La rassegna di questa settimana si apre con una nuova iniziativa dedicata ad Arnaldo Pomodoro, il grande scultore italiano scomparso lo scorso giugno. Restiamo a Milano, alla Fabbrica del Vapore, per celebrare un altro protagonista della creatività italiana: Franco Perrotti, al centro della sua prima grande antologica monografica. Dopo scultura e design, ci spostiamo a Palermo con una mostra collettiva che riunisce diversi artisti attorno al tema della "Poetica degli oggetti". Un concetto diverso di scultura è invece al centro del progetto espositivo del MIC di Faenza, che vede protagonista Itamar Gilboa. In chiusura, un omaggio a Clemen Parrocchetti, artista scomparsa nel 2016, con i suoi dipinti, sculture e arazzi.
1. Open Studio #4. Arnaldo Pomodoro / Luoghi, memorie e visioni
Quando: 4 ottobre 2025 - 31 maggio 2026
Luogo: Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro
La settimana scorsa ha visto l'inaugurazione di un nuovo capitolo di Open Studio, il ciclo di mostre avviato dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro nel 2022, con lo scopo di offrire al pubblico approfondimenti inediti sul lavoro e sulla vita di Arnaldo Pomodoro. Ciascuna mostra del ciclo è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, che ha come scopo quello di costruire ogni volta un dialogo originale tra le opere e i materiali d'archivio, e di studiare soluzioni allestitive specifiche negli ambienti dello Studio dell'artista.
Il nuovo appuntamento di Open Studio, il quarto della serie, propone un percorso costruito attorno ai tre temi di "luogo", "memoria" e "visione", chiavi di lettura della riflessione di Pomodoro sulla natura della scultura e sul suo rapporto con lo spazio, maturata dagli anni Settanta agli anni Dieci del Duemila. All'inizio degli anni Settanta Pomodoro comincia a sperimentare una nuova dimensione della sua pratica artistica, concependo la scultura come «spazio definito da una serie di sculture», «uno spazio che diventi tutto scultura», un «luogo di sculture», nel quale le memorie personali e collettive si intrecciano e generano visioni in continuo divenire.
Tra le sculture esposte troviamo gli Scettri e le Rive dei mari (1987-1988), la Rotativa di Babilonia (1991) le Aste cielari (1978-1980) e i Cippi (1983-1984) e poi un gruppo molto particolare di opere, riunite dall'artista sotto il nome di Progetti visionari, come il Nuovo cimitero di Urbino (1973), The Pietrarubbia Group (1975) e la Tenda fortilizio (1975-1980), accostati a disegni, grafiche e bacheche di materiali d'archivio. La mostra si conclude con il progetto dell'Ingresso nel labirinto (1995-2011), il più recente environnement nel quale Pomodoro riprende e rielabora nuovamente la sua ricerca attorno ai temi di luogo, memoria e visione.
Contestualmente a Open Studio #4 ripartono anche le visite e i Laboratori nello studio Arnaldo Pomodoro. Scopri di più
2. Franco Perrotti. When I Was a Designer
Quando: 4 ottobre - 23 ottobre 2025
Luogo: Milano, Fabbrica del Vapore
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Dissuader, Alserkal Gallery, Dubai photo by Bruna Rotunno, © Franco Perrotti
Franco Perrotti, artista e designer nato in Abruzzo nel 1953, che vanta progetti di design e interior per aziende nazionali e internazionali, negli ultimi anni ha approfondito il suo lavoro di ricerca con installazioni, sculture, allestimenti e sperimentazioni cromatiche.
A lui la Fabbrica del Vapore di Milano, negli spazi del Locale ex Cisterne, dedica una mostra che rappresenta la sua prima grande antologica monografica. La mostra, curata da Fortunato D'Amico, non si limita ad esporre una selezione di creazione di Perrotti, ma vuole offrire anche esperienze immersive, come una videoinstallazione con lavori di Bruna Rotunno, Ernani Paterra ed Enrico Di Nenno, ed è arricchita da un programma di eventi collaterali aperti al pubblico, tra conferenze e incontri, pensati per approfondire i temi del rapporto tra arte, design e società contemporanea.
Nel percorso espositivo, diviso in sei tappe monotematiche, troviamo un omaggio ai 5 brand che Franco Perrotti ha selezionato e con cui ha maggiormente collaborato nel corso della sua carriera - Tecno, Poltrona Frau, Moroso, Faram, Airon - fino a lavori di ricerca come il grande Dissuader. Metafora che prende corpo in un piccione, gigantesco e allegorico, il "dissuasore" è il frutto di grande lavoro manuale, ma anche di molta tecnologia. Proposto in mostra nella sua versione in acciaio, ma anche in fusioni, alluminio, ceramica, resina, il Dissuasore diventa emblema della complessa relazione tra esseri umani e tra uomo e ambiente naturale. Scopri di più
3. Poetik der Gegenstände (Poetica degli oggetti)
Quando: 4 ottobre - 6 dicembre 2025
Luogo: Palermo, Haus der Kunst, Cantieri Culturali alla Zisa, Officine Ducrot

