Arte pubblica

Indistinti confini. L'opera di Giuseppe Penone donata dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti al Comune di Bergamo

Insistinti confini - installazione Giuseppe Penone - credits Sebastiano Pellion di Persano

Al Bosco della Memoria presso il Parco Martin Lutero alla Trucca di Bergamo, è stata svelata l’installazione “Indistinti confini” nell’ambito della 2^ Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, alla presenza del Presidente della Camera Roberto Fico, del Maestro Giuseppe Penone, di Giovanna Zanuso Sacchetti, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, e di Sergio Gandi, Vice sindaco di Bergamo.

Con questa importante donazione del valore di oltre 1,2 milioni di Euro, interamente finanziata dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, il Bosco della Memoria si arricchisce di una testimonianza artistica di uno dei maggiori protagonisti a livello mondiale dell’Arte Povera, Giuseppe Penone. Un’iniziativa che vuole essere ricordo, ma, allo stesso tempo, un forte messaggio di speranza e di rinascita: da qui deriva, infatti, la scelta di Bergamo, città simbolo della tragedia del Covid-19 nel nostro Paese, e il Bosco della Memoria, il “monumento vivo” voluto dal Comune di Bergamo per ricordare le vittime della pandemia.

Il progetto di donazione presentato oggi ha richiesto cinque mesi, tra organizzazione, pianificazione delle attività e loro attuazione, che sono stati scanditi da una forte intesa e una costante collaborazione tra la Fondazione Sacchetti e il Comune di Bergamo. Si tratta di un’iniziativa che si aggiunge ai numerosi interventi ideati e realizzati dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, istituita a Roma nel 2013 con l’obiettivo di supportare progetti a favore del patrimonio storico, culturale e artistico, oltre che nel campo della ricerca scientifica e della solidarietà sociale del nostro Paese.

Di grande impatto e fortemente evocativa, l’installazione “Indistinti confini” del Maestro Giuseppe Penone converge verso una scultura in marmo bianco di Carrara di grandi dimensioni (alta quasi 3 metri e dal peso di 25 tonnellate) posizionata al centro di una sorta di anfiteatro naturale composto da 80 betulle dell’Himalaya. In piena sinergia e armonia con il parco, si presenta come un’installazione per la collettività, fruibile da tutti, che andrà ad aggiungersi e a valorizzare ulteriormente il già ricco patrimonio artistico della città di Bergamo.

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