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Da Segantini a Van Gogh. Grandi mostre e aperture straordinarie durante le Feste di fine anno

Grandi esposizioni monografiche e importanti collezioni che consentono di ripercorrere capitoli fondamentali della storia dell'arte: in questo fine 2025 gli appassionati d'arte hanno la fortuna di poter scegliere tra tante mostre imperdibili che coinvolgono i grandi protagonisti tra Otto e Novecento, come Picasso, Van Gogh, Modigliani, Chagall, Segantini, fino alle proposte contemporanee.

Vincent van Gogh, Auvers, campi di grano con mietitore, 1890, olio su tela, cm 73,6 x 93. Toledo Museum of Art. Esposto al Museo Santa Caterina di Treviso per la mostra Da Picasso a Van Gogh.

Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che scelgono di inserire, nei giorni tra Natale e l'Epifania, la visita a una città d'arte, a un museo o a una mostra. Un'abitudine che si inserisce in un trend generalmente favorevole al turismo culturale, alimentato anche da esposizioni temporanee di grande richiamo. Anche quest'anno non farà eccezione: si confermano infatti le aperture diffuse durante le festività, con la sola eccezione del 25 dicembre. Domenica 4 gennaio, inoltre, torna l'appuntamento con la Domenica al Museo, l'iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l'ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali, a cui si affiancano altre importanti sedi espositive, come le Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo o il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto.

Prima di fornire alcune coordinate utili per orientarsi tra giorni e orari di apertura nelle settimane che precedono e seguono il Capodanno, e di approfondire le iniziative legate alla gratuità nella prima domenica dell'anno, vogliamo richiamare l'attenzione su alcune delle mostre più interessanti visitabili in questo periodo. Si tratta di esposizioni che abbiamo già presentato nei giorni e nelle settimane passate e che meritano a pieno titolo l'attributo di "imperdibili".

Per dovere di sintesi non è possibile ricordarle tutte né coprire in modo uniforme l'intero territorio nazionale; segnaliamo però che, attraverso il nostro motore di ricerca e le pagine dedicate a regioni e province, è possibile individuare molte altre mostre attualmente in corso.

A Treviso c'è un viaggio nella storia dell'arte firmato Marco Goldin

Al Museo Santa Caterina di Treviso, Picasso, Van Gogh e i Capolavori dal Toledo Museum of Art propone un viaggio nell'arte dell'Otto e Novecento, dall'Impressionismo all'astrazione, in un racconto originale concepito da Marco Goldin, a partire da un insieme di capolavori provenienti dal Toledo Museum of Art, museo d'arte dell'Ohio, Stati Uniti. Un percorso espositivo inusuale, in cui la prima opera in mostra è più vicina alla contemporaneità, e che si conclude con un dipinto di ottant'anni prima, del 1890, un capolavoro di Van Gogh dipinto negli ultimi giorni della sua vita.

L'ambizione del progetto emerge già dal titolo, che pone al centro due degli artisti più amati dal grande pubblico – Picasso e Van Gogh – protagonisti, insieme agli Impressionisti, delle grandi mostre curate da Goldin a Treviso e in altre città venete dalla fine degli anni Novanta per circa vent'anni. "Dall'astrazione all'Impressionismo" indica il senso cronologico costruito da Goldin nelle sale del Museo Santa Caterina, dove l'itinerario si apre con una grande tela di Richard Diebenkorn del 1970, Ocean Park n. 32, dominata dalle tonalità del giallo, del blu e dell'azzurro: gli stessi colori che ricompaiono, nell'ultima sala, in un capolavoro di Van Gogh.

