mostre 2022

Dai Romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne


Caspar David Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen, 1818, olio su tela, cm 90 x 70 Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart © SIK-ISEA, Zurigo (Philipp Hitz)

La nuova grande mostra di Padova, Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori della Fondazione Oskar Reinhart è il primo capitolo di un nuovo, ampio progetto espositivo, concepito da Marco Goldin con il titolo complessivo di Geografie dell’Europa. La trama della pittura tra Ottocento e Novecento. Un progetto che se da un lato mette in risalto le specificità territoriali, farà comprendere perfettamente le relazioni che, soprattuto fino a inizio Novecento, si manifestarono tra le diverse culture figurative nazionali.
Una sequenza di grandi esposizioni, a dar vita a “un vasto scenatio artistico e storico che darà conto della situazione della pittura in Europa lungo tutto il corso de XIX e parte del XX secolo, secondo una divisione nazionale o in aree contigue”, anticipa il curatore.
Il progetto espostivo nasce in Marco Goldin dalle suggestioni del suo studio, più che ventennale, dedicato all’arte dell’Ottocento in Europa ma anche nel mondo, sfociato nel suo recentissimo e fortunato libro, uscito nell’ottobre del 2021 per La nave di Teseo, “Il giardino e la luna. Arte dell’Ottocento dal romanticismo all’impressionismo”, vasto ed articolato affresco della pittura del XIX secolo, con tutti gli intrecci possibili tra le varie nazioni coinvolte.
“Padova, recentemente riconosciuta Patrimonio Unesco per il suo essere “Urbs Picta” offre a padovani e turisti la prima mostra di questo ciclo, qualcosa di inedito per il pubblico italiano, che si troverà coinvolto entro i confini di una storia meravigliosa, fatta di paesaggi incantati e ritratti indimenticabili” affermano, con legittimo orgoglio il sindaco Sergio Giordani e l’Asessore alla Cultura Andrea Colasio.
Dai romantici a Segantini è volta a far conoscere il punto di partenza dell’arte in Europa a inizio Ottocento, il romanticismo. Per questo motivo è la Germania ad essere centro della mostra, assieme alla Svizzera con la quale condivide almeno una parte del secolo, intenzioni simili soprattutto sul versante del realismo. Ovviamente le distinzioni poi non mancano, poichè proprio la Svizzera, tra Ottocento e Novecento, con alcuni incantevoli pittori, da Hodler a Segantini giunto dall’Italia, fa comprendere come essa sia più aperta verso il nuovo.

La costruzione della mostra si appoggia sulla vasta collezione compresa nella Fondazione Oskar Reinhart, facente parte della straordinaria rete del Kunst Museum di Winterthur, uno dei poli artistici di maggior interesse della Confederazione elvetica.
“Meno rivolto all’arte dell’Ottocento francese, contrariamente ai maggiori collezionisti svizzeri del suo stesso tempo, Oskar Reinhart aveva nei libri e nelle teorie di Julius Meier-Graefe il suo punto di riferimento” annota Goldin.La grande mostra berlinese del 1906, amatissima da Reinhart , che lo stesso Meier-Graefe, assieme a Lichtwark e Von Tschudi, dedicò alla riscoperta dell’arte tedesca del XIX secolo, rimase per lui sempre un esempio e da lì nacque il suo collezionismo.
Fu quella l’esposizione, tra l’altro, che tornò a rivelare alla pubblica attenzione il romanticismo tedesco. Ma soprattutto riportò in auge la figura inarrivabile di Caspar David Friedrich, incredibilmente, ma comprensibilmente date le nuove spinte culturali dell’epoca, caduto nell’oblio dopo la morte avvenuta prima della metà del secolo. La collezione Reinhart include cinque dipinti meravigliosi di Friedrich, tutti presenti a Padova, compreso il capolavoro Le bianche scogliere di Ruegen, universalmente noto come uno degli emblemi del romanticismo”. L’io soggettivo si intromette, entra nell’arte con la nostalgia, emozione che pervade tutta la cultura dell’epoca: la nostalgia, la natura e il senso del sublime.
Sono centinaia le opere tedesche e svizzere conservate nella collezioni, la cui importanza è sempre stata ben riconosciuta, tanto che quasi trent’anni fa una selezione viaggiò in alcuni dei maggiori musei americani ed europei, dal County Museum di Los Angeles al Metropolitan di New York, dalla Nationalgalerie di Berlino alla National Galleri di Londra. E mai più da allora. La collezione è vastissima, 600 opere pittoriche e 7000 su carta.
Oggi, a distanza di quasi tra decenni da quella prestigioa tournée, 76 opere dalla Fondazione Oskar Reinhart giungono a Padova per aprire il grande progetto sulle “Geografie dell’Europa”. A partire proprio dal romanticismo in Germania, con i suoi esponenti maggiori da Friedrich a Runge a Dahl. Sette sezione tematiche, cronologicamente distese lungo i decenni, che consentiranno al visitatore di “appropriarsi” dell’arte svizzera e tedesca dell’Ottocento.
“La mostra è – a indicarlo ancora una volta il curatore – un racconto nuovo e pieno di fascino per il pubblico italiano, che verrà condotto a viaggiare, attraverso opere di grande bellezza entro una pittura che dalla strepitosa modernità dei paesaggi di fine Settecento in Svizzera di Caspar Wolf, che quasi anticipa Turner, arriverà fino a Segantini. In mezzo, una vera e propria avvetura della forma e del colore, con paesaggi meravigliosi e ritratti altrattanto significativi. Come detto, procedendo poi dal romanticismo ai vari realisimi sia tedeschi che svizzeri. Quindi, vere e proprie sezioni menografiche come quelle dedicate a Böcklin e Hodler, fino all’impressionismo tedesco e alle novità, francesizzanti, del colore di pittori svizzeri come Cuno Amlet e Giovanni Giacometti, il papà del grande scultore Alberto.
Tra Hodler e Segantini nasce la devozione emozionata per la montagna che è insieme spalto fisico e categoria dello spirito. La mostra ne darà ampia e appassionata testimonianza, innalzando così alla natura un vero e proprio inno”.
L’Ottocento è il secolo della natura.
Quella natura che, attraverso grandi immagini fotografiche farà da sfondo alle opere, così inserite in un vero e proprio, e straordinario, contesto naturale.

