MAGAZINE · Mostre diffuse

Toscana da scoprire: dove la Scultura regala al Paesaggio una nuova prospettiva

Una mostra diffusa nella Maremma livornese e pisana, con opere dello scultore Giuseppe Bergomi, è l'occasione per riscoprire gli splendidi paesaggi che caratterizzano quel tratto di costa tirrenica e il primo entroterra come scenario ideale anche per progetti espositivi temporanei e permanenti di arte e scultura contemporanea.
di Antonio Giuliani

Castagneto Carducci - G.Bergomi, Cronografia di un corpo, 2012, bronzo acciaio inox smalto 266x300x100cm, collezione privata

Da Castagneto Carducci e Bolgheri fino a Volterra, passando per Casale Marittimo, e spingendosi a sud, nella Maremma grossetana, a Capalbio, sono numerosi i luoghi che quest'estate offrono un'occasione unica per scoprire la bellezza di un territorio tra i più affascinanti e amati dai turisti di tutto il mondo. A rendere questi paesaggi - dove mare, terra e cielo si fondono in un'armonia senza tempo - ancora più sorprendenti è il dialogo con la scultura del secondo Novecento e contemporanea, capace di intrecciarsi con la natura e l'architettura dei borghi e di arricchirla con nuove prospettive.

Il nostro viaggio comincia dunque tra Castagneto Carducci, Bolgheri e Casale Marittimo, in occasione della nuova mostra diffusa, visitabile fino al prossimo 3 novembre, di sculture dell'artista Giuseppe Bergomi, per poi spingerci di qualche chilometro ancora verso l'interno fino a Volterra, per ammirare le sculture permanenti di Mauro Staccioli, qui nato nel 1937. Spingendoci poi verso il confine laziale nella Maremma grossetana, ritroviamo ancora l'opera di Staccioli a Capalbio, dove non si può non ricordare anche l'opera monumentale dell'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, il famosissimo Giardino dei Tarocchi.

Arte diffusa sulla costa toscana. Le sculture di Giuseppe Bergomi

Opera di Giuseppe Bergomi

Casale Marittimo - una scultura di Giuseppe Bergomi

Dal 10 luglio al 3 novembre 2025 un progetto di arte diffusa ideato e curato da Paola Maria Formenti rende omaggio allo scultore Giuseppe Bergomi (Brescia, 1953), allestendo una selezione di 16 opere dell'artista bresciano, tra cui tre nuove opere site–specific realizzate dall'artista appositamente per questa occasione. Le sue creazioni hanno una grande familiarità con la scultura della tradizione classica, seppure riletta alla luce di un atteggiamento del tutto contemporaneo e dialogano in modo naturale con il paesaggio e la storia di questo territorio.

L'iniziativa nasce con lo scopo preciso di rafforzare il legame culturale tra comunità e territorio, attraverso un dialogo tra arte, storia, natura e architettura, in un luogo già celebrato nella letteratura – da Dante alle memorie carducciane – che più recentemente beneficia anche dei successi della viticoltura, con prodotti affermatisi a livello internazionale, attraendo per questo un numero ancor maggiore di turisti.

Arte Diffusa sulla costa toscana si articola in un itinerario che tocca luoghi simbolici dei tre borghi, trasformando spazi pubblici in luoghi di contemplazione e dialogo. Le opere di Giuseppe Bergomi, scelte per la loro coerenza poetica e formale, si integrano armoniosamente con il paesaggio e l'architettura locale.

Castagneto Carducci... leggi il resto dell'articolo»

Castagneto Carducci, Crediti Fotografici Comunità d'ambito turistico Costa degli Etruschi

A Castagneto Carducci, comune della costa etrusca, sono sei le opere outdoor visibili camminando tra le vie del borgo, a Bolgheri, nel piccolo borgo medioevale famoso per il suo viale dei cipressi, si trova una delle nuove opere site-specific, Stele con annunciazione (acciaio corten e bronzo), mentre a Casale Marittimo, borgo medioevale che domina la Val di Cecina e offre viste mozzafiato sull'Arcipelago Toscano, tra piccoli slarghi e le minuscole vie, troviamo le sculture adiacenti la Canonica, Ilaria e Valentina e Cubo con figure (vedi immagine sopra), e giunti all'Oratorio di San Sebastiano si incontra Colazione a letto, opera del 2024, raffigurante l'artista, la moglie, le figlie e le nipoti, un omaggio a tre generazioni della sua famiglia.