Allestimanto mostra: l'opera di Hopper

Da Picasso a Van Gogh - Museo Santa Caterina, foto allestimento (Edward Hopper, Figure a teatro, 1927, olio su tela, cm 101.9 x 122.6, Toledo Museum of Art, acquistato con fondi del Libbey Endowment, dono di Edward Drummond Libbey, inv. 1935.49 © Heirs of Josephine N. Hopper)

Tra le opere più significative tra i due estremi del percorso espositivo troviamo un magnifico olio su tela di Edward Hopper, Figure a teatro (1927), un dipinto di notevoli dimensioni, circa 100×120 cm, le ninfee di Monet, presenti in mostra con una grande tela del 1914-1917, una tela di Pissarro del 1881 che fu esposta nella settima mostra impressionista, e capolavori della pittura di paesaggio, come quelli di Gauguin e Cezanne, o le opere di Sisley del 1874 e un paesaggio normanno di Renoir.

Il viaggio termina con l'opera di Van Gogh, in uno dei momenti più intensi dell'intera mostra, perché il Campi di grano con mietitore qui esposto fu dipinto dall'artista olandese appena una settimana prima la sua tragica morte, avvenuta a Auvers-sur-Oise nella notte tra il 28 e il 29 luglio del 1890. Scopri di più....leggi il resto dell'articolo»

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A Bassano del Grappa una mostra memorabile sul talento di Giovanni Segantini

La città del Ponte degli Alpini, progettato da Andrea Palladio, presenta una grande mostra che vuole restituire a Giovanni Segantini la statura di protagonista assoluto dell'arte europea della seconda metà dell'Ottocento, grazie ai numerosi prestiti provenienti dalla Galleria Civica Segantini di Arco e dal Museo Segantini di St. Moritz.

Segantini, il Ritorno dal Bosco

Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco, 1890. © Segantini Museum St. Moritz - Deposito della Fondazione Otto Fischbacher Giovanni Segantini

La mostra ricostruisce l'intero percorso artistico dell'artista nato ad Arco nel 1858: dal periodo di formazione, in cui entra in contatto e si confronta con gli esponenti del Naturalismo lombardo e della Scapigliatura, fino agli ultimi anni trascorsi a Savognin e a Maloja, dove si dedica al simbolismo naturalistico. Si parte quindi dalle opere milanesi, dove si riconosce già la grande attenzione che Segantini riserva al tema del colore e della luce, per proseguire con il periodo trascorso in Brianza, tra il 1880 e il 1886, dove spicca un vero capolavoro della concezione naturalista di Segantini, in cui luce e colore sono studiati sul vero: La Ninetta del Verzée. Tra le opere su cui soffermarsi c'è il soggetto che contribuì a costruire la sua fama nel nord Europa, conquistando un importante mercato collezionistico: nel 1883 vinse infatti la medaglia d'oro all'Esposizione di Amsterdam con la prima versione dell'Ave Maria a trasbordo.

Nella ricostruzione dei rapporti di Segantini con l'arte europea del tempo, la mostra ci consente di ammirare capolavori di Jean-François Millet - presente il suo dipinto La pastorella con il suo gregge in prestito del Musée d'Orsay - e una serie dedicata al soggetto del Seminatore, figura centrale nella poetica di Millet, dove compare anche un disegno di Vincent van Gogh.

Il secondo piano della mostra racconta l'evoluzione della pittura di Segantini verso il Divisionismo, con la ricerca della luce nel colore, che sfocerà nel simbolismo naturalistico, dove il vitalismo del colore e della luce prevalgono sullo stesso soggetto. Tra le opere più significative esposte c'è il Ritorno dal bosco, della fine degli anni Ottanta, scelto come immagine della mostra, in prestito del Museo di St. Moritz, e il suo capolavoro simbolista, La vanità, del 1897, proveniente da Zurigo. Scopri di più.

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A Ferrara il grande racconto dell'opera e della vita di Marc Chagall

La grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, aperta a Palazzo dei Diamanti dal 10 ottobre scorso, racconta la biografia e i molteplici aspetti della produzione di uno dei più importanti e amati maestri dell'arte del Novecento attraverso 200 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, realizzate in oltre mezzo secolo di attività, e due sale che consentono di ammirare in una dimensione coinvolgente e spettacolare suoi capolavori monumentali come la decorazione del soffitto dell'Opéra Garnier di Parigi e la serie di vetrate per la sinagoga dell'Hadassah Medical Center di Gerusalemme.

