Artisti

5 mostre con artisti internazionali da non perdere

Yayoi Kusama, Michael Stipe, Ron Mueck, Esther Stocker e Martin Parr. 5 artisti per 5 mostre che consentono di aprire lo sguardo sulla varietà di espressioni artistiche che solo la dimensione internazionale possiede.
© Yayoi Kusama, Fireflies on the Water, 2002. Mirrors, plexiglass, lights, and water, 111 × 144 1/2 × 144 1/2 in. (281.9 × 367 × 367 cm). Whitney Museum of American Art, New York; purchase with funds from the Postwar Committee and the Contemporary Painting and Sculpture Committee and partial gift of Betsy Wittenborn Miller 2003.322. © Yayoi Kusama. Photograph by Jason Schmidt

Tra Lombardia e Veneto l'inizio del 2024 ci regala una serie di mostre che vedono protagonisti artisti internazionali di assoluto livello. Cinque linguaggi e strumenti espressivi distanti tra loro, per scoprire cinque storie affascinanti di personaggi diversamente iconici.

1. Yayoi Kusama. Infinito Presente

Fino al 24 marzo 2024, Palazzo della Ragione a Bergamo ospita la mostra "Yayoi Kusama. Infinito Presente", presentando Fireflies on the Wateruna delle sue Infinity Mirror Room più iconiche, proveniente dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York. Si tratta di una installazione dalle dimensioni di una stanza pensata per essere vista in solitudineuna persona alla volta.

L'opera consiste in un ambiente buio, le cui pareti sono rivestite di specchi; al centro, si trova una pozza d'acqua, che trasmette un senso di quiete, in cui sporge una piattaforma panoramica simile a un molo e 150 piccole luci appese al soffitto che, come suggerisce il titolo, sembrano lucciole.Yayoi Kusama è nata in Giappone, a Matsumoto, nel 1929, da una famiglia agiata che aveva previsto per lei una precisa posizione nella società. Fin da bambina però Kusama comincia ad avere delle allucinazioni uditive e visive. Come la stessa artista ha raccontato è iniziato tutto in un campo di fiori: "C'era una luce accecante, ero accecata dai fiori, guardandomi intorno c'era quell'immagine persistente, mi sembrava di sprofondare come se quei fiori volessero annientarmi".

L'arte si rivela fin da subito un elemento necessario e terapeutico, con la quale gestisce le sue allucinazioni. I suoi genitori, tuttavia, non accettano la sua passione, tanto che sua madre distrugge i suoi disegni prima che lei riesca a terminarli. È proprio per questo motivo che una delle prime forme d'arte di Yayoi Kusama sono i pois, elementi veloci da disegnare.

Nel 1958 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York e ben presto comincia a farsi notare con le sue opere, fino a raggiungere la fama in tutto il mondo e nel 1973 torna in Giappone e nel 1977 si fa ricoverare spontaneamente in un istituto psichiatrico dove vive ancora oggi. Ma questo non le ha in alcun modo impedito di affittare un atelier davanti all'ospedale, in cui si reca ogni giorno per dipingere. Leggi altre info sulla mostra ›.


2. Michael Stipe. I have lost and I have been lost but for now I'm flying high

Michael Stipe (USA, 1960), iconico leader del gruppo musicale R.E.M., oggi si presenta come artista visivo poliedrico, e la Fondazione ICA Milano presenta, fino al 16 marzo 2024, una sua grande mostra personale "I have lost and I have been lost but for now I'm flying high".

Michael Stipe... leggi il resto dell'articolo»

Michael Stipe espone le sue opere per la prima volta in Italia a Milano

Pensato appositamente per l'occasione, il progetto espositivo ha nel ritratto il fulcro della sua ricerca, interpretato attraverso un ampio ventaglio di linguaggi espressivi che spaziano dalle fotografie a copertine di libri, dalle ceramiche alle sculture e alle opere audio. In mostra una selezione di opere inedite che tracciano un percorso nella produzione artistica di Michael Stipe, offrendo una riflessione originale che intreccia i concetti di omaggio e vulnerabilità. Il titolo della mostra evoca una dichiarazione dell'artista che identifica nella vulnerabilità una vera e propria forza propulsiva.

