Vediamo di seguito tutti i dettagli sulle mostre del momento dedicate a Pablo Ruiz Picasso (Malaga, Spagna, 1881 - Mougins, Francia, 1973), in modo esclusivo o in esposizioni tematiche che coinvolgono altri grandi artisti, partendo dalla mostra allestita al Museo del Corso - Polo Museale di Roma, seconda tappa italiana della mostra "Picasso lo straniero", che è in chiusura domenica 29 giugno.
Picasso lo straniero al Museo del Corso a Roma
Picasso lo straniero è un progetto nato su iniziativa di Annie Cohen-Solal, curatrice e autrice di Picasso. Una vita da straniero (Prix Femina Essai, 2021), libro pluripremiato, tradotto in tutto il mondo e pubblicato in Italia da Marsilio Editori, con un intervento di Johan Popelard del Musée national Picasso-Paris.
L'esposizione è nata proprio dalla ricerca che ha portato alla scrittura del volume, iniziata nel 2015 e durata più di sette anni. Il racconto si concentra su un aspetto poco noto ai più. Tutti sanno che la fortuna artistica di Picasso nasce proprio a Parigi, in Francia, ma pochi sanno che il pittore non è mai diventato cittadino francese e addirittura nel 1901 venne bollato dalla polizia come «anarchico sotto sorveglianza». L'ascesa artistica di Picasso in Francia fu quindi tutt'altro che semplice, dovendosi confrontare con una nazione allora xenofoba, appena uscita dall'Affaire Dreyfus, facendogli pesare la sua condizione di "straniero".

Picasso lo straniero, allestimento di mostra (C) Succession Picasso by SIAE 2025. Foto di Vinicio Ferri
La mostra itinerante, che in Italia ha visto un primo allestimento a Palazzo Reale a Milano, in coincidenza con un'esposizione pensata per Palazzo Te a Mantova (Picasso a Palazzo Te. Poesia e Salvezza), è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris, principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris.
Nel corpo di opere che sono già state protagoniste a Milano e Mantova, la mostra romana ha visto anche l'ingresso di alcune opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo di Palazzo Cipolla, che visitabile ancora per pochi giorni, fino a domenica 29 giugno. Qui viene presentata un'importante sezione dedicata alla primavera romana del 1917 trascorsa da Pablo Picasso con Jean Cocteau, Erik Satie, Serge de Diaghilev e Leonid Massine. Scopri di più.
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Picasso a Napoli. Il linguaggio delle idee
La seconda esposizione di questa rassegna è stata inaugurata poco più di un mese fa, e proseguirà fino al 28 settembre prossimo. Ad ospitare Picasso. Il linguaggio delle idee è la Basilica di Santa Maria alla Pietrasanta di Napoli – Lapis Museum, in una produzione di Navigare srl in collaborazione con Lapis Museum a curata da Joan Abelló e Stefano Oliviero.
Il percorso espositivo, suddiviso in 8 sezioni, intende presentare al pubblico un approfondimento sui diversi linguaggi espressivi che il grande Picasso ha sviluppato nel corso della sua vita, dalle gouaches alle sculture, fino ai costumi teatrali e all'incisione. Sono complessivamente 103 le opere esposte, appartenenti a collezioni private.
A Napoli, città che seppe conquistarlo e in cui soggiornò nel 1917, in occasione della messa in scena di Parade dei Balletti russi per i quali disegnò costumi e allestimento, appare naturale in particolare l'attenzione rivolta nell'allestimento ai costumi e alle maschere tradizionali. Durante il suo soggiorno nella città partenopea Picasso subì la fascinazione della commedia dell'arte e delle maschere tradizionali, come Pulcinella, che influenzarono il disegno dei costumi di Picasso per Parade, un'opera dei Balletti russi, che portarono in scena anche Le Tricorne (1920). Anche di questo celebre balletto, Picasso fu autore dei costumi per i personaggi popolari protagonisti del racconto ispirato al folklore andaluso. In mostra sono presenti 33 stampe di disegni realizzati dall'artista. Spazio anche ad Arlecchino e i saltimbanchi, personaggi molto amati da Picasso che, nel suo "Periodo blu", li rappresenta spesso, esaltandone l'anima malinconica e delicata.
In mostra spazio anche alle opere in ceramica, e alla fotografia, con 15 scatti rappresentativi dell'amicizia e della stima che legò l'artista ai fotografi Edward Quinn e a André Villers, che immortarono Picasso in diverse occasioni private. Scopri di più.
Picasso tra i grandi maestri dell'arte della ceramica: una mostra a Monreale
Tra le 46 città italiane riconosciute di antica ed affermata tradizione ceramica dal Consiglio Nazionale Ceramico del Mise c'è Monreale, in Sicilia, che da pochi giorni ha inaugurato la mostra Da Picasso a Warhol. Le ceramiche dei grandi artisti. La mostra presenta circa 100 opere realizzate da 60 artisti, provenienti da collezioni private, in ceramica, terracotta e porcellana, che prendono la forma di piatti, brocche, tazze, sculture e oggetti decorativi.
A partire dal 1946 Picasso trova in questa tecnica millenaria un intero universo creativo da esplorare. Già nella Malaga della sua infanzia Picasso aveva conosciuto i laboratori di ceramica nei pressi della casa di famiglia, dove il padre José Ruiz Blasco, professore di disegno e curatore del museo cittadino, fu il suo primo maestro. A 65 anni, quando decide di stabilirsi vicino al Mare Nostrum delle sue origini, Picasso si sente come un bambino nello scoprire e indagare una forma d'arte che gli permette di conciliare gli aspetti stilistici e tecnici di disegno, incisione e scultura.
La grande produzione di ceramiche firmata da Picasso, per un totale di oltre tremila pezzi prodotti dalla fabbrica di Madoura in Costa Azzurra, influenzò le generazioni successive di artisti abitualmente dediti ad altre forme di arte. Si va, così, dalle avanguardie storiche di Sonia Terk Delaunay e Marc Chagall, a quelle di Andy Warhol e di Salvador Dalì: il primo, con la rappresentazione delle inquietudini e ironie della cultura di massa della Pop Art, l'altro, con la rappresentazione del sogno surrealista trasferito nella ceramica.
Spazio anche per le opere di artisti contemporanei, italiani, come Marco Lodola e Marco Nereo Rotelli, e internazionali, come di Marina Abramović, Yayoi Kusama, Louise Bourgeois, Ai Weiwei, Julio Le Parc e molti altri. Non mancano grandi artisti del Nord America, dai grandi street artist come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, fino a rappresentanti dell'arte concettuale e del movimento minimalista come Sol LeWitt. Scopri di più.
L'altro Picasso ad Aosta

