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Grandi Artisti e Fotografi nelle mostre in arrivo: da Picasso a Dalì, da Man Ray a Rodney Smith

L’autunno espositivo in Italia si apre con un calendario intenso, da subito fitto di appuntamenti tra la fine di settembre e il mese di ottobre. In programma ritroviamo grandi nomi dell’arte e della fotografia, mostre attese da tempo e importanti ritorni curatoriali. Dai “classici” che hanno segnato la storia dell’arte ai maestri della fotografia internazionale, ecco i primi appuntamenti da segnare in agenda nelle prossime settimane.

kyline, Hudson River, New York, 1995 © Rodney Smith

Dalla pittura del Quattrocento di Beato Angelico alle installazioni immersive di Yayoi Kusama, passando per le fotografie visionarie di Man Ray e Rodney Smith. Quattordici mostre in apertura nel prossimo mese tracciano un viaggio straordinario nella storia dell'arte, coinvolgendo grandi Maestri e artisti amatissimi come Picasso, Chagall, Modigliani, Gauguin e Hopper.

1. Man Ray a Palazzo Reale

Milano, Palazzo Reale – 24 settembre 2025 / 31 gennaio 2026

Man Ray

Noire et blanche, 1926, stampa ai sali d'argento, 17,3x23,5 cm. Collezione privata © Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE – 2024, image: Telimage, Paris

Palazzo Reale dedica una grande retrospettiva a Man Ray, figura chiave dell'avanguardia novecentesca, tra i protagonisti del Dada e del Surrealismo. La mostra "Forme di luce" propone un percorso attraverso circa trecento opere, con particolare attenzione alla fotografia, linguaggio con cui Man Ray seppe rivoluzionare il modo di guardare e rappresentare la realtà. Al centro dell'allestimento troviamo i celebri "rayographs", immagini realizzate senza macchina fotografica ma direttamente per contatto con la carta fotosensibile, che rivelano la capacità dell'artista di applicare l'atto creativo anche a processi sperimentali. Accanto alla fotografia, sono presentati disegni, litografie, oggetti e documenti, a testimoniare l'ampiezza della sua ricerca e l'instancabile desiderio di oltrepassare i confini disciplinari. Spazio anche al cinema, territorio di libertà assoluta e sperimentazione pura, con la proiezione dei film Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L'Étoile de mer (1928), Les Mystères du Château de Dé (1929).

Il percorso espositivo non si limita a celebrare la forza inventiva dell'artista, ma mette in luce la sua influenza sulla cultura visiva del Novecento e sul linguaggio fotografico contemporaneo. L'attenzione per la luce, intesa come materia e come simbolo, percorre l'intera rassegna, suggerendo un filo conduttore che lega l'esperienza dadaista con la riflessione surrealista sul sogno e sull'inconscio. Scopri di più.

2. Beato Angelico a Firenze

Firenze, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco – 26 settembre 2025 / 25 gennaio 2026

Beato Angelico... leggi il resto dell'articolo»

Beato Angelico, Giudizio universale (det.), 1425-1428 circa, Firenze, Museo di San Marco

Firenze rende omaggio a uno dei suoi artisti simbolo con una mostra di eccezionale rilievo: Beato Angelico. Curata in collaborazione tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco, l'esposizione riunisce per la prima volta in maniera così ampia capolavori provenienti da istituzioni italiane e internazionali, offrendo una lettura aggiornata dell'opera del frate domenicano che seppe unire spiritualità e innovazione formale. Le sale di Palazzo Strozzi ospitano una serie di pale d'altare, tavole e affreschi staccati che illustrano il linguaggio chiaro e luminoso dell'artista, caratterizzato da una straordinaria capacità narrativa e da una raffinatezza cromatica che ne hanno fatto un modello imprescindibile per il Rinascimento. Parallelamente, il Museo di San Marco offre la possibilità di rileggere nel loro contesto originale gli affreschi realizzati da Beato Angelico per il convento domenicano, creando un dialogo unico tra mostra temporanea e patrimonio permanente.

