Questa settimana il nostro sguardo sul panorama espositivo italiano si sofferma su mostre di rilievo in città come Milano, Pordenone, Vercelli, Roma e Brescia. Gli artisti coinvolti spaziano dai grandi maestri del Novecento, a fotografi storici, fino a voci contemporanee che mettono in relazione corpo, memoria e spiritualità. Ecco le cinque mostre che abbiamo selezionato per il loro valore tematico e stilistico.
1. Moda e Pubblicità in Italia 1950-2000
Quando: 13 settembre - 14 dicembre 2025
Luogo: Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani-Rocca

Giovanni Gastel, 4 colori almeno! copertina per rivista Donna marzo 1982. Archivio Giovanni Gastel
Una mostra antologica che propone una lente culturale sul costume e la società italiana attraverso immagini, manifesti e oggetti di moda e pubblicità dagli anni '50 al 2000. Riflette su come l'effimero – tendenze, stili, loghi, estetica di consumo – diventi veicolo di identità, aspirazioni, e, in certi casi, di sacralità laica: quando il bello, il desiderio e il simbolo acquisiscono valore rituale. È un'occasione per considerare quanto il visivo quotidiano abbia contribuito a plasmare i modelli culturali e sociali del secolo scorso, e come il passato pubblicitario continui a riverberare nel presente.
La mostra è allestita nei saloni contigui a quelli che ospitano permanentemente opere capitali di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Cézanne, Morandi e molti altri. Esposte più di trecento opere – tra manifesti, riviste, spot, fotografie, cinema, video, gadget pubblicitari e persino le mitiche figurine Fiorucci – in un percorso inedito che attraversa mezzo secolo di trasformazioni dell'immaginario collettivo, con uno sguardo filologico e insieme poetico sulla storia della moda e della sua comunicazione. Scopri di più.
2. Inge Morath. Le mie storie
Quando: 13 settembre - 16 novembre 2025
Luogo: Pordenone, Galleria Harry Bertoia...leggi il resto dell'articolo»

Una retrospettiva fotografica che punta su una parte meno esplorata della produzione di Inge Morath, figura centrale del fotogiornalismo del Novecento e prima donna entrata a far parte della celebre agenzia Magnum Photos: quella del ritratto, con un'attenzione particolare al mondo letterario e alle relazioni umane. Con circa 110 fotografie, la mostra dà voce a esperienze intime, affettive e talvolta private: ritratti di scrittori, volti che parlano di storie individuali, viaggi, incontri. Qui l'effimero è nel gesto di catturare un momento che non si ripeterà, mentre il sacro affiora nel rispetto dell'identità, nella contemplazione del viso, nella memoria di ciò che fu e nella permanenza dell'emozione visiva.
In occasione delle giornate di Pordenonelegge la mostra rimarrà aperta da mercoledì 17 a sabato 20 settembre con orario esteso, fino alle ore 22.00. Scopri di più.
3. Guttuso, De Pisis, Fontana... L'Espressionismo Italiano
Quando: 11 settembre 2025 - 11 gennaio 2026
Luogo: Vercelli, Chiesa di S. Marco - Spazio ARCA

