a Roma, passando per Firenze e Cervia, incontreremo i corpi dormienti di Mimmo Paladino, le riflessioni di Narine Arakelian sul valore del “pane quotidiano”, il progetto corale di Endless Summer, le visioni ibride di Pol Taburet e la tape art di No Curves.
1. Mimmo Paladino. I Dormienti a Milano
Quando: 16 maggio - 26 luglio 2026
Luogo: Milano, Palazzo Citterio
Mimmo Paladino torna a esporre a Milano in uno spazio pubblico con un progetto pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio, dove riallestisce I Dormienti, una delle sue opere più note, insieme a un nucleo di lavori su carta del 1973. La mostra, curata da Lorenzo Madaro in collaborazione con l’Archivio Paladino, mette in relazione l’installazione con l’architettura ipogea dello spazio progettato da James Stirling.
La serie dei Dormienti, concepita alla fine degli anni Novanta, è composta da trentadue sculture in terracotta derivate dalla stessa matrice ma ricombinate ogni volta in modo diverso a seconda del luogo espositivo. I corpi distesi, raccolti in posizione fetale, evocano una dimensione sospesa tra sonno, memoria e attesa. L’opera richiama tanto i calchi pompeiani quanto i celebri disegni realizzati da Henry Moore nei rifugi antiaerei londinesi durante la seconda guerra mondiale.
L’allestimento mantiene il carattere ambientale che ha accompagnato le principali presentazioni dell’opera, a partire dalla Roundhouse di Londra del 1999, dove Paladino collaborò con Brian Eno. Anche a Milano sarà riproposta la traccia sonora composta dal musicista britannico, sottolineando la costante apertura dell’artista verso il dialogo tra arti visive, musica e spazio.
Accanto all’installazione, una sala adiacente ospita quindici grandi disegni inediti del 1973, conservati per decenni nello studio dell’artista a Paduli. Sono lavori che documentano una fase iniziale della ricerca di Paladino, quando il disegno e il colore diventano strumenti per allontanarsi dalle tendenze concettuali e minimaliste allora dominanti. In queste opere emergono già il rapporto con il mito e la costruzione simbolica delle immagini che attraverseranno tutta la sua produzione.
La mostra si inserisce nel percorso di approfondimento dedicato all’arte italiana contemporanea sviluppato da Palazzo Citterio e dalla Grande Brera, concentrandosi sul rapporto tra opera e ambiente, elemento centrale nella ricerca di Paladino dagli anni Settanta a oggi. Scopri di più.
2. Narine Arakelian. Pane
Quando: 15 maggio - 30 maggio 2026
Luogo: Firenze, Accademia delle Arti del Disegno – Sala delle Esposizioni
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Narine Arakelian. Pane, foto allestimento
Dalla dimensione simbolica e archetipica evocata da Paladino si passa alla riflessione sociale e spirituale sviluppata da Narine Arakelian nella mostra Pane, allestita all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Il progetto ruota attorno a una grande scultura in tufo rosa armeno che riproduce un pane spezzato in tredici parti, richiamando l’Ultima Cena e il valore rituale della condivisione.
L’opera affronta il tema del “pane quotidiano” nell’epoca contemporanea, mettendo in relazione bisogni concreti e sistemi economici immateriali. La superficie della scultura è attraversata da simboli riconducibili alla cultura digitale e alle criptovalute, inseriti come segni di una fiducia crescente in strutture astratte spesso distanti dalle condizioni materiali della vita.
Il pane, qui trasformato in pietra e quindi impossibile da consumare, diventa allegoria della distanza tra nutrimento reale e promesse di sicurezza virtuale. La scelta del tufo armeno collega l’opera alle tradizioni architettoniche e religiose del paese d’origine dell’artista, mentre il riferimento a Matera introduce il tema della comunità e del pane come elemento di sopravvivenza collettiva.
Il percorso include anche il video Rinascita Subconscia e una selezione di lavori recenti tra pittura, installazione e scultura, nei quali ricorre il segno “TO ₿E”, sintesi visiva tra dimensione esistenziale e linguaggi digitali. L’intera mostra insiste sulla tensione tra memoria storica e trasformazioni contemporanee.
Nata nel 1979 e attiva tra Venezia e Los Angeles, Narine Arakelian sviluppa una pratica multidisciplinare che unisce tecniche tradizionali, installazione, video e intelligenza artificiale. La sua ricerca affronta da anni temi legati all’identità, alla memoria culturale e alla giustizia sociale, spesso attraverso il recupero di simboli e rituali appartenenti alla storia collettiva. Scopri di più.
3. Endless Summer a Cervia
Quando: 16 maggio - 01 luglio 2026
Luogo: Cervia, Magazzino del Sale

