1. Charrière rilegge Canova al Museo Correr
Quando: 30 aprile - 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, Museo Correr – Sale Canoviane
Prosegue al Museo Correr il ciclo Dialoghi Canoviani, dedicato al confronto tra la ricerca contemporanea e l’eredità di Antonio Canova. Per la seconda edizione il protagonista è Julian Charrière, artista franco-svizzero nato nel 1987, da anni impegnato in una riflessione sui rapporti tra uomo, natura, tecnologia ed ecologia.
Spiral Economy: Charrière and Canova, a cura di Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto con la collaborazione di Claudia Cargnel, mette in relazione il linguaggio multimediale di Charrière con le forme neoclassiche di Canova, costruendo un percorso che attraversa le Sale Canoviane del museo.
Il progetto si concentra sul marmo come materia simbolica e fisica: da un lato emblema di permanenza e ideale classico, dall’altro elemento soggetto a trasformazione, erosione e mutamento. La mostra sviluppa così un dialogo tra stabilità e precarietà, tra monumentalità e processualità contemporanea.
L’intervento di Charrière prende forma in una grande installazione multisensoriale che alterna opere storiche di Canova e lavori contemporanei, molti dei quali realizzati per l’occasione. Tra gli accostamenti proposti figurano Venus Italica con Albedo, Icarus con Controlled Burn, fino a Autoritratto con Imperfect Lovers.
Attraverso video, fotografia, suono, luce e scultura, Charrière rilegge gli ideali canoviani alla luce delle tensioni ambientali e culturali del presente. Il risultato è un percorso che mette in relazione il classicismo di Canova con i temi dell’entropia, della trasformazione biologica e della vulnerabilità degli ecosistemi. Scopri di più.
2. Brian Eno: un progetto diffuso a Parma
Quando: 30 aprile - 02 agosto 2026
Luogo: Parma, progetto diffuso

Brian Eno a Parma... leggi il resto dell'articolo»
Dal dialogo tra arti visive e installazione si passa alla ricerca audiovisiva di Brian Eno, protagonista a Parma di un articolato progetto diffuso che coinvolge il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio.
L’artista britannico torna in Italia con due interventi che riuniscono musica generativa, luce, paesaggio sonoro e installazione. Il progetto, promosso dal Comune di Parma e curato da Alessandro Albertini insieme a Dominic Norman-Taylor, Juliana Consigli e Martin Harrison, occupa due luoghi storici della città temporaneamente restituiti alla fruizione pubblica.
SEED, allestito nei Giardini di San Paolo, è un’installazione audio site-specific sviluppata con la scrittrice Ece Temelkuran. L’opera diffonde nell’area una composizione generativa costruita da molteplici tracce sonore che cambiano continuamente. Il pubblico crea così percorsi d’ascolto differenti attraversando liberamente lo spazio.
Il progetto affronta temi centrali nella ricerca di Eno: il rapporto tra tempo, percezione, paesaggio e ambiente sonoro. Al termine dell’esposizione, l’esperienza acustica dei giardini verrà registrata e trasformata in un vinile in copia unica destinato alla Casa del Suono.
All’Ospedale Vecchio, My Light Years raccoglie invece un ampio nucleo di installazioni audiovisive che ripercorrono il lavoro di Brian Eno tra arte generativa e sperimentazione digitale. Tra le opere centrali figurano 77 Million Paintings, grande ambiente in continua trasformazione visiva e sonora, e Face to Face, installazione basata sulla lenta metamorfosi di volti generati da software.
L’intero progetto restituisce una panoramica significativa della ricerca di Eno sulle possibilità combinatorie di immagini, luce e suono, sviluppata nel corso degli ultimi decenni. Scopri di più.
3. Hito Steyerl: al MACRO una riflessione sulla AI e geopolitica
Quando: 29 aprile - 30 agosto 2026
Luogo: Roma, MACRO