Foto allestimento mostra a Palazzo dei Diamanti

Foto allestimento: Chagall, testimone del suo tempo

Curata da Francesca Villanti e Paul Schneiter, è una mostra immersiva ma anche introspettiva, quella che accoglie i visitatori, con un allestimento (curato da Gaël Rene), un'illuminazione ed anche una musica originale (composta da Mathias Durand), studiati per consentire al pubblico di immergersi in modo quanto mai intimo e partecipato nella vita e nelle opere del grande artista di origine russa.

Attraverso il suo sguardo poetico, Chagall trasforma l'esperienza personale in riflessione condivisa, svelando come dietro l'apparente semplicità delle sue creazioni si celino temi che toccano ogni essere umano: l'identità, l'esilio, la spiritualità e la gioia di vivere. Scopri di più.

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A Mantova la Sonnabend Collection ci svela i capolavori della Pop americana

A Mantova da meno di un mese è stato inaugurato un nuovo importante museo d'arte contemporanea, realizzato grazie alla collaborazione con la Sonnabend Collection. Il percorso espositivo ripercorre oltre cinquant'anni di storia dell'arte e di collezionismo, a partire dal 1962: l'anno in cui Ileana Sonnabend apre la sua galleria a Parigi con l'obiettivo di promuovere l'arte americana in Europa, contribuendo in modo decisivo alla sua affermazione internazionale.

Sonnabend Collection Mantova

Sonnabend Collection Mantova - Foto allestimento - Sala 2 - ph Giuseppe Gradella

In mostra, oltre ai massimi protagonisti della stagione Pop statunitense, come Rauschenberg, Warhol e Lichtenstein, troviamo opere iconiche degli anni '60 di Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto, dei protagonisti dell'Arte Povera, come Zorio, Kounellis, Paolini, Anselmo, Calzolari e Mario Merz, dei maestri del Minimalismo, come Donald Judd e Robert Morris, e dell'arte concettuale, a partire da Sol LeWitt.

Nella seconda parte del percorso espositivo si prosegue con gli anni '70 e '80, con un mix di fotografia, pittura, installazione e scultura. In mostra opere significative di alcuni degli artisti più influenti in Europa e negli Stati Uniti, tra cui il duo britannico Gilbert & George, John Baldessari, Luigi Ontani, i tedeschi Kiefer, Penck e Jörg Immendorff.

Spazio infine al neo-pop americano, in cui spiccano le opere di Jeff Koons, di cui troviamo Wild Boy and Puppy della serie Banality, Teapot, del 1979, che eleva ad arte banali elettrodomestici, Dolphin (2002) e Gazing Ball (2014). Scopri di più.

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La Belle Époque e le altre mostre di Palazzo Blu a Pisa

De Nittis

Giuseppe De Nittis, Nei campi intorno a Londra, 1875

Fino al 7 aprile 2026, nelle sale di Palazzo Blu di Pisa, la grande mostra "Belle Époque. Pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo" esplora la nascita della modernità artistica ed europea attraverso i capolavori di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, protagonisti assoluti della scena parigina a cavallo tra Otto e Novecento. E insieme a loro altri grandi personalità riconosciute nel panorama artistico internazionale riferito a quel periodo, come Cassatt, Corcos, Degas, Pissarro, Renoir, Sargent, Sisley, e molti altri.

In occasione delle festività, dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, Palazzo Blu propone un'iniziativa speciale rivolta al pubblico, per valorizzare l'offerta culturale nel periodo natalizio. Per un mese, infatti, i visitatori che acquisteranno il biglietto della mostra "Belle Époque. Pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo" potranno accedere gratuitamente al Museo di Palazzo Blu. Con un solo biglietto si potranno visitare tre mostre e la collezione permanente.

