Fiera dell'arte

ArteFiera Bologna: più kermesse cittadina che mercato

Inizierà di fatto il 12 gennaio la kermesse che è stata messa in piedi dalla città di Bologna in occasione di “ArteFiera”, la più importante fiera dell’arte italiana, che aprirà i battenti ufficialmente il 25 del mese. Non più solo quattro giorni di esposizione e mercato tra le mura della Fiera, ma l’insieme di un complesso di iniziative che coinvolgono tutta la città all’insegna di “Art City  Bologna”. E così il 12 gennaio presso il  MAMbo (il Museo d’Arte Moderna di Bologna),  il Museo Morandi (chiuso per restauro dopo il sisma del 2012) presenta “Attualità di Morandi. Opere donate al museo dal 1999 a oggi” una mostra dedicata a tutti quegli artisti che si sono ispirati o hanno avuto un dialogo creativo con il grande Giorgio Morandi. Le opere di questi artisti, da Julius Bissier a Jean-Michel Folon,  saranno esposte a confronto un un’opera di Morandi considerando la grande collezione in possesso del museo che porta il suo nome, 62 dipinti, 18 acquerelli, 92 disegni, 88 acqueforti, 2 sculture e 2 lastre incise. Nell’occasione si potrà visitare anche la ristrutturata Casa Morandi in via Fondazza 36, dove il maestro visse tra il 1910 e il 1964. Sempre con ispirazione morandiana  e proprio presso la casa di Via Fondazza, dal 21 gennaio il duo  Ornaghi & Prestinari (i milanesi Valentina Ornaghi e Claudio Prestinari) hanno preparato una mega installazione  che ricostruisce il set tridimensionale dove Morandi faceva nascere le proprie opere, soprattutto oggetti e sculture. A quest’ultime i due giovani artisti hanno dedicato un video ed una serie di fotografie.

Tra le varie iniziative che accompagneranno ArteFiera non va dimenticat la mostra che aprirà i battenti proprio il 25 gennaio (preview) del tedesco Jonas Burgert, la prima personale effettuata in Italia, sempre presso il  MAMbo. “Lotsucht/Scandagliodipendenza” è un’esposizione che durerà fino al 25 aprile e presenta una quarantina di dipinti tutti realizzati in questo nuovo millennio e che trattano un genere di pittura mitteleuropea che ha molti seguaci anche nel nostro paese. Si tratta di tele a forte impatto visivo che richiamano molto l’attenzione della persona che li osserva. I lavori di Burgert sono scenari dinamici e complessi che coniugano ragione e invaginazione, con figure immaginarie, immobilizzate, legate, uomini pallidi e scarnificati, amazzoni e tutta una serie di animali e maschere, un frastuono di figure e di emozioni che scavano all’interno dell’io immerso in una sorta di girono dantesco, potremmo affermare noi dal punto di vista italiano. Un modo di coniugare l’arte alle inquietudini dei nostri tempi. Un artista cinquantasettenne che più volte ha rimandato la critica a parallelismi con Hieronymus Bosch (1450-1516).

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