Hito Steyerl, Mechanical Kurds, installation view, Roma, 2026. Ph. Ela Bialkowska – OKNO studio. Courtesy MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma. © Hito Steyerl By SIAE
Il rapporto tra tecnologia e immagini è anche al centro della nuova mostra del MACRO dedicata a Hito Steyerl, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale.
Mechanical Kurds, curata da Alice Labor e presentata per la prima volta in Italia, combina video monocanale e installazione immersiva per indagare i legami tra intelligenza artificiale, lavoro digitale e conflitti geopolitici.
L’opera nasce da una ricerca sul sistema invisibile che sostiene l’addestramento delle AI: una rete di lavoratori digitali incaricati di classificare immagini attraverso le cosiddette bounding boxes. Steyerl collega questa realtà alle condizioni politiche del Kurdistan iracheno, intrecciando documentario, immagini generative e racconto di finzione.
Il titolo richiama il celebre “Turco meccanico”, automa settecentesco che simulava capacità autonome nascondendo al proprio interno un operatore umano. Lo stesso principio viene associato dall’artista alle piattaforme contemporanee di crowdsourcing impiegate dalle grandi aziende tecnologiche.
Nel video compaiono le testimonianze di rifugiati curdo-siriani che raccontano il lavoro di classificazione delle immagini e il paradossale rapporto tra automazione e violenza politica: gli stessi sistemi visivi utilizzati per addestrare le AI diventano infatti strumenti impiegati nei conflitti armati e nella sorveglianza.
Da anni Hito Steyerl sviluppa una pratica che unisce cinema, teoria critica e installazione per analizzare le infrastrutture invisibili che regolano produzione delle immagini, potere e controllo tecnologico. Mechanical Kurds prosegue questa ricerca concentrandosi sulle implicazioni sociali ed economiche dell’intelligenza artificiale contemporanea. Scopri di più.
4. Luigi Ghirri. Paesaggi visivi e paesaggi sonori
Quando: 30 aprile 2026 - 28 febbraio 2027
Luogo: Reggio Emilia, Palazzo dei Musei

Luigi Ghirri, Modena, 1970 © Eredi Luigi Ghirri
Il rapporto tra immagine e suono ritorna anche nella grande mostra che Palazzo dei Musei di Reggio Emilia dedica a Luigi Ghirri nell’ambito di Fotografia Europea 2026.
A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori, curata da Ilaria Campioli e Andrea Tinterri con la curatela musicale di Giulia Cavaliere, approfondisce il legame tra fotografia e musica nella ricerca di Ghirri, autore centrale della fotografia italiana del secondo Novecento.
La mostra prende avvio dalla riflessione dello stesso Ghirri sulla “misteriosa parentela tra suono e immagine”, tema presente nei suoi scritti, nelle amicizie artistiche e nei progetti editoriali sviluppati nel corso della sua carriera.
Il percorso si articola in tre nuclei principali. Il primo raccoglie fotografie dedicate ai luoghi della musica: teatri, organi, jukebox, strumenti e spazi della cultura musicale osservati come elementi del paesaggio quotidiano.
Un secondo nucleo presenta materiali anche inediti legati ai rapporti di Ghirri con musicisti come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni e i CCCP, valorizzando anche il lavoro di Paola Borgonzoni nei progetti grafici e nelle copertine discografiche.
La terza sezione, Oltre quei monti il mare, nasce dalla collaborazione con Iosonouncane e sviluppa una riflessione sul rapporto tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, mettendo in relazione la ricerca di Ghirri con le teorie dell’ecologia acustica di Raymond Murray Schafer.
Completa il progetto un focus al Teatro Valli dedicato alle immagini realizzate da Ghirri per le copertine della storica etichetta RCA e una serie di contenuti audio e testuali che accompagnano il percorso espositivo. Scopri di più.
5. Lisetta Carmi. Cinque strade
Quando: 29 aprile - 27 settembre 2026
Luogo: Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria CAMERA OSCURA

Lisetta Carmi, Ezra Pound, 1966 Crediti Lisetta Carmi © Martini & Ronchetti, Courtesy Archivio Lisetta Carmi
Alla fotografia è dedicata anche la mostra che CAMERA OSCURA, spazio della Galleria Nazionale dell’Umbria dedicato all’immagine fotografica, riserva a Lisetta Carmi.
Cinque strade, curata da Alessandra Mauro, ripercorre attraverso 23 opere gli anni in cui Carmi scelse la fotografia dopo aver abbandonato la carriera musicale. Il titolo richiama le diverse vite professionali attraversate dall’autrice: pianista, fotografa, viaggiatrice, ricercatrice spirituale e figura centrale della cultura italiana del Novecento.
Nata a Genova nel 1924, Carmi iniziò a fotografare nei primi anni Sessanta sviluppando rapidamente una ricerca attenta ai temi sociali e alle realtà marginali. La mostra attraversa alcune delle sue serie più note, dedicate al porto di Genova, al lavoro operaio, alle statue monumentali di Staglieno e ai ritratti di artisti e intellettuali.
Tra i nuclei più significativi figurano le immagini di Ezra Pound realizzate nel 1966 e i lavori raccolti nel volume I Travestiti, progetto pionieristico sulla comunità trans genovese affrontato con partecipazione e assenza di giudizio.
L’esposizione restituisce anche il carattere radicale delle scelte di Lisetta Carmi, che negli anni Settanta abbandonò progressivamente la fotografia dopo l’incontro con il maestro spirituale Babaji Herakhan Baba, trasferendosi successivamente in Puglia dove fondò un ashram.
Il progetto si inserisce nel programma CAMERA OSCURA, dedicato alla fotografia come strumento di indagine sul rapporto tra memoria, visione e contemporaneità. Scopri di più.
Pubblicato il 04/05/2026 dalla Redazione
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