Bart Koning, Ford Perfect, olio su tela, 160 x 380 cm, 2025
Inaugurato in occazione della XXI Giornata del Contemporano, e visibile fino al 6 dicembre - l'Haus der Kunst dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, presenta il nuovo progetto del Verein Düsseldorf Palermo intitolato Poetik der Gegenstände (Poetica degli oggetti). Il gruppo Düsseldorf Palermo persegue l'obiettivo di instaurare un dialogo tra colleghi stranieri, coinvolgendo artisti e operatori culturali di Düsseldorf e della Renania Settentrionale-Vestfalia, di Palermo e della Sicilia. Come accaduto per molti dei suoi progetti, anche per quest'occasione sono stati coinvolti artiste e artisti di diverse generazioni e provenienti da diversi ambiti delle arti visive, attorno all'idea che gli oggetti siano in grado di rivelare valori simbolici, evocativi e critici, che vanno oltre la rappresentazione mimetica della realtà.
In mostra troviamo il lavoro di Boris Becker (Colonia, 1961), fotografo e artista di fama internazionale, sui ponti incontrati in barca lungo le vie navigabili interne dell'Europa, gli oggetti rappresentati nelle tele di Andrea Di Marco (Palermo, 1970-2012), le opere di Tine Bay Lührssen (Flensburg, 1973) che indagano la dimensione poetica dell'oggetto nella quotidianità, quelle di Daniele Franzella (Palermo, 1978), ispirate alle celebri macchine da scrivere prodotte da Olivetti, e il lavoro di Rossella Palazzolo (Palermo, 1983), caratterizzato dall'impiego del cemento come materiale sia plastico sia concettuale. Infine, troviamo il dipinto Ford Perfect, tra i diversi ritratti dedicati alle figure giocattolo, di Bart Koning (Amsterdam 1957), che indaga il concetto di formato come dispositivo percettivo e semantico. Scopri di più
4. Itamar Gilboa. World of Plenty
Quando: 04 ottobre - 23 novembre 2025
Luogo: Faenza, MIC Faenza, Project Room

Uno screenshot del film World of Plenty
Itamar Gilboa è un artista cinquantenne olandese (nato nel 1973, vive e lavora ad Amsterdam) esplora l'intersezione tra arte, tecnologia, scienza e ambiente. Una sua installazione inaugurata la scorsa settimana nella Project Room del MIC Faenza (Museo Internazionale delle Ceramiche), ci offre l'occasione di conoscere una pratica artistica che fonde una tecnica apparentemente tradizione, come la scultura in ceramica, in un processo creativo quanto mai singolare e multi-disciplinare.
L'installazione "World of Plenty" si pone l'obiettivo di affrontare il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo. Con questa creazione, Itamar Gilboa combina scultura in ceramica e video per indagare le dimensioni fisiche, neurologiche e sociali della fame. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale, l'artista ha analizzato la propria attività cerebrale stimolata dalla fame, elaborando modelli tridimensionali, realizzati con la stampa 3D e poi trasformati in sculture in ceramica. Questo processo ha prodotto 260 sculture in ceramica che rappresentano cellule cerebrali: tante quante le persone che muoiono di fame in 15 minuti. Così, quello che il visitatore si trova di fronte è uno schermo su cui appare il conteggio delle vittime della fame, vite ridotte a numeri, mentre da "Part One" — prima parte del film World of Plenty, presentata in anteprima — si sente il cadere di gocce che scandisce il tempo. "World of Plenty" fonde così l'esperienza personale e collettiva, invitando a passare dalla percezione individuale alla consapevolezza comune della crisi della fame. Scopri di più
5. Clemen Parrocchetti. Ironia Ribelle
Quando: 2 ottobre 2025 - 6 gennaio 2026
Luogo: Firenze, Palazzo Medici Riccardi

Clemen Parrocchetti, Grido di Liberazione, Urlo verso la speranza, 1978
Clemen Parrocchetti (Milano 1923 - 2016) è stata un'artista e pittrice italiana, appassionatasi alla pittura fin dall'infanzia grazie al padre acquarellista, ma dedicatasi agli studi accademici solo dopo essersi sposata ed essere divenuta madre di quattro figli.
Diplomata all'Accademia di Brera nel 1955, continua la sua formazione ad Urbino per dedicarsi inizialmente a una pittura figurativa e realista. A partire dagli anni '60, grazie alla frequentazione di concerti e di importanti artisti Jazz, produce numerosi quadri e grafiche di concerti e suoni, e a cavallo tra gli anni '60 e '70 aderisce al movimento di liberazione della donna e nelle sue opere introduce l'utilizzo di strumenti come aghi, fili e rocchetti, come simboli di una condizione femminile sottomessa.
Palazzo Medici Riccardi a Firenze le rende omaggio con una mostra, dal titolo Clemen Parrocchetti. Ironia Ribelle, organizzata dalla Fondazione MUS.E in collaborazione con l'Archivio Clemen Parrocchetti, che rappresenta la prima ampia esposizione all'interno di un'istituzione museale italiana. L'esposizione intende far riscoprire al pubblico italiano un'artista ancora poco conosciuta, autrice di un linguaggio originale, provocatorio e autentico.
La mostra fiorentina ripercorre l'intero arco creativo dell'artista milanese, che al fianco di altre donne della sua generazione, ha operato per affermare l'urgenza di un ripensamento profondo del ruolo femminile tanto nell'arte quanto nella società, con un percorso artistico e di militanza coraggioso e autonomo. Scopri di più
Pubblicato il 09/10/2025 dalla Redazione
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