Renato Birolli. I poeti, 1935. Olio su tela, 90x108 cm. Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone. Photo Credit: Studio Vandrasch
Espressione pittorica, colore intenso, gestualità: una selezione di artisti che albergano nel Novecento italiano e che incarnano la tensione verso l'introspezione e il dare forma visiva all'energia emotiva. Opere che esprimono un'idea di trascendenza che prende forma attraverso la materia e la luce. Qui il contrasto tra figure, paesaggi interiori, astrattismo e figurazione espone l'idea che l'arte possa condurre verso una soglia tra visibile e invisibile – fra la dolorosa consapevolezza del reale e l'elevazione dello spirito che l'arte può evocare.
L'Espressionismo Italiano, attraverso i suoi esponenti quali Renato Birolli, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Fausto Pirandello, Aligi Sassu, Emilio Vedova e molti altri, ha saputo affermare con forza una visione indipendente, sottraendosi alle imposizioni culturali dominanti scegliendo, attraverso una ricerca personale spesso coraggiosa e controcorrente, di raccontare la fragilità, la solitudine e la tensione esistenziale dell'uomo.
La mostra consente, per la prima volta, di esporre riunite un nucleo significativo di opere realizzate tra il 1920 e il 1945 e appartenenti alla sezione storica della Collezione Giuseppe Iannaccone – alcune delle quali mai esposte prima al pubblico, per raccontare un periodo straordinario della storia dell'arte italiana. Scopri di più.
4. Spazi di Resistenza
Quando: 12 settembre - 12 ottobre 2025
Luogo: Roma, Mattatoio di Roma, Padiglione 9b

Gea Casolaro L'erba di Sarajevo #2, 1998 - 2025 60 stampe lambda 46,66 x 70 cm © Gea Casolaro Courtesy l'artista
Una mostra corale che mette in dialogo sei artiste provenienti da contesti culturali e geografici diversi per riflettere sulle ferite e le speranze nella memoria post-bellica. Attraverso installazioni, video, performance e fotografia si affronta l'idea che la memoria non sia statica ma un'energia resistente – forma di resistenza civile, politica, culturale e spirituale. È un'esposizione che sfiora il tema del sacro immergendosi in quello della memoria: nella riparazione, nel ricordo, nella coscienza che ciò che è stato non vada dimenticato.
La mostra, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, si inserisce nel contesto delle commemorazioni per il trentesimo anniversario della fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, dell'assedio di Sarajevo (14 dicembre 1995) e del genocidio di Srebrenica (11 luglio 1995). Le opere – tra video, fotografia, installazione e performance – affrontano temi che spaziano dall'analisi geopolitica alla ritualità generativa, mettendo al centro il legame con la Terra come corpo vivo, politico, e spirituale. Scopri di più.
5. Hermann Nitsch. Corpo-Sacro-Mito
Quando: 11 settembre - 30 novembre 2025
Luogo: Brescia, Museo Diocesano

Hermann Nitsch Das letze Abendmahl (L'ultima cena) 1976-1979 stampato nel 1983, stampa serigrafica su relitto originale, es. 1/80 162 x 386 cm
Una mostra che esplora il rapporto tra corpo, rituale e mito attraverso la produzione di Hermann Nitsch (Vienna, 1938 – Mistelbach, 2022), uno degli autori più controversi e radicali dell'arte contemporanea. Il corpo diventa veicolo di sacro, rito, eccedenza, travalicando gli orizzonti del quotidiano. La mostra mette in gioco il gesto rituale, la materialità dell'azione, l'impronta del corpo sull'installazione, in vista di un significato più profondo, simbolico e mitico. In un contesto museale sacro come il Museo Diocesano, il lavoro di Nitsch assume una dimensione ulteriore: quella del confronto tra ciò che si svolge, si trasforma o si distrugge, e ciò che resta come traccia, come mito, come sacralità.
Esattamente cinquant'anni fa, nel suo Castello di Prinzendorf, Hermann Nitsch diresse Aktion n. 50: performance nella quale un uomo nudo, bendato, metteva in scena il sacrificio della Crocifissione, esponendo il corpo al dolore del mondo, che è il dolore di Dio divenuto uomo per salvare quest'ultimo dalla negazione e dalla dimenticanza. Oggi, in collaborazione con la Nitsch Foundation di Vienna, l'esposizione accoglie una selezione di opere di grandi dimensioni, nelle quali i riferimenti iconografici a temi mistici e religiosi incontrano ai linguaggi dell'Informale, la cui genesi ha che fare con la volontà di espiazione della violenza perpetrata dalle dittature novecentesche. Scopri di più.
Pubblicato il 17/09/2025dalla Redazione
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