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Triennale Milano presenta il II volume del terzo tomo del Catalogo generale di Alighiero Boetti

Mercoledì 1 febbraio 2023 alle 18.30 Triennale Milano presenta il secondo volume del terzo tomo del Catalogo generale di Alighiero Boetti.
Copertine 1984, Courtesy Archivio Alighiero Boetti

Oltre ad Agata Boetti, e all’insieme dello staff dell’Archivio Alighiero Boetti, interverranno alla presentazione Laura Cherubini, critica, curatrice e professoressa presso l’Università di Brera, Francesco Guzzetti, ricercatore e professore presso l’Università di Firenze, Gianni Michelagnoli, mercante storico e grande amico di Boetti, Francesco Stocchi, critico d’arte e curatore presso il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e Fosco Valentini, artista e assistente di Alighiero Boetti durante gli anni Ottanta.

Il lavoro di catalogazione, intrapreso dall’Archivio Alighiero Boetti con la casa editrice Electa, prosegue con la seconda parte del terzo tomo relativo agli anni 1980 - 1987. Comprende le numerose opere su carta sia delegate che realizzate da Boetti, la produzione dei piccoli ricami, gli aerei realizzati con tecniche miste, le edizioni e i re-made, ovvero le riprese di opere concettuali e di Arte Povera.

Il lavoro progressivo di studio e catalogazione dell’opera di Boetti consente di accrescere la conoscenza, di integrare gli aggiornamenti, di ampliare l’analisi del contesto storico-artistico e di restituire, a completamento della pubblicazione - che comprenderà un ultimo e quarto tomo - l’interezza e la complessità della produzione dell’artista.

I Partner Istituzionali Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano e il Technical Partner ATM sostengono Triennale Milano anche per questo evento.

Alighiero Boetti (Torino, 1940 - Roma, 1994) è stato uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Si avvicina all’arte da autodidatta, coltivando numerosi interessi a cui si dedicherà nel corso della vita: dalla musica alla matematica, dalla filosofia all’esoterismo. Germano Celant lo include nella prima mostra del movimento Arte Povera presso La Bertesca di Genova nel settembre del 1967. Nei primi anni realizza sculture povere con materiali industriali, come eternit, ferro, legno e vernici a smalto. Nel 1971 compie un viaggio in Afghanistan e dà inizio al celebre progetto delle Mappe, una serie di arazzi che rappresentano il planisfero politico e che documentano, nel corso degli anni, gli spostamenti dei confini nazionali. Intessute per lui da un gruppo di donne afghane, le mappe sono per Boetti anche un motivo di riflessione sulla delega del lavoro manuale da parte dell’artista. Nel 1972 la sua arte subisce una svolta concettuale: l’artista comincia a firmarsi “Alighiero e Boetti”. Quella “e” tra il nome e il cognome diventa manifesto dello scambio dialettico tra le due metà di se stesso: l’uomo e l’artista. Boetti è affascinato dai sistemi concettuali utilizzati dall’umanità per organizzare le proprie conoscenze e quantificare fenomeni non quantificabili. Molti dei suoi lavori, realizzati con i media più diversi (penna su carta intelata, cartoline, francobolli, tessuti), seguono precise regole del gioco e assumono spesso la forma di estenuanti esercizi di ripetizione di figure o simboli, basati su ritmi musicali o matematici. Incluso nella mostra capitale di Harald Szeemann When attitudes become form (1969), è stato sei volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale premiata nell’edizione del 1990 e un omaggio postumo nel 2001.

Ingresso libero previa registrazione al seguente link.

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Itinerarinellarte.it