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Impressionismo ancora protagonista nelle mostre del 2026

Dopo un 2024 particolarmente intenso, segnato da numerose mostre dedicate all’Impressionismo in occasione dei 150 anni dalla nascita del movimento, l’interesse per questa stagione artistica non accenna a diminuire. Anzi, il calendario espositivo italiano continua a proporre nuovi progetti capaci di rinnovare lo sguardo su un linguaggio pittorico che ha cambiato per sempre il modo di rappresentare la realtà.

Giuseppe De Nittis Nei campi intorno a Londra 1875 ca Olio su tela 41 x 50 cm Collezione privata, courtesy Fondazione Enrico Piceni, Milano. Esposto a Palazzo Blu di Pisa per la mostra Belle Époque

A rendere il 2026 ancora più significativo è il centenario della scomparsa di Claude Monet, figura simbolo dell'Impressionismo, occasione che contribuisce a rinnovare l'attenzione critica e il coinvolgimento del pubblico attorno a uno dei capitoli più amati della storia dell'arte.

Dalle nuove inaugurazioni attese nei primi mesi del 2026 fino alle esposizioni già in corso, le proposte si snodano lungo tutta la penisola, toccando città e musei che raccontano l'Impressionismo attraverso prospettive differenti.

A fine gennaio apre a Udine Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur, uno sguardo internazionale sul dialogo tra la pittura impressionista e le istanze della modernità europea. A fine febbraio arriva a Rovigo Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi che mette a confronto due figure centrali, ricostruendo il filo sottile che lega l'esperienza italiana a quella francese.

Proseguiamo poi tra Pisa e Roma, con mostre che indagano il ruolo degli artisti italiani a Parigi e i grandi capolavori provenienti da importanti collezioni museali, fino a Treviso e Mesagne, dove l'Impressionismo si intreccia con le ricerche di fine Ottocento e primo Novecento.

Nonostante siano passati due anni dalle celebrazioni dei 150 anni dalla nascita dell'Impressionismo, con la celebre mostra a Parigi del 15 aprile 1874, anche a Parigi non si spegne la grande attenzione verso questa fondamentale stagione dell'arte europea, e sono in programma alcune mostre di grande interesse.

Ecco quindi un itinerario espositivo articolato, che invita a rituffarsi nel clima del tempo, e seguire l'evoluzione di uno stile, tra libertà espressiva, viaggi e contaminazioni.

Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur a Udine

Dettaglio poster Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur

Dal 30 gennaio al 30 agosto 2026, Casa Cavazzini, Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Udine, ospita una delle principali mostre sull’arte tra Otto e Novecento previste in Italia nel 2026. Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur porta in Friuli Venezia Giulia 91 opere provenienti da una delle più importanti collezioni europee di arte moderna.... leggi il resto dell'articolo»

Il percorso espositivo copre un arco cronologico ampio, dalla nascita dell’Impressionismo fino alle ricerche delle avanguardie storiche e del Surrealismo. La mostra è articolata in cinque sezioni dedicate a Impressionismo, Post-Impressionismo, Cubismo, Astrazione e Surrealismo, offrendo una lettura chiara dei principali passaggi che hanno trasformato il linguaggio artistico tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

Tra gli artisti presenti figurano nomi centrali della storia dell’arte come Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Vincent van Gogh, insieme a protagonisti delle avanguardie come Pablo Picasso, Piet Mondrian, Wassily Kandinsky, Paul Klee, René Magritte, Max Ernst e Giorgio de Chirico.

Un aspetto rilevante dell’esposizione è l’attenzione al ruolo svolto da collezionisti e mecenati nella costruzione della collezione del museo svizzero. Accanto ai grandi nomi, trovano spazio nuclei di opere particolarmente significativi, come quelli dei post-impressionisti Pierre Bonnard ed Édouard Vuillard, e degli artisti astratti Hans Arp e Sophie Taeuber-Arp.

La mostra consentirà al pubblico di rivivere, attraverso opere di alta qualità museale, una stagione artistica che ha aperto la strada alle principali correnti della modernità artistica del Novecento.