Oltre all'esposizione 'Belle Époque', sono aperte al pubblico la mostra fotografica 'Università nel '900. Pisa e le sue istituzioni', che ricostruisce la storia delle istituzioni universitarie e dei centri di ricerca, con immagini selezionate dagli archivi della Fondazione Pisa. E la mostra 'Botticelli a Pisa. Due opere dal museo Jacquemart – Andrè di Parigi', con due dipinti del maestro giunti a Pisa grazie ad uno scambio di opere con il museo parigino e che consentono di ripercorrere una pagina di storia poco nota circa la presenza di Botticelli in città alla fine del '400, impegnato in un lavoro nella Cattedrale.

Nel biglietto è compresa inoltre la visita all'Esposizione permanente, con opere di particolare rilievo quali Clio, Musa della Storia e Cristo e la Samaritana al pozzo di Artemisia Gentileschi, oltre al Ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet;

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A Modena va in scena l'ultima metafisica di Giorgio de Chirico

La mostra "Giorgio de Chirico. L'ultima metafisica", ospitata fino al 12 aprile 2026 a Palazzo dei Musei a Modena, propone un ampio sguardo sull'ultima fase creativa di Giorgio de Chirico, concentrandosi sul decennio 1968–1978, quando l'artista, ormai ottantenne, inaugura la stagione "neometafisica". In questo periodo de Chirico torna ai temi della sua prima metafisica – manichini, Piazze d'Italia, scenari enigmatici – ma con un tono nuovo, segnato da ironia, libertà immaginativa e una leggerezza che sostituisce la visione tragica degli anni giovanili.

La tristezza della Primavera, de Chirico

Giorgio de Chirico: La tristezza della primavera, 1970

Le opere selezionate rivelano un linguaggio rinnovato: colori più vivaci, forme limpide, una pittura che abbandona le densità del periodo "barocco" per una costruzione nitida e una tavolozza smaltata. Non si tratta di repliche delle invenzioni passate, ma di reinterpretazioni mature, in cui memoria e invenzione convivono. Capolavori come Ettore e Andromaca davanti a Troia, L'astrologo e Sole sul cavalletto mostrano come l'artista trasformi i suoi motivi storici in una riflessione personale sulla vita, vista ormai come una commedia. La mostra evidenzia anche il ruolo della critica nel riconoscere questa svolta: dalla sorprendente ammirazione di Buzzati nel 1968 alla definizione ufficiale di "neometafisica" negli anni successivi.

L'ultima produzione di de Chirico emerge come una meditazione luminosa sul tempo, sull'arte e sulla continuità del proprio immaginario, dove Poesia e Pittura diventano sintesi finale della sua visione del mondo. Scopri di più.

A Roma tornano protagonisti l'Impressionismo e le avanguardie parigine

Dal Detroit Institute of Arts arriva al Museo dell'Ara Pacis una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori, dei grandi maestri dell'arte europea dal XIX al XX secolo. In mostra i pionieri dell'impressionismo Degas e Renoir, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell'arte tedesca come Kandinsky e Beckmann.

Renoir al Museo dell'Ara Pacis

Impressionismo e Oltre, Ara Pacis, foto allestimento Ph. Monkeys Video Lab (Pierre Auguste Renoir Donna in poltrona 1874 Detroit Institute of Arts Bequest of Mrs. Allan Shelden III)

La selezione riunita al Museo dell'Ara Pacis comprende un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia, che documentano una fase cruciale della storia dell'arte, attraversata da trasformazioni profonde che contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno.

Molte le opere emblematiche, come i cinque dipinti di Edgar Degas, il celebre Bagnanti di Paul Cézanne e il raffinato Donna in poltrona (1874) di Pierre-Auguste Renoir, scelto come visual della mostra, ai quali si affiancano due opere più tarde di Pissarro e Alfred Sisley. Spazio anche alla Parigi dei primi due decenni del Novecento, quando la capitale francese si afferma come centro artistico mondiale e vede emergere figure decisive come Pablo Picasso e Henri Matisse, ma anche Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine.

