1. Nuda Veritas di Klimt a Villa Manin
Quando: 21 maggio – 6 settembre 2026
Luogo: Passariano di Codroipo (Udine), Villa Manin
La Nuda Veritas di Gustav Klimt arriva a Villa Manin per quella che è indicata come la sua ultima tappa espositiva, concessa in prestito dal Theatermuseum di Vienna grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum. La mostra, promossa da ERPAC FVG con MondoMostre e curata da Cäcilia Bischoff, ruota interamente attorno a questo dipinto.
Realizzato tra il 1898 e il 1899 ed esposto quello stesso anno alla quarta mostra della Secessione viennese, l'olio su tela (252 x 56,2 cm) raffigura una donna nuda a figura intera, che regge uno specchio rivolto non verso di sé ma verso chi guarda. La nudità, volutamente esibita e priva di intenti seduttivi, è il veicolo di un'allegoria: la verità come costruzione scomoda e senza compromessi. Il corpo bianco è calamitato dal fuoco aranciato dei capelli, un serpente dal corpo blu acciaio risale lungo le gambe, due soffioni di tarassaco fungono da punti luce. In alto, una tavoletta dorata reca una citazione di Schiller: se non puoi piacere a tutti con la tua opera, accontenta pochi. A Villa Manin, luogo legato al Trattato di Campoformio e alla fine della Repubblica di Venezia, il dipinto è allestito nel Salone centrale, preceduto da sale che ne illustrano il contesto e i molteplici livelli di lettura. Scopri di più.
2. L'Arlesiana di Vincent Van Gogh a Perugia
Quando: 1 luglio – 27 settembre 2026
Luogo: Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria

Vincent van Gogh, L'Arlesiana (Ritratto di Madame Ginox), 1888, Olio su tela © Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
Dopo Le tre età di Klimt e il Nu couché di Modigliani, la Galleria Nazionale dell'Umbria prosegue la rassegna Un capolavoro a Perugia con l'Arlesiana di Vincent Van Gogh, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Anche qui l'impianto è quello del capolavoro isolato: una parete tutta per sé, uno spazio preliminare di contesto e un ambiente immersivo con proiezioni video.
Il dipinto (olio su tela, 60 x 50 cm) ritrae Marie Ginoux, proprietaria del Café de la Gare di Arles, che aveva assistito l'artista durante alcune delle sue crisi. Van Gogh realizzò più versioni di questo ritratto; quella romana risale al 1890 e fu eseguita durante il ricovero nell'ospedale di Saint-Rémy, a memoria e sulla base di un disegno di Paul Gauguin. Rispetto alla versione del 1888, la donna appare qui più malinconica e riflessiva, con una cromia più chiara e pacata. Sul tavolo, davanti a lei, due libri, La capanna dello zio Tom e Racconti di Natale di Dickens, alludono ai valori umani e all'accoglienza materna che l'artista attribuiva alla donna. La tela, rubata dalla GNAMC nel 1998 e recuperata pochi mesi dopo, è affiancata a Perugia da sedici ritratti femminili di pittori italiani attivi tra Otto e Novecento, tra cui Boldini, De Nittis, Lega e Mancini, prestati dal Museo dell'Ottocento di Pescara. Scopri di più.
3. Un Vermeer a Palazzo Barberini
Quando: 8 luglio – 11 ottobre 2026
Luogo: Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini...leggi il resto dell'articolo»

