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Al Louvre 2 (Lens) "Il mistero Le Nain"

Torna alla ribalta il Lovre di Lens, il museo voluto ex novo in una zona al nord della Francia fortemente colpita dalla crisi economica: Si tratta di uno degli esempi più recenti di come l’arte venga scelta per supportare turismo ed economia.

L'idea di esportare il Louvre di Parigi al Nord  del paese al centro di un'area in cui fino ai primi anni Sessanta si estraeva carbone, e farne "un'ala" del museo - e non certo una sua dépendance - risale al 2003 (ministro per la Cultura, Jean-Jacques Aillagon). Poi l'esitazione fra varie città dove collocarlo (Arras, Amiens, Calais...) e infine la scelta di Lens, seguita da un concorso internazionale di architettura vinto dallo studio Sanaa di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, coppia di architetti di fama planetaria, che hanno elaborato il progetto definitivo insieme con Célia Imprey e Tim Culbert. 

I francesi in pochi anni hanni realizzato il progetto con un investimento che ha superato i 150 milioni di euro.

E quest’anno il Louvre 2 inzia il suo quinto anno di attività con una mostra che ha già attirato l’attenzione di mezzo mondo, a partire dal 22 marzo fino al 26 giugno. La mostra si intitola “Il Mistero Le Nain” e riguarda le opere di tre artisti fratelli, i Le Nain appunto, di cui si sa poco o nulla e che lavorarono nel 17° secolo, ed oggi vengono considerati il top dell’arte pittorica francese del ‘600.

L’eccezionalità della mostra sta nel fatto che degli oscuri fratelli, non solo non si ha biografia certa, ma addirittura nel mondo ne rimangono pochissime opere, si parla di 75. Al Museo Louvre 2 di Lens ce ne saranno esposte 55 e in particolare quelle presenti nei principali musei americani.

E qui sorge un altro mistero: Nonostante i Le Nain siano stati dimenticati dagli storiografi per circa due secoli, considerati come artisti minori, c’è da chiedersi perché improvvisamente all’inizio dello scorso secolo scoppia la corsa all’acquisto di queste opere e le migliori finiscono, a suo di milioni, negli Stati Uniti. Tra l’altro queste tele non sono mai state attribuite con certezza, cioè a quale dei tre fratelli appartenessero, anche perché i tre dal 1629 lavoravano insieme a Parigi. Molti storici ritengono che tutti i tre mettessero le mani sullo stesso lavoro e che firmassero per questo solo con il cognome. Allo stesso tempo gli studi più recenti attribuiscono a tutti e tre delle singole e specifiche competenze.

Tra i misteri che li accompagnano, non si è mai saputo dove si fossero formati e che fine abbiano fatto tutti i lavori precedenti alla venuta nella capitale francese.

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