Colazione a Letto, Giuseppe Bergomi

Casale Marittimo - Giuseppe Bergomi, Colazione a letto (dettaglio)

Verso Volterra: le sculture e il Museo Mauro Staccioli

Da Casale Marittimo, spostandosi verso l'interno di una trentina di chilometri attraverso il caratteristico paesaggio collinare toscano, arriviamo a Volterra, città situata su un'altura a oltre 500 metri s.l.m. tra le valli dell'Era e del Cecina. Fondata dagli Etruschi con il nome di Velathri, fu una delle dodici lucumonie della Dodecapoli etrusca e conserva ancora oggi tratti ben visibili delle sue origini, tra cui le poderose mura e la celebre Porta all'Arco. 

Pochi chilometri prima di giungere alle mura della città, è impossibile non notare e rimanere catturati dalle immense le sculture dell'artista volterrano Mauro Staccioli, forme geometriche che ben si fondono, nel contempo esaltandolo, al dolce paesaggio della zona. Le sculture monumentali di Mauro Staccioli assumono un aspetto poetico, un tributo dell'artista alla terra che lo ha visto nascere, un dono ai visitatori, soli davanti a queste grandi forme, in contemplazione del paesaggio circostante attraverso i grandi cerchi.

Mauro Staccioli, una sua scultura installata vicino a Volterra

Scultura Mauro Staccioli nelle campagne circostanti Volterra - Foto © Itinerarinellarte.it

L'artista, scomparso a Milano all'inizio del 2018, si è servito di forme essenziali e geometriche - cerchi, anelli, archi, piramidi, triangoli - realizzate spesso in cemento o acciaio corten, per esprimere un forte valore comunicativo universale. Le sue opere non sono state realizzate con intento celebrativo, quanto piuttosto interrogativo: pongono domande sul contesto, sul tempo, sull'agire umano. Sono "segni" nel paesaggio, capaci di sollevare interrogativi su memoria, identità e trasformazione.

Le opere oggi visibili a Volterra sono state installate nel 2009, quando la città dedicò una grande mostra all'artista nato nella città toscana nel 1937, esponendo 20 grandi installazioni-sculture, concepite appositamente per l'evento e ambientate nel paesaggio. Dieci di quelle sculture sono rimaste in forma permanente andando a creare una sorta di museo a cielo aperto, e sono state oggetto di restauro dall'autunno del 2022 a gennaio 2023.

A volterra oggi si trova anche il Museo Archivio Mauro Staccioli, inaugurato all'inizio del 2024 negli ambienti dell'Ex-Oratorio del Crocifisso, all'interno del complesso del Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena. 

Verso Capalbio: Staccioli e Niki de Saint Phalle

Ci spostiamo ora verso sud, nella Maremma Grossetana, in prossimità del confine col Lazio, nel comune di Capalbio. L'opera Mauro Staccioli è arrivata anche qui, nella "Valle d'Oro" in località Giardino (Capalbio), con un lavoro realizzato nel 2004, Senza Titolo (Prospettiva Cielo), che, grazie all'iniziativa di Hypermaremma, nell'estate del 2024 ha trovato collocazione e nuova luce in questo luogo. 

Si tratta di un'imponente installazione in acciaio cor-ten, costituita da tre elementi piramidali, alti nove metri e disposti circolarmente in posizione equidistante, che oggi si stagliano sul paesaggio maremmano con la nettezza delle forme che contraddistinguono il lavoro di Mauro Staccioli, imperniato sull'idea di arte come dispositivo capace di generare un segno critico, di interagire e modificare la percezione del luogo, stimolando una riflessione sul suo significato.

Mauro Staccioli, Prospettiva Cielo

Mauro Staccioli, Senza Titolo (Prospettiva Cielo) - Courtesy Hypermaremma e Archivio Mauro Staccioli

Un altro splendido esempio di scultura come "segno intelligente", capace di dialogare con il contesto e di stimolare un'interazione tra uomo, ambiente e tempo, che ci pone di fronte a una tensione poetica verso l'infinito, con una perfetta sintesi tra estetica e significato, e ci invita a riflettere sulla temporaneità dell'esperienza: l'opera resta, ma cambia il modo in cui viene vissuta, vista e abitata nel tempo.

La località di Capalbio è indissolubilmente legata anche ad un altro e ancor più monumentale esempio di relazione tra scultura e territorio. Qui, tra il 1979 e il 1996, la grande artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle ha realizzato uno dei suoi massimi capolavori, e straordinario esempio di parco artistico interamente frutto della visione personale di un solo artista. 

