MAGAZINE · Feste e arte

Pasqua con l'Arte: ancora più ricca con la Domenica al Museo

Trascorrere la Pasqua e la giornata della Pasquetta visitando città d'arte, mostre e musei è un trend in crescita, e quest'anno la domenica di Pasqua è anche la prima del mese, beneficiando dell'iniziativa del Ministero della Cultura che consente l'ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Ma le aperture nei giorni di festa riguardano tutte le grandi mostre in corso. Ecco la nostra selezione.

Roma - Caravaggio, Incredulità di San Tommaso, esposto nell'ambito della mostra "Caravaggio e i Maestri della Luce" al Museo Storico della Fanteria dell'Esercito Italiano di Roma

Negli ultimi anni trascorrere Pasqua e Pasquetta tra città d'arte, mostre e musei si conferma una tendenza sempre più consolidata, come dimostrano i dati del Ministero della Cultura sugli ingressi nei principali siti museali (si parla per es. di un +90% in un decennio nel numero di visitatori nei principali 30 siti culturali statali).

Quest'anno poi la domenica di Pasqua cade la prima domenica del mese, e quindi coincide con l'usuale iniziativa del Ministero della Cultura che prende il nome di "Domenica al Museo", e che consente l'ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. L'elenco aggiornato degli appuntamenti in programma, regione per regione, è consultabile sul sito del Ministero a questa pagina.

Pasqua al Museo 2026

La nostra shortlist di mostre per Pasqua e Pasquetta

Caravaggio e il Barocco

Partiamo dalla mostra da cui abbiamo preso l'immagine di copertina, l'Incredulità di San Tommaso di Caravaggio. Si tratta di Caravaggio e i Maestri della Luce ospitata a Roma fino al 7 giugno 2026 al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio e alla diffusione della sua lezione tra numerosi artisti attivi nel XVII secolo. Sono esposti 23 dipinti di 22 artisti, provenienti da collezioni private, per mostrare come il linguaggio caravaggesco si sia diffuso e trasformato nei diversi contesti europei. Il percorso è articolato in sei sezioni tematiche, organizzate attorno al ruolo della luce come elemento narrativo e costruttivo dell’immagine.

Tra i numerosi artisti presenti nel percorso, per rilevanza storica possiamo citare Orazio Gentileschi, Jusepe de Ribera, Simon Vouet e Gerrit van Honthorst. Gentileschi fu tra i primi e più autorevoli interpreti della lezione caravaggesca in Italia, Ribera rappresenta una figura centrale per la diffusione del caravaggismo in area napoletana e spagnola, con un linguaggio di forte intensità drammatica, mentre Vouet ebbe un ruolo fondamentale nel trasferire in Francia il nuovo linguaggio barocco maturato a Roma. Infine van Honthorst fu uno dei maggiori protagonisti del caravaggismo nordico, celebre per le scene notturne illuminate artificialmente che diffusero il modello caravaggesco nei Paesi Bassi. La mostra si conclude con uno spazio dedicato direttamente a Caravaggio, con L’Incredulità di San Tommaso (1600-1601), opera al centro di un complesso dibattito attributivo. La versione esposta, già nella collezione Gracco Muratti a Trieste e oggi di proprietà austriaca, è considerata un esempio significativo della pittura caravaggesca per il realismo delle figure e per l’uso della luce che evidenzia il gesto e il dubbio del protagonista.

Van Dyck l'Europeo a Genova

Autoritratto Van Dyck

Immagine della mostra "Van Dyck l'Europeo" a Palazzo Ducale - Genova. Anthony Van Dyck – Autoritratto, 1616-1617, olio su tavola, Rubenshuis, City of Antwerp... leggi il resto dell'articolo»

Restando in tema di pittura seicentesca, è doveroso segnalare la mostra allestita presso il Palazzo Ducale di Genova, nell'Appartamento e Cappella del Doge. Van Dyck l'Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra (20 marzo – 19 luglio 2026) propone un'ampia retrospettiva dedicata a Anton van Dyck, la più grande degli ultimi 25 anni.