Gli Impressionisti da Monet a Bonnard in mostra a Parma

Claude Monet_Tempesta a Sainte-Adresse (1857 ca)

Claude Monet_Tempesta a Sainte-Adresse (1857 ca)

Un'altra nuova mostra per il 2026 è quella dedicata all'Impressionismo francese, intitolata Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard, in programma dal 14 febbraio al 31 maggio 2026 a Palazzo Tarasconi di Parma. L'esposizione, prodotta da Navigare Srl e curata da Stefano Oliviero, ripercorre le origini e gli sviluppi dell'Impressionismo, nato ufficialmente a Parigi nel 1874 con la prima mostra nello studio di Nadar.

Il percorso approfondisce il nuovo modo di rappresentare luce, colore e percezione visiva, legato in particolare alla pratica della pittura en plein air. In mostra sono presentate oltre settanta opere provenienti da collezioni private italiane e francesi, tra cui circa cinquanta dipinti a olio e una ventina tra acquerelli, disegni e opere grafiche.

Le opere sono firmate da protagonisti del movimento e dai suoi eredi, come Claude Monet, Alfred Sisley, Vincent van Gogh, Giovanni Boldini, Paul César Helleu, Eugène Isabey, Antoine Guillemet e Pierre Bonnard. In occasione del centenario della morte di Monet, la mostra valorizza il ruolo centrale del pittore con un'opera giovanile, Tempête à Sainte Adresse, e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy.

Accanto ai maestri impressionisti trovano spazio anche artisti della Scuola di Barbizon, tra cui Corot, Rousseau, Daubigny e Millet, fondamentali per la nascita della nuova sensibilità paesaggistica ottocentesca. L'esposizione è realizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Parma.

Un'amicizia parigina: Zandomeneghi e Degas in dialogo a Palazzo Roverella

Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata

Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata

La mostra Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi si svolge a Rovigo, a Palazzo Roverella, dal 27 febbraio al 28 giugno 2026. L'esposizione mette a confronto Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas, ricostruendo il loro rapporto artistico e umano sviluppatosi soprattutto a Parigi. Curata da Francesca Dini, la mostra indaga affinità, scambi e differenze tra i due artisti attraverso un percorso scandito da importanti prestiti internazionali.

Il percorso prende avvio da Firenze, luogo significativo per la formazione di entrambi. Degas vi soggiornò dal 1858, frequentando il Caffè Michelangelo e confrontandosi con la pittura dei macchiaioli. In mostra è esposto, per la prima volta in Italia, il dipinto preparatorio per La famiglia Bellelli, proveniente dal museo Ordrupgaard di Copenaghen, insieme a ritratti di Degas e a opere di Borrani, Fattori e Boldini.

Una sezione è dedicata agli anni italiani di Zandomeneghi, segnati dal legame con artisti come Giuseppe Abbati e Vincenzo Cabianca, fase che precede il trasferimento definitivo a Parigi. Segue la sua adesione all'impressionismo, documentata da opere come A letto e Le Moulin de la Galette, in dialogo diretto con dipinti di Degas come Dans un café.

Gli anni Ottanta segnano la piena maturità di Zandomeneghi, rappresentata da opere dedicate alla vita quotidiana e al mondo femminile, poste a confronto con lavori di Degas e con la Piccola danzatrice di quattordici anni, prestito dell'Albertinum di Dresda. La mostra si chiude con le opere successive al 1886, che testimoniano l'evoluzione verso un linguaggio più autonomo e una sintesi personale tra tradizione italiana e modernità impressionista.

Gli artisti in cerca di libertà protagonisti a Mesagne

Giuseppe De Nittis, Place De La Madeleine

Giuseppe De Nittis, Place De La Madeleine, 1877 circa, acquerello su cartoncino, cm 24,5x35

C'è tempo fino al 28 febbraio 2026 per visitare la mostra Negli anni dell'Impressionismo, da Monet a Boldini. Artisti in cerca di libertà, allestita nelle sale del Castello normanno-svevo di Mesagne. Aperta il 27 giugno 2025, l'esposizione presenta 153 opere originali, offrendo un ampio panorama sull'arte europea e italiana dell'ultimo quarto del XIX secolo.