Protagonista anche l'avanguardia tedesca con tre dipinti — di Max Pechstein, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger — che appartengono ai grandi movimenti d'anteguerra, Die Brücke e il Blaue Reiter. Scopri di più.

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A Torino la mostra evento di Chiharu Shiota

Chiharu Shiota, artista giapponese nata a Osaka nel 1972, oggi residente a Berlino, ha all'attivo esposizioni in importanti sedi istituzionali in diverse parti del mondo, e nel 2015 è stata selezionata per rappresentare il Giappone alla 56ª Biennale di Venezia.

accumulation searching for the destination

Shiota Chiharu, Accumulation - Searching for the Destination 2014/2019 Suitcase, motor and red rope Dimensions variable Installation view: Shiota Chiharu: The Soul Trembles, Mori Art Museum, Tokyo, 2019 Photo: Kioku Keizo Photo courtesy: Mori Art Museum, Tokyo

La mostra "The Soul Trembles", venne presentata per la prima volta al Mori Art Museum di Tokyo nel 2019, riunendo le più importanti installazioni immersive dell'artista, a cura di Mami Kataoka, direttrice del museo giapponese, che oggi, insieme a Davide Quadrio, direttore del MAO, cura anche la grande mostra monografica che arriva a Torino in anteprima nazionale. Un progetto espositivo che ha richiesto quasi due anni e mezzo di lavoro e che si espande nell'intero edificio che ospita il MAO, avvolgendo e trasformando i suoi spazi, per consentire ai visitatori di vivere un'esperienza davvero totalizzante. Si può effettivamente parlare di un'unica grande installazione, che "invade" l'area delle mostre temporanee fino alle gallerie delle collezioni permanenti, ponendosi in un dialogo diretto anche con le opere del Museo.

Formatasi a Kyoto e poi trasferitasi a Berlino, Shiota ha sviluppato un linguaggio immersivo che fonde performance, installazione ambientale e oggetto trovato. La rivoluzione personale arriva anche attraverso la malattia, che le ha fatto affrontare la fragilità del corpo e del tempo, ma anche la forza della traccia che resta. Il filo, elemento di unione e presenza inquietante al contempo, è il tratto costante nella sua poetica: non solo metafora visiva, ma materia viva che unisce e separa, protegge e libera. Le sue creazioni operano come soglie, invitando il visitatore a varcare limiti noti e a cercare nuove relazioni con se stesso e con l'altro. Scopri di più.

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Dalla Secessione Viennese al Circolo Artistico Tridentino: il Mart presenta Luigi Bonazza

Formatosi nel clima della Secessione viennese, Luigi Bonazza fu uno dei protagonisti del fermento culturale di inizio secolo, in quel Trentino che fu cerniera tra mondi culturali diversi ma profondamente legati tra loro. A quarant'anni dall'ultima grande mostra a lui dedicata, il Mart presenta un'ampia retrospettiva sulla sua opera e sull'epoca che lo ha visto entusiasta discepolo dei modelli secessionisti e ispiratore di una generazione di artisti trentini.

Notte d'Estate di Luigi Bonazza

Luigi Bonazza Notte d'estate, (1929) Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Provincia autonoma di Trento - Soprintendenza per i beni culturali

L'esposizione si apre con una "galleria viennese", che tratteggia il clima culturale dell'epoca, con opere di alcuni maestri della Secessione, tra i quali Gustav e Georg Klimt, Franz von Matsch, Ludwig Heinrich Jungnickel, Ferdinand Hodler, Franz Jaschke, Rudolf Junk. In questa sezione spicca la selezione di riproduzioni di Gustav Klimt raccolta subito dopo la morte dell'artista nell'Album Heller (Das Werk von Gustav Klimt, Wien-Leipzig 1917-1918).

Il grande capolavoro di Bonazza, il trittico dell'Orfeo che fu presentato a Milano in occasione dell'Esposizione internazionale nel 1906, e in seguito a Berlino e a Monaco, capeggia le 206 opere dell'artista di Arco che ne delineano l'intero percorso artistico, tra gusto Déco, incisioni dedicate al nudo femminile, una galleria di ritratti e pittura del paesaggio. Scopri di più.