Ecco le parole di Michael Stipe in proposito: "La vulnerabilità diventa un superpotere in questa dinamica. Una mappa che descrive le difficoltà del nostro presente mettendo in luce nuove opportunità e una rinnovata comprensione della nostra importanza, non solo per noi stessi, ma anche per coloro che ci circondano, per le nostre comunità, per il nostro mondo. In questo momento scelgo di concentrarmi sul bene più prezioso, sulla brillantezza, sulla bellezza e sulla giocosità della vita. Ho perso e mi sono perso, ma per ora sto volando alto.". Continua a leggere › 

3. Ron Mueck

Fino al 10 marzo 2024, Triennale Milano e Fondation Cartier pour l'art contemporain presentano la sua prima personale in Italia, con una selezione di opere mai esposte prima in Italia. Il percorso espositivo si compone di sei sculture e comprende la monumentale installazione Mass (2017, proveniente dalla National Gallery of Victoria, Melbourne), esposta per la prima volta fuori dall'Australia.

Ron Mueck in Triennale

Ron Mueck, Mass, 2017, National Gallery of Victoria, Melbourne, Felton Bequest, 2018, © Michel Slomka / MYOP / Lumento

Nato nel 1958 a Melbourne (Australia) da genitori tedeschi, Ron Mueck vive e lavora nel Regno Unito dal 1986. Dopo aver lavorato come realizzatore di manichini e pupazzi per film e televisione, la sua carriera artistica inizia nel 1996 con una scultura di Pinocchio commissionata dall'artista Paula Rego. Un anno dopo, la sua opera Dead Dad (1996-97) diventa la star della mostra Sensation: Young British Artists from the Saatchi Collection (presso la Royal Academy of Arts di Londra). Nel 2001, Boy (1999) viene presentata alla 49a edizione della Biennale di Venezia.

L'opera di Ron Mueck evoca temi universali e ha rinnovato profondamente la scultura figurativa contemporanea. Per scolpire i suoi prodigiosi e realistici personaggi, sempre di dimensioni sorprendenti, impiega mesi, a volte anni. Scopri di più ›.

4. Esther Stocker. Uno scenario mentale

La Fondazione Alberto Peruzzo dedica a Esther Stocker fino a marzo 2024 la mostra "Uno scenario mentale", allestita nella navata della Nuova Sant'Agnese a Padova. La personale presenta al pubblico un nuovo insieme di opere a parete e nello spazio, a creare un ambiente immersivo e animabile solo dallo spettatore.

Esther Stocker

Esther Stocker. Uno scenario mentale, Fondazione Alberto Peruzzo, ph. ©Ugo Carmeni, 2023

Esther Stocker (1974) è riconosciuta a livello mondiale per le sue pitture, sculture e grandi installazioni caratterizzate da uno stile astratto e geometrico e per l'uso di una palette limitata al nero, bianco e grigio, Esther Stocker incentra la sua ricerca sulla visione e sulla percezione dello spazio, attraverso un approccio esistenziale e sociale. "Nei miei dipinti, nelle mie sculture e installazioni cerco di descrivere l'ambiguità e l'incertezza del sistema. Utilizzo la precisione di un sistema per investigare il sistema stesso. Cerco di liberare e abbandonare i nostri modi di vedere e comprendere che sono associati alla riconoscibilità delle forme e che ci distinguono gli uni dagli altri, talvolta inconsciamente." Esther Stocker ha studiato all' Accademia di Belle Arti a Vienna, a quella di Brera (Milano), all'Art Center College of Design a Pasadena, in California. Continua a leggere ›.

5. Martin Parr. Short & Sweet

Il Mudec-Museo delle Culture con Magnum Photos, dal 10 febbraio al 30 giugno 2024 presenta la mostra "Short & Sweet", che presenta oltre 200 scatti tra cui oltre 60 tra medi e piccoli formati scelti e selezionati dall'autore e presentati insieme a un'intervista inedita a cura della storica e critica della fotografia Roberta Valtorta.

Il progetto espositivo fa un excursus della sua produzione, a partire dai primi lavori in bianco e nero per arrivare ai temi cari a Parr, dalle 'vite da spiaggia' al turismo. In mostra anche una selezione dell'installazione Common Sense, con oltre 200 fotografie in formato A3, tra le 350 esposte nella mostra omonima del 1999, che esplorano la realtà plastificata e pacchiana del mondo occidentale.

Martin Parr al Mudec

Martin Parr. Bambola gonfiabile, Common Sense, 1995-1999 © Martin Parr/Magnum Photos

Martin Parr, nato a Epsom nel 1952, è considerato il più celebre e celebrato fotografo inglese contemporaneo, detiene anche il record assoluto di più esposizioni tenute contemporaneamente: nel 2000 è stato infatti esposto il suo progetto "Common Sense" in 40 sedi disposte in dieci paesi diversi. Scopri di più ›.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it