Arezzo ospita una grande mostra dedicata a Marino Marini; Nu couché (1917-1918) di Amedeo Modigliani è protagonista a Perugia alla Galleria Nazionale dell'Umbria; Giulio Turcato viene celebrato a Viareggio col suo universo "oceanico"; a Firenze il Museo Novecento ci fa riscoprire l'artista toscano Lorenzo Bonechi; Arturo Martini viene raccontato attraverso le collezioni d'arte di Intesa Sanpaolo a Vicenza.
1. Marino Marini protagonista ad Arezzo
Marino Marini. In dialogo con l'uomo è il progetto espositivo che dal 4 luglio al 2 novembre 2025, si articolerà su due sedi complementari ad Arezzo: la Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea e la Fortezza Medicea.
L'esposizione, curata da Alberto Fiz e Moira Chiavarini, raccoglie oltre 100 opere, tra dipinti, gessi e bronzi, provenienti dal Museo Marino Marini di Firenze e dalla Fondazione Marino Marini di Pistoia. Il percorso espositivo è pensato per offrire una lettura cronologica e tematica: in Galleria Comunale emergono dipinti, gessi e bronzi di carattere più intimo e riflessivo, mentre nella Fortezza Medicea trionfano le grandi sculture monumentali – i celebri Cavalieri, le Pomone, le Danzatrici, i Giocolieri e il poderoso Miracolo del 1952.
La mostra sottolinea il rapporto tra Marino e l'antico attraverso reperti ellenistici in terracotta originari di Arezzo – visibili per la prima volta in accostamento alle sculture mariane. Questo dialogo mette in luce le fonti storiche e simboliche che alimentano la sua ricerca. Tra le opere più significative troviamo Miracolo (1952), una scultura in bronzo che racchiude la tensione dell'artista verso forme trascendenti, Cavalieri (1949–50), con figure ieratiche e potenti, simbolo della tensione tra uomo e cavallo che attraversa tutta l'opera di Marini, Pomone, Giocolieri, Danzatrici, sculture che riflettono il dialogo tra forze opposte, armonia e movimento. In Galleria spiccano dipinti come Le vergini (1916) e Zuffa di Cavalieri (circa 1927), provenienti dagli Uffizi, che stabiliscono un ponte tra Marino e la lezione rinascimentale di Piero della Francesca. Scopri di più.
2. Un capolavoro a Perugia: Amedeo Modigliani alla Galleria Nazionale dell'Umbria

Amedeo Modigliani, Nu Couché, 1917, Olio su tela - Courtesy of © Pinacoteca Agnelli, Torino - Photo Sebastiano Pellion di Persano
La mostra, presentata alla Galleria Nazionale del'Umbria dal 3 luglio al 15 settembre 2025, è il terzo appuntamento del ciclo "Un capolavoro a Perugia", dopo Klimt nel 2024 e precedenti appuntamenti con grandi nomi dell'arte. Il protagonista è il celebre "Nu couché" (1917–1918) di Amedeo Modigliani, prestito dalla Pinacoteca Agnelli di Torino.
"Nu couché" è uno dei nudi più iconici di Modì, realizzato negli ultimi anni di vita. La modella è sdraiata, mani intrecciate, linee sinuose e volto senza pupille, nel tipico stile stilizzato dell'artista. Il dipinto richiama la Venere distesa della tradizione rinascimentale e l'influenza dell'arte africana. L'allestimento include otto opere di Modigliani: dipinti e straordinari disegni provenienti dal FAI - Fondo Ambiente Italiano e dal Castello Sforzesco di Milano. Essi evidenziano la tensione fra figure femminili moderne e riferimenti classici (es. Afrodite accovacciata, Cariatidi).... leggi il resto dell'articolo»
Il percorso mette in dialogo le opere di Modigliani con esempi di arte antica, europea ed extraeuropea: maschere africane dal Museo delle Civiltà di Roma, una Afrodite da Ostia Antica, una colonna lignea da Castello Bufalini e immagini della Venere dormiente da Bologna e Venezia. Scopri di più.
3. Giulio Turcato. Un'arte Oceanica a Viareggio