Il percorso riunisce 58 opere suddivise in dieci sezioni tematiche, con prestiti da importanti musei internazionali come il Louvre, il Prado e la National Gallery, oltre a collezioni italiane tra cui Uffizi, Brera e Musei Reali di Torino. La mostra non segue un ordine cronologico rigido, ma mette in evidenza i diversi contesti in cui l'artista ha lavorato, evidenziando l'evoluzione del suo linguaggio.

Particolare attenzione è dedicata al periodo italiano (1621–1627), con Genova come centro fondamentale della sua attività. Accanto a questo, sono rappresentate le fasi nelle Fiandre e a Londra, dove lavorò alla corte di Carlo I d'Inghilterra. Ne emerge il profilo di un artista capace di adattarsi a contesti culturali e sociali diversi, mantenendo una forte riconoscibilità stilistica. In mostra oltre ai celebri ritratti troviamo anche opere sacre di grande formato. 

Il progetto espositivo si estende alla città: nei Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso e Palazzo Bianco) è previsto un percorso parallelo dedicato a Van Dyck e ai pittori nordici suoi contemporanei, offrendo un approfondimento utile per chi vuole proseguire la visita oltre Palazzo Ducale. 

Un capolavoro di Vermeer a Torino

Il Seicento è stato anche il Secolo d'Oro dell'arte olandese, e tra i suoi più grandi interpreti c'è stato sicuramente Johannes Vermeer. E' risaputo che la produzione artistica del grande pittore di Delft sia limitata a poche decine di opere, e per questo avere in Italia anche un solo suo dipinto rappresenta un evento da non lasciarsi sfuggire. 

Il luogo dove incontrarlo è Palazzo Madama a Torino, che fino al 29 giugno 2026 ospita Incontro con il capolavoro. Vermeer. Donna in blu che legge una lettera, opera proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam. Il dipinto mostra una giovane donna di profilo mentre legge una lettera che tiene tra le mani. Rappresentata in piedi in un ambiente essenziale, dove non mancano però dei dettagli punteggiati dalla luce, come le borchie in ottone delle sedie, o una collana di perle sul tavolo, la figura femminile colpisce per il blu dell'abito, realizzato con pigmento di lapislazzuli.

Donna in blue che legge una lettera

Johannes Vermeer Donna che legge una lettera circa 1663 olio su tela 46,5x39x6.5 cm inv. SK-C-251

La mostra propone anche un approfondimento sul contesto culturale in cui l’opera nasce. La città di Delft, dove Vermeer visse e lavorò, nel XVII secolo è infatti un ambiente ricco di fermenti scientifici e intellettuali, legati alla rivoluzione ottica e allo sviluppo delle conoscenze scientifiche. Accanto al dipinto sono poi esposte alcune opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama – tra incisioni, arredi e ceramiche. 

Al MAO i Soul Trembles di Chiharu Shiota

Restamdo a Torino, ma cambiando completamente genere artistico ed epoca - parliamo infatti di un'artista contemporanea - è doveroso ricordare ancora quella che in molti hanno definito come una delle più spettacolari e coinvolgenti mostre dell'anno. Prosegue infatti fino al 28 giugno prossimo The Soul Trembles, dell'artista giapponese (oggi vive a Berlino) Chiharu Shiota. 

Non è una semplice mostra, quella che propone il MAO Museo d'Arte Orientale di Torino, ma uno spazio completamente trasformato in "un luogo per esistere", come lo presenta il direttore del Museo Davide Quadrio, una "presa" di tutto l'edificio della fine del '700 che ospita il MAO, per quello che sembra essere uno degli eventi espositivi più belli ed emozionanti di quest'anno, e non solo.

Chiharu Shiota, artista giapponese nata a Osaka nel 1972, ha all'attivo esposizioni in importanti sedi istituzionali in diverse parti del mondo, e nel 2015 è stata selezionata per rappresentare il Giappone alla 56ª Biennale di Venezia.

E' possibile avere un assaggio di quel che aspetta i visitatori, e ascoltare le parole di Davide Quadrio guardando questo video.

Guarda e scopri la mostra

Iscriviti al nostro canale per non perdere i nuovi contenuti!

