Nel mezzo, percorsi differenti ma ugualmente intensi: la ricerca di Stephanie Denaes Lucas sul rapporto tra invisibile e trascendenza, le atmosfere sospese e malinconiche di Paul P., e le installazioni di Annalaura Tamburrini che fanno del silenzio un luogo interiore. Cinque progetti espositivi che invitano a guardare oltre la superficie dell'immagine, e cinque storie artistiche che meritano di essere conosciute.
1. ...Apri gli occhi. Omar Galliani a Soave
Quando: 27 settembre - 30 novembre 2025
Luogo: Soave, Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani

L'Installazione "...Apri gli occhi" di Omar Galliani alla Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani a Soave
Dal 27 settembre al 30 novembre 2025, la Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani a Soave ospita la mostra Apri gli occhi, interamente dedicata a Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954), uno dei maggiori protagonisti italiani del disegno contemporaneo. L'artista è noto per la sua capacità di elevare la matita a strumento pittorico, capace di dare corpo a immagini monumentali e ipnotiche.
L'esposizione presenta un nucleo selezionato di opere che dialogano con lo spazio sacro della chiesa. Si tratta di grandi tavole a grafite su legno, tecnica distintiva di Galliani, nelle quali il dettaglio minuzioso e la monumentalità convivono in un equilibrio suggestivo. L'installazione centrale, che dà anche il titolo alla mostra, nasce dall'incontro con un frammento pittorico raffigurante gli occhi di Santa Lucia, creando un singolare punto d'incontro tra passato, presente e futuro. Apri gli occhi, è un invito a guardare con "occhi diversi", per un'esperienza diretta e immersiva che si apre alla bellezza, all'arte e alla vita. Lo spettatore è chiamato a confrontarsi con sguardi enigmatici, volti sospesi tra realtà e mito, figure femminili che diventano icone di un tempo interiore.
Galliani, che si è formato all'Accademia di Belle Arti di Bologna e ha esposto in contesti internazionali come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, ha costruito negli anni una ricerca coerente incentrata sul disegno come linguaggio totale. Nei suoi lavori la grafite non è semplice tratto, ma superficie viva che assorbe e riflette la luce, avvolgendo l'osservatore in un'esperienza visiva totalizzante. Scopri di più.
2. Trascendere l'invisibile. Stephanie Denaes Lucas a Salerno
Quando: 23 settembre - 23 novembre 2025
Luogo: Salerno, Sandro Bongiani VRspace... leggi il resto dell'articolo»

Stefanie Denaes Lucas, Sanglier, 2008
Dal 23 settembre al 23 novembre 2025 il Sandro Bongiani VRspace di Salerno ospita Trascendere l'invisibile, retrospettiva dedicata a Stephanie Denaes Lucas (Crépy-en-Valois, 1975), artista francese outsider vicina all'Art Brut. Con 33 opere che ripercorrono quindici anni di lavoro (2007–2022), per la prima volta in Italia viene presentato un corpus che rivela un immaginario visionario e intensamente personale.
Il percorso espositivo conduce dentro un universo popolato da presenze misteriose e animali fantastici, in cui reale e immaginario si intrecciano senza confini. La pittura di Lucas nasce da un automatismo inconscio che fa emergere figure sospese tra umano e animale, tra foresta e radura, tra natura e sogno. Le sue tele si presentano come un continuo horror vacui, in cui lo spazio è interamente occupato da simboli, segni e presenze che trasformano ogni composizione in una sorta di miniatura fantastica e metamorfica.
Bestiari insoliti con cinghiali, lontre, balene, pantere ed elefanti convivono con draghi e paesaggi leggendari, in un Eden immaginato carico di mistero. Anche i titoli delle opere – come La denti du Mont Kad, Electricity, Équations de plumes – rafforzano questa tensione verso l'ignoto e l'invisibile. Si tratta di un linguaggio pittorico denso, esotico, psichedelico, che richiama da lontano Bosch, Redon e Gauguin, fino ad arrivare alle esperienze più vicine dell'Art Brut.
Lucas ha iniziato a dipingere in seguito a una fase di crisi personale, trasformando la pittura in pratica di ascolto e di restituzione interiore. Come sottolinea il curatore Sandro Bongiani, il suo lavoro è un esercizio di emersione dall'abisso della memoria, un dare forma all'invisibile in immagini che si offrono allo spettatore come apparizioni silenziose. Trascendere l'invisibile si presenta dunque come un viaggio poetico e perturbante, in cui l'arte diventa il mezzo per accedere a dimensioni altre, al di fuori del reale e della logica. Scopri di più
3. Paul P. – Ambiguous Mouths
Quando: 21 settembre - 15 novembre 2025
Luogo: Brescia, Massimo Minini

