MAGAZINE · Mostre

Mostre da vedere a Venezia durante la 61. Biennale d'Arte

Siamo alle porte dell'inaugurazione della 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Come di consueto, in occasione della Biennale, accanto alle mostre nei Padiglioni e negli spazi ufficiali, in tutta la città si intensifica l'offerta di proposte espositive dedicate all'arte contemporanea. Scopriamone alcune, tra quelle già inaugurate o di prossima apertura.

Alighiero Boetti (1940 - 1994)
Mappa, 1979
1979' on the reverse
Embroidery
92 x 130 cm. (36 1/4 x 51 1/8 in.)
 © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London

Siamo ormai alle porte delle giornate di pre-apertura, in programma il 6, 7 e 8 maggio, seguite dall'apertura al pubblico (da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026) della 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. L'edizione 2026, intitolata In Minor Keys, è stata concepita sotto la direzione artistica della curatrice camerunense-svizzera Koyo Kouoh, purtroppo scomparsa nel maggio dello scorso anno, prima dell'avvio della rassegna.

Come per ogni edizione, la Biennale sarà ampiamente seguita da organi di informazione e testate di settore e rappresenterà un forte polo di attrazione per gli appassionati d'arte contemporanea, oltre che per un pubblico più ampio mosso dalla curiosità.

Considerata la centralità che Venezia assumerà nei prossimi mesi nel panorama del turismo culturale in Italia, proponiamo un approfondimento su alcuni degli appuntamenti espositivi — già inaugurati o di prossima apertura — che coinvolgono gallerie, musei e altri spazi della città lagunare.

MUVEC – Casa delle Contemporaneità

Prima di entrare nel dettaglio delle mostre veneziane, vale la pena segnalare una novità significativa anche a Mestre, dove da pochi giorni ha aperto un nuovo spazio dedicato al contemporaneo. Negli ambienti MUVE del Centro Culturale Candiani — che negli ultimi anni hanno ospitato mostre di rilievo, come quelle dedicate a Munch e al suo retaggio e, in precedenza, a Matisse e ai pittori della luce del Mediterraneo — è stato inaugurato il MUVEC – Casa delle Contemporaneità.

MUVEC

MUVEC - Casa delle contemporaneità, Mestre_foto Nico Covre

Il museo si sviluppa su due piani e affianca a una collezione permanente, alimentata dalle raccolte civiche di Ca' Pesaro, spazi destinati a esposizioni temporanee. Il percorso è organizzato attorno a tre direttrici tematiche — Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione — un impianto che riflette, da un lato, l'evoluzione dell'arte del secondo Novecento e, dall'altro, la storia urbana e sociale di Mestre.

Tornando ai sestieri della città, iniziamo con due mostre ospitate negli spazi di SMAC (San Marco Art Centre) e di Ca' Tron, palazzo affacciato sul Canal Grande.

Alighiero Boetti a SMAC Venice

Dal 7 maggio al 22 novembre 2026, in concomitanza con la 61ª Biennale di Venezia, SMAC Venice ospita una retrospettiva dedicata ad Alighiero Boetti, a cura di Elena Geuna. La mostra riunisce circa cento opere distribuite in otto sale, coprendo oltre venticinque anni di attività, dalla fine degli anni Sessanta ai primi Novanta, e offrendo una visione ampia e articolata della sua ricerca.... leggi il resto dell'articolo»

Il percorso mette in evidenza alcuni nuclei fondamentali del lavoro dell'artista, a partire dal tema della dualità e dell'identità, evidente anche nella scelta della firma "Alighiero e Boetti". Opere come Autoritratto e Gemelli introducono una riflessione sul doppio che si sviluppa poi in sistemi più complessi legati a linguaggio, tempo e geografia.

