Gonzalo Borondo lavora con tratto raffinato, in un declinarsi di bagliori, sfumature e contrappunti tonali che animano i suoi personaggi nel loro distendersi sulla tela con un puntuale equilibrio tra la leggerezza dei contorni e la proiezione sconfinata della prospettiva. E lo fa addentrandosi nelle facce nei corpi negli atteggiamenti dei suoi soggetti e nella sua pittura gremita di simboli e di colori. Ogni dipinto, allora, tenta di diventare un labirinto di immagini possibili che gli danno forza e libertà nella rappresentazione, fino a giungere nel clima di una luce quasi surreale, drammatica e raggiunta d'impeto, di grande turbamento. Le costruzioni architettoniche e di masse, l'armonia di vuoti e piani, il peso e l'equilibrio delle forme nello spazio, nel costante rigore grafico, testimoniano quanto l'artista sia anche in possesso di un maturo linguaggio plastico. All'origine delle sue forme c'è una scelta tenace di certi contenuti, una presa semplice, ma robusta, sulla struttura dei contenuti. Si addensano scene fantastiche ispirate soprattutto ai sogni, si tratta di visioni che Gonzalo Borondo rievoca attraverso il mondo soprannaturale di Francisco Goya ma anche attraverso la sua interiorità che sembra aver ritrovato nel passato relazioni con il mondo contemporaneo attraverso la memoria dei sensi. I tratti descritti sono resi con un uso attento e diligente della figura, il cui pennello scivola curando i dettagli, i particolari disegnativi, in cui sembra immergersi in una materia luminosa, e da uno sguardo introspettivo, curioso e meditativo.
La pittura di Gonzalo Borondo non insegue traduzioni realistiche ma trasposizioni del tutto poetiche approdando ad un'arte in bilico tra figurazione e astrattismo. Il suo percorso esprime una vocazione insopprimibile di comunicazione che realizza con lucida consapevolezza. Contemporaneamente alla sua attività primaria praticata con naturale vocazione si esprime anche attraverso il suo metodo che comprende il disegno, la scrittura, i film, le performance, la musica, il teatro e le pratiche collaborative. Nella sua opera è possibile trovare un tracciato politico, letterale e storico sempre visto nel vortice degli eventi e con distacco critico. La sua qualità espressiva apre a scenari onirici intrisi di enigmatici umori. Ma anche attraverso queste grandi masse di colore attraverso una matericità cromatica con impasti corposi che immergono lo spettatore in un affascinante scenario ed a proiezioni idilliache. Una analisi approfondita, consapevole, che l'artista trae come specchio della quotidianità dove prospetta una visione del mondo sospesa tra natura e cultura. Alla luce degli attuali conflitti provocati dal processo della globalizzazione, i nostri spazi vitali si sono trasformati in zone d'urgenza in cui affrontare problemi immediati come quelli dello sviluppo, della competizione e della sopravvivenza mentre quei sistemi sociali e urbani che si erano affermati vengono decostruiti e riorganizzati.
E' su questo sfondo che Gonzalo Borondo organizza il genere artistico contemporaneo come ideologia delle cose e degli avvenimenti filtrati sempre attraverso un'ottica critica e consapevole delle umane illusioni: non più una realtà fine a se stessa, ma la traduzione di sentimenti e di tormenti che scuotono l'anima. Protagonista della sua ricerca è sempre l'uomo: o solo, posto al confronto con la propria coscienza, o l'uomo che si incontra con altri uomini. L'artista desidera andare in profondità ed esplorare la condizione dell'umanità nel mondo. Esprime, così, lo sgomento dell'individuo di fronte all'enigma del destino che torna, un'impostazione pittorica sempre raffinata e preziosa che si conclude in un lirismo simbolista, che alle volte, proprio per la forza del segno sconfinano, anche in una visione di matrice espressionista.
21Gallery di Padova. La sede (via San Francesco, 34) è aperta da martedì a venerdì con orario 10.30-12.30 e 16.00-18.00 oppure su appuntamento.
Per informazioni: info@21gallery.it, twentyoneart.com. Ingresso gratuito.
Pubblicato il 29/11/2025
Antonio Castellana
Antonio Castellana, è critico d’arte, scrittore, curatore, conduttore televisivo, (presso Canale Italia) fondatore della Galleria d’arte on line “Arte Collezioni”. Laureato in Storia dell’Arte con una tesi su Giorgio De Chirico. Corrispondente de “La Gazzetta di Modena” e “Il Resto del Carlino”, collaboratore de “L’Indicatore Mirandolese”, della rivista Euroarte di Milano. Collabora con i siti artistici Pitturiamo, l’Archivio Monografico dell’Arte Italiana, Pittart, Galleria Milanese, Momarte, la Galleria DEM, l’Enciclopedia dell’Arte e con Orler TV su progetti artistici nazionali. Partecipa agli eventi proposti da Art Consulting il più grande centro di diffusione dell’arte italiana. Ha pubblicato più di 20 progetti editoriali, dando prova di una grande apertura verso artisti soprattutto emergenti e ricerche internazionali. Per cinque edizioni consecutive è stato Direttore Artistico della Biennale Nazionale di Pittura di Modena. Ha istituito il Premio d’Arte dedicato a Giovanni Pico della Mirandola in collaborazione con il Centro Internazionale di Cultura di Mirandola, ha fondato la corrente pittorica “Novarte” con lo storico dell’arte Tiziano Soldavini di Carpi (MO). A livello nazionale sono tantissime le critiche d’arte che ha scritto per molti artisti affermati italiani tra i quali Ghelli, Alinari, Pomodoro, Rapetti, Capogrossi, Schifano. E’ autore di tre volumi dedicati all’arte nonché di svariati saggi per riviste artistiche e culturali e per cataloghi di mostre. La sua lezione di arte contemporanea “Capire l’arte moderna” è stata presentata in numerosi spazi espositivi. Inoltre organizza moltissime mostre, collettive ed eventi artistici nel nord d'Italia con la partecipazione di artisti di tutta Italia. La sua attività scientifica si è orientata, prevalentemente, all'approfondimento della Metafisica e di altri movimenti sorti in Europa nella seconda parte del secolo XX; mentre in campo didattico e divulgativo ha preso in considerazione anche le manifestazioni più importanti dell'arte moderna e contemporanea. Curatore di cataloghi per spazi pubblici e per gallerie private, annovera anche partecipazioni a Comitati scientifici e a Convegni nazionali, così come contributi a mostre in istituzioni pubbliche. Ultime rassegne organizzate: “Stop al Femminicidio”, “Arte e Moda”, “I Top 200” “I Maestri del Colore”, “Biennale di Cremona”, “Triennale di Venezia”, a novembre 2025 “Triennale di Milano”. Inoltre Antonio Castellana introduce artisti di talento, anche sconosciuti, nel panorama artistico italiano.
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