Paul P., Untitled, 2024, watercolor on paper, 25 × 21 cm
La Galleria Massimo Minini ospita Ambiguous Mouths, nuova mostra dell'artista Paul P. (nome d'arte), che esplora il confine tra figura e astrazione attraverso la rappresentazione della bocca come elemento ambivalente, simbolico e corporeo. Il titolo suggerisce già il nucleo del progetto: le bocche sono "ambigue" — non solo segni di linguaggio o parola, ma orifizi d'ombra, soglie emotive, segni che oscillano tra presenza e assenza.
In mostra figurano opere su carta e acquerelli, supporti in cui l'artista esprime al meglio la sua pittura allusiva. Opere che invitano lo spettatore a entrare in rapporto diretto con segni e volti che suggeriscono più che affermare, e che indugiano tra chiarezza e ambiguità. Paul P. si muove alla confluenza tra estetica queer, simbolismo decadente e una sensibilità contemporanea per il ritratto e la memoria visiva. Nelle sue elaborazioni visive, l'artista seleziona volti che trasmettono l'intensità emotiva che ricerca, eliminando il resto del corpo.
Nato nel 1977 in Canada, Paul P. ha conseguito il BFA presso la York University e in seguito ha lavorato come assistente di studio dell'artista Stephen Andrews. Nel 2001 ha esposto i suoi primi ritratti di giovani uomini, molti dei quali ispirati a materiali provenienti dal Canadian Lesbian and Gay Archive. Negli ultimi anni l'interesse dell'artista per la transitorietà, il desiderio, la catalogazione e la notazione si è ampliato fino a includere i paesaggi e la loro astrazione, oltre a opere scultoree sotto forma di arredi. Attualmente vive e lavora tra Parigi, in Francia, e Toronto, in Canada. Oggi le sue opere fanno parte delle collezioni del Museum of Modern Art di New York, della Art Gallery of Ontario di Toronto e del Brooklyn Museum, tra gli altri. Scopri i più
4. Juliette Wayenberg. Grete (Wykofer)
Quando: 26 settembre - 15 novembre 2025
Luogo: Roma, Galleria Zema

La Galleria Zema presenta Grete (Wykofer),una mostra che mette in luce il lavoro di Juliette Wayenberg (Bruxelles, 1985), artista la cui ricerca ruota attorno alla fotografia sperimentale e a tecniche antiche come la cianotipia. Il titolo rimanda a una vicenda familiare che attraversa il tempo e si lega alla memoria storica. Juliette Wayenberg parte dagli archivi fotografici dei propri avi, selezionando e riquadrando i negativi, che poi stampa in cianotipia (tecnica fotografica ottocentesca, utilizzata in ambito botanico per quello che è considerato il primo libro commerciale illustrato fotograficamente), virandoli e scolorandoli per creare nuove immagini. In questo modo l'artista intreccia genealogia familiare e Storia collettiva: dalle persecuzioni subite dai bambini ebrei nella Germania nazista, protetti da una donna della sua famiglia, fino alle inquietudini del presente, segnato ancora da guerre e bombardamenti.
Le fotografie d'epoca diventano così materia viva, manipolata attraverso la luce e l'acqua, fino a trasformarsi in un racconto poetico. Il blu della cianotipia, con i suoi contrasti, non è solo scelta estetica, ma metafora di cicli vitali e della memoria. Wayenberg mescola con consapevolezza procedimenti storici della fotografia e pratiche post-fotografiche contemporanee, facendo emergere un linguaggio personale che unisce memoria privata e riflessione etica.
La mostra invita a leggere il lavoro come un filo invisibile che unisce generazioni diverse: dal ricordo della trisnonna ebrea e dell'alluvione del 1930 a Wyk auf Föhr, fino alle gravidanze dell'artista e al timore di generare nuove vite in un mondo fragile. In questa trama, la cianotipia diventa medium alchemico e metafora dell'esistenza, capace di collegare la dimensione individuale alla collettiva.
Wayenberg è Laureata in Archeologia a La Sapienza Università di Roma e diplomata in mimo corporeo. Ha frequentato numerosi Master in Fotografia e oggi è docente di Fotografia Sperimentale in vari istituti di Roma e provincia. La sua ricerca si basa principalmente sull'esperienza personale di memorie individuali e collettive. Esplora le connessioni tra la (auto)performance, i luoghi e la materialità dell'immagine. Studia le relazioni tra testi e immagini, tra movimento e immagini statiche, tra fotografia e storia. Scopri di più.
5. Annalaura Tamburrini. The place where silence begins / Qui comincia il silenzio
Quando: 27 settembre - 22 novembre 2025
Luogo: Firenze, Crumb Gallery

Annalaura Tamburrini - Danza miope -cyano #2 cianotipia su carta cotone, 2025
Crumb Gallery di Firenze ospita The place where silence begins, mostra personale di Annalaura Tamburrini (Fasano, 1994), artista che utilizza la fotografa e le pratiche di camera oscura, fino alle tecniche antiche di stampa. Il titolo dell'esposizione suggerisce la ricerca di una narrazione visiva, tra sogni ricorrenti e rituali di ritorno, in cui il silenzio è essenziale, sia come rifugio che come forma di resistenza. Le immagini prendo forma da ricordi di sabbia, caldo, salsedine e suoni familiari, per comporre un paesaggio sensoriale denso di simboli. Elemento centrale dell'opera è la cianotipia, che coi suoi profondi toni blu, accentua la dimensione meditativa delle immagini, restituendo un'idea di distanza, profondità e memoria.
Protagonisti sono giovani corpi che si immergono nell'acqua, in un gesto che appare ricorrente, come se rispondesse a un richiamo antico. Il mare non è solo sfondo, ma presenza viva che accoglie, trasforma e restituisce, in un'atmosfera che si fa acnora più sospesa e onirica grazie a un sonoro originale, realizzato da Fabio Servolo, ispirato al ritmo e al respiro del mare.
Tamburrini si è formata come fotografa presso Officine Fotografiche tra il 2015 e il 2019, concentrandosi sull'approfondimento delle pratiche di camera oscura, stampa in bianco e nero e tecniche antiche di stampa. Scopri di più
Pubblicato il 30/09/2025 dalla Redazione
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