I Macchiaioli, la Belle Époque e l'Impressionismo

Silvestro Lega, Il Pergolato, olio su tela, 75×93,5 cm

Silvestro Lega, Il Pergolato, olio su tela, 75×93,5 cm, 1868, Pinacoteca di Brera, Milano

Per chi ama la bella pittura e le avanguardie che nella seconda metà dell'Ottocento hanno portato l'arte verso la modernità è un momento davvero fortunato.

Partiamo da Milano per ricordare l'importante esposizione ospitata da Palazzo Reale, dedicata alla rivoluzione della macchia, che fino al 14 giugno presenta a Milano per la prima volta una grande retrospettiva dedicata al movimento dei Macchiaioli. Sono presentate oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, per ricostruire l'avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento.

Di formazione macchiaiola è stato anche l'unico pittore italiano che possa fregiarsi a pieno titolo dell'attributo di impressionista. Parliamo di Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 - Parigi 1917), che è protagonista, nel suo particolare rapporto col francese Edgar Degas (Parigi 1834 - 1917) della splendida mostra allestita a Palazzo Roverella a Rovigo. Curata dalla storica dell'arte Francesca Dini, Zandomeneghi e Degas - Impressionismo tra Firenze e Parigi indaga il rapporto artistico e umano tra due protagonisti della stagione d'avanguardia della seconda metà dell'Ottocento, riportando l'attenzione sulla figura di Zandomeneghi, in dialogo con uno dei protagonisti più noti e amati del movimento pittorico che tanto ha inciso sul rinnovamento della pittura europea.

Ricordiamo che Zandomeneghi partecipò a quattro delle mostre impressioniste: nel 1879, 1880, 1881 e 1886, consolidando la sua integrazione nel gruppo. Eppure l'artista veneziano di nascita, ma toscano di formazione artistica, mantenne sempre una voce propria e la sua pittura conservò una grande attenzione al disegno e alla forma, eredità che lo accomunava a Degas. Per ascoltare le parole della curatrice che presenta questo importante progetto espositivo, invitiamo a guardare questo video.

Guarda e scopri la mostra

Iscriviti al nostro canale per non perdere i nuovi contenuti!

Ritroviamo Zandomeneghi anche a Pisa, in una mostra curata ancora da Francesca Dini. Ci riferiamo a Belle Époque - Pittori italiani a Parigi nell'età dell'Impressionismo, che è prevista in chiusura nelle sale di Palazzo Blu proprio dopo il weekend pasquale. 

L'esposizione esplora la nascita della modernità artistica ed europea attraverso i capolavori di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, protagonisti assoluti della scena parigina a cavallo tra Otto e Novecento. E insieme a loro altri grandi personalità riconosciute nel panorama artistico internazionale riferito a quel periodo, come Cassatt, Corcos, Degas, Pissarro, Renoir, Sargent, Sisley, e molti altri.

Lo fa attraverso circa 100 opere provenienti da prestigiosi musei internazionali e italiani - tra cui il Musée d'Orsay, il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, il Meadows Museum of Art di Dallas, il Detroit Institute of Arts, Museo d'arte moderna André Malraux di Le Havre, Palazzo Te di Mantova, le Gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca Giuseppe De Nittis di Barletta, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara - oltre che da collezioni private francesi e italiane.

Anche in questo caso il modo migliore per comprendere i contenuti della mostra è guardare il video dove la curatrice ci accompagna tra le diverse sezioni tematiche.

Guarda e scopri la mostra

Iscriviti al nostro canale per non perdere i nuovi contenuti!

Ma il capitolo dedicato all'Impressionismo si estende con altre cinque mostre, in diverse città italiane: Parma, Palermo, Udine, Roma e Treviso.

Partiamo da Parma, dove prosegue fino al 31 maggio Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard, allestita a Palazzo Tarasconi nel centro di Parma, organizzata nel centenario della morte del pittore francese Claude Monet (1840 - 1926). L'esposizione, curata dallo storico dell'arte Stefano Oliviero, presenta più di 70 opere di oltre 30 artisti, provenienti da collezioni private italiane e francesi, tra le quali spiccano due dipinti di Monet, figura cardine della rivoluzione artistica impressionista. 