Boetti

Alighiero Boetti (1940 - 1994)
Titoli, 1979
Embroidery
188 x 197 cm. (74 1/8 x 77 1/2 in.). © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London

Ampio spazio è dedicato ai cicli più noti, come i Biro, i Ricami e le Mappe, realizzati a partire dagli anni Settanta anche attraverso collaborazioni con artigiani afghani. In questi lavori Boetti definisce regole e strutture, lasciando però spazio al caso e all'intervento di altri, in un equilibrio tra controllo e apertura. Le sezioni finali presentano lavori come gli Aerei e i Calendari, in cui il tempo e la ripetizione diventano elementi centrali. 

Tony Cragg a Ca' Tron

A Ca' Tron è invece protagonista un grande della scultura internazionale contemporanea, grazie alla Fondazione Berengo, con Tony Cragg. Ocean of Drops. La mostra, visitabile dal 5 maggio al al 22 novembre, riunisce una selezione di opere recenti di grande formato che ruotano attorno ad una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano, che dà il titolo all'intero progetto: Ocean of Drops. Attorno a questa, troviamo sculture in legno e pietra in cui Cragg indaga le qualità fisiche e dinamiche della materia. Le forme rimandano a strutture fondamentali: atomi, molecole, cellule, particelle. L'artista riflette sulla relazione tra interiorità ed esteriorità della materia.

Tony Cragg per Fondazione Berengo

Tony Cragg Elements, 2026 Glass 57x50x410 cm
ph. Michael Richter

La Fondazione Berengo è divenuta un punto di riferimento per la valorizzazione del vetro nell'arte contemporanea. A partire della visione di Adriano Berengo, iniziata nel suo studio di Murano nel 1989, la fondazione si impegna nel dare continuità e attualità alle tradizioni secolari del vetro veneziano, promuovendo al contempo collaborazioni con grandi artisti contemporanei. Dal 2009 promuove la mostra, oggi itinerante, Glasstress, nata come evento collaterale della Biennale di Venezia.

Patrick Saytour a Palazzo Vendramin Grimani

Dal 18 aprile al 22 novembre 2026 la Fondazione dell'Albero d'Oro presenta a Palazzo Vendramin Grimani, a Venezia, la mostra Patrick Saytour. Le pli et le temps / La piega e il tempo, a cura di Daniela Ferretti. Il progetto si inserisce nel percorso della Fondazione dedicato ai materiali tessili e alle loro implicazioni formali e concettuali, qui sviluppato attorno al tema della piega.

L'esposizione mette in relazione diretta le opere con gli ambienti storici del palazzo, costruendo un dialogo tra materia contemporanea e architettura veneziana. Le installazioni di Saytour – tessuti piegati, bruciati, tagliati o esposti all'azione del tempo – interagiscono con gli spazi, evidenziandone stratificazioni e trasformazioni.

mostra Patrick-Saytour

Patrick Saytour. Le pli et le temps / La piega e il tempo, Palazzo Vendramin Grimani © Ugo Carmeni

Figura centrale del gruppo Supports/Surfaces, Saytour ha sviluppato dagli anni Sessanta una ricerca orientata alla decostruzione della pittura attraverso interventi diretti sui materiali. In mostra sono presenti alcune delle sue principali serie, come Plié/Déplié, Repliés e Brûlages, in cui la superficie diventa luogo di azione e di registrazione del tempo, tra pieghe, combustioni e tracce di lavorazione.

Accanto a queste, le Nature morte introducono oggetti quotidiani trasformati in composizioni instabili, mentre un nucleo di opere su carta restituisce una dimensione più essenziale del lavoro, fatta di segni rapidi e interventi minimi.

Il percorso include anche un confronto con opere di Piero Manzoni, che introduce un ulteriore livello di riflessione sul rapporto tra materia, gesto e azzeramento dell'immagine. Nel complesso, la mostra evidenzia una pratica basata su processi di trasformazione, in cui materiali semplici e tecniche elementari diventano strumenti per interrogare forma, tempo e superficie.

Charrière e Canova al Museo Correr

Dal 30 aprile al 22 novembre 2026 il Museo Correr ospita Spiral Economy: Charrière and Canova, secondo appuntamento della rassegna Dialoghi Canoviani, dedicata al confronto tra arte contemporanea ed eredità di Antonio Canova. Il progetto, curato da Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto con la collaborazione di Claudia Cargnel, mette in relazione le opere del maestro neoclassico con quelle dell'artista franco-svizzero Julian Charrière.