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A Napoli le Gallerie d'Italia presentano le donne del Seicento napoletano

La mostra presenta sessantanove opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manifatture provenienti da importanti musei italiani e internazionali, tra cui il Museo del Prado di Madrid, le collezioni reali spagnole, la National Gallery di Washington e la Fundación Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia, con un grande capolavoro di Ribera che ritorna eccezionalmente a Napoli.

Artemisia Gentileschi alle Gallerie d'Italia - Napoli

Artemisia Gentileschi Santa Cecilia 1645-1650 circa, Sarasota (FL), Collection of The John and Mable Rinqlinq Museum of Art, the State Art Museum of Florida, Florida State University

L'arte napoletana del Seicento non si limita ad Artemisia Gentileschi e nuove ricerche d'archivio, recuperi conservativi e campagne fotografiche, hanno consentito di gettare nuova luce sul grande contributo femminile alla cultura artistica napoletana.

Il percorso espositivo si apre con le rare ma decisive presenze a Napoli di opere di artiste "forestiere" come Lavinia Fontana e Fede Galizia, per proseguire con le testimonianze dal soggiorno dell'infanta Maria d'Austria, sorella di Filippo IV e regina d'Ungheria, nel 1630: il ritratto dell'infanta eseguito da Diego Velázquez (dal Museo del Prado) e quello, sconvolgente per forza realistica, di Maddalena Ventura, la celebre "donna barbuta" degli Abruzzi, realizzato da Jusepe de Ribera per il viceré duca di Alcalá (prestito eccezionale della Fundación Casa Ducal de Medinaceli).

Grande spazio, ovviamente, viene dato a Artemisia Gentileschi, di cui si presentano importanti dipinti mai esposti in Italia, concessi da musei di Boston, Sarasota e Oslo, ma anche alla figura di Diana Di Rosa, detta Annella di Massimo, vero e proprio corrispettivo napoletano di Artemisia. Scopri di più.

A Nuoro le grandi sculture gonfiabili di Franco Mazzucchelli

Franco Mazzucchelli, nato a Milano nel 1939, è conosciuto per la sperimentazione pionieristica con materiali sintetici, iniziata negli anni Sessanta, e per la creazione di installazioni ambientali su larga scala. Le sue opere diventano temporaneamente parte del paesaggio urbano, coinvolgendo il pubblico che ci entra in contatto. Il MAN di Nuoro gli dedica una mostra, Blow Up – titolo ispirato alla celebre pellicola di Antonioni – che mette in luce la monumentalità e leggerezza delle sue opere, l'uso di materiali un tempo sperimentali come la plastica, fino alla riflessione critica attuale sulle questioni ecologiche, nella sua continua esplorazione delle relazioni tra estetica, società e partecipazione.

Riappropriazione

Franco Mazzucchelli, Riappropriazione, 1978, Villa Reale di Monza, Monza

Spiccano le due grandi sculture gonfiabili in PVC, un Totano, di 26 metri di lunghezza, e Cono, alto 12 metri, perfetti esempi di forme non funzionali e puramente ludiche, che invadono gli ambienti, modificando la percezione dell'architettura, stimolano una reazione da parte del visitatore, come lo stesso Mazzucchelli ha documentato in passato, in una sorta di analisi comportamentale del pubblico al cospetto di queste "intrusioni" inattese.

Una sala del museo è integralmente occupata dall'installazione site-specific in membrana di film plastico del ciclo Riappropriazioni – che negli anni Settanta l'artista ha applicato in luoghi come Parco Sempione o la Triennale di Milano. Anche in questo caso l'opera produce una nuova esperienza estetica, un invito al pubblico ad entrare fisicamente dentro una bolla, che avvolge soffitti e pavimenti, come una placenta, un tessuto vitale e traspirante, che impacchetta idealmente anche una scultura giovanile di Mazzucchelli, scolpita sotto la guida di Marino Marini negli anni trascorsi nelle aule dell'Accademia di Brera. Scopri di più.

