Parliamo di Franco Onali, un pittore romano rimasto volutamente ai margini del sistema, Julian Beck, attore, regista e artista newyorkese qui presentano nel ruolo meno noto di pittore, e di un maestro cinese presente alla Biennale. A chiudere, le sculture di Maria Cristina Carlini nel cortile e nel giardino di Palazzo Reale a Milano.
1. La Collezione Bevilacqua La Masa presenta le sue nuove acquisizioni
Quando: 9 aprile – 16 agosto 2026
Luogo: Venezia, Sala del Camino – Complesso SS. Cosma e Damiano, Giudecca
La Fondazione Bevilacqua La Masa, una delle istituzioni italiane più longeve dedicate all'arte contemporanea (è stata fondata nel 1898 per volontà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa) presenta alla Sala del Camino ai SS. Cosma e Damiano L'una nell'altra, mostra a cura di Giovanni Giacomo Paolin che riunisce una serie di opere recentemente acquisite dalla collezione dell'istituzione. L'appuntamento si inserisce nel progetto Time after Time di Stefano Coletto, dedicato al sostegno e alla valorizzazione degli artisti che hanno attraversato il programma storico degli Atelier BLM, sostenuto dal PAC 2025 e da Cantica21.
Il filo che attraversa le opere in mostra è il rapporto con Venezia: tutti gli artisti coinvolti hanno vissuto la città attraverso gli Atelier, non come sfondo ma come luogo di formazione. I lavori coprono un arco ampio di linguaggi e materiali, tra installazione, pittura, video, fotografia e scultura, accomunati da una riflessione sulla trasformazione, sulla fragilità e sull'idea di traccia. Tra le opere: Calante di Caterina Erica Shanta sul tema dell'erosione costiera; FENOMENO (Smiley) di Davide Sgambaro, intervento luminoso immersivo; Sposare la notte – Controcartolina Venezia di Olmo G. Stuppia, su una Venezia marginale e notturna; la video-performance A volte è strana la vita (Marcia funebre neomelodica) di Giuseppe Di Liberto; Momentum di Fabio Roncato e Cratere di Caterina Morigi, entrambe centrate sui processi di trasformazione della materia. Scopri di più.
2. Il Lirismo Indifeso di Franco Onali a Palazzo Merulana
Quando: 9 luglio – 27 settembre 2026
Luogo: Roma, Palazzo Merulana

Un'opera di Franco Onali
Da Venezia a Roma, e da una mostra collettiva di giovani artisti a una rilettura critica di un pittore che ha scelto deliberatamente di restare fuori dai circuiti. Franco Onali (Roma, 1932) ha esposto a New York, Las Vegas, Stoccolma, Lugano e Buenos Aires, ma ha sempre fatto circolare il proprio lavoro quasi esclusivamente attraverso relazioni personali, tenendo il proprio studio in Valtiberina. Palazzo Merulana gli dedica una mostra a cura di Jacopo Bucciantini, con una selezione di circa venticinque dipinti e materiali audiovisivi che ripercorrono oltre cinquant'anni di attività.
Il titolo, Lirismo Indifeso, riprende una definizione del critico Dario Micacchi, che coglie con precisione il carattere della pittura di Onali: opere che non si presentano come sistemi chiusi o concettualmente dimostrativi, ma come organismi poetici aperti in cui il significato emerge attraverso l'osservazione. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Roma e poi a Firenze, Onali ha frequentato Mario Mafai e stretto amicizia con Mario Marenco e Gianni Boncompagni a Stoccolma, dove negli anni Cinquanta lavorò come designer. I critici hanno oscillato nel collocarlo, tra l'eredità della Scuola Romana e il post-cubismo, senza riuscire a inquadrarlo, il che dice già qualcosa sulla sua autonomia. La collocazione a Palazzo Merulana non è casuale: Gino Severini, figura centrale delle avanguardie storiche che stimò il lavoro di Onali, è presente nella collezione permanente del museo. Scopri di più.
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3. Julian Beck. Il cofondatore del Living Theatre protagonista a Roma
Quando: 10 luglio – 14 novembre 2026
Luogo: Roma, RIPENSE

