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Dal Neoclassicismo al Contemporaneo. Le novità più interessanti tra le mostre di fine 2025

Un altro anno espositivo sta per concludersi, confermando la vitalità del turismo culturale in Italia e il crescente interesse verso le grandi mostre, diffuse non solo nelle principali città ma anche nei centri più piccoli. C’è ancora spazio, però, per alcuni progetti di particolare rilievo. Abbiamo selezionato alcune proposte cercando di variare temi e territori, così da offrire un quadro capace di incontrare un pubblico più ampio.

Wassily Kandinsky, Zig zag bianchi, 1922, olio su tela, cm 92x125, inv.1686, Ca' Pesaro- Galleria Internazionale d'arte Moderna, acquisto alla Biennale, 1950 - In mostra al MA*GA di Gallarate

Il ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli alle Gallerie d'Italia; il Neoclassicismo di Canova, Bossi e altri maestri ancora alle Gallerie d'Italia, a Milano; la pittura dell'Ottocento, fino all'Impressionismo, a SassariKandinsky e l'astrattismo italiano al MA*GA di Gallarate; Giorgio de Chirico e l'ultima metafisica a Modena; l'apertura della Sonnabend Collection a Mantova, i nuovi progetti espositivi dedicati ad artisti contemporanei a Firenze. Queste alcune delle novità espositive più interessanti in apertura in questi giorni, che regalano nuove occasioni di incontro con l'arte prima della fine dell'anno.

Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento

Quando: 20 novembre 2025 - 22 marzo 2026
Luogo: Napoli, Gallerie d'Italia

Un altro seicento

Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, foto di Salvatore La Porta

La nuova mostra delle Gallerie d'Italia a Napoli dedica per la prima volta un'ampia ricognizione al ruolo femminile nell'arte del Seicento napoletano, restituendo un quadro più ricco e articolato rispetto alla narrazione tradizionalmente incentrata su Artemisia Gentileschi. Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, aperta dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026, riunisce sessantanove opere provenienti da istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Museo del Prado, le collezioni reali spagnole e la National Gallery di Washington, grazie a un importante lavoro di ricerca, restauri e nuove campagne fotografiche.

Il percorso si apre con le rare presenze a Napoli di artiste come Lavinia Fontana e Fede Galizia, le cui opere introdussero sensibilità nuove agli inizi del secolo, in un contesto già trasformato dall'impatto di Caravaggio. Una tappa centrale del racconto è rappresentata dal soggiorno dell'infanta Maria d'Austria nel 1630, evento di grande risonanza politica e culturale. A questo momento sono legati due capolavori eccezionali: il ritratto dell'infanta eseguito da Velázquez e quello, celebre per la sua forza realistica, di Maddalena Ventura realizzato da Ribera, entrambi in prestito straordinario.

La mostra prosegue con l'arrivo a Napoli di Artemisia Gentileschi, documentato da importanti dipinti presentati per la prima volta in Italia, e con il breve passaggio di Giovanna Garzoni. Ampio spazio viene dato anche a figure come Diana Di Rosa, detta Annella di Massimo, protagonista della scena artistica cittadina e considerata una sorta di controparte napoletana di Artemisia.

Accanto alle pittrici più note, l'esposizione valorizza artiste attive nelle arti applicate, come Teresa Del Po, miniatrice e incisora celebrata dalle fonti d'epoca, e la ceroplasta Caterina De Julianis, posta in dialogo con la scultrice andalusa Luisa Roldán per evidenziare le connessioni culturali all'interno dell'impero spagnolo. Una sezione è infine dedicata alle celebri figure di Andreana Basile, soprano di fama europea, e Giulia Di Caro, impresaria teatrale capace di trasformare il proprio destino in una vicenda di emancipazione sociale. Scopri di più.... leggi il resto dell'articolo»

Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo

Quando: 28 novembre 2025 - 06 aprile 2026
Luogo: Milano, Gallerie d'Italia

Restiamo alle Gallerie d'Italia – polo museale di Intesa Sanpaolo - questa volta nella sede milanese, dove è pronta ad inaugurare l'ultima mostra dell'anno, che resterà visitabile fino alla prossima primavera. L'esposizione ricostruisce la stagione culturale dell'età napoleonica, quando Roma e Milano divennero due poli artistici fondamentali, unite da un forte legame con l'antico ma orientate verso una nuova idea di modernità europea.

Dal 28 novembre 2025, la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo , curata da Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca, proporrà più di cento opere, realizzando un confronto ampio tra protagonisti come Antonio Canova, Giuseppe Bossi e Andrea Appiani. Il percorso mette in luce sia i rapporti tra le due città sia le differenze nei linguaggi espressivi, tra scultura, pittura e grandi progetti architettonici.

