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Partono le celebrazioni per i 2200 anni della Via Emilia

Iniziano oggi a Reggio Emilia gli eventi e le mostre che glorificheranno i  2200 anni della Via Emilia . Una mega organizzazione di rilancio del territorio emiliano dal punto di vista turistico-culturale che vedrà coinvolte Modena (con una esposizione anche a Castelfranco Emilia), Reggio Emilia e Parma.  Ci sarà poi anche un affiancamento di Bologna legato però solo al periodo medioevale.  Una grande inziativa i cui confini sono tutti da definire anche perché in cantiere ci sono tutta una serie di iniziative che prevedono l’intervento pubblico anche dal punto di vista finanziario degli enti locali. Le manifestazioni più importanti saranno affiancate anche da altre minori e di contenuto più specifico.

A Reggio Emilia oggi si inaugura “Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una città (8 aprile – 3 settembre) al Palazzo dei Musei.  I pavimenti a mosaico di una domus, una lucerna figurata, una selezione dei pezzi più notevoli del Tesoro romano-barbarico, un frammento di scuola antelamica attribuibile alla fabbrica del Duomo e decine di altri reperti (coppe, anelli, monete) provenienti dal recente scavo di piazza della Vittoria. E la cosiddetta “Via obliqua”, una strada di orientamento anomalo - in deroga al perfetto reticolo ortogonale della città romana incentrato sulla via Emilia - che inciderà sulla fisionomia urbana fino al pieno medioevo. Con questi e altri reperti di epoca romana e medievale, emersi nei diversi interventi di restauro e riqualificazione di spazi pubblici ed edifici privati, si apre la mostra che illustra - con apparati innovativi - la storia e le trasformazioni avvenute nel quartiere urbano situato nel settore nord-occidentale dell'antica Regium Lepidi.

Seguirà “La buona strada: Regium Lepidi e la Via Aemilia” (23 novembre 2017 – 8 aprile 2018) al Palazzo dei Musei.  La mostra vuole portare l'attenzione proprio sulla via Emilia, la strada che, attraverso il gentilizio del suo costruttore, ha lasciato un segno indelebile nel nome della città ed in quello della regione stessa.

La via Emilia, il cui tracciato è già testimoniato in parte in epoca preromana, non ha mai cambiato il suo percorso, almeno nello spazio urbano, come dimostra un recente scavo che ha rivelato la sovrapposizione di ben otto livelli di pavimentazioni stradali con il medesimo orientamento, dall'età augustea ai giorni nostri. Dopo avere presentato la strada in tutto il suo sviluppo con un focus sulla figura del costruttore e sui trasporti in età romana, la mostra si concentra sul tratto compreso fra il corso del Secchia e quello dell'Enza, cioè il territorio reggiano; mentre sul piano temporale abbraccia un arco di storia fra l'età etrusca e il Medioevo, con principale attenzione sul periodo romano e uno sguardo finale contemporaneo.

A Modena ci sarà “Mutina Splendidissima “(25 novembre 2017 – 8 aprile 2018) allo Spazio espositivo del Foro Boario.  Splendidissima, così Cicerone nel 43 a.C. definisce la colonia romana di Mutina: la conferma viene dai ritrovamenti archeologici proposti nel percorso espositivo coniugando nuove e inedite scoperte. Già Plinio ricordava che Mutina basava la sua ricchezza su tre produzioni di eccellenza: la produzione di lane, di ceramica pregiata e di vino.

 A  Castelfranco Emilia il 7 ottobre, partirà  “Alle soglie della Romanizzazione: Storia e Archeologia di Forum Gallorum” al Museo Civico Archeologico Nell’ambito del programma “Mutina Splendidissima” il Museo archeologico di Castelfranco Emilia propone una mostra che illustra la nascita e l’evoluzione dell’insediamento di Forum Gallorum con un quadro ricostruttivo sul territorio e la sua economia.

A Parma. Aemilia 187 a. C. (Ottobre 2017) Area di Ponta Ghiaia: torna alla luce un pezzo dell’antica Parma romana. Cardine delle celebrazioni dei 2200 anni di fondazione della città, Aemilia 187 a.C. è un importante progetto di riqualificazione dell’area di Ponte Ghiaia, che comprende un percorso pedonale archeologico urbano su diversi livelli e uno spazio-laboratorio polifunzionale gestito dall’Università di Parma. L’intervento prevede inoltre l’esposizione di oltre 170 reperti, ritrovati 3 durante gli scavi della “Nuova Ghiaia”, di cui il Ponte Romano stesso costituisce “il reperto” per eccellenza. 

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