Fotografia Spettacolo The Yellow Methuselah, New York 1982. Fotografia Gianfranco Mantegna | © Archivio Living Theatre Fondazione Morra, Napoli
Ancora Roma, ancora una figura poco nota al grande pubblico nel ruolo che questa mostra intende raccontare. Julian Beck (New York, 1925–1985) è conosciuto come cofondatore, insieme a Judith Malina, del Living Theatre; meno nota è la sua attività di pittore, che questa mostra ricostruisce per la prima volta in modo storicizzato. LIVING!, a cura di Lorenzo Mango, inaugura il nuovo spazio espositivo RIPENSE dell'Accademia Nazionale di San Luca, un ex deposito industriale di circa 400 metri quadrati con soffitti alti e travi d'acciaio a vista, adiacente al Lungotevere Ripa.
Giovanissimo, nel 1943 Beck lasciò Yale per dipingere a New York. Nel 1945 espose all'Autumn Salon della galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim accanto a Pollock, Rothko, Motherwell e Baziotes, nel pieno clima dell'Espressionismo astratto. Per oltre un decennio la pittura fu il suo laboratorio: stratificazioni di segno e colore, campiture vibranti, collage di cartoline, etichette e frammenti di stampa, nella ricerca di quella che lui chiamava la «crudezza del mondo». Nel 1958 abbandonò la tela per dedicarsi al teatro, ma non si trattò di una frattura: le tensioni formali della pittura migrarono nella scena, nel corpo, nel gesto.
La mostra presenta circa 40 opere tra dipinti e disegni del periodo 1944–1958, affiancate da fotografie, manifesti, bozzetti, costumi, materiali d'archivio e video, tutti provenienti dall'Archivio Living Theatre della Fondazione Morra di Napoli. Il catalogo include un'intervista inedita a Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre 1984. Scopri di più.
4. Youju Liu a Palazzo Donà dalle Rose
Quando: 10 luglio – 8 agosto 2026
Luogo: Venezia, Palazzo Donà dalle Rose – Galleria dei Dogi

Youju Liu. Fading Clamor, 150x150cm
Si torna a Venezia per una mostra che si inserisce nel contesto della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale. Il pittore cinese Youju Liu (Jiexi, Guangdong, 1955) partecipa al Padiglione Nazionale della Repubblica della Guinea Equatoriale a Palazzo Donà dalle Rose, e negli stessi spazi la Galleria dei Dogi ospita Origin, mostra personale a cura di Anna Balzani, con quindici dipinti che approfondiscono il rapporto tra essere umano e natura.
Liu lavora con inchiostro di china e colori acrilici su carta di riso e tela, con un linguaggio che affonda le radici nella tradizione taoista e nella calligrafia, ma dialoga con l'Impressionismo e con l'Astrattismo occidentale. I suoi paesaggi - boschi, alberi, laghi, montagne - non sono descrittivi ma evocativi: la foresta diventa spazio simbolico in cui visibile e invisibile si incontrano, il silenzio smette di essere assenza e diventa linguaggio. Le sue opere sono entrate nelle collezioni del British Museum, del Centre Pompidou e del Parlamento britannico; nel 2025 ha tenuto una personale alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Scopri di più.
5. Maria Cristina Carlini e le Materie viventi
Quando: 10 luglio – 30 agosto /2026
Luogo: Milano, Palazzo Reale

Maria Cristina Carlini Filemone e Bauci, 2021 legno di recupero, oro, ferro, 2 elementi, 183x⌀104 cm, base ⌀71 cm, 204x⌀125 cm, base 80×50 cm (dettaglio) © Mimmo Capursoe
L'attenzione alla natura come spazio simbolico e spirituale che attraversa la pittura di Youju Liu può essere ricercata nel corrispettivo scultoreo nel lavoro di Maria Cristina Carlini, con cui si chiude questa Settimana. Materie viventi, a cura di Marco Eugenio Di Giandomenico, allestita nel Cortile d'Onore e nel Giardino di Palazzo Reale a Milano dal 10 luglio al 30 agosto, presenta due sculture monumentali in dialogo con l'architettura e con gli spazi aperti del palazzo. La mostra è realizzata nell'ambito di SUART 2026, convegno internazionale sulla sostenibilità dell'arte.
Carlini lavora da oltre cinquant'anni con materiali naturali o di recupero, come ferro, acciaio corten, legno e carta, trattati come organismi viventi portatori di memoria. Nel Cortile d'Onore è installato Bosco (2012): diciannove elementi in ferro disposti a spirale, una comunità vegetale evocata attraverso verticalità e intervalli, non descritta. Nel Giardino, Filemone e Bauci (2021) accosta legno di recupero, ferro e oro (il titolo rimanda al mito ovidiano di accoglienza e fedeltà) mettendo in tensione fragilità e durata, materia consumata dal tempo e luce simbolica. Le superfici lignee segnate dal loro passato dialogano con l'intervento metallico in un confronto diretto con l'idea di trasformazione come possibilità, prima che come perdita. Scopri di più.
Pubblicato il 14/07/2026dalla Redazione
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