L'esposizione si sviluppa nelle Sale Canoviane del museo come un dialogo tra epoche e linguaggi differenti, prendendo il marmo come elemento centrale: materia simbolo di permanenza e idealizzazione per Canova, ma anche superficie fragile, soggetta a trasformazione ed erosione, secondo la visione di Charrière. Il percorso mette così a confronto opposti complementari come stabilità e mutazione, classicità e precarietà, immortalità e trasformazione.

Dialoghi Canoviani

Julian Charrière Installation view: Spiral Economy: Charrière and Canova, Museo Correr, Venice, Italy, 2026 Copyright The Artist / VG Bild-Kunst, Bonn [current year] Photo by Daniele Molajoli

La mostra è costruita attorno a una grande installazione multisensoriale che integra scultura, video, fotografia, luce e suono con la collezione canoviana del museo. Le opere contemporanee di Charrière dialogano direttamente con alcuni celebri lavori di Canova, alternandosi lungo il percorso espositivo: Venus Italica con Albedo (2025), Icarus con Controlled Burn (2022), Orpheus e Eurydice con Stone Speakers (2024), fino a Spiral Economy e Imperfect Lovers, entrambe realizzate nel 2025.

Nato a Morges nel 1987 e attivo a Berlino, Julian Charrière concentra la propria ricerca sui rapporti tra uomo, natura, tecnologia ed ecologia. Attraverso installazioni, performance e opere multimediali affronta temi legati alla vulnerabilità ambientale e ai cambiamenti del pianeta, spesso a partire da ricerche condotte in luoghi remoti e condizioni estreme. Invitato alla Biennale di Venezia nel 2017 e alle Biennali di Architettura del 2012 e 2021, l'artista trova in Canova un interlocutore inatteso: entrambi condividono un interesse per temi universali e una riflessione sul rapporto tra materia, mito e tempo.

Patrick Mimran a Palazzo Malipiero

Dal 4 maggio al 22 novembre 2026 Palazzo Malipiero ospita Recent Works, mostra personale di Patrick Mimran. Il progetto riunisce un nucleo di lavori pittorici recenti, segnando una fase in cui l'artista concentra la propria ricerca sulla pittura come linguaggio autonomo.

Le opere nascono da un'indagine su colore, materia e ritmo visivo, sviluppata attraverso processi di ripetizione e variazione. Le superfici si costruiscono per stratificazioni cromatiche e texture, dando forma a campi visivi instabili, privi di un'immagine definita e aperti a continue trasformazioni.

opera di Mimran

Patrick Mimran, Tableaux, Venise 105S

La pittura di Mimran si colloca al di fuori delle categorie tradizionali di figurazione e astrazione: le immagini non rimandano a un referente esterno, ma emergono da una dimensione interna, rendendo visibili dinamiche percettive e mentali. Le tele funzionano così come superfici da attraversare, in cui il colore diventa elemento generativo e la ripetizione introduce una scansione temporale lenta.

Jenny Saville a Ca' Pesaro

La Galleria Internazionale di Ca' Pesaro dedica un'ampia mostra a Jenny Saville, tra le principali interpreti della pittura figurativa contemporanea, visitabile in occasione della Biennale Arte 2026. L'esposizione, la prima di grande respiro a Venezia, ripercorre l'intera carriera dell'artista britannica, dagli anni Novanta a oggi, attraverso circa 30 dipinti.

Formatasi alla Glasgow School of Art e legata alla generazione degli Young British Artists, Saville ha sviluppato una pittura centrata sul corpo umano, affrontato nei suoi aspetti fisici e nelle implicazioni sociali e culturali. Le sue grandi tele si distinguono per una resa intensa e materica, che rilegge la tradizione figurativa alla luce di temi contemporanei.