Curata da Isabella Valente, la mostra mette al centro il tema della libertà artistica e dell'autonomia della visione, elementi condivisi dagli impressionisti francesi e da molti artisti italiani, anche al di fuori di un'adesione diretta al movimento. Il percorso è articolato in otto sezioni che affrontano temi comuni tra Francia e Italia, dal paesaggio alla vita moderna, dall'intimità familiare alla rappresentazione della donna.

Un ruolo centrale è affidato alla pittura di paesaggio, che in questi anni abbandona le regole accademiche per concentrarsi sull'osservazione diretta della natura, con un riferimento importante alla Scuola di Barbizon. A suggellare questo passaggio sono presenti due opere di Claude Monet, tra cui una Ninfee e una veduta londinese della Tamigi.

Ampio spazio è dedicato anche alla vita urbana e ai rapporti tra ozio borghese e lavoro popolare, così come ai temi dell'intimità quotidiana, dell'infanzia e della famiglia. Altre sezioni esplorano la figura femminile tra mondanità e seduzione, il gusto per l'esotico e il progressivo orientamento verso il Simbolismo e una nuova classicità. Nel complesso, la mostra propone uno sguardo articolato su un periodo di profonda trasformazione dell'arte, attraverso il dialogo tra esperienze francesi e italiane.

I Capolavori dal Detroit Institute of Arts in mostra a Roma

 Impressionismo e Oltre, Ara Pacis, Ph. Monkeys Video Lab

Pierre Auguste Renoir Donna in poltrona 1874, Ph. Monkeys Video Lab

Al Museo dell'Ara Pacis di Roma, prosegue fino al 3 maggio 2026 la mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, che porta in Italia una selezione di 52 opere provenienti da una delle più importanti istituzioni museali degli Stati Uniti. L'esposizione, curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, ripercorre un arco cronologico che va dalla metà dell'Ottocento ai primi decenni del Novecento.

Il percorso prende avvio dal rinnovamento dell'arte francese con realisti e impressionisti, concentrati sulla vita moderna, sulla luce e sulla percezione immediata del reale. In questa sezione trovano spazio opere di Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Camille Pissarro e Alfred Sisley, che documentano il superamento dei modelli accademici. Il racconto prosegue con il postimpressionismo, segnato dalla ricerca di una forma più solida e da un uso espressivo del colore, rappresentato da Cézanne e da due intensi dipinti di Vincent Van Gogh.

La parte centrale è dedicata alla Parigi dei primi del Novecento, con opere di Pablo Picasso e Henri Matisse che testimoniano l'evoluzione verso le avanguardie, insieme ai contributi della Scuola di Parigi, da Modigliani a Soutine. La mostra si chiude con una sezione dedicata all'avanguardia tedesca, da Kandinsky e Feininger fino a Beckmann, che restituisce il clima drammatico della Germania tra le due guerre. Nel complesso, la mostra offre un viaggio attraverso le principali trasformazioni della pittura europea tra XIX e XX secolo.

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I capolavori del Toledo Museum of Art nella mostra curata da Goldin, a Treviso

Vincent van Gogh, Auvers, campi di grano con mietitore, 1890,

Vincent van Gogh, Auvers, campi di grano con mietitore, 1890, olio su tela, cm 73,6 x 93. Toledo Museum of Art

La mostra Da Picasso a Van Gogh. Storie di pittura dall'astrazione all'Impressionismo si tiene a Treviso, al Museo Santa Caterina, fino al 10 maggio 2026. Curata da Marco Goldin, riunisce oltre sessanta capolavori del XIX e XX secolo provenienti dal Toledo Museum of Art, presentati in un percorso pensato appositamente per la sede trevigiana, con opere che raramente escono dagli Stati Uniti.

Il percorso espositivo è costruito a ritroso nella storia dell'arte, partendo dall'astrazione americana del secondo Novecento, con artisti come Richard Diebenkorn, Morris Louis, Ad Reinhardt e Helen Frankenthaler, per poi attraversare l'astrazione europea con Ben Nicholson, Josef Albers, Piet Mondrian e Paul Klee. Si passa quindi dal Novecento all'Ottocento, articolando il racconto attorno a grandi temi come la natura morta, le figure e i paesaggi.

