La rassegna di questa settimana si apre con l'imponente video-installazione di Julian Rosefeldt, l'incontro tra Vedova e Tintoretto, l'intensità notturna di Matthias Stom nella tradizione caravaggesca, l'atto pittorico "continuo" di Alfonso Leto, e una mostra dedicata a Hélène de Franchis, capace di restituire l'insospettato respiro delle cose. Una settimana in cui la visione artistica ci conduce tra memoria e sperimentazione, tra silenzio e rivelazione.
1. Manifesto di Julian Rosefeldt
Quando: 18 settembre - 25 novembre 2025
Luogo: Piacenza, XNL Arte

Manifesto ©Julian Rosefeldt - Installation view
Rosefeldt (Monaco, 1965) è noto per le sue video-installazioni che sovrappongono immagini simultanee, montaggi articolati e rimandi culturali forti. Manifesto propone una rilettura del concetto di manifesto artistico del Novecento - testi programmatici e assertivi con cui gli artisti delineavano una nuova visione dell'arte: l'idea di "dichiarazione" che diventa filmica, spazio scenico, dispositivi multipli di visione. La mostra in XNL Arte si inserisce nel filone in cui Rosefeldt esplora la potenza del linguaggio e la stratificazione simbolica del contemporaneo. È un'opera che invita lo spettatore a divenire testimone del conflitto tra parola, immagine e contesto. Sarà interessante verificare come l'allestimento gestisce la moltiplicazione degli schermi e la frammentazione visiva.
La mostra viene proposta in Italia nel decimo anniversario della sua prima presentazione presso ACMI (Australian Centre for the Moving Image) di Melbourne nel dicembre del 2015, in una veste appositamente ridisegnata per gli spazi di XNL Piacenza Arte. Si compone di 13 cortometraggi, tutti interpretati, a eccezione del prologo, dall'attrice australiana due volte Premio Oscar, Cate Blanchett. Blanchett dà vita a tredici personaggi – quasi tutti femminili – che declamano testi composti da collage di manifesti appartenenti ad altrettanti movimenti artistici.. Scopri di più.
2. Vedova Tintoretto. In dialogo
Quando: 19 settembre 2025 - 12 gennaio 2026
Luogo: Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica
... leggi il resto dell'articolo»
Vedova Tintoretto. In dialogo, Installation view
Questa mostra crea un confronto storico e visivo tra l'astrazione di Vedova e la cultura pittorica veneziana di Tintoretto. Non è un accostamento casuale: si indaga come l'eredità luministica e dinamica del Tintoretto si riverberi nella modernità artistica, e come l'astratto possa generare un'energia che ci tocca nel profondo e ci avvicina al sacro. Nel percorso espositivo si alternano le opere dei due grandi artisti, generando un dialogo continuo fra antico e contemporaneo. L'allestimento a Palazzo Madama rende possibile questo confronto diretto in ambienti portatori essi stessi di secoli di storia.
Il progetto espositivo prende avvio dall'eccezionale opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive e paradigmatiche della parabola umana e della vita artistica di Tintoretto: l'Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è divenuta un modello iconografico, come testimoniano le interpretazioni di Edouard Manet e gli scritti di Jean-Paul Sartre. Scopri di più.
3. Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde
Quando: 18 settembre 2025 - 15 febbraio 2026
Luogo: Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Matthias Stom, Esaù vende la primogenitura a Giacobbe, olio su tela, cm 51 x 84, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo (in deposito da una collezione privata) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia/Fotostudio Rapuzzi
Matthias Stom (o Stomer, Amersfoort, 1600 circa – Sicilia, dopo il 1650) è pittore attivo nel Seicento, influenzato da Caravaggio, noto per le sue scene intime, uso drammatico della luce, chiaroscuro intenso e figure tratte dalla tradizione religiosa o mitologica. La mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, allestita nella Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia, mira a far riscoprire un artista la cui vita resta per certi versi ancora misteriosa, e mettere in luce le opere presenti nel territorio, raccogliendo dipinti che dimostrano la maestria pittorica e la potenza espressiva trasmessa in particolare dai volti illuminati nel buio. Il progetto espositivo consente di confrontare le diverse interpretazioni del "genere notturno" applicate al soggetto sacro, che nella pittura di Stom viene declinata nel volto, nella pietà, nella scena privata, attraverso una sensibilità che ancora oggi affascina. Scopri di più.
4. Alfonso Leto. SCREEN – pittura continua
Quando: 20 settembre - 26 ottobre 2025
Luogo: Mantova, Casa del Mantegna

