Con l'eccezione di Roma, le mostre di questa Settimana ci consentono di rivolgere l'attenzione a luoghi che non sono le destinazioni più abituali per i nostri racconti sulle novità espositive - Capri, Tarquinia, Sutri, Nuoro - ma che hanno storie proprie capaci di dare a ogni progetto espositivo un contesto davvero unico.
1. Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna
Quando: 2 luglio – 27 settembre 2026
Luogo: Roma, Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano), Parco archeologico del Colosseo (Tempio di Romolo) e VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia
Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta a un progetto espositivo comune: Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, promossa dal Ministero della Cultura e curata da Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi, è una mostra diffusa che attraversa oltre duemila anni di storia romana usando la moneta come strumento di lettura. Mezzo di scambio, emblema del potere, veicolo di propaganda e oggetto artistico, la moneta è anche un archivio: ogni esemplare conserva immagini, iscrizioni e simboli capaci di evocare un'intera stagione politica e culturale.

Giulio Turcato, Natura morta con pesci, olio su tela, 1945, Roma, Archivio Turcato © Giulio Turcato, by SIAE 2026
Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche distribuite in altrettante sedi. Al Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano) è affrontata l'età antica, dall'identità repubblicana all'autorappresentazione imperiale, con opere tra cui il Piatto onorario di Ardabur Aspar e i ritratti di Giulio Cesare e Costantino. Al Tempio di Romolo al Foro Romano, nell'ambito del Parco archeologico del Colosseo, è indagata l'eredità medievale della monetazione romana, con il Bonifacio VIII di Manno di Bandino da Siena — una delle sculture più imponenti del Medioevo italiano — e affreschi dalla Crypta Balbi. Al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia il percorso copre l'età moderna e contemporanea, dal Rinascimento al Novecento, fino a Untitled di Maurizio Cattelan, scelto come conclusione del racconto sul presente europeo.
Le oltre 160 opere provengono dai principali musei statali, dai Musei Vaticani, dalla Soprintendenza Capitolina, da archivi e collezioni private. Le monete antiche appartengono al Medagliere del Museo Nazionale Romano, recentemente riaperto e interessato da un progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR. Un biglietto integrato consente di visitare le tre sedi come un percorso unitario. Scopri di più.
2. Il mito di Capri e la Grotta Azzurra
Quando: 3 luglio – 18 ottobre 2026
Luogo: Capri, Certosa di San Giacomo
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Da Il mito di Capri: Testa Germanico - cd Tiberio
Dalla grande storia istituzionale di Roma a una storia più intima, costruita attorno a un luogo e a un momento preciso: il 17 agosto 1826, quando il pittore e poeta tedesco August Kopisch (1799–1853) entrò nella Grotta Azzurra guidato dal barcaiolo Angelo Ferraro. Quell'episodio avviò un processo che nel giro di qualche decennio trasformò Capri in una delle mete più celebrate dell'immaginario europeo, attirando artisti, scrittori e viaggiatori da tutto il continente.
La mostra Il mito di Capri, a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco, allestita negli spazi della Certosa di San Giacomo, ricostruisce questo processo attraverso opere d'arte, documenti, reperti archeologici e fonti letterarie. Il percorso parte dalle prime testimonianze antiquarie e dagli scavi di età borbonica, segue la svolta impressa dalla riscoperta della Grotta e arriva alla consacrazione dell'isola come simbolo del Mediterraneo nella cultura artistica e letteraria europea tra Otto e Novecento. L'ultima sala propone un'esperienza immersiva con visori di realtà aumentata che restituiscono la Grotta Azzurra sia nella sua dimensione imperiale sia nell'aspetto contemporaneo. Scopri di più.
3. Tommaso Cascella a Tarquinia si confronta col patrimonio etrusco
Quando: 4 luglio – 13 settembre 2026
Luogo: Tarquinia, Museo Archeologico Nazionale e Museo della Ceramica

