Nelle mie fotografie cerco di documentare l'aspetto storico ma anche restituire il senso dell'esperienza. Catturare il mistero di queste antiche città attraverso la fotografia vuole stimolare l'immaginazione dell'osservatore, incoraggiarlo a visitare questi luoghi e a comprendere la ricchezza di diverse civiltà.
Axel Hütte
La mostra presenta una serie di stampe di grande formato dalla serie Chronostasis che il fotografo tedesco, associato alla Scuola di Fotografia di Düsseldorf, noto soprattutto per le sue immagini misteriose di paesaggi e di paesaggi urbani notturni, ottenute con lunghe esposizioni, ha realizzato in antichi siti come Efeso, Mileto, Pergamo, Sagalassos, lerapoli e Afrodisia.
I siti archeologici in Asia Minore sono stati un'esperienza unica e indimenticabile. Grazie ai numerosi permessi speciali, ho potuto scattare le foto ad Afrodisia, Sagalassos, Efeso, lerapoli e altri ancora, la mattina presto e in tarda notte, accompagnato solo dalla mia squadra (Axel Hütte)
La mostra allestita nella sede della Fondazione Bisazza offre una visione originale del ricco patrimonio greco-romano dell'Asia Minore, che, attraverso le fotografie di Axel Hütte, emerge dalle ombre della storia e torna a vivere nel presente.

Axel Hütte - Chronostasis, Fondazione Bisazza (installation view)
Axel Hütte e la "Düsseldorf Photo Academy"
Nel 1974 Bernd Becher divenne il primo professore di fotografia all'Accademia d'Arte di Düsseldorf. All'inizio gli studenti erano 6, e dopo 3 anni 9 o 10. Candida Höfer, Thomas Struth, Thomas Ruff, Jörg Sasse, Petra Wunderlich, Tata Ronkholz, Andreas Gursky e Alex Hütte sono stati i primi a studiare fotografia, un corso che poi è stato chiamato "Düsseldorfer Photoschule" o "Becher Klasse".
Il fotografo racconta che "Potevamo lavorare anche nei fine settimana e fino a tardi la notte in un laboratorio fotografico in bianco e nero situato fuori dall'Accademia.
La strategia più importante di Bernd Becher era quella di favorire il dialogo e la comunicazione tra gli studenti. Raramente era presente in classe, solo alla fine del semestre, quando gli mostravamo il lavoro che avevamo svolto. [...] Si può dire che eravamo tutti amici intimi. Con Thomas Struth ho realizzato un progetto a Londra, ho aiutato Candida a lavorare con la fotocamera di grande formato allinizio, e più tardi Andreas Gursky, Thomas Ruff ed io abbiamo acquistato un'ex centrale elettrica in Hansaallee, a Düsseldorf."
Chronostasis
E' il titolo originale di questa collezione di opere. Le fotografie sono state scattate in Turchia nel 2017 e nel 2019. Il progetto è nato a seguito dell'acquisto, da parte di Ahmet Kocabiyik, il fondatore di Borusan Contemporary a Istanbul, di alcune opere di Hütte dalla galleria Nikolaus Ruzicska a Salisburgo. Ahmet ebbe l'idea di invitarlo in Turchia per visitare 4 siti archeologici. Alla fine, egli fu così affascinato da quei luoghi che ne visitò almeno 15, realizzando una selezione di vedute stampata con diverse tecniche.... leggi il resto dell'articolo»
Nel suo percorso artistico il fotografo ha iniziato con l'architettura urbana per poi esplorare il paesaggio naturale, e tornare ancora alla città, ma, come sottolinea il curatore Filippo Maggia, l'antico sembra aver sempre esercitato su Hütte un fascino particolare, dalla ricerca sul Barocco fino all'archeologia.
Parte delle fotografie sono stampate su vetro, una tecnica che ricorda i dagherrotipi della metà del XIX secolo. La curiosità verso questa tecnica risale a più di 20 anni fa, quando Axel Hütte visitò un laboratorio che produceva dagherrotipi, poiché egli era attratto al modo in cui le immagini cambiavano guardandole da diverse angolazioni. La tecnica originale è però possibile solo per piccole dimensioni. Anni dopo ebbe l'idea di simulare il dagherrotipo stampando su vetro, che veniva poi posizionato davanti a uno specchio e successivamente su acciaio inossidabile lucido, potendo così produrre immagini di grandi dimensioni fino a 165 x 250 cm. Il fotografo utilizzò questa tecnica per la prima volta per la serie "Fantasmi e Realtà" sui palazzi veneziani. Egli afferma che "L'illuminazione delle fotografie dei palazzi e la luce specifica nelle cattedrali o nei palazzi barocchi sono meglio presentate utilizzando la combinazione di stampe su vetro e specchi in acciaio inossidabile."

Axel Hütte - Chronostasis, Fondazione Bisazza (installation view)
La mostra "Axel Hütte. Chronostasis", realizzata in collaborazione col Goethe-Institut, sarà visitabile nei giorni e orari di apertura della Fondazione Bisazza, nella sua sede di Montecchio Maggiore (VI), fino al 1° dicembre 2024.
Per altre informazioni sulla mostra e sulle opere esposte si veda la scheda dedicata.
Per maggiori informazioni sulla Fondazione e sulle modalità di visita: www.fondazionebisazza.it.
Pubblicato il 18/10/2024 dalla Redazione
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