Il progetto intende sottolineare come l'opera dell'Angelico sia stata non solo espressione di devozione, ma anche punto di svolta nella rappresentazione prospettica e nello studio della luce, e lo in rapporto con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia. Scopri di più.

3. Olivo Barbieri. Altre Tempeste

Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione – 26 settembre 2025 / 2 novembre 2025

Olivo Barbieri  - Altre tempeste

Olivo Barbieri, Castelfranco Veneto, tratta da Altre Tempeste 2023-25

Il Museo Casa Giorgione presenta la nuova mostra di Olivo Barbieri, fotografo contemporaneo noto per il suo sguardo analitico e per la capacità di reinventare l'immagine del paesaggio. Il titolo "Altre Tempeste" nasce dal confronto con la celebre Tempesta di Giorgione, icona dell'arte rinascimentale e opera simbolo della città di Castelfranco Veneto. Barbieri utilizza questo riferimento storico per sviluppare una riflessione sulla trasformazione del paesaggio veneto e sulla percezione visiva oggi, interrogandosi su come la fotografia possa restituire la complessità e l'instabilità del mondo contemporaneo.

L'esposizione raccoglie una serie di 32 lavori inediti, parte di un progetto nato per sensibilizzare il pubblico sull'importanza e le criticità del territorio contemporaneo attraverso la fotografia. Barbieri tratta il paesaggio non come semplice sfondo, ma come protagonista, proprio come fece Giorgione, tra i primi artisti a riconoscere al paesaggio dignità espressiva e narrativa. Il risultato è un percorso che mette in dialogo natura, architettura e intervento umano, in un gioco continuo di rimandi alla pittura e alle arti visive. Il titolo stesso, "Altre Tempeste", suggerisce la molteplicità delle interpretazioni: non solo rimando al capolavoro giorgionesco, ma anche metafora delle tensioni che attraversano il presente, dal cambiamento climatico alle trasformazioni urbane.

La mostra invita lo spettatore a riflettere sulla possibilità di leggere il paesaggio come testo aperto, in cui la fotografia diventa non semplice documento ma strumento di interpretazione critica. Scopri di più.

4. Dalì tra arte e mito

Parma, Palazzo Tarasconi – 27 settembre 2025 / 1 febbraio 2026

Opera di Dalì

Salvador Dalí
The Bacchus'chariot 1970 Arazzo 76,5 x 105 cm ©

Palazzo Tarasconi accoglie una grande esposizione dedicata a Salvador Dalí, uno degli artisti più iconici e riconoscibili del Novecento. La mostra "Dalí tra arte e mito" presenta un'ampia selezione di opere che mettono in luce il legame profondo tra la produzione surrealista dell'artista catalano e l'immaginario mitologico. Il percorso espositivo, con oltre 200 opere provenienti da collezioni private, tra opere grafiche, disegni, ceramiche e oggetti di design, consente di esplorare come Dalí abbia reinterpretato simboli, figure e narrazioni antiche alla luce di un linguaggio visionario e provocatorio, capace di coniugare ironia, inquietudine e fascinazione estetica.

Il visitatore incontra celebri incisioni, disegni e sculture in cui il mito diventa materia viva per un'indagine psichica e poetica, spaziando da miti arturiani come Tristano e Isotta a La Divina Commedia di Dante. Al centro, la capacità dell'artista di trasformare archetipi universali in immagini perturbanti, frutto di un immaginario che attraversa sogno, inconscio e memoria personale.

A completare la rassegna, presenti anche 51 opere di 14 artisti entrati in contatto con l'universo daliniano o accomunati al Maestro dalla capacità visionaria. Tra questi: Federico García Lorca, Man Ray, Marc Chagall, Joan Miró, André Masson, Stanislao Lepri, Enrico Colombotto Rosso, Leonor Fini, Fabrizio Clerici, Michel Henricot. Scopri di più.