Tommaso Cascella, cotto ingobbiato1995, Bottega Gatti, Faenza 49x34x4 cm
Il dialogo tra arte contemporanea e civiltà antica, che a Roma si dispiegava su scala istituzionale, trova a Tarquinia una forma più personale e diretta. La mostra Sorriso Etrusco di Tommaso Cascella, a cura di Lorenzo Fiorucci, nasce da un legame biografico dell'artista con questo territorio: nel 1973 Cascella aprì a Tarquinia la stamperia d'arte Etrusculudens, in stretto contatto con Sebastian Matta, esperienza che ha segnato in modo duraturo la sua formazione e la sua ricerca.
Le opere in mostra, distribuite tra il Museo Archeologico Nazionale e il Museo della Ceramica di Palazzo dei Priori, dialogano con le collezioni archeologiche delle due sedi: il patrimonio etrusco non è trattato come fonte iconografica da citare, ma come modello di un'arte capace di tenere insieme bellezza, memoria e vita quotidiana. Cascella — artista, scultore, pittore e incisore, futuro presidente dell'Accademia Nazionale di San Luca — porta in questo confronto una ricerca costruita nel tempo attraverso circa 130 mostre personali e oltre 400 collettive, con opere presenti in numerosi musei e collezioni private.
La mostra è stata inaugurata contestualmente alla cerimonia di assegnazione della III edizione del Premio Città di Tarquinia «Luciano Marziano» per la Critica d'Arte, promosso dalla Società Tarquiniense d'Arte e Storia in onore di uno dei più autorevoli studiosi italiani della ceramica contemporanea. Scopri di più.
4. Gregor Becker per Tuscia Contemporanea
Quando: 4 luglio – 18 ottobre 2026
Luogo: Sutri, Museo di Palazzo Doebbing

Gregor Becker, Soriano, opere, 24 agosto 2025
Rimanendo nella Tuscia, ma spostandosi da Tarquinia a Sutri, incontriamo una ricerca che con l'antico non dialoga direttamente, ma condivide l'attenzione alla materia e al tempo lento. Il Museo di Palazzo Doebbing presenta Il Giardino di Gregor. Coltivare la luce, prima mostra personale in un museo dell'artista tedesco Gregor Becker (Mainz), a cura di Antonio Arévalo. L'esposizione riunisce circa trenta opere realizzate tra il 2015 e il 2026 ed è la prima del progetto Tuscia Contemporanea, rete pluriennale dedicata agli artisti che vivono e lavorano in questo territorio.
Becker, formatosi in architettura del paesaggio e per anni progettista di giardini tra Germania, Stati Uniti e Australia, vive a Soriano nel Cimino da oltre un decennio. La sua tecnica è interamente artigianale: dipinge la carta, la taglia in migliaia di tessere e le applica una a una su supporti di legno con pigmento e foglia d'oro. Ogni opera richiede mesi di lavoro. Le superfici che ne risultano trattengono la luce invece di rifletterla e cambiano aspetto a seconda del punto di osservazione: «Non esiste la vista centrale, principale. È sempre un approccio rovesciato», dice l'artista. La natura - boschi, querce, organismi collettivi - è il soggetto ricorrente, ma non come paesaggio da rappresentare: è piuttosto la struttura concettuale che regge ogni opera.
Il programma include una visita guidata con l'artista e il curatore, un talk, una performance e incontri con le scuole del territorio. Scopri di più.
5. Futurama. Nostalgia di futuro
Quando: 4 luglio – 15 novembre 2026
Luogo: Nuoro, MAN – Museo d'Arte della Provincia di Nuoro

Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1951, olio e sabbia su tela, buchi, 60 x 59. Milano Fondazione Lucio Fontana © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2026
Dal tempo lento della carta e della foglia d'oro a una riflessione sul tempo storico del Novecento: il MAN di Nuoro conclude con Futurama. Nostalgia di futuro una trilogia espositiva dedicata al rapporto tra l'essere umano e il reale. Dopo Sensorama (la percezione) e Diorama (le nuove ecologie post-naturali), questa terza mostra indaga l'immaginazione del futuro come dispositivo culturale, politico ed emotivo.
Il titolo riprende la celebre esposizione organizzata da General Motors alla World's Fair di New York nel 1939, dove giganteschi plastici di Norman Bel Geddes offrivano a cinque milioni di visitatori la visione di un'America futura fatta di metropoli razionali, superstrade e dominio dell'automobile. Da quell'utopia ordinata e priva di conflitti, la mostra ricostruisce l'intero arco del secondo Novecento: l'ottimismo del dopoguerra, la sperimentazione con nuovi materiali industriali — il metacrilato di Gino Marotta, le Superfici lunari di Giulio Turcato, i Concetti spaziali di Lucio Fontana — il design degli anni Sessanta, la fantascienza come immaginario collettivo, fino alle crepe di quel progetto: le disuguaglianze, l'alienazione, il collasso ecologico che artisti come Piero Gilardi avevano intuito in anticipo.
Il percorso include opere di Valerio Adami, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Sergio Lombardo, Gino Marotta, Pino Pascali, Mario Schifano, Paolo Scheggi, Giulio Turcato e Grazia Varisco, affiancate da oggetti di design, una sezione di moda a cura di Michela Gattermayer, una selezione di numeri della collana Urania (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori) e video installazioni sulla corsa allo spazio. Il catalogo comprende contributi critici di Carlo Antonelli, Paolo Campiglio, Michela Gattermayer e Silvia Casagrande. Scopri di più.
Pubblicato il 07/07/2026dalla Redazione
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