Cavallo di Canova

Restauro del Cavallo Colossale di Canova ©Joan Porcel Studio

Tra i capolavori spicca il modello del Cavallo colossale di Canova, a lungo ritenuto perduto e oggi restituito al pubblico dopo un imponente restauro che ha ricomposto oltre duecento frammenti. La sua presenza rappresenta uno dei momenti più spettacolari dell'allestimento.

Una sezione è dedicata al Foro Bonaparte, il grande progetto urbanistico ideato da Giovanni Antonio Antolini per Milano, simbolo delle ambizioni civili e politiche della città nell'età napoleonica. La mostra include inoltre preziosi oggetti legati alla cerimonia di incoronazione di Napoleone come re d'Italia, restaurati negli ultimi anni.

Il ruolo di Bossi, fondatore della Pinacoteca di Brera e figura centrale nel dialogo artistico tra Roma e Milano, è ricostruito attraverso opere, documenti e materiali d'archivio che ne evidenziano l'impatto sulla vita culturale del tempo.

L'esposizione restituisce così un quadro completo di una fase storica segnata da grandi trasformazioni, mostrando come l'arte fosse parte di un progetto politico e ideale che coinvolgeva l'intera penisola. Il risultato è un percorso ricco e articolato, che permette di riscoprire la complessità e la vitalità del Neoclassicismo italiano. Scopri di più.

Luce, Natura, Libertà. I Pionieri del Paesaggio: da Barbizon agli Impressionisti

Quando: 28 novembre 2025 - 01 febbraio 2026
Luogo: Sassari, Polo Museale Padiglione Tavolara

Monet, opera esposta a Sassari

Claude Monet (Attr.) Le Pêcheurs de Poissy 1882 Olio su tela 60 x 81 cm Collezione privata, Francia

Una mostra che porta per la prima volta in Sardegna l'Impressionismo francese. E' questa l'ambizione dichiarata da "Luce, Natura, Libertà. I Pionieri del Paesaggio: da Barbizon agli Impressionisti", esposizione ospitata al Polo Museale Padiglione Tavolara di Sassari dal 28 novembre al 1° febbraio 2026. La produzione è affidata a Aurea Natur in collaborazione con Fondazione Sardegna e Comune di Sassari, con la curatela del critico d'arte Alberto Bertuzzi. L'obiettivo è approfondire le origini del movimento impressionista, ufficialmente nato a Parigi nel 1874, e seguirne gli sviluppi nell'arco di circa un secolo.

Il percorso parte dalla Scuola di Barbizon, attiva tra 1830 e 1860, considerata la principale anticipatrice dell'Impressionismo, per poi analizzare l'evoluzione del linguaggio paesaggistico fino all'inizio del Novecento. La mostra mette in evidenza la natura rivoluzionaria dell'Impressionismo, fondato su un uso innovativo della luce, del colore e sulla pratica della pittura en plein air, oltre alla sua rottura con l'accademismo dominante.

Sono esposte sessantasei opere originali, tra dipinti, disegni, tecniche miste, acquerelli e litografie, provenienti da collezioni private italiane e francesi. Le opere, realizzate da 31 artisti in prevalenza francesi, sono articolate in tre sezioni: Prima di Barbizon, La Scuola di Barbizon e L'Impressionismo e oltre. Tra i protagonisti figurano Eugène Isabey, i barbisonniers Théodore Rousseau e Jean-Baptiste Camille Corot, Charles-François Daubigny, Eugène Boudin e Johan Barthold Jongkind. Per l'Impressionismo spicca Claude Monet, rappresentato con l'olio Tempète à Saint Adresse (ca. 1857).

La ritrattistica è documentata dalle opere di Henri Gervex, Berthe Morisot, Pierre-Auguste Renoir e da una selezione di artisti attivi tra fine '800 e primi '900, tra cui Paul César Helleu, Diogène Ulysse Napoléon Maillart e Léon Printemps. Accanto ai francesi è presente anche Giovanni Boldini, tra gli italiani più vicini agli impressionisti, con il pastello Donna seduta con ventaglio (1890).

La mostra, patrocinata da Provincia di Sassari e Università degli Studi di Sassari, sarà aperta tutti i giorni, escluso il lunedì. Scopri di più.