Alfonso Leto Ritratti immaginari di Andrea Mantegna e Nicolosia Bellini, 2025 . Olio su schermo vitreo in frammenti su tavola, cm 90x115
Alfonso Leto (Santo Stefano Quisquina, Agrigento, 1956) propone in questa mostra una serie di opere in cui il gesto pittorico si fa movimento, sequenza, superficie in flusso. SCREEN – pittura continua suggerisce che il quadro non è un confine stabile, ma un territorio attraversabile. Le tele possono essere pensate come superfici filmiche, dove il gesto si prolunga, la stratificazione materica si fa cornice in movimento. L'esposizione presenta un corpus di 60 opere quasi tutte inedite, testimonianza di una ricchezza espressiva in cui la pittura (ibridata e manipolata) resta il mezzo d'elezione dell'artista.
Il corpo centrale dell'offerta espositiva è composto dalla produzione pittorica recente di Leto, realizzata su superfici provenienti da scarti elettronici - monitor, tablet, televisori, dispositivi vari - che attraverso il gesto salvifico e creativo dell'artista ritornano in altra forma, come opere pittoriche di piccolo e medio formato portatrici anche del messaggio ambientale che il riciclo estetico comunica. A Casa del Mantegna, il contrasto tra queste opere e la tradizione architettonica del luogo può diventare ulteriore punto di tensione: l'atto pittorico si trova in dialogo con la geometria e la memoria del palazzo. Per l'osservatore, è un invito a leggere la pittura non come immobilità, ma come presenza vitale. Scopri di più.
5. Il respiro nascosto delle cose. Omaggio a Hélène
Quando: 19 settembre - 2 novembre 2025
Luogo: Torre Pallavicina (BG), Palazzo Oldofredi Tadini Botti

Hiroyuki Masuyama, J.M.W. Turner, Fisherman of the Lagoon, Moonlight, 1840, 2010, Led lightbox, cm 19,2x28x4. Courtesy Studio La Città, Verona
Questa mostra dal tono poetico sceglie come soggetto l'invisibile, il silenzio che permea le cose ordinarie. In omaggio a Hélène de Franchis, grande gallerista nella città di Verona scomparsa pochi mesi fa all'età di 82 anni, l'esposizione prende la forma di un'installazione continua in cui opere delicate, immerse in spazi sospesi, inducono una lettura lenta. Non vi si trovano grandi narrazioni pittoriche, quanto piuttosto singolari intuizioni, delicate vibrazioni e silenzi evocativi. Il titolo, Il respiro nascosto delle cose, ha preso come riferimento quello della mostra organizzata da Hélène nel 2001.
Gli artisti coinvolti, pur proponendo linguaggi differenti, sono accomunati da un medesimo atteggiamento nei confronti dell'arte, intesa come ricerca intima e segreta che rifiuta ogni forma di apparenza. Molti di loro, sin dall'inizio del Terzo Millennio, sono stati presenze fisse del percorso sviluppato da Hélène de Franchis nella galleria Studio La Città di Verona. Il percorso nella dimora storica di Palazzo Oldofredi Tadini Botti valorizza l'architettura come scenografia per un'esperienza quasi immersiva, in cui l'arte invita alla meditazione e a riconoscere il "respiro nascosto" tra le pieghe del quotidiano. Scopri di più.
Pubblicato il 25/09/2025 dalla Redazione
Itinerarinellarte.it

itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.