Giulio Turcato, Oceaniche, 1973-74, tempera su legno, h cm 250 ca.
La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Lorenzo Viani" di Viareggio, nel trentennale della scomparsa di Giulio Turcato (Roma, 1995), dedica all'artista nato a Mantova nel 1912 una grande antologica, curata da Silvia Pegoraro e Martina Caruso, in collaborazione con l'Archivio Giulio Turcato di Roma. La GAMC, ospitata nel seicentesco Palazzo delle Muse, è il centro dell'arte moderna e contemporanea di Viareggio, con una collezione permanente di oltre 3.000 opere e circa 750 artisti. La galleria prende il nome da Lorenzo Viani, figura emblematica dell'Espressionismo europeo, le cui opere sono parte stabile della raccolta.
Giulio Turcato, figura chiave dell'arte italiana del Novecento, ha scelto Viareggio come luogo del suo riposo eterno, presso il Cimitero Monumentale della città. Il percorso espositivo, di taglio antologico, presenta 50 opere che coprono un arco temporale che va dalla seconda metà degli anni Quaranta ai primi anni Novanta, tracciando un itinerario attraverso l'intera parabola creativa dell'artista. Particolare attenzione è rivolta alla celebre serie delle "Oceaniche", iniziata negli anni Settanta e proseguita fino alla fine della carriera dell'artista. Il ciclo delle Oceaniche, lunghe tele scandite da forme curve e colori vibranti, trae ispirazione dalle canoe africane e richiama elementi di arte cinetica influenzati dal vento e dal movimento. Nel 1990 Turcato donò alla città un monumentale gruppo scultoreo, le Oceaniche, installate nel 1994 e attualmente oggetto di un complesso intervento di restauro. Di questa serie sono in esposizione 20 opere, alcune delle quali inedite, che testimoniano le molteplici declinazioni del tema "oceanico". Scopri di più.
4. Lorenzo Bonechi al Museo Novecento di Firenze

Lorenzo Bonechi - Corteo muliebre, 1987, olio su tela, 70x100cm
Lorenzo Bonechi. La città delle donne è la personale dedicata all'artista toscano nato a Figline Valdarno nel 1955, in programma a Firenze presso il Museo Novecento dal 4 luglio al 29 ottobre 2025. Attivo sin dalla fine degli anni Settanta, Bonechi, scomparso prematuramente nel 1994, si muove inizialmente nel panorama della Transavanguardia, del cosiddetto "anacronismo" e della "pittura colta". Dopo aver sperimentato con incisione e scultura, dal 1982 si dedica alla pittura, sviluppando un linguaggio visivo permeato di spiritualità, matrice rinascimentale, iconografia bizantina e atmosfera sospesa.
Bonechi accolse la tradizione pittorica del Trecento e Quattrocento toscani, l'arte bizantina e russa: riferimenti che si ritrovano nei suoi corpi monumentali, nei panneggi eleganti e nella composizione equilibrata.
Il Museo Novecento celebra il 70° anniversario della nascita dell'artista integrando la mostra nel suo ampio programma primaverile-estivo "SuperNovecento", e ospita la mostra nelle sale principali che favoriscono un dialogo diretto tra opere di Bonechi e lo spazio espositivo museale. Le 25 opere – prevalentemente dipinti a tempera e olio, insieme a qualche scultura e incisione – sono disposte in modo da valorizzare il tema della figura femminile, ricorrente nell'opera di Bonechi. Il titolo "La città delle donne" richiama il ruolo chiave della figura femminile nelle opere esposte: ieratiche, eteree, in paesaggi talvolta simbolici o architetture minimali, sembrano incarnare una dimensione sospesa tra umano e sacro. Scopri di più.
5. Arturo Martini alle Gallerie d'Italia - Vicenza

Arturo Martini, La Pisana, 1930 circa gesso patinato Collezione Intesa Sanpaolo
Le Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, nell'ambito del progetto "Vitalità del Tempo", presenta, nella sua storica sede nel sontuoso Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, un percorso espositivo dedicato al grande scultore Arturo Martini.
A cura di Luca Massimo Barbero, l'esposizione intende far emergere la qualità e la ricchezza della selezione Martini, raramente visibile in un unico contesto, attraverso 14 opere di Martini tratte da collezioni confluite nel patrimonio della banca. Grande risalto viene dato all'opera "La Pisana", qui nella versione in gesso (ca. 1930), con fusione bronzea postuma (esemplare su sei), nome ispirato alla protagonista del romanzo Confessioni d'un italiano di Nievo. Troviamo poi due sculture in pasta cementizia: Allegoria del Mare e Allegoria della Terra, risalenti al 1910–11, realizzate durante la collaborazione con la fabbrica ceramica di Treviso. E ancora il potente bronzo "Leone di Monterosso – Chimera", creato per la villa Ottolenghi e presentato alla Quadriennale di Roma nel 1935.
Il percorso curato da Barbero segue un approccio tematico, evidenziando connessioni emotive, formali e simboliche tra le opere: il filo rosso unisce la tensione tragica dei soldati del Piave alla serenità ieratica de La Pisana, fino all'afflato mitico del Leone. Scopri di più.
Pubblicato il 08/07/2025 dalla Redazione
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