5. Lee Miller. Opere 1930-1955

Torino, CAMERA – 1 ottobre 2025 / 1 febbraio 2026

Lee Miller a Camera

Nusch Éluard [by the side of a car], Golfe Juan, France 1937 by Lee Miller © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dedica una grande retrospettiva a Lee Miller, figura straordinaria che ha attraversato da protagonista alcune delle stagioni più intense del Novecento. La mostra "Opere 1930-1955" presenta un ricco corpus di oltre 160 immagini, tutte provenienti dai Lee Miller Archivies, che si concentrano sull'intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, spaziando dalle sperimentazioni surrealiste agli scatti come fotoreporter di guerra.

Formatasi accanto a Man Ray a Parigi, Miller si avvicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard. In quegli anni sviluppa uno sguardo personale capace di coniugare raffinatezza estetica e profondità di indagine. Le prime sale illustrano la sua partecipazione al movimento surrealista, con fotografie in cui oggetti quotidiani e corpi assumono significati enigmatici. Segue la sezione dedicata agli anni della Seconda guerra mondiale, in cui Miller lavorò come corrispondente per «Vogue», documentando con intensità e coraggio il fronte europeo, dai bombardamenti di Londra alla liberazione dei campi di concentramento.

L'esposizione restituisce il profilo complesso di un'artista che seppe superare la riduzione a musa o modella, affermandosi come autrice autonoma e voce originale della fotografia del Novecento. Scopri di più.

6. Rodney Smith a Palazzo Roverella

Rovigo, Palazzo Roverella – 3 ottobre 2025 / 1 febbraio 2026

Rodney Smith

Woman with Hat between Hedges, Parc de Sceaux, France, 2004 © Rodney Smith

Palazzo Roverella presenta una grande retrospettiva dedicata a Rodney Smith, fotografo americano noto per il suo stile elegante e surreale. La mostra "Fotografia tra reale e surreale" ripercorre la carriera dell'artista attraverso oltre cento scatti che coniugano perfezione formale e leggerezza ironica.
Smith, formatosi alla Yale University con Walker Evans, ha saputo sviluppare un linguaggio personale in cui la fotografia di moda si apre a dimensioni poetiche e narrative. Le sue immagini, spesso in bianco e nero, mettono in scena figure sospese tra quotidianità e sogno, con ambientazioni curate e composizioni rigorose. Cappelli, scale, paesaggi urbani e campestri diventano elementi ricorrenti di un teatro fotografico in cui il reale è sempre filtrato da una sottile ironia.

L'esposizione sottolinea il legame di Smith con la tradizione surrealista, pur tradotto in chiave leggera e accessibile, capace di affascinare sia il pubblico della moda sia quello dell'arte contemporanea. L'estetica di Smith mostra inoltre evidenti parallelismi con la tradizione cinematografica, e si avvale di rimandi all'opera di celebri registi quali Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson, e a leggende del cinema muto quali Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd. Scopri di più.

7. Picasso al Museo della Fanteria

Roma, Museo della Fanteria – 4 ottobre 2025 / 25 gennaio 2026

Picasso - il linguaggio delle idee

Il Museo della Fanteria a Roma ospita una mostra dedicata a Pablo Picasso, il genio spagnolo che ha ridefinito il linguaggio artistico del Novecento. "Il linguaggio delle idee" propone un percorso attraverso disegni, incisioni e opere grafiche che mostrano la straordinaria capacità dell'artista di tradurre il pensiero in immagine. L'esposizione mette in risalto non solo la dimensione sperimentale, ma anche il rigore con cui Picasso seppe affrontare il tema della forma, utilizzando ogni tecnica come occasione di invenzione.