L’allestimento e il catalogo dell’esposizione

Una mostra coloratissima con al suo centro la natura.
L’allestimento segue un percorso, fatto di cieli, valli, prati e soprattutto montagne, dipinti.
Non si tratta quindi semplicemente di appendere quadri, pur bellissimi, alle pareti del Centro San Gaetano, ma di inserirli in un e vero e propio, e straordinario, contesto naturale. Un caleidoscopio vivente. Un romanzo ottocentesco che coniuga le storie minime dei volti con l’immenso della natura dando una visione sincronica della cultura dell’epoca.
Questo avverrà soprattutto, anche se non solo, per la parte che riguarda i pittori svizzeri e il loro rapporto con le Alpi. Visioni che partono dal senso preromantico del sublime di Caspar Wolf e giungono fino a Segantini e Hodler oltre un secolo dopo.
Le sale sono divise, sezione dopo sezione, sette in tutto, in ambiti tematici e l’allestimento racconta con grandi fotografie a coprire come carta da parati i muri, tutti i luoghi della pittura. I vasti ghiacciai e i picchi, gli alpeggi e le valli, sono raccontati nella loro storia e abbinati ai dipinti in mostra, in un dialogo continuo che fa diventare la mostra un centro di bellezza della pittura, assieme alla geografia e alla storia. Notizie sulle tradizioni, sugli edifici, sulla scoperta della montagna svizzera anche come spazio per un primo turismo, pure di natura alpinistica, non mancano, nella riscotruzione in immagine di quanto ardimentosamente i pittori realizzavano sulle lore tele. Fino alla vicenda di Giovanni Segantini che verrà perfettamente rievocata tra foto d’epoca e istantanee sugli spazi naturali in montagna che gli appartennero.
Un allestimento che anche attraverso molte carte geografiche presenti sulle pareti, farà immergere il visitatore nella meraviglia di montagne che sono state parte fondante degli itinerari che hanno consacrato quelle stesse montagne a luogo dell’assoluto e della bellezza, sia nella stagione invernale sia in quella estiva. Un viaggio nel mito della natura.

Il catalogo

Più che un catalogo soltanto, un vero e proprio libro accompagna la mostra. In edizioni cartonana, è la prima pubblicazione in lingua italiana dedicata alla Fondazione Oskar Reinhart di Winterthur. Scritto da Marco Goldin, consiste di un saggio iniziale sia sulla storia della collezione sia sul percorso della mosta, con un itinerario critico che aiuta e compiere un viaggio di nuova conoscenza. Poi le sette sezione con tutte le 76 opere illustrate a colori, in grande formato, e talvolta alcuni particolari delle stesse. Ogni sezione antcipata da un’ampia introduzione che offre notizie sui quadri e sulla poetica degli artisti. Infine, le loro 32 biografie.

Dai Romantici a Segantini
Storie di lune e por sguardi di montagne.
Capolavori della Fondazione Oskar Reinhart
Padova, Centro San Gaetano, via Altinate 71, Padova https://www.altinatesangaetano.it/
29 gennaio - 5 giugno 2022

Prossimi appuntamenti:
1 dicembre 2021 ore 20.45 - Teatro Verdi di Padova - Marco Goldin presenta la mostra
alla cittadinanza
22 novembre apetura prenotazioni per i gruppi
10 gennaio apertura prenotazioni per i privati

Vernice per la stampa: venerdi 28 gennaio 2022, ore 11

Info e prenotazioni: www.lineadombra.it

Pubblicato il

Itinerarinellarte.it