Le aperture durante le festività di fine anno e la Domenica al Museo

Come ogni primo weekend del mese, che in questo caso sarà anche il primo dell'anno nuovo, gli appassionati d'arte possono beneficiare della speciale iniziativa "Domenica al Museo", promossa dal Ministero della Cultura per agevolare una più vasta fruizione dell'arte, prevedendo l'ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali.

A questa particolare agevolazione tradizionalmente aderiscono anche alcuni luoghi espositivi non statali, come le Gallerie d'Italia – polo museale del gruppo Intesa Sanpaolo – e il Mart di Rovereto e Trento. Per quanto concerne i siti statali coinvolti, visto il numero elevato in tutte le regioni d'Italia, rimandiamo alla consultazione del sito ufficiale cultura.gov.it/domenicalmuseo, che viene mensilmente aggiornato a ridosso della domenica. 

Le Gallerie d'Italia (Milano, Torino, Napoli e Vicenza)

Per quanto riguarda le Gallerie d'Italia, ricordiamo che il polo museale del gruppo Intesa Sanpaolo può vantare splendide sedi in quattro città e regioni: Milano, Torino, Napoli e Vicenza. Tra le mostre attualmente in corso, oltre a quella già descritta in precedenza, dedicata al Seicento napoletano, ricordiamo l'interessante mostra fotografica allestita nella sede di Vicenza, nel seicentesco Palazzo Leoni Montanari, che sorge nel centro storico della città di Palladio. Si tratta di "Cristina Mittermeier. La Grande Saggezza", a cura di Lauren Johnston e in collaborazione con National Geographic, che espone circa 80 fotografie, di cui tre inedite, per offrire una panoramica sull'importante lavoro di ricerca di Cristina Mittermeier, fotografa, biologa marina e attivista che, nel corso degli anni, ha documentato la bellezza del nostro pianeta, dai paesaggi alla fauna selvatica in continua evoluzione, alle diverse culture e tradizioni delle popolazioni che vivono in simbiosi con la natura.

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La mostra si aggiunge, per la sede vicentina, ad un altro progetto espositivo che propone un originale accostamento tra le ceramiche antiche, parte della collezione del Museo, e il mondo del fumetto: Ceramiche e Nuvole presenta quattro opere selezionate dalla collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, messe a confronto con l'opera di maestri del fumetto, su quattro temi attuali correlati ad altrettanti personaggi della mitologia.

Tra le proposte in corso nelle altre sedi di Gallerie d'Italia, ricordiamo anche l'importante mostra nella sede di MilanoEterno e visione - Roma e Milano capitali del Neoclassicismo: con oltre 100 opere tra dipinti, sculture, marmi, disegni, incisioni e straordinari esempi d'arte decorativa, provenienti da importanti musei italiani e internazionali, la mostra ricostruisce una stagione straordinaria della cultura figurativa italiana ed europea. Tra le opere eposte spicca il Cavallo Colossale di Antonio Canova, monumentale statua in gesso dipinto a finto bronzo dallo stesso scultore. Il lungo lavoro di restauro del manufatto è terminato da poche settimane, e quella milanese è la prima occasione per poterlo riammirare in pubblico.

Cavallo colossale di Canove

Il Cavallo colossale di Canova - Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo

questo link è possibile prendere visione delle altre mostre e percorsi espositivi presso le quattro sedi delle Gallerie d'Italia che abbiamo avuto modo di segnalare sul nostro sito. Il polo museale osserva un giorno di chiusura il giorno di Natale, ma prevede aperture straordinarie il 26 dicembre (giorno di Santo Stefano) e il 1° gennaio (Capodanno). Si raccomanda di verificare gli orari della giornata in cui si intende programmare la visita direttamente sul sito ufficiale delle Gallerie.

