La mostra dedicata a Beato Angelico, curata da Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi, si è svolta a Firenze tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco, coinvolgendo due sedi strettamente legate alla figura e all’opera dell’artista. Il progetto espositivo ha riunito oltre 140 opere provenienti da circa 70 collezioni e istituzioni internazionali, proponendo un ampio percorso di studio e confronto sul maestro del primo Rinascimento.
Nel corso dei 122 giorni di apertura, la mostra ha registrato risultati di pubblico particolarmente rilevanti. A Palazzo Strozzi i visitatori sono stati oltre 250.000, il dato più alto mai raggiunto nella storia ventennale della Fondazione Palazzo Strozzi. Al Museo di San Marco le presenze hanno superato le 100.000 unità, quadruplicando i numeri dello stesso periodo dell’anno precedente e confermando l’effetto diretto dell’esposizione sulla valorizzazione del museo.
Uno degli elementi centrali del progetto è stata la collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, insieme al Museo di San Marco. Questo rapporto tra pubblico e privato ha permesso di presentare in modo approfondito il patrimonio del museo, rafforzandone la visibilità e integrandolo pienamente nel percorso espositivo complessivo.
Sul piano scientifico e critico, la mostra ha ricevuto un ampio riconoscimento da parte della stampa nazionale e internazionale, che ha sottolineato la qualità del percorso storico-artistico e l’originalità degli studi proposti. Tra gli aspetti più significativi si segnalano il restauro di 28 opere realizzato in occasione dell’esposizione e sette importanti riunioni di pale d’altare smembrate e disperse da oltre due secoli, elementi che hanno contribuito in modo concreto all’avanzamento degli studi su Beato Angelico.
L’analisi dei pubblici evidenzia un forte impatto anche sul piano turistico ed economico. L’83% dei visitatori proveniva da fuori dall’area metropolitana di Firenze; di questi, circa l’80% – pari a circa 200.000 persone – ha dichiarato di aver raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni più lunghi. Si tratta del dato più alto mai registrato dalla Fondazione in questo ambito, con ricadute significative sull’economia locale.
Particolarmente consistente anche la partecipazione di gruppi organizzati: oltre 2.500 complessivamente, tra cui più di 300 classi scolastiche di ogni ordine e grado e oltre 70 gruppi universitari, che hanno inserito la visita all’interno dei propri percorsi formativi. Le attività dedicate all’accessibilità e all’inclusione hanno coinvolto complessivamente più di 12.000 persone, attraverso eventi e progetti pensati per pubblici diversi.
La mostra ha avuto inoltre una forte presenza online. I contenuti diffusi sui canali social della Fondazione hanno raggiunto oltre 6,5 milioni di persone, generando più di 2.500 interazioni. Nello stesso periodo il sito palazzostrozzi.org ha registrato oltre 260.000 utenti e più di 1.185.000 pagine visualizzate, a conferma dell’interesse suscitato anche sul piano digitale.
Per quanto riguarda il Museo di San Marco, oltre alle più di 100.000 presenze totali si segnalano 1.243 gruppi organizzati, con studenti dalle scuole primarie fino all’ambito post-universitario. Anche i canali social del museo hanno conosciuto una crescita molto significativa, con un forte incremento dei follower e delle interazioni, in particolare su Facebook e Instagram.
Nel complesso, i dati confermano la mostra su Beato Angelico come uno dei progetti espositivi più rilevanti degli ultimi anni a Firenze, capace di unire ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio storico-artistico e una risposta di pubblico senza precedenti, rafforzando il ruolo di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco nel panorama culturale nazionale e internazionale.... leggi il resto dell'articolo»
Ricordiamo che dal 14 marzo al 23 agosto 2026, la Fondazione Palazzo Strozzi presenterà una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell'arte moderna. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l'artista e Firenze. L'architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.
Pubblicato il 26/01/2026 dalla Redazione
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