Francia

Louvre: storia, informazioni utili, 15 opere + 1 da non perdere

Imperdibile, maestoso, grandioso, magico: con oltre 35.000 opere esposte al pubblico, il Louvre presenta una collezione che si estende su un vasto territorio culturale. Tuttavia, le sue dimensioni ammontano a 620.694 opere affidate alla custodia.

Il Louvre, con i suoi imponenti 360.000 mq complessivi, non sempre è stato questo spazio unico, e ancor meno un luogo dedicato all'arte.

Fin dalla fine del XII secolo, gli edifici del museo dominavano il centro di Parigi, sulla rive droite della Senna, nel I arrondissement. Inizialmente concepita come una fortezza medievale sotto il regno di Philippe Auguste, alcune sezioni di tale struttura sono ancora visibili oggi nel piano interrato, noto come Ala Sully.

Successivamente, nella seconda metà del XIV secolo, Carlo V trasformò il Louvre nella residenza ufficiale dei re di Francia, una destinazione che mantenne per quasi 700 anni.

Solo nel 1793 il Louvre è stato eletto a primo museo nazionale, dedicato alla conservazione e alla presentazione di migliaia di opere d'arte che testimoniano le civiltà passate.

La collezione, inizialmente composta da soli 2.500 pezzi, si è notevolmente arricchita nel corso degli anni grazie agli sforzi dei vari governi francesi e nella creazione di nuove gallerie tra cui quelle di arte islamica nel piano interrato dell'Ala Denon.

Ma dove comprare i biglietti per il Louvre? Si possono acquistare sì in loco, ma per evitare file chilometriche o addirittura di dover cambiare l'organizzazione, scegliere una piattaforma online è la soluzione più comoda.

Orari e giorni di apertura

Il Louvre accoglie i visitatori dal lunedì alla domenica, fatta eccezione per il martedì. Gli orari di apertura sono dalle 9:00 alle 18:00, ma il mercoledì e il venerdì le gallerie prolungano la loro accessibilità fino alle 21:45.

Vi sono una varietà di percorsi tematici da esplorare autonomamente. Per i più giovani, sono disponibili itinerari appositamente pensati, scaricabili direttamente dal sito web del museo.... leggi il resto dell'articolo»

Le opere del Louvre: 15 + 1 imperdibili

Non sarebbe sufficiente un mese per visitare tutte le gallerie del Louvre, né tanto meno per apprezzare ogni singola opera d'arte. Si consiglia una visita di mezza giornata, con la possibilità di consumare un pasto in uno dei ristoranti interni al museo o di optare per l'arrivo nel pomeriggio, approfittando degli orari estesi di apertura il mercoledì e il venerdì.

Il Louvre è suddiviso in quattro piani: l'Ala Sully, che si sviluppa sui quattro lati della Corte Quadrata; l'Ala Denon, che si affaccia sulla Senna; l'Ala Richelieu, invece, si affaccia su Rue de Rivoli.

Ogni piano presenta una vasta collezione di opere d'arte, offrendo agli visitatori un'esperienza unica e distintiva in base alla zona esplorata. Ecco 15 + 1 opere imperdibili all'interno del museo.

La Venere di Milo

Identificata l'8 aprile del 1820 in un campo sull'isola di Milo, nell'Egeo, l'Afrodite o Venere di Milo emerge come il simbolo stesso della bellezza femminile nell'età classica. La statua, priva di braccia, rappresenta una delle sculture più celebrate della civiltà greca, con l'autore attribuito generalmente ad Alessandro di Antiochia.

La morte della Vergine

Realizzata intorno al 1601-1606, è un'opera del celebre pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio. Rappresenta il momento della morte della Vergine Maria, con la presenza degli apostoli e alcune figure femminili nell'ambito della composizione.

Caratterizzata da una marcata drammaticità, Caravaggio fa uso di giochi di luce e ombre per creare un effetto di profondità e realismo. La scena si svolge in un'atmosfera oscura e austera, dove la luce del giorno filtra attraverso una finestra sulla sinistra, illuminando il volto della Vergine.

Amore e psiche

Il capolavoro di Antonio Canova, datato tra il 1788 e il 1793, prende ispirazione dalla celebre favola mitologica narrata da Apuleio nell'opera 'Le Metamorfosi'.

Un'intensa tensione emotiva, quasi drammatica, avvolge il gruppo scultoreo in cui il dio Amore contempla il volto della sua bellissima amata, la fanciulla Psiche.

La vergine delle rocce

Realizzata tra il 1483 e il 1486, un'altra meraviglia firmata da Leonardo Da Vinci è rappresentata in un dipinto a olio su tavola.

L'opera ritrae l'incontro tra la Vergine e i piccoli San Giovanni Battista e Gesù, con quest'ultimo sorretto dall'Arcangelo Gabriele. Il nome dell'opera deriva dal paesaggio in cui è ambientata la scena, il panorama roccioso sullo sfondo, alle spalle dei personaggi.