Le sezioni tematiche consentono di seguire le fasi salienti della sua produzione: dai lavori giovanili influenzati dall'esperienza parigina alle ricerche cubiste, fino agli anni maturi in cui la grafica diventa strumento privilegiato di riflessione. In particolare, il visitatore scopre come l'idea, intesa come concetto generatore, fosse al centro del processo creativo, quasi più importante del risultato finale.
Roma offre così una lettura che si concentra sull'aspetto intellettuale dell'opera picassiana, mettendo in luce un artista non solo istintivo e visionario, ma anche profondamente razionale, capace di affrontare la tradizione con lucidità critica e trasformarla in nuovi linguaggi. Scopri di più.

8. Yayoi Kusama alla Fondazione Beyeler

Basilea, Fondazione Beyeler – 12 ottobre 2025 / 25 gennaio 2026

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama Pumpkin, 1991 Acrylic on canvas 91 × 116.7 cm Collection of the artist © YAYOI KUSAMA

La Fondazione Beyeler di Basilea presenta una grande retrospettiva dedicata a Yayoi Kusama, una delle artiste più note e amate del panorama internazionale. La mostra raccoglie installazioni immersive, dipinti e sculture che raccontano oltre sei decenni di carriera, offrendo un viaggio nell'universo visionario dell'artista giapponese.
Al centro dell'allestimento troviamo le celebri Infinity Mirror Rooms, spazi specchianti in cui il visitatore viene completamente avvolto da giochi di riflessi e luci, sperimentando la sensazione di infinito che è cifra distintiva della poetica di Kusama. Accanto a queste installazioni, i dipinti della serie Infinity Nets e le grandi zucche policrome testimoniano la capacità dell'artista di unire linguaggio personale e simboli universali.

Il percorso non dimentica la dimensione autobiografica della sua ricerca: Kusama ha trasformato la propria esperienza psicologica in un linguaggio estetico condiviso, dove la ripetizione diventa terapia e la serialità assume un valore cosmico. Basilea offre dunque l'occasione di misurarsi con un'arte che supera i confini tra Oriente e Occidente, tra personale e collettivo, tra reale e immaginario. Scopri di più.

9. Giacomo Balla, un universo di luce

Parma, Palazzo del Governatore – 10 ottobre 2025 / 1 febbraio 2026

Giacomo Balla

Giacomo Balla: Pessimismo e ottimismo, 1923, olio su tela, cm 114,5 x 175,5. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea © Giacomo Balla, by SIAE 2025

Palazzo del Governatore a Parma celebra Giacomo Balla con una grande esposizione intitolata "Un universo di luce". La mostra ripercorre l'evoluzione dell'artista torinese, tra i principali protagonisti del Futurismo, movimento che ha rivoluzionato l'arte italiana ed europea del primo Novecento.
Il percorso si concentra sulla ricerca di Balla attorno al tema della luce e del movimento, elementi centrali della sua poetica. Dai dipinti divisionisti degli esordi, che già rivelano una particolare sensibilità per l'analisi della luce, si passa alle opere futuriste in cui forme e colori si scompongono in vortici dinamici. Esposte anche le celebri "Compenetrazioni iridescenti", tra le più alte espressioni della ricerca di Balla, primo esempio di un'astrazione geometrica figlia della scomposizione ottico-dinamica della luce, che ha contribuito a ribadire il ruolo centrale di Balla nella nascita dell'astrattismo europeo.

Da sottolineare come la mostra, nelle sue sezioni conclusive, porta alla scoperta anche dell'ultima produzione figurativa di Balla, ancora poco nota al grande pubblico, di cui sono stati avviati studi solo in tempi recenti (soprattutto da Fabio Benzi). Si tratta di opere per cui l'artista attinge all'immaginario della fotografia di moda e di attualità, nonché a quello cinematografico.

La mostra sottolinea inoltre il ruolo di Balla come maestro e innovatore, capace di influenzare le generazioni successive e di coniugare sperimentazione tecnica e forza espressiva. Scopri di più.

10. Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino

Cremona, Museo Diocesano – 10 ottobre 2025 / 11 gennaio 2026

Boccaccio Boccaccino

Adorazione dei pastori - olio su tavola - Boccaccio Boccaccino - 1501 - Modena, Italia, Galleria Estense

Il Museo Diocesano di Cremona dedica una grande esposizione a Boccaccio Boccaccino, pittore cremonese attivo tra Quattrocento e Cinquecento, protagonista di una stagione artistica che contribuì a definire l'identità rinascimentale padana. La mostra riunisce per la prima volta un nucleo significativo di opere provenienti da musei e collezioni italiane ed estere, con l'obiettivo di restituire il ruolo dell'artista come figura centrale nel panorama lombardo-veneto.

Dopo un'iniziale studio dell'arte della scuola ferrarese, all'inizio del 1500 Boccaccino si trasferisce a Venezia, dove elabora uno stile che unisce eleganza formale, attenzione alla luce e delicatezza cromatica. Le sue pale d'altare e i dipinti devozionali rivelano un linguaggio raffinato, capace di coniugare influssi ferraresi e veneziani con un'originale sensibilità narrativa.

Il percorso espositivo dà conto della sua attività attestata a Ferrara, Genova, Milano, Venezia, Roma e Cremona, nella cui Cattedrale si conserva lo straordinario ciclo affrescato nella navata centrale. L'esposizione cremonese non trascura l'estrema maturità dell'artista, con due opere risalenti a questa fase, il Ritratto di gentiluomo di collezione privata, sinora mai esposto al pubblico e ad oggi unico testimone della produzione ritrattistica del pittore, e il frammento restaurato della cosiddetta 'pala Fodri'. Scopri di più.

11. Chagall a Palazzo dei Diamanti

Ferrara, Palazzo dei Diamanti – 11 ottobre 2025 / 8 febbraio 2026

Marc Chagall

Marc Chagall: La sposa dai due volti, 1927. Collezione privata © Chagall, ® by SIAE 2025

Palazzo dei Diamanti a Ferrara ospita una grande retrospettiva dedicata a Marc Chagall, tra gli artisti più amati del Novecento, capace di unire immaginazione poetica e profondi riferimenti alla propria epoca. La mostra "Chagall – Testimone del suo tempo" raccoglie circa duecento opere tra dipinti, disegni e incisioni, offrendo un percorso che intreccia dimensione personale e storia collettiva.
Al centro della rassegna vi è l'esperienza dell'artista come esule e osservatore dei drammi del suo tempo: dall'infanzia in Bielorussia allo sradicamento a causa delle persecuzioni, fino all'approdo in Francia e negli Stati Uniti. Le tele esposte raccontano la fusione di sogno e memoria, in cui motivi tradizionali ebraici, riferimenti biblici e scene della vita quotidiana assumono un carattere universale.

La mostra sottolinea come Chagall abbia saputo dare forma visiva a una condizione di spaesamento e resilienza, trasformando la pittura in strumento di testimonianza ma anche di speranza. In un'epoca di frammentazione, egli ci ricorda che l'arte può essere ponte tra mondi diversi, sintesi di tradizioni apparentemente inconciliabili, specchio fedele delle aspirazioni e delle contraddizioni dell'umanità. Scopri di più.

12. Confini da Gauguin a Hopper

Passariano di Codroipo, Villa Manin – 11 ottobre 2025 / 12 aprile 2026

Opera di Edward Hopper

Edward Hopper, Pieno mezzogiorno, 1949. The Dayton Art Institute

Villa Manin a Passariano di Codroipo presenta una grande rassegna internazionale a cura di Marco Goldin (Linea d'Ombra), per il programma di "GO! 2025 Nova Gorica – Gorizia, European Capital of Culture". La mostra, attraverso oltre centoventi opere, esplora il tema del paesaggio e della rappresentazione dello spazio in pittura, dal postimpressionismo alle soglie del Novecento americano. La mostra "Confini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni" offre un itinerario che unisce capolavori di autori come Paul Gauguin, Edward Hopper, Monet, Van Gogh, Cézanne, e fino a protagonisti della modernità e della contemporaneità, come Mark Rothko e Anselm Kiefer.

