Nelle stanze l'ombra delle nuvole

  • Quando:   dal  12/11/2016  al  30/11/2016
  • evento concluso

Arte contemporanea‎

Nelle stanze l'ombra delle nuvole

Onirica suggestione che prende spunto dal reale, magia che nasce dalla semplicità delle cose vere, tangibili: questa la sostanza dell’iperrealistica pittura di Marco Martelli (Firenze 1968), artista capace di trasformare con pochi tratti l’essenza di ciò che ci circonda, di elevare a sogno quello che quotidianamente si offre al nostro sguardo.

E’ nella sua personale concezione del vero che oggetti, dettagli architettonici e particolari apparentemente banali assurgono alla categoria di mito, diventando protagonisti di un mondo con equilibri ridefiniti da nuove prospettive.

In questa soggettiva riproduzione del reale Martelli, memore del nitore di certa pittura americana ‘Fotorealista’ degli anni ‘60, da sempre ripropone nelle sue opere la ricerca estenuante di un’assoluta fedeltà al reale e alla perfezione visiva, che ha una lunga tradizione nella ricerca storico-artistica. Da Giotto a van Eyck, da Leonardo a Magritte, da Caravaggio a Ingres, con un’importante sosta fra i silenzi della Metafisica e la perfetta definizione del Realismo Magico, la luce - assieme all’inevitabile influenza sulla resa della cromia – è lo strumento in grado di sondare il reale e contemporaneamente di tramutarlo in sogno pittorico.

 

Come in un’improbabile stanza a ‘cielo aperto’ i soggetti delle sue opere presenziano muti dinnanzi a cieli dai blu talvolta accecanti, attraversati di quando in quando da sottili nubi o illuminati da un pallore lunare.
Protagonisti soprattutto gli edifici: palazzi e fabbriche che appartengono ad un’immaginaria città, costruita con pezzi di mondo presi in prestito durante i viaggi e restituiti a quel mondo come nuove, inaspettate apparizioni.

Ne La sera Silente la vetta del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia si astrae dalle definite geometrie della sua architettura grazie al calore della luce irradiata dal cielo; questa, rimbalzando sulle pareti, la sospende in una dimensione in cui il fantastico si congiunge a una quieta solitudine metafisica.

La dimensione quasi ‘celeste’ delle architetture si fa più palpabile in Alba a Teramo, dove un palazzo, denudato di alcuni suoi elementi precipui, trascende la presenza terrena con le fitte pennellate che ne ammorbidiscono i contorni. La presenza dell’albero al suo fianco diventa così al contempo puntuale contrappunto e silente compagno di una visione estatica degli spazi.

In nome della luce prende vita un mondo sospeso in aria, quasi schiacciato contro un cielo il cui lapislazzulo di antica memoria cambia d’intensità in rapporto al calore della luce stessa. Dai toni glaciali di Lisbona città azzurra, dove la temperatura cromatica ben si sposa con l’algida eleganza degli azulejos, e Torino, in cui i riflessi cangianti di luce sul palazzo fanno da contrappunto a quelli più assoluti del cielo retrostante, si passa alle intensità aranciate di un insolito tramonto britannico in London Camden, che ha tuttavia un calore effimero, ben diverso dalla mediterranea consapevolezza cromatica di Borgo Ognissanti, Colpo di Luce o di Alba a Catania, quest’ultimo con una diversa incidenza luminosa sui blocchi geometrici che ne esplicita la precisa disposizione nello spazio.

Lo sguardo dal basso ci racconta di uno scanzonato passeggiare ‘col naso all’in su’, ma fa trapelare anche un atteggiamento di reverenziale timore e rispetto per questi monumenti alla modernità, nuovi templi di una religione metropolitana.

Il punto di vista è quello di un’immaginaria stanza oscurata dall’ ‘ombra delle nuvole’, in cui il cielo si fa soffitto e regala quell’ampio respiro panico che troviamo in tutte le sue opere. E’ la terrazza dove da sempre l’artista si rifugia per dipingere il suo mondo, per riportare sulla tela quelle immagini fermate in uno scatto e che in pittura si fanno altro.



Un personale viaggio, quello di Martelli, alla ricerca di un Sacro Graal fatto di pigmenti e bagliori, ombre e assenze.
Assenza umana innanzi tutto, perché l’umano è solo nell’occhio di chi guarda e nell’occhio dell’autore, che con puntigliosità descrittiva e cromatica nei suoi lavori sul paesaggio racconta una Sicilia silenziosa. Non c’è bisogno di presenze umane in questa Sicilia esplorata attraverso una luce, che può essere sia accecante (Estate a Salina – Pomeriggio Mediterraneo) sia brumosa e quasi magica (Pra’ Venezia – Isola di Salina); una Sicilia pervasa da un’atmosfera pacifica e al contempo inquietante, come certe muse dechirichiane che il pittore cita in quell’auto ‘paludata’.

O nelle carcasse d’auto che abitano la palude di Cosmogonia, solo apparentemente permeate da una natura ‘mortifera’, poichè la realtà vitale del cielo riflesso nello specchio d’acqua ne capovolge la lettura.

Un’arte ‘en plein air’ quindi, che ci riporta agli usi di certa pittura francese di fine Ottocento, ma in cui impressione e velocità del colpo di pennello diventano strumento verso una personale astrazione. Per presentare un visibile oltre il visibile, un reale che il reale lo supera per raggiungere l’intangibile, il sogno.

 

Chiara Cappelli
Curatrice

 

Inaugurazione Sabato 12 Novembre 2016, h 18,00

Spazio Art É
Via del Battaglione Toscano, 1a, Reggio Emilia
Telefono: 346 9428813


Orari: tutti i giorni ore 9,00 - 20,00. Chiuso il mercoledì.

 

Immagine: opera Lisbona città azzurra

Titolo: Nelle stanze l'ombra delle nuvole

Apertura: 12/11/2016

Conclusione: 30/11/2016

Curatore: Chiara Cappelli

Luogo: Spazio Art É - Reggio Emilia

Indirizzo: Via del Battaglione Toscano, 1a - Reggio Emilia