La Nike di Samotracia

La personificazione della vittoria trionfante, rappresentata nella mitologia greca da una giovane dea alata, fu ritrovata, in pezzi, sull'isola di Samotracia nel 1863 dal viceconsole francese Champoiseau.

La statua, presumibilmente opera di Pitocrito, ha una particolarità notevole nella forma delle sue ali, dalla quale discende il celebre brand commerciale della Nike.

Le Nozze di Cana

Datato 1563, il dipinto di Paolo Caliari, noto come il Veronese, rievoca un episodio tratto dal Vangelo Secondo Giovanni: il celebre sposalizio di Cana, in cui Gesù compie il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino.

La zattera della medusa

Realizzato tra il 1818 e il 1819 da Theodore Gericault, il dipinto raffigura un episodio di cronaca realmente accaduto: l'affondamento, nel 1816, della nave francese Medusa e il disperato tentativo della flotta di cercare rifugio su una zattera di salvataggio.

L'incoronazione di Napoleone

Il 2 dicembre 1804, Napoleone si autoproclamò imperatore dei francesi nella Cattedrale di Notre Dame, sotto gli sguardi di ottanta invitati e con la benedizione di Papa Pio VII.

Pochi anni dopo, Jacques-Louis David ritrasse con perfezione il momento dell'incoronazione in un dipinto che si distingue per la minuzia e la precisione di ogni piccolo particolare.

Il codice di Hammurabi

Una delle più antiche raccolte di leggi scritte, risalente al 18° secolo A.C. e pervenuta in versione originale.

Ritrovata nella città di Susa agli inizi del 1900, la stele presenta, nella parte superiore, il re babilonese Hammurabi che prega il dio della giustizia Shamash e, nella parte inferiore, le disposizioni di legge in una serie di caratteri cuneiformi.

La libertà che guida il popolo

Il dipinto di Eugène Delacroix, oggi riconosciuto come un'icona della rivolta popolare francese del luglio 1830 a Parigi, è intriso di significati allegorici.

Un personaggio di particolare rilevanza è la figura femminile al centro della scena, incarnazione simbolica della patria e della libertà. Nell'opera, questa figura guida il popolo alla ribellione, stringendo nella mano destra il tricolore francese.

Gli schiavi

Lo schiavo morente e lo schiavo ribelle emergono come le uniche due sculture "compiute" all'interno del gruppo di sei statue noto come i "Prigioni", realizzate da Michelangelo.

Le altre quattro, al contrario, non furono mai portate a termine dall'artista e sono oggi conservate nella Galleria dell'Accademia a Firenze con lo status di opere "non finite".

Avviata nel 1513, era originariamente concepita come parte integrante del progetto per la tomba di Papa Giulio II.

Il giuramento degli Orazi

Realizzata nel 1784 da Jacques–Louis David, l'opera trae ispirazione dalla fase cruciale della leggendaria guerra romana tra Orazi e Curiazi.

In questo episodio, tre fratelli Orazi sono selezionati per duellare contro tre fratelli Curiazi, determinando così le sorti conclusive della guerra.

Nel dipinto, i tre fratelli ricevono le armi da parte del padre, Publio Orazio, in una scena che esalta l'eroismo e rappresenta un momento fondamentale nella narrazione della vicenda.

Le sabine

L'opera fu realizzata da Jacques-Louis David a partire dal 1794 e riprende l'episodio del "Ratto delle Sabine", in cui una donna si frappone eroicamente tra Romani e Sabini per evitare una battaglia fratricida.

Il dipinto, divenuto un monito contro la guerra che infuriava in Francia in quegli anni, testimonia la capacità dell'artista di trasporre idealmente la tragedia dell'epoca attraverso la sua opera.

Scriba seduto

Chiamato anche "Scriba Rosso", fu rinvenuto in una necropoli egizia nel 1850.

L'opera viene generalmente attribuita alla IV dinastia, ma vi sono numerosi dubbi sulla sua datazione precisa. Il viso concentrato e il rotolo di papiro tra le mani fanno ipotizzare un momento di scrittura sotto dettatura; agli scribi, infatti, era affidato il compito di redigere la storia dell'Egitto.

La merlettaia

Realizzato intorno al 1665, il dipinto più piccolo di Jan Vermeer presenta una donna intenta a ricamare.

Il pittore olandese predilige ritrarre personaggi femminili impegnati in attività domestiche. L'ambientazione del quadro è spoglia, quasi a mettere in evidenza la figura della fanciulla assorta nell'arte del ricamo.

Sfinge di Tanis

Realizzata in granito rosa di Assuan, misura circa un metro e ottanta in altezza e quasi cinque metri in lunghezza.

Recuperata nel 1825 tra le rovine del Tempio di Amon-Ra a Tanis, la sua datazione è incerta, ma gli archeologi suggeriscono un possibile collegamento con l'Antico Regno (2600 a.C.). La statua presenta dettagli precisi e superfici levigate, testimoniando una maestria ammirevole.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it