Il percorso è concepito come un viaggio tra epoche e geografie diverse: dalle visioni esotiche e simboliche di Gauguin, che aprono a nuovi orizzonti espressivi, alla solitudine urbana e sospesa dei dipinti di Hopper, che incarnano le contraddizioni del secolo americano. In mezzo, altre esperienze pittoriche restituiscono la varietà di linguaggi con cui gli artisti hanno cercato di interpretare i "confini" – geografici, culturali, interiori.
L'allestimento valorizza l'idea di "canto con variazioni": ogni autore interpreta il paesaggio come partitura aperta, che può assumere toni lirici, simbolici o realistici. Scopri di più.

13. Modigliani Picasso. Dal Museo LaM a Palazzo Zabarella

Padova, Palazzo Zabarella – 11 ottobre 2025 / 8 febbraio 2026

in mostra a Palazzo Zabarella

Gertrude O'BRADY Il chiosco, s.d. Olio su tela, 38,5 x 46 cm LaM, Musée d'art moderne, d'art contemporain et d'art brut de Lille Métropole, Villeneuve d'Ascq © Philip Bernard

Palazzo Zabarella ospita una mostra di eccezionale prestigio che porta a Padova capolavori provenienti dal LaM, Lille Métropole Musée d'art moderne, d'art contemporain et d'art brut. L'esposizione mette in dialogo figure cardine dell'arte del Novecento, come Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, insieme ad altri protagonisti che hanno segnato l'evoluzione della modernità.
Il percorso offre una panoramica che attraversa le tensioni artistiche della prima metà del secolo scorso, con opere che spaziano dall'intimismo poetico di Modigliani alle invenzioni formali di Picasso, fino ad altri linguaggi innovativi della Parigi delle avanguardie. Le opere selezionate rivelano come la capitale francese sia stata il crocevia di scambi culturali e di contaminazioni che hanno alimentato una nuova idea di arte, libera dai canoni accademici e aperta alla sperimentazione.

A Padova, il pubblico può così avvicinarsi a un insieme di capolavori raramente visibili in Italia, 65 opere di 30 artisti d'avanguardia, che permettono di riscoprire il clima creativo di un'epoca in cui pittura e scultura si trasformavano radicalmente. Scopri di più.

14. Giovanni Segantini a Bassano del Grappa

Bassano del Grappa, Museo Civico – 11 ottobre 2025 / 2 febbraio 2026

Giovanni Segantini

Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco, 1890. © Segantini Museum St. Moritz - Deposito della Fondazione Otto Fischbacher Giovanni Segantini

Il Museo Civico di Bassano del Grappa dedica una grande esposizione a Giovanni Segantini e al tema della montagna nella pittura tra Otto e Novecento. La mostra riunisce dipinti, disegni e studi preparatori che testimoniano la centralità del paesaggio alpino nell'immaginario dell'epoca, con particolare attenzione alla poetica divisionista e simbolista di Segantini.
Al centro del percorso, le celebri vedute alpine dell'artista trentino, in cui natura e spiritualità si fondono in un linguaggio pittorico fatto di luce vibrante e tensione ascensionale. Accanto a lui, altri pittori della montagna, italiani e internazionali, interpretano il paesaggio come luogo di identità, fatica e sublimazione. Le opere restituiscono la varietà di approcci con cui la montagna è stata rappresentata: come scenario di vita quotidiana, come sfida fisica e come simbolo di elevazione spirituale.

Attraverso circa 100 opere tra dipinti, disegni, incisioni, ma anche fotografie e documenti archivistici, la mostra riafferma la capacità di Segantini di trasformare la pittura paesaggistica in un'esperienza universale, in cui il dato naturalistico diventa occasione di riflessione esistenziale. Scopri di più.



Pubblicato il 25/09/2025 dalla Redazione

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