Il Mart e la Galleria Civica di Trento e Rovereto

Spostandoci a Rovereto, nella suggestiva sede principale del Mart, edificio progettato dall'architetto Mario Botta e dall'ingegnere Giulio Andreolli, oltre alla granda mostra dedicata a Luigi Bonazza e al Decò, spicca la complessa esposizione che abbraccia il tema dello Sport. La mostra Sport. Le sfide del corpo presenta, attraverso le opere di 150 artisti, un viaggio che parte dalle figure classiche rappresentate in sculture, vasi, piatti e oggetti dell'antichità, e arriva a quelle moderne e contemporanee sulle tele, nelle grafiche, nei video e nelle fotografie del XIX e del XX secolo.

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Il museo presenta anche la mostra temporanea Eugene Berman. Modern Classic, la più importante mostra monografica sulla vita e l'opera di Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) mai realizzata. Durante la Seconda guerra mondiale si stabilisce negli Stati Uniti, dove si afferma anche come scenografo, costumista, illustratore e grafico, celebrato da importanti esposizioni, tra cui quella dedicata al suo lavoro per il teatro presso il Museum of Modern Art di New York, nel 1947. 

Anche il Mart di Rovereto osserva la chiusura il 25 dicembre, ma è aperto tutti gli altri giorni festivi con orari speciali: il 26 dicembre e il 6 gennaio 2026 con orario normale (10:00-18:00/19:30), il 31 dicembre 2025 dalle 10:00 alle 18:00, e il 1° gennaio 2026 apre più tardi, dalle 15:00 alle 20:00.

I Musei Nazionali di Lucca: Villa Guinigi & Palazzo Mansi

Ingresso gratuito la prima domenica del mese per le due sedi dei Musei Nazionali di Lucca, che prevedono anche l'apertura straordinaria venerdì 26 dicembre – ore 9:00–19:30 (ultimo ingresso ore 18:00), nel giorno di Santo Stefano.

Ricordiamo che in questo periodo è in corso la mostra temporanea Il pittore del Re. Luigi Norfini nell'Italia del Risorgimento, dedicata ad una figura centrale nella costruzione dell'immaginario risorgimentale e protagonista nella vita culturale toscana di fine Ottocento.

Tra i musei che non aderiscono all'iniziativa dell'ingresso gratuito la prima domenica del mese, ma che sono punti di riferimento importanti del panorama espositivo nazionale, ricordiamo:

Il Mudec di Milano

In questo periodo propone in particolare la mostra itinerante dedicata ad Escher e al suo linguaggio visivo unico che unisce arte e matematica.

opera di Escher

M.C. Escher. Pesci e squame, 1959. Tecnica: xilografia. Dimensioni (senza cornice): cm 47,8 x 45,2. L'Aia, Kunstmuseum Den Haag. All M.C. Escher works © 2025 The M.C. Escher Company. All rights reserved

Queste le aperture straordinarie previste durante le festività:

  • Mercoledì 24 dicembre 2025, ore 09:30 – 14:00
  • Giovedì 25 dicembre 2025, ore 14:30 – 19:30
  • Venerdì 26 dicembre 2025, ore 09:30 – 19:30
  • Mercoledì 31 dicembre 2025, ore 09:30 – 14:00
  • Giovedì 1° gennaio 2026, ore 14:30 – 19:30
  • Martedì 6 gennaio 2026, ore 09:30 – 19:30

Collezione Peggy Guggenheim a Venezia

L'iconico museo veneziano, nato dall'iniziativa della grande collezionista d'arte e mecenate statunitense, nel corso delle festività seguirà il consueto orario di apertura, dalle 10 alle 18. Rimarrà chiuso il 23, 24 e 25 dicembre, mentre sarà eccezionalmente aperto martedì 30 dicembre.

Oltre all'importante collezione d'arte moderna e contemporanea, in questo periodo il museo propone l'esposizione temporanea Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, la prima personale mai realizzata in ambito museale ad essere esclusivamente dedicata allʼintera produzione di opere in ceramica di Lucio Fontana (1899–1968).

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Pubblicato il 21/12/2025dalla Redazione


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