Installazioni immersive, ambienti sonori, scultura e immagini in movimento diventano strumenti per riflettere su memoria, crisi ecologica, relazioni tra essere umano e ambiente. Dai paesaggi ibridi di Leandro Erlich alle ricerche audiovisive di As Above, So Below, fino alle installazioni di Nalini Malani, Ronald Ventura e Lee Ufan, le mostre veneziane ci presentano una lettura contemporanea di dialogo tra materia, percezione individuale e dimensione collettiva.
1. Leandro Erlich. Hybrids
Quando: 9 maggio - 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, Negozio Olivetti
Negli spazi del Negozio Olivetti progettato da Carlo Scarpa, Leandro Erlich presenta Hybrids, mostra curata da Marcello Dantas e realizzata come Evento Collaterale della Biennale Arte 2026. Il progetto riunisce circa venti sculture, tra opere recenti e nuove produzioni, costruite attorno all’idea di organismi ibridi in cui elementi naturali, architettonici e antropomorfi si fondono.
Artista argentino nato nel 1973, Erlich è noto per lavori che mettono in discussione la percezione dello spazio e della realtà attraverso illusioni visive e interventi ambientali. In questa occasione concentra la sua ricerca sulla trasformazione delle forme e sui rapporti tra natura, artificio e sviluppo urbano.

Leandro Erlich. Hybrids al Negozio Olivetti, Foto di Luca Chiaudano (C) FAI 2026
Tra le opere esposte, Papillon trasforma le ali di una farfalla in orecchie, mentre Caracol – The pace of evolution unisce cervello e lumaca in una riflessione sui tempi dell’evoluzione. In Chou un cavolo assume caratteri architettonici, e in White Coral la crescita dei coralli viene associata alla morfologia delle metropoli contemporanee.
Il percorso alterna bronzo, marmo, vetro, ceramica, resina e tessuto, con lavori come Pixel Tree, dove l’albero sembra scomporsi in elementi digitali, e Maison Fond, che immagina un’architettura in dissoluzione. Accanto alle sculture compaiono anche fotografie e opere tessili che ampliano l’indagine sulle relazioni tra corpo, ambiente e costruzione dello spazio.
La scelta del Negozio Olivetti rafforza il dialogo tra arte, architettura e design che attraversa la mostra. Lo spazio progettato da Carlo Scarpa per Olivetti nasceva infatti come showroom aziendale, ma rifletteva anche l’idea dell’impresa come luogo di sperimentazione culturale oltre che tecnologica. Scopri di più.
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2. As Above, So Below
Quando: 9 maggio - 8 giugno 2026
Luogo: Venezia, Fabbrica H3 – ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Seeing Echoes In the Mind of the Whale by Marshmallow Laser Feast
Il rapporto tra ecosistemi, tecnologia e ambiente è al centro anche di As Above, So Below, progetto collettivo promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca. Curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene, la mostra riunisce sette artisti e collettivi internazionali attraverso installazioni immersive, opere sonore, video e intelligenza artificiale.
Il titolo riprende il principio ermetico della corrispondenza tra ciò che accade “in alto” e “in basso”, trasformando l’oceano in un dispositivo di lettura delle trasformazioni climatiche e ambientali contemporanee. L’architettura dell’ex chiesa viene attivata come ambiente immersivo attraverso luce, suono e sistemi computazionali.
Tra i lavori principali, Marshmallow Laser Feast presenta Seeing Echoes in the Mind of the Whale, installazione audiovisiva costruita a partire da vocalizzazioni di cetacei e ricerche bioacustiche. Antoine Bertin sviluppa invece Fish String Theory, opera sonora nata dallo studio dei paesaggi acustici della laguna veneziana e dei suoni prodotti dal pesce pietra mediterraneo.
Yoko Shimizu lavora sui fenomeni della bioluminescenza e sul plancton come indicatore della fragilità ecologica, mentre Almagul Menlibayeva e Suad Gara affrontano il collasso ambientale del Mar Caspio con l’installazione multimediale Water Older Than the Sun (Caspian) e il documentario Requiem for the Caspian.
Le nuove commissioni di Andrea Crespi, Orkhan Mammadov ed Elnara Nasirli estendono ulteriormente il dialogo tra dati naturali, sistemi biologici e percezione sensoriale. La mostra è pensata anche come piattaforma di ricerca, con talk, podcast e residenze che coinvolgono artisti, ricercatori e studiosi impegnati sui temi della biodiversità e della sostenibilità marina. Scopri di più.
3. Nalini Malani. Of Woman Born
Quando: 9 maggio 2026 - 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, Magazzini del Sale