Johannes Vermeer (Delft, 1632 -1675), Donna in blu che legge una lettera, 1662 - 1664 ca, olio su tela, 46,5 x 39 cm, Rijksmuseum, Amsterdam; In deposito dalla Città di Amsterdam (Lascito A. van der Hoop, 1885)
Dalla ritrattistica ottocentesca si torna al Seicento olandese con un prestito di eccezionale rarità: Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer, concessa da Rijksmuseum di Amsterdam alle Gallerie Nazionali di Arte Antica. La rarità è doppia: delle opere di Vermeer universalmente riconosciute se ne contano poco più di trenta, e nessuna è conservata in Italia. La mostra, a cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita, prosegue il ciclo di dialoghi internazionali avviato con l'esposizione dedicata a Giorgione.
Dipinta intorno al 1663, la tela mostra una giovane donna assorta nella lettura di una lettera nella luce del mattino, ancora vestita della sua giacca da notte azzurra. Alle sue spalle, una carta geografica dei Paesi Bassi appesa alla parete: un dettaglio che molti hanno letto come allusione a un marito lontano, autore della lettera. La figura dai contorni arrotondati ha alimentato un lungo dibattito tra gli studiosi sulla possibile gravidanza della donna, che altri attribuiscono semplicemente al taglio ampio dell'abito dell'epoca. Vermeer costruisce l'intera composizione sulle gradazioni del blu, ricavato dal costoso lapislazzuli, e su un uso della luce di straordinaria precisione, rendendo per esempio le ombre sulla parete in azzurro chiaro. L'esposizione consente di apprezzare il restauro condotto dal Rijksmuseum nel 2010, che ha restituito luminosità ai colori. Il percorso si articola tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi, dove il dipinto è presentato in uno spazio dedicato. Scopri di più.
4. Le tre età di Gustav Klimt a Palazzo Bonaparte
Quando: 14 luglio – 23 agosto 2026
Luogo: Roma, Palazzo Bonaparte

Gustav Klimt, Le tre età della donna (1905; olio su tela, 180 x 180 cm; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea)
A Palazzo Bonaparte il capolavoro in prestito non è isolato, ma inserito in una mostra più ampia: Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali presenta per la prima volta oltre cinquanta opere della raccolta del Gruppo Generali, e a coronamento del percorso ospita Le tre età di Gustav Klimt, prestito della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Dipinto nel 1905, il quadro affianca tre figure femminili che incarnano altrettante fasi della vita: una bambina addormentata tra le braccia di una giovane madre e, accanto a loro, una donna anziana ripiegata su se stessa, con il volto nascosto. Sui toni oro e sui motivi decorativi che caratterizzano la stagione più celebre di Klimt, l'opera mette a confronto la pienezza della giovinezza e il declino, in una riflessione sul tempo e sulla trasformazione del corpo. Attorno a questo nucleo, la mostra, curata da Costantino D'Orazio e a ingresso gratuito per il decennale di Generali Valore Cultura, riunisce protagonisti dell'arte italiana del secolo: da Boccioni a de Chirico, da Savinio a Casorati, da Sironi a de Pisis, lungo un percorso che tocca le avanguardie, la Metafisica, il Realismo Magico e la Scuola Romana. Scopri di più.
5. La Visitazione di Raffaello al Castello cinquecentesco dell'Aquila
Quando: 27 giugno – 27 settembre 2026
Luogo: L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo – Castello cinquecentesco

A destra: La Visitazione di Raffaello - A sinistra: La Visitazione di Carmignano del Pontormo
Chiude il numero un ritorno atteso da quasi quattrocento anni. La Visitazione di Raffaello, oggi al Museo del Prado di Madrid, torna all'Aquila — nell'ambito del programma della Capitale italiana della Cultura 2026 — per la mostra La Visitazione all'Aquila. Raffaello e Pontormo, curata da Tom Henry e Federica Zalabra nel Castello cinquecentesco da poco restituito alla città.
La pala fu realizzata dalla bottega di Raffaello per la cappella Branconio della chiesa di San Silvestro all'Aquila, su commissione dell'amico e mecenate Giovanni Battista Branconio, e vi rimase per oltre un secolo prima del trasferimento in Spagna. Il dipinto è esposto accanto alla Visitazione di Carmignano del Pontormo, di proprietà della Diocesi di Pistoia: due opere eseguite a pochi anni di distanza, tra il 1517 e il 1530, che condividono il soggetto iconografico pur rappresentando, come osserva Henry, due direzioni divergenti della ricerca artistica dell'epoca, e senza che vi sia motivo di ritenere che Pontormo conoscesse il lavoro di Raffaello. A differenza degli altri quattro appuntamenti, qui il prestito si accompagna a un apparato più ampio: una seconda sezione è dedicata al perduto Palazzo Branconio a Roma, tra le realizzazioni più innovative dell'architettura raffaellesca, attraverso disegni, stampe, modelli e documenti d'archivio. Scopri di più.
Pubblicato il 10/08/2026dalla Redazione
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