Chiude il numero, a Quargnento, la mostra dedicata a Carlo Carrà, Enzo Cacciola e al progetto di @parallel.fbx, che mette in relazione la pittura del Novecento, la ricerca materica degli anni Settanta e un linguaggio costruito con l'intelligenza artificiale.
1. Cucchi e CANEMORTO, un doppio confronto a Firenze
Quando: 26 settembre 2026 – 27 febbraio 2027
Luogo: Firenze, Galleria Poggiali
Mette a confronto due modi radicalmente diversi di intendere la pratica artistica la mostra Enzo Cucchi vs CANEMORTO / CANEMORTO vs Enzo Cucchi, alla Galleria Poggiali di Firenze. Da una parte Enzo Cucchi (Morro d'Alba, 1949), tra i protagonisti della Transavanguardia italiana; dall'altra CANEMORTO, collettivo anonimo fondato nel 2007. Più che un dialogo tra due poetiche, il progetto mette in relazione due sistemi di lavoro e due diverse concezioni dell'autorialità, costruite nel tempo attraverso uno scambio continuo di idee, gesti e immagini, senza che nessuno dei due assuma il ruolo di protagonista o di interlocutore privilegiato.
Il progetto ha preso forma tra novembre 2025 e giugno 2026, alternando sessioni condivise nella storica Litografia Bulla di Roma, dove i due artisti si sono conosciuti nel 2022, e nella casa di Cucchi a Morro d'Alba, a confronti sviluppati a distanza. Ogni opera è stata realizzata autonomamente, ma l'intero corpus nasce da uno scambio continuo di immagini e suggestioni, in cui ogni lavoro si confronta con quello precedente dell'altro. Al centro dell'incontro si trova il disegno, inteso non come fase preparatoria ma come linguaggio autonomo: per Cucchi il nucleo generativo della propria ricerca, per CANEMORTO uno strumento libero e collettivo capace di attraversare tecniche diverse.
La mostra si sviluppa nei due spazi della Galleria Poggiali, a pochi metri di distanza: in via della Scala, con CANEMORTO vs Enzo Cucchi, è il collettivo a scegliere opere e allestimento; in via Benedetta, con Enzo Cucchi vs CANEMORTO, è Cucchi a costruire una lettura personale dello stesso confronto. Il progetto comprende anche uno striscione lungo sei metri, realizzato a quattro mani dai due artisti insieme agli autori dei testi critici, Alessandro Cucchi e Antonio Grulli. Scopri di più.
2. Mimmo Paladino a Pistoia
Quando: 26 settembre – 9 ottobre 2026
Luogo: Pistoia, Metilene Edizioni

Mimmo Paladino, illustrazione per Acque della magia. Matteo Maria Boiardo e L'inamoramento de Orlando'. di Rosa Copioli, 2024 - Tavola XXVI, tecnica mista su carta
Restando tra i protagonisti della Transavanguardia, Mimmo Paladino affronta a Pistoia un confronto diverso: non con un collettivo contemporaneo, ma con un testo del Quattrocento. Metilene presenta nella propria sede Mimmo Paladino. L'inamoramento de Orlando, che espone per la prima volta 30 illustrazioni originali realizzate dall'artista per il volume Acque della magia. Matteo Maria Boiardo e l'inamoramento de Orlando di Rosita Copioli, pubblicato da Metilene nel 2024. Le tavole riprendono figure e motivi dell'Orlando innamorato, dando forma al mondo cavalleresco del poema attraverso un linguaggio essenziale: dame, cavalli e cavalieri attraversano architetture lontane e paesaggi notturni, mentre presenze animali reali o fantastiche richiamano temi come il combattimento, l'amore, la sfida e il destino....leggi il resto dell'articolo»
Il rapporto tra arti visive e letteratura è spiegato dallo stesso Paladino nell'intervista con l'editore Cristiano Coppi che accompagna la mostra, dove racconta di aver affrontato il testo di Boiardo con un'idea contemporanea, senza fare il filologo: "come se dalla parola scaturisse un'immagine che non la rappresenta ma la interpreta". La figura di Orlando è legata all'immaginario dell'artista fin dall'infanzia, tra i pupi siciliani e l'immaginario popolare da cui, per Paladino, nasce spesso la grande letteratura. La mostra si inserisce tra gli appuntamenti di Pistoia Incontemporanea, che nel weekend del 26 e 27 settembre coinvolge anche SpazioA, MEVannucci, NB Arte, Ondo e Nub. Scopri di più.
3. Litofonie, le pietre sonore di Amalia Del Ponte
Quando: 24 settembre – 15 novembre 2026
Luogo: Bergamo, Ex Oratorio San Lupo

