L'arte italiana del '900 approda a Palermo

Prove generali a Palermo in vista del prossimo anno quando diventerà la capitale della cultura italiana. Al contrario di quanto sta avvenendo in Toscana, dove ancora nessuno si è accorto che Pistoia è la capitale della cultura italiana 2017, in Sicilia hanno capito che quella che li vedrà protagonisti il prossimo anno diventerà una grossa occasione per il rilancio del turismo colto nell’isola. E già quest’anno sono partite varie iniziative. E da adesso fino alla fine di agosto il Palazzo Reale di Palermo, un luogo che già da solo merita una visita, presenta una sintesi dell’arte italiana del ‘900.

Settanta opere, molte delle quali provenienti da prestigiose collezioni private e per questo mai esposte prima, 8 sculture e 44 artisti. Sono i numeri di 'Novecento italiano. Una storia', la mostra organizzata dalla Fondazione Federico II.  L'esposizione, che è ospitata nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale, è un viaggio ideale tra le tendenze e le personalità dei più grandi maestri italiani del XX secolo. Fino al prossimo al 31 agosto i visitatori, passeggiando tra le sale espositive, potranno ammirare i capolavori di Renato Guttuso o Fausto Pirandello, oppure ancora le opere degli artisti del Gruppo Forma, di Giorgio De Chirico e di Jannis Kounellis.

Sono oltre 400mila ogni anno i visitatori che scelgono di ammirare lo storico palazzo che ospita l'Assemblea regionale siciliana. "Molti di loro – è stato sottiolineato - visiteranno questa mostra, ma ancora più significativa è la scelta di offrire questo percorso artistico-culturale alla vigilia di un anno importante, il 2018, quando Palermo sarà Capitale italiana della cultura e ospiterà 'Manifesta', la biennale delle arti visive".

Almeno quindici i movimenti artistici rappresentati in questa esposizione: si va dal Ritorno al mestiere all’Idealismo, passando per la Metafisica del quotidiano, il Realismo magico, la Scuola romana, il Gruppo Forma. E ancora l’Onirismo siderale, gli Italien de Paris, il Primordialismo plastico, la Scuola di via Cavour e il Gruppo di Piazza del Popolo. L'obiettivo è documentare alcuni momenti fondamentali della cultura e dell'arte italiana del Novecento, evidenziando l'importanza dei cambiamenti storici.

Apre il percorso una selezione di opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi attraverso le quali viene documentata l'esperienza divisionista e il passaggio degli artisti al linguaggio futurista.

A dare voce all'atteggiamento antitetico alle istanze delle avanguardie sono, invece, Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, mentre Alberto Savinio propone il suo particolare surrealismo e Filippo De Pisis trasforma l'impressionismo francese in linguaggio italiano. Ma nella mostra c'è spazio anche per Antonietta Raphael,  Pietro Consagra, Giuseppe Capogrossi, Fausto Pirandello, Jannis Kounellis e Alberto Burri. A un monocrono di Mario Schifano, invece, è affidata la rappresentazione della Pop Art, mentre il percorso espositivo si conclude con Mimmo Paladino, che rappresenta la Trasavanguardia e con il siciliano Emilio Isgrò. 

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