Paola Pivi, Don't disturb me, 2007. Courtesy Videoinsight® Collection
Il tema della memoria condivisa lascia spazio, a Cervia, a una riflessione più ampia sull’immaginario contemporaneo con la seconda edizione di Endless Summer, progetto triennale ideato da MAGMA APS e ospitato negli spazi del Magazzino del Sale.
La mostra prende come punto di partenza l’idea di un’estate senza fine, intesa non tanto come stagione reale quanto come stato mentale e dispositivo narrativo. Il progetto riunisce artiste e artisti di generazioni e linguaggi differenti, invitati a confrontarsi con temi legati al tempo sospeso, alla percezione, alla nostalgia e alla dimensione utopica dell’estate.
La struttura curatoriale si basa su una collaborazione aperta tra curatori provenienti da istituzioni, spazi indipendenti e realtà no profit. Il formato della mostra viene descritto come una sorta di “jam session” curatoriale, costruita attraverso accostamenti liberi tra opere e pratiche differenti.
Il percorso comprende pittura, fotografia, video, performance e installazione, con la partecipazione di figure storiche e protagonisti della scena contemporanea internazionale come Andy Warhol, Nan Goldin, Maurizio Cattelan, Paola Pivi, Francesco Vezzoli, Luigi Ghirri e Laure Prouvost, accanto a numerosi artisti emergenti.
Il titolo deriva dall’omonimo documentario sul surf realizzato da Bruce Brown negli anni Sessanta, in cui un gruppo di surfisti attraversa i due emisferi alla ricerca di un’estate perpetua. La mostra riprende quel paradosso per riflettere su un’idea di felicità continuamente inseguita ma destinata a rimanere irraggiungibile.
Attiva dal 2014 sul territorio romagnolo, MAGMA sviluppa progetti interdisciplinari che mettono in relazione arti visive, musica, performance e contesti urbani o paesaggistici, con particolare attenzione al rapporto tra pratiche contemporanee e identità dei luoghi. Scopri di più.
4. Pol Taburet a Villa Medici
Quando: 16 maggio - 15 luglio 2026
Luogo: Roma, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma

Pol Taburet a Villa Medici
Se Endless Summer lavora su una dimensione collettiva e atmosferica, Pol Taburet concentra invece la sua ricerca su tensioni psicologiche e immagini interiori. Villa Medici dedica all’artista francese il quarantesimo appuntamento del ciclo Art Club, curato da Pier Paolo Pancotto.
Paranoia as a Method presenta una serie di dipinti, disegni e sculture realizzati durante la residenza dell’artista a Villa Medici. Le opere sono popolate da figure ibride, sospese tra umano e animale, che sembrano attraversare stati di trasformazione e passaggio.
La pratica di Taburet si sviluppa attraverso un procedimento istintivo, nel quale immagini e significati emergono direttamente durante l’esecuzione del lavoro. I suoi dipinti utilizzano spesso colori fortemente contrastati e forme deformate, costruendo atmosfere inquietanti ma mai puramente narrative.
Il dialogo con gli spazi storici di Villa Medici è uno degli elementi centrali del progetto Art Club, che da dieci anni invita artisti contemporanei a confrontarsi con l’architettura e la storia della sede romana dell’Accademia di Francia.
Nato nel 1997 e formatosi all’École Nationale Supérieure d’Arts di Parigi-Cergy, Pol Taburet è tra i nomi più osservati della nuova scena artistica francese. Negli ultimi anni ha esposto in istituzioni e fondazioni internazionali tra Parigi, Berlino, Madrid, Shanghai e Seoul, partecipando anche alla Biennale di San Paolo del 2025. Scopri di più.
5. No Curves. EGO
Quando: 15 maggio - 16 giugno 2026
Luogo: Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana

No Curves. EGO - Allestimento Ambrosiana - ph.Federico Laddaga
Anche la mostra di No Curves mette in relazione linguaggi contemporanei e patrimonio storico, ma attraverso un approccio che intreccia street art, cultura visiva digitale e reinterpretazione dei capolavori dell’arte classica. La personale EGO – Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori è ospitata dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
L’artista rilegge alcune opere simbolo della collezione attraverso la propria tecnica basata sull’uso esclusivo del nastro adesivo. Figure rinascimentali e ritratti storici vengono trasformati mediante geometrie essenziali e dall’assenza totale di curve, cifra stilistica che caratterizza da anni la sua ricerca.
Elemento ricorrente dell’esposizione è il balaclava, utilizzato come simbolo di anonimato e insieme di sovraesposizione contemporanea. Il passamontagna diventa così una chiave per riflettere sull’identità costruita attraverso i social media e sull’equilibrio tra autenticità e rappresentazione pubblica.
Tra le opere reinterpretate compaiono il Musico di Leonardo, trasformato in una figura sospesa tra DJ e influencer, lavori ispirati a Caravaggio e ritratti storici della collezione Ambrosiana. Accanto a queste riletture, la mostra presenta anche due serie inedite: Maschere Silenziose, dedicata alla sperimentazione sul vetro, e Metamorfosi di Carta, costruita a partire da immagini provenienti dal mondo editoriale e della moda.
No Curves è considerato uno dei principali esponenti internazionali della tape art. Attivo da oltre dieci anni, ha collaborato con istituzioni culturali, brand e realtà del mondo della musica, dello sport e della moda, sviluppando un linguaggio che combina estetica urbana, design e cultura pop. Scopri di più.
Pubblicato il 19/05/2026 dalla Redazione
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