Jenny Saville, Reverse

Jenny Saville Reverse, 2002-2003 Olio su tela 213 x 243 cm © Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026 Courtesy Gagosian

Il percorso mette in evidenza il dialogo costante con la storia dell'arte, dai maestri veneziani alla pittura europea e americana del Novecento. A Ca' Pesaro, questo confronto si concretizza nel rapporto diretto tra le opere dell'artista e il contesto museale, rafforzando il legame con la città, più volte studiata e frequentata da Saville.

Chiude la mostra una sala con lavori recenti realizzati appositamente per Venezia, che testimoniano la continuità della sua ricerca e l'attenzione verso la tradizione pittorica, riletta in chiave attuale.

Water Dream Memory a Palazzo Zorzi

Inaugura invece il 30 aprile, presso Palazzo Zorzi – sede dell'Ufficio UNESCO a Venezia, la mostra Water Dream Memory, che indaga l'acqua come elemento di soglia e spazio tra presenza e assenza. La mostra resterà allestita fino al 28 giugno con opere di Sara Bonaventura e Lukas Taido selezionate dal Global Network of Water Museums (WAMU+NET), iniziativa del Programma Idrologico Intergovernativo dell'UNESCO (UNESCO-IHP).

Il lavoro di Sara Bonaventura si concentra sulle acque termali di Montegrotto Terme, indagandone le proprietà e la dimensione storica e simbolica. Lukas Taido prende invece spunto dall'Acquedotto Augusteo, trasformando la sua eredità archeologica in una riflessione sui sistemi contemporanei di gestione e consumo dell'acqua.

Canicula al Complesso dell'Ospedaletto 

Fondazione In Between Art Film presenta Canicula, mostra collettiva visitabile dal 6 maggio 2026 al Complesso dell'Ospedaletto di Venezia, in occasione della Biennale Arte. Curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi, l'esposizione conclude la "Trilogia delle incertezze", avviata nel 2022, che ha trasformato progressivamente lo spazio in un ambiente espositivo costruito attorno al linguaggio delle immagini in movimento.

Il progetto riunisce otto nuove installazioni video site-specific commissionate ad artisti internazionali, pensate in relazione agli ambienti articolati dell'Ospedaletto, dalla chiesa alla Sala della Musica fino agli spazi più contemporanei. Il titolo richiama i giorni più caldi dell'estate e introduce il tema centrale della mostra: la luce accecante e il calore come condizioni che alterano la percezione e mettono in discussione l'affidabilità dello sguardo.

Le opere affrontano questioni attuali come il sovraccarico di immagini, la distorsione delle informazioni, le tensioni politiche e ambientali, costruendo un percorso immersivo fatto di suoni e visioni. I lavori spaziano da riflessioni sul potere e sul controllo, alla memoria dei conflitti, fino al rapporto tra tecnologia, corpo e ambiente.

L'allestimento valorizza il dialogo tra architettura storica e linguaggi contemporanei, trasformando il complesso in uno spazio unitario in cui le installazioni creano un'esperienza continua. La mostra offre così uno sguardo articolato sulle pratiche video più recenti, mettendo al centro il rapporto tra percezione e realtà.

Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa

La 108ª Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa è uno degli appuntamenti storici dedicati alla scena artistica emergente del Triveneto. La mostra, in programma dal 5 maggio al 28 giugno 2026 negli spazi della Sala del Camino ai SS. Cosma e Damiano alla Giudecca, riunisce una selezione di artisti under 30 attraverso linguaggi diversi, dalla pittura alle installazioni, dal video alla performance.

L'esposizione offre uno spaccato aggiornato delle ricerche contemporanee più giovani, mantenendo una forte attenzione alla pluralità dei media e alla sperimentazione. Le opere sono presentate in un contesto che favorisce il confronto diretto tra artisti, curatori e pubblico, elemento distintivo della Collettiva.

Inserita nel complesso della Giudecca, sede anche di atelier e realtà culturali attive, la mostra si sviluppa in un ambiente che riflette il carattere laboratoriale dell'iniziativa. La Collettiva continua così a svolgere il suo ruolo di osservatorio privilegiato sulle nuove generazioni, offrendo un'occasione concreta per conoscere pratiche e orientamenti dell'arte emergente contemporanea.

