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Nei musei archeologici calabresi arriva la musica antica

Anche la musica può essere inserita nella ricerca archeologica. Un percorso che i Musei Calabresi hanno messo in cantiere e da sabato 8 , dalle ore 16.30, sarà presente al Museo Archeologico di Locri, la mostra ReSÒNAnT , “Ritmi e Suoni: l’Arte ritrovata”.

La mostra archeologica partita dal Museo Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, ideata e curata dalla Direttrice  con la collaborazione scientifica anche degli altri Direttori dei Musei presso cui la stessa verrà allestita, è una mostra itinerante finalizzata ad esemplificare la politica del Polo museale della Calabria per una valorizzazione comune del patrimonio storico-archeologico del territorio calabrese.

L’esposizione che nel suo percorso include reperti provenienti da scavi archeologici o da Collezioni private conservati in alcuni dei Musei calabresi, è dedicata alla cultura musicale nell’antichità, molto importante e assai praticata nel mondo classico, della quale si trovano solo pochi frammenti, spesso anche di difficile interpretazione e con tentativi di riproduzione sonora. In occasione della tappa locrese si aggiungeranno reperti provenienti dai Musei archeologici di Kaulonia e da Crotone e grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Reggio Calabria saranno esposti  "figurini" raffiguranti le divise di alcune bande ottocentesche di Gerace unitamente ad alcuni documenti legati al mondo musicale di Monsignor Idelfonso Del Tufo, archivista e vescovo di Gerace nell'Ottocento.

La serata inaugurale sarà supportata da momenti musicali a cura dell’Istituto musicale Senocrito

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