mostre

20 capolavori a La Spezia per festeggiare i 20 anni del Museo Lia

Compie venti anni il Museo  Amedeo Lia di La Spezia che prende il nome da questo collezionista che ha lasciato alla sua amata città una grandissima collezione, una vera e propria storia dell’arte. Pochi conoscono questo Museo, come del resto La Spezia, che vale la pena di essere visitato considerando che in questi venti anni sono stati molti i musei internazionali a rivolgersi al Lia per prestiti di opere di rilievo, a conferma di come l’occhio del collezionista avesse saputo cogliere veramente il meglio, i capolavori autentici, che via via emergevano sul mercato del grande e gradissimo antiquariato.
Nel ventennale, la città della Spezia ha scelto di onorare la memoria di Amedeo Lia facendo convergere nel Museo a lui dedicato venti capolavori aggiuntivi, uno per ogni anno del ventennale, ognuno di essi offerto per questo “omaggio collettivo” da un diverso museo che con il Museo Lia ha avuto rapporti scientifici e di scambio.
I 20 sono capolavori scelti sulla base della qualità,  ma anche sulla base della loro “assonanza” con le opere patrimonio del Lia.
“E impossibile fare una classifica dei prestiti, trattandosi di opere tutte veramente notevoli”, afferma il sindaco della Spezia Massimo Federici..”Cito artisti come Dosso Dossi, Neri di Bicci, Giovanni da Modena, Annibale Carracci, El Greco, Bramantino, Chardin, Panfilo Nuvolone, Matteo Civitali, Jacopo Bassano, Beato Angelico, Gian Lorenzo Bernini, Giulio Cesare Procaccini, Bergognone, Pontormo, Guercino, Ludovico Carracci. Ma anche alcuni straordinari reperti archeologici o esempi eccelsi di arti applicate, in assonanza appunto alle diverse Collezioni Lia”.
A ricevere questi illustri ospiti, dal 24 marzo al 25 giugno, saranno le circa 1000 opere di grande varietà, dall’epoca classica, al tardo antico, al Medioevo e per finire al XVIII secolo, che compongono la Collezione . Si tratta di dipinti, miniature, sculture in bronzo, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, oggetti d’arte che documentano il gusto e la cultura dell’arte in Italia e in Europa.
Nella collezione i cosiddetti “primitivi” sono una vera gemma, con oltre settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, Paolo di Giovanni Fei, il Sassetta; inoltre molte tempere e tele fra cui Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini, il Bergognone, un probabile Raffaello giovane, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Gentile e Giovanni Bellini, Bernardo Bellotto, Canaletto.
A rendere questo “Omaggio” hanno concorso i fiorentini Galleria dell'Accademia, Museo del Bargello, Museo Nazionale di San Marco e Museo Horne, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Castello Sforzesco, la Pinacoteca di Brera e il Diocesano per Milano, il lucchese Museo Nazionale di Villa Guinigi, le veneziane Gallerie dell’Accademia, la Carrara di Bergamo, la Galleria Nazionale delle Marche e, da Roma, la Pinacoteca Capitolina, il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Galleria Borghese, per quanto riguarda l’Italia. L’estero è presente con la Gemaldegalerie di Berlino, il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, il Musée Jacquemart-André di Parigi e il Städelsches Kunstinstitut di Francoforte. 

Pubblicato il

Itinerarinellarte.it