Kandinsky e l'Italia

Quando: 30 novembre 2025 - 12 aprile /2026
Luogo: Gallarate, Museo MA*GA

Opera di Tancredi

Tancredi, Omaggio a Kandinskij, Klee, Picasso e Osvaldo Licini. Rivelazione, 1960, tempera su carta applicata su tela, Collezione privata

Il MA*GA di Gallarate dedica una grande mostra a Wassily Kandinsky, aperta dal 30 novembre 2025 al 12 aprile 2026, approfondendo il rapporto tra il maestro dell'astrattismo e la scena artistica italiana del Novecento. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e curato da Elisabetta Barisoni ed Emma Zanella, riunisce 130 opere provenienti da Ca' Pesaro, dal MA*GA e da importanti collezioni pubbliche e private, ricostruendo un dialogo che attraversa decenni di storia dell'arte europea.

L'esposizione, che rientra nella programmazione dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è parte del progetto Varese Cultura 2030, vuole dimostrare quanto Kandinsky abbia inciso sulla nascita e sullo sviluppo dell'arte astratta, anche in Italia, dove la sua influenza si manifestò in modo decisivo a partire dagli anni Trenta.

Il percorso si apre con una sezione dedicata al contesto internazionale tra gli anni Venti e Trenta, quando le lezioni del Bauhaus contribuirono a un profondo rinnovamento del linguaggio pittorico. Accanto alle opere di Kandinsky compaiono lavori di Klee, Arp, Miró, Calder e altri protagonisti che definirono l'identità dell'astrattismo storico fino al secondo dopoguerra.

Una parte centrale della mostra approfondisce il rapporto, complesso ma fertile, tra Kandinsky e gli artisti italiani. La personale del 1934 alla Galleria del Milione di Milano fu un momento chiave, che contribuì a orientare verso l'astrazione figure come Fontana, Licini, Melotti, Rho, Prampolini, Soldati e Veronesi. Le loro opere dialogano con quelle del maestro russo, mostrando come la ricerca astratta italiana abbia saputo trasformare quei modelli in una voce autonoma.

La sezione conclusiva esplora il secondo dopoguerra, quando il pensiero di Kandinsky rimase al centro del dibattito grazie a mostre cruciali e alla nascita di gruppi come Forma, MAC e Origine. In questa parte sono esposti lavori di Accardi, Capogrossi, Dorazio, Perilli, Sanfilippo, Vedova e Matta, testimoni di una stagione in cui l'astrazione divenne terreno privilegiato di sperimentazione. Scopri di più.

Giorgio de Chirico. L'ultima metafisica

Quando: 29 novembre 2025 - 12 aprile 2026
Luogo: Modena, Palazzo dei Musei

Modena dedica un grande omaggio a Giorgio de Chirico con la mostra Giorgio de Chirico. L'ultima metafisica, allestita dal 29 novembre 2025 al 12 aprile 2026 nella nuova ala del Palazzo dei Musei. Curata da Elena Pontiggia e realizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, l'esposizione riunisce cinquanta opere che documentano l'ultimo, sorprendente decennio creativo del Maestro, quello della cosiddetta stagione neometafisica (1968–1978).

In questi anni l'artista, ormai ottantenne, torna ai temi della sua Metafisica giovanile – manichini, Piazze d'Italia, interni enigmatici – rielaborandoli con un linguaggio nuovo, più ironico e colorato. La drammaticità degli anni Dieci lascia spazio a uno sguardo più leggero, sebbene ancora attraversato da una sottile malinconia. La curatrice sottolinea come il sentimento di "incomprensibilità dell'esistenza", centrale nella Metafisica originaria, negli anni Settanta si attenui, diventando oggetto di un distacco più giocoso.

Ettore e Andromaca davanti a Troia

Ettore e Andromaca davanti a Troia, 1968, olio su tela, Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

Tra i lavori più significativi in mostra figurano Ettore e Andromaca davanti a Troia (1968), L'Astrologo (1970), Sole sul cavalletto (1973) e altre opere emblematiche come Il segreto del castello e Interno metafisico con pere. In questi dipinti la pittura si fa limpida, le forme nitide, la tavolozza smaltata: un cambiamento evidente rispetto alla fase "barocca" precedente.

La riscoperta critica della neometafisica comincia nel 1968, quando Dino Buzzati riconosce nella nuova produzione una freschezza autentica, elogiando il coraggio dell'artista nel reinventarsi a ottant'anni. La definizione di "neometafisica" si afferma nel 1970 grazie al curatore Wieland Schmied, mentre negli anni successivi studiosi come Renato Barilli e Maurizio Calvesi approfondiscono il significato di questa fase, interpretandola come una "ripetizione differente", un ritorno consapevole alle origini. Scopri di più.

Helen Chadwick. Life Pleasures

Quando: 25 novembre 2025 - 08 marzo 2026
Luogo: Firenze, Museo Novecento

La prima grande retrospettiva italiana dedicata a Helen Chadwick porta al Museo Novecento una delle voci più radicali dell'arte britannica della seconda metà del Novecento. *Life Pleasures*, realizzata in collaborazione con The Hepworth Wakefield e la Kunsthaus Graz, è stata inaugurata simbolicamente il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, sottolineando il forte impegno femminista che attraversa tutta la produzione dell'artista.