Amalia Del Ponte, Potnia, 1989 dettaglio G3 studio courtesy Archivio Amalia del Ponte - foto di Gianluca Di Ioia
Si lascia la pittura della Transavanguardia per una ricerca diversa del secondo Novecento, questa volta scultorea e sonora. La Fondazione Piero Cattaneo ha inaugurato il 24 settembre, nell'Ex Oratorio di San Lupo a Bergamo, Litofonie, mostra dedicata ad Amalia Del Ponte (Milano, 1936-2025), realizzata con l'Archivio Amalia Del Ponte e il Museo Adriano Bernareggi e curata da Marcella Cattaneo, Nicol Longoni Del Ponte e Roberto Pini. Fino al 15 novembre il percorso approfondisce uno dei nuclei più significativi della ricerca dell'artista: i litofoni, sculture sonore realizzate dagli anni Ottanta, attraverso cui Del Ponte ha indagato il rapporto tra materia, vibrazione e ascolto, concependo la scultura come un organismo capace di attivare un'esperienza percettiva in cui forma, spazio e suono diventano inseparabili.
L'allestimento dialoga con l'architettura dell'Ex Oratorio, la cui conformazione amplifica la dimensione acustica delle opere, mentre il percorso si sviluppa attorno a due nuclei di litofoni, azionati da percussori progettati dalla stessa artista. All'inaugurazione il percussionista Elio Marchesini ha realizzato una serie di azioni performative ideate per la mostra. Il progetto coinvolge inoltre gli studenti del corso di Percussioni del Politecnico delle Arti di Bergamo, coordinato da Luca Casiraghi, chiamati a elaborare composizioni in dialogo con le opere esposte. La mostra si inserisce nel progetto Officina della Scultura, ideato nel 2018 da Marcella Cattaneo e giunto alla nona edizione. Scopri di più.
4. Nicolás Lamas a Ca' Pesaro
Quando: 23 settembre – 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, Ca' Pesaro – Galleria Internazionale d'Arte Moderna, Project Room

Corpus serialis - Installation view, Photo Matteo de Fina
Il passaggio a un linguaggio contemporaneo, che si allontana dalla pittura, porta a Venezia, nella Project Room di Ca' Pesaro, dove è allestita Corpus serialis, personale di Nicolás Lamas (Lima, 1980), realizzata da PROGETTO LUDOVICO in collaborazione con la Galleria Max Goelitz di Berlino e Monaco di Baviera. Quarta esposizione ospitata nella Project Room nel corso del 2026, dopo i progetti dedicati a Paper Design, Malinverni e Giuseppe Di Liberto, la mostra riunisce sculture, installazioni e immagini attraverso cui Lamas indaga il rapporto tra materia, conoscenza e sistemi di classificazione, mettendo in relazione oggetti provenienti da ambiti diversi, dalla storia dell'arte alla tecnologia, dalla geologia alla cultura materiale.
In Planned Obsolescence, un busto in gesso di Isocrate è accostato a una vecchia fotocopiatrice Xerox, mettendo in relazione due tecnologie della riproduzione e introducendo il tema dell'obsolescenza. In The Agony of the Past un libro è stretto tra due blocchi di marmo Portoro Leonardo, dove la permanenza della materia geologica si confronta con la fragilità della carta. Il rapporto tra materia e tecnologia torna nei lavori dedicati all'origine geologica del mondo digitale, dove materiali come silicio, terre rare e oro rivelano la componente concreta delle infrastrutture tecnologiche; in Pulses of Extinction, materiali organici e industriali sono raccolti in teche che richiamano dispositivi museali di conservazione.
Attraverso questi accostamenti, Lamas mette in discussione categorie apparentemente consolidate, come originale e copia o permanenza e obsolescenza, costruendo una sorta di archivio in divenire in cui materiali e conoscenze conservano le tracce della propria origine mentre acquisiscono nuove possibilità. Nato a Lima nel 1980, l'artista vive e lavora a Bruxelles; formatosi tra la Pontificia Universidad Católica del Perú e l'HISK di Gand, ha esposto in istituzioni internazionali come lo S.M.A.K. di Ghent, il MUMOK di Vienna e il MAAT di Lisbona. Scopri di più.
5. Carrà, Cacciola e l'intelligenza artificiale a Quargnento
Quando: 26 settembre – 25 ottobre 2026
Luogo: Quargnento, Auditorium della Trinità

Carlo Carrà, Natura morta con bottiglia e chicchera, 1966
Il confronto tra epoche e linguaggi che attraversa questo numero trova una sintesi a Quargnento, città natale di Carlo Carrà, dove il Comune presenta, in occasione dei 145 anni dalla nascita e dei 60 anni dalla morte del pittore, la mostra Carlo Carrà, Enzo Cacciola, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A., a cura di Luigi Benzi, Alberto Fiz e Rino Tacchella. Allestita nell'Auditorium della Trinità, la mostra mette in relazione due artisti apparentemente agli antipodi per epoca e linguaggio: da un lato Carlo Carrà, protagonista delle avanguardie storiche; dall'altro Enzo Cacciola, tra gli interpreti più coerenti della Pittura Analitica degli anni Settanta.
Il punto d'incontro tra i due è la scelta di confrontarsi entrambi con la pittura in quanto tale, come spiega il curatore Alberto Fiz: entrambi "s'interrogano sul medesimo media senza spezzare il sottile filo che li lega", pur muovendosi in direzioni opposte, dalla tautologia di Cacciola alla trasformazione continua di superficie, colore e materia in Carrà, nei passaggi tra divisionismo, futurismo, metafisica e ritorno alla tradizione.
In mostra venti opere di Carrà, in gran parte esposte per la prima volta a Quargnento e scelte in una sintesi che spazia dal 1900 al 1966, tra cui Lacerba e bottiglia del 1914, in cui l'artista introduce per la prima volta in Italia la tecnica del collage; di Cacciola sono esposti altrettanti lavori, dai Cemento e Asbesto del 1974 alle Sabbie degli anni Duemila, nate dai viaggi dell'artista nel Sahara. A completare il percorso, opere realizzate con l'intelligenza artificiale dal giovane artista @parallel.fbx, tra cui un video ispirato direttamente a Carrà, scelta legata all'idea che l'artista, da sempre curioso verso ogni novità, non sarebbe rimasto indifferente ai linguaggi dell'intelligenza artificiale. Scopri di più.
Pubblicato il 30/09/2026dalla Redazione
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