Minotaure aveugle guidé par une fillette avec un pigeon II (Traduzione in italiano: Minotauro cieco guidato da una giovane con una colomba II) Incisione della "Suite Vollard" 23 ottobre 1934 Incisione su carta Vergé de Montval con filigrana di Vollard Foglio: 33,8 x 45 cm Impronta lastra: 23,7 x 29,8 cm Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2025
Ci spostiamo ad Aosta, al Museo Archeologico Regionale, dove il 21 giugno ha aperto al pubblico la mostra L'altro Picasso. Ritorno alle origini, curata da Helena Alonso, J. Óscar Carrascosa e Daria Jorioz. L'esposizione esplora la profonda influenza delle origini e tradizioni familiari sull'opera di Pablo Picasso, nonché l'eredità delle culture classiche, in particolare la cultura fenicia, romana e araba, che l'artista aveva conosciuto durante l'infanzia a Malaga, sulle sponde del Mediterraneo.
La selezione di opere presentate offre un'ampia panoramica della produzione di Picasso, dalle sue migliori creazioni nel campo dell'incisione, come la serie Il capolavoro sconosciuto o un'acquaforte tratta dalla Suite Vollard, in cui il mondo classico riemerge davanti ai nostri occhi, fino a creazioni meno famose, come il contributo di Picasso alle arti sceniche, con le scenografie per il balletto Il cappello a tre punte.
Anche qui una parte significativa della mostra è dedicata alla ceramica, tecnica a cui si dedicò con particolare intensità negli anni della maturità e della vecchiaia, ma anche ad approfondimenti legati alla poesia, e alle suggestioni sul rapporto con i fotografi suoi contemporanei e sulla ricezione della sua opera in Italia negli anni Cinquanta.
Quello che emerge è un racconto unico che intreccia storia, arte e memoria, rivelando un Picasso intimo, un artista non solo innovativo e geniale, vissuto in una continua ricerca, ma anche profondamente consapevole delle proprie origini. Scopri di più.
Loving Picasso a Jesolo

Pablo Picasso Serie "Toros y Toreros", Tavola 10 Riproduzione litografica, 37x27 cm © Succession Picasso by SIAE 2025
Le sale del JMuseo di Jesolo, fino al prossimo 12 ottobre, presentano una mostra che intende esplorare la complessa relazione dell'artista con l'universo femminile, dimensione che permeò profondamente sia la sua vita privata che la sua produzione artistica. E' ben noto che nel corso della sua carriera, Picasso ha avuto numerosi legami sentimentali e relazioni con donne che hanno avuto un impatto significativo sulla sua arte. Le sue muse, tra cui Fernande Olivier, Dora Maar, Marie-Thérèse Walter e Jacqueline Roque, sono state immortalate nelle sue opere, divenendo simboli di diverse fasi del suo sviluppo creativo.
Loving Picasso, a cura di Piernicola Maria Di Iorio, si articola in quattro sezioni fondamentali che riflettono le serie grafiche di Picasso: la potente Tauromaquia del 1959, dove la corrida diventa metafora della seduzione; Dans L'atelier de Picasso che svela lo spazio intimo della creazione; la malinconica Suite des Saltimbanques (1905) e la formativa Barcelona Suite (1901-1907). Segue una selezione delle sue ceramiche più rappresentative realizzate tra il 1952 e il 1969.
In mostra anche opere di alcune delle compagne di Picasso, come Dora Maar, fotografa e pittrice surrealista che fu compagna dell'artista durante gli anni bui della guerra, presentate attraverso disegni, olii, acquerelli e fotografie incise che rivelano il dialogo creativo e l'influenza reciproca tra i due, e Françoise Gilot, l'unica donna che ebbe il coraggio di abbandonare Picasso, di cui sono presenti le raffinate litografie.
Presenti infine i ritratti realizzati da Robert Capa nel 1948, che catturano un Picasso maturo ma energico sulla Costa Azzurra, rivelando come la presenza femminile fosse per lui non solo esperienza esistenziale ma autentico motore creativo in un insieme di influenze reciproche che questa mostra intende finalmente portare alla luce. Scopri di più.

Robert Capa Picasso Parade, 1948 Silver Print, 20x31 cm © Succession Picasso by SIAE 2025
Pubblicato il 26/06/2025dalla Redazione
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