Helen posing in Fancy Dress and Sculptures

Fancy Dress and Sculptures Photograph Book, 1974. Leeds Museums and Galleries (Henry Moore Institute Archive of Sculptors' Papers). © Estate of Helen Chadwick. Courtesy Richard Saltoun London, Rome, New York.

La mostra ripercorre la sua intera carriera, dalle prime performance e sculture indossabili di In the Kitchen (1977) alle opere più celebri come Piss Flowers (1991–92), evidenziando una ricerca sempre sperimentale, ironica e provocatoria. Chadwick ha saputo intrecciare corpo, identità e rappresentazione con un linguaggio capace di coinvolgere tutti i sensi, lavorando con materiali insoliti – dai fiori al cioccolato, dai liquidi domestici ai capelli, fino a fluidi corporei – per indagare la relazione tra desiderio, fragilità e trasformazione.

Il percorso espositivo si articola in nuclei tematici che rivelano la varietà dei suoi linguaggi: le installazioni visionarie di The Oval Court, le meditazioni sul mito e sulla maternità della serie Lofos Nymfon, le composizioni circolari di Wreaths to Pleasure, sospese tra attrazione e repulsione, fino alle sperimentazioni fotografiche e alle opere che giocano con la fusione di corpo e natura.

Figura centrale per la generazione dei Young British Artists, Chadwick ha influenzato artisti come Damien Hirst, Sarah Lucas e Tracey Emin grazie alla sua libertà formale e alla capacità di spingersi oltre i limiti morali e visivi dell'arte del suo tempo. La retrospettiva restituisce un profilo completo e attuale della sua eredità: un'arte che mette in crisi ogni idea predefinita di bellezza, identità e genere, e che continua a interrogare, turbare e sorprendere a quasi trent'anni dalla sua scomparsa. Scopri di più.

A Mantova arriva la Sonnabend Collection

Quando: 29 novembre 2025
Luogo: Mantova, Palazzo della Ragione

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Roy Lichtenstein. Little aloha - The Sonnabend Collection Foundation

La città di Mantova, già sito dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO insieme a Sabbioneta, e meta turistica di grande attrazione per gli amanti dell'arte grazie allo splendido Palazzo Te e al suo Palazzo Ducale, dal 29 novembre potrà offrire un motivo in più per essere visitata, grazie all'apertura di un nuovo museo d'arte contemporanea a Palazzo della Ragione. Destinataria di questo spazio è la prestigiosa Sonnabend Collection, creata dall'influente mercante d'arte Ileana Sonnabend (1914-2007), dal marito Michael Sonnabend (1900-2001) e del figlio adottivo Antonio Homem, e tra le più significative testimonianze di movimenti artistici della seconda metà del Novecento. Il progetto nasce dal Comune di Mantova in partnership con la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte.

Il percorso espositivo, sviluppato in undici ambienti, ricostruisce il tragitto visionario e gli interessi di Ileana Sonnabend coltivati col suo impegno e sostegno nei confronti dell'attività degli artisti e dei movimenti che hanno caratterizzato la cultura visiva dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Iconici capolavori dell'arte americana, come Figure 8 di Jasper Johns (1958), Little Aloha di Roy Lichtenstein (1962), Campbell's Soup di Andy Warhol (1962), Kite di Robert Rauschenberg che vinse il Leone d'Oro alla Biennale del 1964, vengono esposti accanto a opere seminali della Pop Art con artisti come Jim Dine, James Rosenquist e Tom Wesselmann e la ricerca coeva in Italia di artisti come Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano.

Si prosegue con il Minimalismo di Donald Judd e Robert Morris e gli sviluppi nel campo della scultura con Bruce Nauman e Richard Serra, senza trascurare l'Arte Povera, che Sonnabend ha esposto per prima a New York, e presente nella Collezione coi suoi massimi esponenti, come Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Gilberto Zorio.

Non mancano le espressioni legate alla fotografia e della performance, con Bernd & Hilla Becher e Luigi Ontani, Vito Acconci e Gilbert & George, e la pittura tedesca degli anni Ottanta con Jorg Immendorff, Anselm Kiefer e A.R. Penck, e gli americani Jeff Koons e Haim Steinbach.

Con questa apertura Mantova diventa quindi una tappa fonfamentale in Italia per chi desidera conoscere da vicino i grandi protagonisti della Pop Art e gli artisti più influenti del XX secolo. Scopri di più.


Pubblicato il 27/11/2025 dalla Redazione

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