A Palermo, Palazzo Reale ospita fino al 28 settembre la mostra Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia che esplora il movimento impressionista sin dalla sua nascita, presentando alcuni capolavori del patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, inedita in Sicilia e tra le più rappresentative del periodo, insieme ad opere provenienti dal MuMa di Le Havre e di collezionisti privati, che dialogano con il luogo simbolo della storia normanna nel Mediterraneo.

Monet, Il mare a Fecamp - proprieta MuMa

Monet, Il mare a Fecamp - proprietà MuMa

Il percorso racconta gli scambi, i confronti, le influenze, le affinità e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell'Ottocento che hanno contribuito alla fama della provincia normanna.

La mostra Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur è aperta al pubblico fino al 30 agosto ed è visibile presso Casa Cavazzini, Museo d'arte Moderna e Contemporanea a Udine. La mostra racconta i profondi cambiamenti dell'arte tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento attraverso cinque sezioni che esplorano Impressionismo, Post-Impressionismo, Cubismo, Astrazione e Surrealismo. Tra le opere esposte, alcuni capolavori di Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Wassily Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.

Fino al 3 maggio a Roma, il Museo dell'Ara Pacis espone una selezione straordinaria di
cinquantadue capolavori, dei grandi maestri dell'arte europea dal XIX al XX secolo, per la mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts

Allestimento mostra

Allestimento mostra - Impressionismo e Oltre, Ara Pacis, Ph. Monkeys Video Lab

Attraverso il dialogo tra luce e colore, natura e città, realtà e astrazione, la mostra ripercorre un arco temporale in cui la pittura europea mette in discussione i modelli accademici e, sperimentando nuove modalità di osservazione, apre la strada alle rivoluzioni artistiche del Novecento.

Al Museo Santa Caterina di Treviso continua fino al 10 maggio la mostra Da Picasso a Van Gogh. Storie di pittura dall'astrazione all'Impressionismo. Curata da Marco Goldin, l'esposizione presenta autentici capolavori, in un viaggio tra i pionieri dell'impressionismo Degas e Renoir, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso, passando per le innovazioni di Van Gogh e infine arrivando agli sperimentatori dell'arte tedesca, come Kandinsky e Beckmann.

Vincent van Gogh, Auvers, campi di grano con mietitore, 1890

Vincent van Gogh, Auvers, campi di grano con mietitore, 1890, olio su tela, cm 73,6 x 93. Toledo Museum of Art

Le opere in mostra provengono dal Toledo Museum of Art e vengono presentate eccezionalmente fuori sede per la prima volta: dopo questa occasione, non si potranno ammirare se non recandosi in Ohio.

Rothko a Firenze

Chiudiamo il nostro viaggio in giro per l'Italia, con una delle città d'arte più amate ed importanti. Basterebbe la ricchezza storica e artistica di Firenze, coi suoi preziosi musei permanenti, come la Galleria degli Uffizi e Galleria dell'Accademia, a richiamare molti turisti nel weekend pasquale, ma quest'anno c'è un motivo in più per programmare un soggiorno nel capoluogo toscano.

Fondazione Palazzo Strozzi presenta fino al 23 agosto una delle più grandi mostre mai dedicate al pittore statunitense Mark Rothko, indiscusso maestro dell'arte moderna. Rothko a Firenze è un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra Rothko e Firenze.

Con oltre 70 opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia, il percorso espositivo presenta cronologicamente l'intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell'Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere profondamente lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia.

Rothko a Firenze prosegue fuori da Palazzo Strozzi, al Museo di San Marco e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, i due luoghi che per Rothko furono fonte di ispirazione.

Guarda e scopri la mostra

Iscriviti al nostro canale per non perdere i nuovi contenuti!


Pubblicato il 02/04/2026 dalla Redazione

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Utilizziamo Sendinblue come nostra piattaforma di marketing. Cliccando qui sotto per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Sendinblue per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

Itinerarinellarte.it