Ampio spazio è dedicato alla natura morta, con confronti tra Giorgio Morandi, Georges Braque e artisti legati all'Impressionismo come Pissarro e Fantin-Latour. La sezione su figure e ritratti propone opere di Matisse, Bonnard, Vuillard, De Chirico, Modigliani e un importante Picasso cubista del 1909. Seguono le figure all'aperto, con il dialogo tra impressionismo americano e francese, fino ai capolavori di Manet, Renoir e Degas.

La mostra si chiude con una sezione dedicata al paesaggio impressionista e post-impressionista, con opere di Signac, Monet, Gauguin, Cézanne, Caillebotte, Renoir e Sisley, culminando nel Campo di grano con falciatore a Auvers di Vincent Van Gogh, che conclude simbolicamente l'intero percorso espositivo.

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I quadri dei pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo in mostra a Pisa

Giovanni Boldini. Sulla panchina al Bois, 1872, 46 x 34 cm. Collezione privata

Dettaglio di Giovanni Boldini. Sulla panchina al Bois, 1872, 46 x 34 cm. Collezione privata

La mostra Belle Époque. Pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo è allestita a Pisa, a Palazzo Blu, fino al 7 aprile 2026. Curata da Francesca Dini, l'esposizione riunisce circa 100 opere provenienti da importanti musei e collezioni internazionali e italiane, con l'obiettivo di rileggere in chiave critica il ruolo dei pittori italiani attivi a Parigi tra Otto e Novecento.

Al centro del percorso sono Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, protagonisti della scena parigina e interpreti originali della modernità europea. Accanto a loro compaiono artisti come Degas, Renoir, Pissarro, Sisley, Cassatt, Corcos e Sargent, che aiutano a contestualizzare il dialogo tra pittura italiana e francese. La mostra intende superare l'immagine di una produzione solo elegante o decorativa, mettendo in luce la complessità culturale e la qualità formale di queste esperienze.

Il racconto segue il trasferimento degli artisti italiani a Parigi tra il 1867 e il 1874, in una città segnata dalla guerra, dalla Comune e poi dalla rinascita come capitale della modernità. Boldini emerge come interprete mondano ed elegante, De Nittis come osservatore sensibile della vita urbana, Zandomeneghi come figura più vicina alla ricerca impressionista e alla rappresentazione della quotidianità borghese. Tutti mantengono un legame con la tradizione italiana, in particolare con il realismo macchiaiolo.

Articolata in nove sezioni tematiche, la mostra attraversa temi come la trasformazione urbana di Parigi, la vita moderna, il ruolo dei mercanti d'arte, il ritratto mondano, l'universo femminile e il rapporto con l'Impressionismo, fino a una conclusione dedicata alla Belle Époque in Toscana. Ne emerge un quadro articolato di un'epoca in cui Parigi diventa simbolo internazionale di eleganza e modernità, anche grazie al contributo determinante degli artisti italiani.

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Il programma 2026 del Musée d'Orsay a Parigi

Naturalmente non potevano mancare proposte d'eccellenza nella casa dell'Impressionismo. Per il 2026 il Musée d'Orsay presenta Renoir e il disegno, un progetto espositivo interamente dedicato alle opere grafiche di Pierre‑Auguste Renoir, in programma dal 17 marzo al 5 luglio 2026. In parallelo, Renoir e l'amore
La felice modernità (1865-1885)
 approfondisce il tema dell'amore nell'opera del maestro, con un percorso che esplora motivi, simboli e relazioni affettive nelle sue immagini; la mostra sarà visitabile dal 17marzo al 19 luglio 2026.

Come già ricordato, il 2026 segna il centenario della scomparsa di Claude Monet (1840‑1926). In suo omaggio il museo dedica al grande artista la grande esposizione Monet. L'amore per il paesaggio, aperta dal 7 febbraio al 24 maggio 2026, che riunisce oltre un centinaio di capolavori di Monet e dei suoi contemporanei, offrendo una consapevole riflessione sul contributo del maestro alla visione moderna del paesaggio.

Per maggiori informazioni: musee-orsay.fr


Pubblicato il 15/01/2026 dalla Redazione

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