If All Time Is Eternally Present sulla facciata di Palazzo Nervi Scattolin

La Pier Luigi Nervi Foundation presenta If All Time Is Eternally Present, mostra visibile sulla facciata di Palazzo Nervi Scattolin a Venezia, in occasione della Biennale Arte 2026. Curata da Chiara Carrera e Marta Barina, l'esposizione riunisce opere video di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, pensate per lo spazio pubblico e fruibili in orario serale.

Il progetto utilizza la facciata dell'edificio – uno dei pochi esempi di architettura modernista in città, progettato da Pier Luigi Nervi – come superficie di proiezione, creando un dialogo diretto tra immagini in movimento e architettura. La mostra inaugura un ciclo dedicato al rapporto tra arte contemporanea e ambiente costruito.

Le opere affrontano temi legati alla contemporaneità, tra cui potere, identità, sorveglianza e trasformazioni sociali. Il lavoro di Kandis Williams combina materiali diversi per riflettere su storia e sistemi di controllo; 2 Lizards di Bennani e Barki rilegge in chiave ironica l'esperienza della pandemia; Tai Shani presenta una nuova produzione che unisce animazione e dimensione narrativa.

Anne de Carbuccia a Campo della Carità

Anne de Carbuccia presenta Sergente S.N.A.F.U., una serie scultorea che affronta il tema della comunicazione contemporanea come campo di conflitto. Al centro del progetto c'è l'idea dell'informazione trasformata in strumento di potere, capace di influenzare percezione e opinione pubblica.

Le opere raffigurano soldati stilizzati che impugnano un microfono al posto dell'arma: un'immagine diretta che associa il linguaggio alla dimensione militare. Il riferimento all'acronimo S.N.A.F.U. sottolinea una condizione di disordine ormai normalizzata, in cui disinformazione e propaganda circolano come elementi strutturali del sistema mediatico.

Realizzate in cromo e prodotte tramite stampa 3D, le sculture si distinguono per le superfici riflettenti, che coinvolgono lo spettatore e richiamano l'estetica seduttiva dei media contemporanei. L'aspetto simile a giocattoli accentua il contrasto tra familiarità e contenuto, suggerendo una dimensione in cui intrattenimento e controllo si sovrappongono.

La serie si compone di diversi modelli e varianti cromatiche, e traduce in forma visibile un conflitto immateriale: quello legato alla circolazione delle informazioni e alla costruzione della realtà. Il lavoro si inserisce nel percorso dell'artista, da anni attenta ai temi globali e ai cambiamenti che interessano società e ambiente.

Hirohiko Araki a Palazzo Bembo

Accanto alle mostre dedicate alle arti visive contemporanee, c'è spazio anche per il linguaggio del manga con uno dei suoi autori più riconosciuti a livello internazionale.

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, Palazzo Bembo a Venezia ospita una selezione di stampe tratte da Le bizzarre avventure di JoJo di Hirohiko Araki. L'esposizione si inserisce nel più ampio progetto Personal Structures – Confluences, rassegna internazionale dedicata al dialogo tra culture e linguaggi diversi, a cui partecipa il progetto Shueisha Manga-Art Heritage.

In mostra sono presentate litografie in edizione limitata, stampe inkjet, opere monocromatiche e immagini lenticolari, che introducono effetti di profondità e movimento. Le diverse tecniche permettono di osservare da vicino l'evoluzione stilistica di Araki e il passaggio delle sue immagini dalla pagina stampata allo spazio espositivo.

Il progetto nasce con l'obiettivo di valorizzare il manga come forma d'arte autonoma, inserendolo in contesti espositivi internazionali. Dopo le tappe negli Stati Uniti e in Giappone, Venezia rappresenta un momento significativo di questo percorso.


Pubblicato il 30/04/2026 dalla Redazione

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Utilizziamo Sendinblue come nostra piattaforma di marketing. Cliccando qui sotto per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Sendinblue per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

Itinerarinellarte.it