Il Giardino dei Tarocchi

Niki de Saint Phalle, Giardino dei Tarocchi - foto Itinerarinellarte.it

Ci riferiamo chiaramente al Giardino dei Tarocchi, progetto completamente autofinanziato per un costo di circa 10 miliardi di lire, dove appare evidente l'influenza dell'estetica modernista di Antoni Gaudí, in particolare il suo approccio all'architettura e ai parchi.

Ogni scultura raffigura un Arcano Maggiore dei tarocchi, interpretato da Niki con forme monumentali, cromatismi vivaci e materiali riflettenti (ceramiche, vetri, specchi), ispirandosi anche ad artisti come Matisse, Picasso, Kandinskij e Klee. L'intento è creare una narrazione esoterica e femminista, che invita a un percorso iniziatico.

Tra le opere principali troviamo:

L'Imperatrice – la Sfinge abitabile
Simbolo di femminilità, creatività e maternità, l'Imperatrice è una gigantesca figura ricoperta di ceramiche e specchi. Al suo interno si trova una vera abitazione, inclusi cucina, soggiorno, camera e bagno – che vissero Niki e il marito Jean Tinguely durante la realizzazione del giardino.

L'Imperatore – il castello del maschile
Una struttura architettonica complessa, in stile Gaudì, che rappresenta il potere, la virilità e le ambizioni del maschile. Presenta un cortile circondato da mosaici e un razzo rosso simbolo di aspirazione e forza.

La Torre – caduta e trasformazione
Coperta di specchi, con la "Torre di Babele" culminante in un'installazione meccanica di Tinguely ("fulmine-macchina-ferraglia"), rappresenta la crisi, la disillusione, la caduta – ma anche la rinascita possibile attraverso la rottura delle strutture mentali.

La Papessa & il Mago – inizio del percorso
Collocati nella piazza centrale, aprono il percorso iniziatico. La Papessa, con una cascata d'acqua, rappresenta sapienza e intuizione, mentre il Mago introduce al potere dell'azione e della trasformazione interiore.

La Ruota della Fortuna
Fontana meccanica all'interno della piazza, simbolo del ciclo della vita, dell'alternarsi di alti e bassi. L'acqua sgorga dalla Papessa, attraversa la ruota e ricade nella piscina, unendo mito e meccanica .

La Giustizia
Una figura femminile speculare in bianco e nero, con una bilancia fatta di seni e una struttura mobile al suo interno. Simboleggia equilibrio e complexitas, ricordandoci che la giustizia è sempre sfumata.

La Forza
Rappresentata da una donna che domina un drago, la scultura incarna la lotta interiore e il superamento di traumi. Un'opera potente che riflette il percorso personale di Niki.

Il Mondo
Ultima carta del mazzo, esprime completezza, armonia e introspezione – un simbolo della realizzazione del viaggio interiore, impreziosito da una struttura che sorregge e rispecchia il visitatore.

L'Eremita e altri
Sculture più discrete come l'Eremita (saggezza interiore) e Innamorati, Profeta, Diavolo, Morte, presenti in aree nascoste, completano il percorso fuori da una logica lineare, invitando alla scandaglio e all'esplorazione personale.

Giardino dei Tarocchi - La Stella

Niki de Saint Phalle, Giardino dei Tarocchi, La Stella - foto Itinerarinellarte.it

Il Parco è visitabile dal primo aprile fino al 25 ottobre, dalle ore 14:30 alle ore 19:30. Solo la prenotazione online garantisce l'ingresso al museo (https://ilgiardinodeitarocchi.it/).

E per chi non conoscesse a fondo l'opera di Niki de Saint Phalle, ecco il nostro video racconto della grande mostra con cui il Mudec di Milano ha celebrato l'artista nel 2024.

Guarda e scopri la mostra

Iscriviti al nostro canale per non perdere i nuovi contenuti!


Pubblicato il 17/07/2025

Co-fondatore e attuale editore di Itinerarinellarte.it, oltre che ideatore e editore di Itinerarinelgusto.it, appassionato e collezionista di arte contemporanea, in qualità di fisico si è occupato di indagini micro-climatiche per la conservazione di manufatti artistici ed è tra gli autori di "La tomba di San Pietro: restauro e illuminazione della Necropoli Vaticana". edito da Electa. Dal 2017 coordina l'attività editoriale di questo magazine online e scrive di mostre d'arte moderna e contemporanea e di turismo dell'arte.

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Utilizziamo Sendinblue come nostra piattaforma di marketing. Cliccando qui sotto per inviare questo modulo, sei consapevole e accetti che le informazioni che hai fornito verranno trasferite a Sendinblue per il trattamento conformemente alle loro condizioni d'uso

Itinerarinellarte.it