Installation Images - Nalini Malani, Of Woman Born, 2026 9 channel iPad Animation Chamber, sound, dimensions variable Collection - Kiran Nadar Museum of Art © Nalini Malani
Ai Magazzini del Sale, Nalini Malani realizza una grande installazione site-specific che trasforma gli ambienti veneziani in una “camera della memoria” composta da proiezioni, suoni e immagini in movimento. Of Woman Born, curata da Roobina Karode e presentata dal Kiran Nadar Museum of Art, prosegue la serie Animation Chamber sviluppata dall’artista dal 2017.
Nata nel 1946 a Karachi e cresciuta in India dopo la Partizione, Malani è una delle figure centrali dell’arte contemporanea asiatica. La sua ricerca attraversa pittura, teatro d’ombre, video, animazione e installazione, affrontando da decenni temi legati alla violenza politica, alla memoria storica e alla condizione femminile.
La mostra veneziana prende spunto dal mito di Oreste e Clitennestra per riflettere sui rapporti tra patriarcato, conflitti contemporanei e responsabilità collettiva. Nove canali di proiezione costruiscono un ambiente immersivo in cui figure mitologiche, testi, silhouettes e disegni si sovrappongono senza sviluppare una narrazione lineare.
Le 67 animazioni presentate in mostra derivano da oltre 33.000 disegni realizzati su iPad direttamente con le dita dall’artista. Le immagini vengono proiettate sulle pareti salinizzate dei Magazzini del Sale, creando un flusso continuo in cui il disegno assume un carattere organico e mutevole.
Ricorre anche la figura della Skipping Girl, presenza simbolica già apparsa in altri lavori di Malani, qui utilizzata come elemento di collegamento tra la città e la mostra attraverso poster e segnaletica diffusi nello spazio urbano veneziano. L’intervento si completa con workshop e programmi pubblici dedicati alla pratica dell’artista e ai temi affrontati dall’installazione. Scopri di più.
4. Ronald Ventura. Luna
Quando: 9 maggio 2026 - 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, Docks Cantieri Cucchini

Ronald Ventura. Luna - foto allestimento
Acqua, memoria e vulnerabilità ambientale ritornano anche nella mostra Luna di Ronald Ventura, Evento Collaterale della Biennale Arte 2026 ospitato ai Docks Cantieri Cucchini. Curata da Ruel Caasi e promossa da MUSE Science Museum Trento e Castel Belasi, l’esposizione mette in relazione Venezia con Malabon, città filippina segnata da una costante esposizione alle maree.
Ronald Ventura, nato a Manila nel 1973, è tra gli artisti più riconosciuti del Sud-est asiatico. Il suo lavoro combina pittura, scultura, installazione e cultura pop attraverso una stratificazione di riferimenti che spaziano dal fumetto alla storia dell’arte occidentale.
Per Venezia realizza un corpus di nuove opere che comprende dipinti, disegni a carboncino, sculture in resina, vetri di Murano e installazioni video. La luna diventa il fulcro simbolico dell’intero progetto: elemento che regola le maree e collega idealmente le due città accomunate da una relazione fragile con l’acqua.
L’ex cantiere navale viene trasformato in un ambiente immersivo in cui materiali, immagini e riferimenti culturali differenti convivono all’interno di una narrazione stratificata. Il fotorealismo si alterna a elementi grafici e figurativi più vicini all’animazione e al linguaggio pop, caratteristica ricorrente nella ricerca dell’artista.
La mostra affronta temi legati alla crisi climatica e alla trasformazione degli ecosistemi acquatici, mantenendo però una forte attenzione alle storie locali e alle identità culturali delle Filippine. Il progetto è accompagnato da incontri pubblici e da una masterclass collegata al programma “We Are the Flood” promosso dal MUSE. Scopri di più.
5. Lee Ufan
Quando: 9 maggio 2026 - 22 novembre 2026
Luogo: Venezia, SMAC Venice – Procuratie

Lee Ufan Relatum (formerly Iron Field), 1969/2019. Photo by Bill Jacobson Studio, New York. © Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris. Courtesy Dia Art Foundation, New York
Alle Procuratie di Piazza San Marco, SMAC Venice ospita una grande personale dedicata a Lee Ufan, curata da Jessica Morgan per Dia Art Foundation. La mostra attraversa oltre sette decenni di attività dell’artista coreano, tra dipinti storici, lavori recenti e una nuova installazione site-specific.
Nato nel 1936 in Corea del Sud e attivo tra Giappone ed Europa, Lee Ufan è una figura centrale della Mono-ha giapponese e del movimento coreano Dansaekhwa. La sua pratica indaga da tempo il rapporto tra gesto, materia, spazio e tempo attraverso interventi essenziali costruiti su equilibrio, vuoto e tensione.
Il percorso si sviluppa nelle otto sale di SMAC Venice e mette in evidenza il dialogo costante tra le opere e l’architettura. Tele monocromatiche, superfici segnate da pochi gesti pittorici e installazioni che combinano materiali naturali e industriali mostrano la continuità della sua ricerca filosofica e visiva.
La mostra veneziana coincide con il novantesimo compleanno dell’artista e con un ulteriore progetto espositivo organizzato da Dia Beacon a New York. In entrambe le sedi emerge il carattere relazionale del suo lavoro, costruito attorno all’interazione tra presenza materiale, spazio circostante e percezione dello spettatore.
Accanto all’attività artistica, Lee Ufan ha avuto anche un ruolo importante come teorico e critico culturale. Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi testi e sviluppato una riflessione sulla materia e sulla relazione tra uomo e ambiente che continua a influenzare artisti e pratiche contemporanee. Scopri di più.
Pubblicato il 12/05/2026 dalla Redazione
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