Artisti internazionali

Lynette Yiadom-Boakye

Lynette Yiadom-Boakye è un’artista e scrittrice britannica nota per i suoi ritratti enigmatici di persone immaginarie. Dal 24 novembre è protagonista alla Tate di Londra con la mostra "Lynette Yiadom-Boakye - Fly in League With The Night".
Lynette Yiadom-Boakye, A Passion Like No Other 2012 Collection Lonti Ebers © Courtesy of Lynette Yiadom-Boakye

Lynette Yiadom-Boakye è un’artista e scrittrice britannica nota per i suoi ritratti enigmatici di persone immaginarie. La mostra, dopo un in tour internazionale, è alla Tate per tre mesi, dal 24 novembre 2022 al 26 febbraio 2023. La mostra raccoglie 70 opere dal 2003 e ad oggi è la raccolta più completa del lavoro di questa artista.
Le figure di Yiadom-Boakye non sono persone reali, l’artista le crea da immagini che raccoglie o che ricorda e dalla sua immaginazione. Emanano un senso sia di familiarità che mistero, invitano il visitatore a proiettarvi il proprio immaginario e interpretazione facendo emergere quesiti su chi e cosa queste persone rappresentino. Sono personaggi che vivono in mondi privati ed intimi e sebbene sorridano o guardino il visitatore, sono occupate nel loro intimo.
Spesso dipinte in modo spontaneo ed istintivo, le sue figure sembrano esistere fuori da un tempo e uno spazio specifico. Di rado l’artista include dettagli che possano indirizzare ad uno stile, moda o epoca precisa. Sono quasi sempre a piedi scalzi, ad esempio, e pochissimi sono gli oggetti che legano l’immagine ad un determinato periodo. Questa incertezza è fulcro dell’arte di Yiadom-Boakye. “La mia relazione con il tempo è quella di chi non si è mai sentito particolarmente radicato da nessuna parte”.
I dipinti sono accompagnati da titoli poetici, per l’artista la pennellata finale, quali Tie the Temptress to the Trojan (Lega la tentatrice al troiano) 2016 e To Improvise a Mountain (Improvvisare una montagna) 2018.
Come lei stessa spiega, la scrittura è una pratica espressiva fondamentale della sua arte, “scrivo di cose che non riesco a dipingere e dipingo ciò che non riesco a scrivere”.


L'artista

Lynette Yiadom-Boakye nasce a Londra nel 1977. Inizia a dipingere da autodidatta per poi cambiare approccio all’arte pittorica molto presto ovvero durante gli anni in cui frequenta la Falmouth School of Art, in Cornovaglia. Yiadom-Boakye capisce presto di essere meno interessata alla pura ritrattistica e molto più all’atto pittorico in quanto tale.
Ho imparato a dipingere guardando i dipinti e continuo ad imparare guardando dipinti. In questo senso la storia è una risorsa, ma la cosa più importante per me è il potere che la pittura può esercitare nel tempo.”

Yiadom-Boakye dipinge ad olio su tela o lino grezzo. Di ispirazione per lei sono l’osservazione del quotidiano, un colore, una composizione, un gesto o una direzione particolare della luce, immagini che le sono rimaste impresse per qualche motivo, ricordi, la letteratura, la storia della pittura, Ogni opera esplora un umore o emozione diversa, un movimento o una posa.
Lavoro a partire da schizzi. Utilizzo immagini che raccolgo; lavoro un pò dalla vita, cerco l’immaginario di cui ho bisogno. Faccio fotografie. Tutto ciò è poi ricomposto su tela”.

Quasi tutte le figure di Yiadom-Boakye sono di colore. Secondo Hilton Als, scrittore e critico, Yiadom-Boakye è “interessata alla società nera, non in quanto influenzata o derivata dalla visione del mondo bianco, ma di per sè”.
L’essere nera non è mai stato altro da me. Pertanto non ho mai sentito il bisogno di spiegarne la presenza nel mio lavoro proprio come non occorre spiegare la mia presenza nel mondo, per quanto spesso mi venga chiesto. Non mi è mai piaciuto sentirmi dire chi sono, come dovrei parlare, cosa e come dovrei pensare. Non ho mai avuto bisogno di dirlo. Ho preso dalla mia famiglia, da generazioni, noi abbiamo sempre saputo chi siamo. Essere misurati in relazione a qualcosa che non ha nulla a che fare con noi o la nostra esperienza, a qualcosa di auto proclamatesi superiore, il fantasma di chi si dovrebbe essere...niente di tutto ha mai avuto senso per me e, ciononostante, in qualche modo ci vivi dentro, ci convivi. L’idea di infinito, di vita e di mondo dalle infinite possibilità, dove tutto è possibile, senza constrizioni derivanti da incubi altrui, ho sempre desiderado avere la capacità mentale di camminare libera e selvaggia, nella direzione che scelgo. Seguire il mio istinto e fare ciò che mi piace è sempre stata la cosa più radicale che potessi fare. Non è tanto il porre l’attenzione sulle persone di colore perchè ci siamo sempre stati, siamo sempre esistiti, autosufficienti, al di fuori di incubi ed immaginari, pre e post “scoperta”, e in alcun modo definiti o limitati da come ci vedono gli altri.”

Anche la musica ha un ruolo importante ed influenza diretta sul lavoro dell’artista.
Penso sempre che la pittura che influenza il mio lavoro sia importante tanto quella musicale. Le mie opere nascono anche dalla la musica che ho ascoltato nei miei anni formativi, Prince c’è sempre ad esempio; ma poi, quando ho iniziato ad ascoltare il jazz, ha fissato il mio concetto di ritmo. Miles Davis John Coltrane e Bill Evans. Passaggi di suono che si muovono in modo inaspettato, oppure il tono della voce di Nick Drake. Alla scuola d’arte lo ascoltavo ogni giorno.”

Yiadom-Boakye è stata insignita del pestigioso premio Carnegie nel 2018 ed ha vinto il premio Fondazione Pinchuk per le Generazioni Future nel 2012. E’ stata finalista del premio Turner nel 2013.

Mostre personali

  • Any Number of Preoccupations (2010) The Studio Museum in Harlem, New York
  • Verses After Dusk (2015), Serpentine Gallery, Londra
  • A Passion To A Principle (2016), Kunsthalle, Basilea
  • Under-Song For a Cipher (2017), New Museum, New York
  • Fly In Leave With The Night (2020), Tate Britain, Londra

Mostre Collettive

  • 55ma Biennale di Venezia (2013),
  • Biennale di Sharjah (2015)
  • 58ma Biennale di Venezia (2019)
  • Afro-Atlantiques Histoires (2021-2022
  • Nous étions (2007), Studio Museums in Harlem, New York
  • The Fondness (2010), Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri
  • Tambourine (2010), Nasher Museum of Art, Durham, North Carolina
  • Skylark (2010), Museum of Modern Art, New York
  • King for an Hour (2011), Pérez Art Museum, Miami
  • Bracken or Moss (2012), Museum of Contemporary Art, Chicago
  • 10pm Saturday (2012), Tate, Londra
  • Siskin (2012), Victoria and Albert Museum, Londra
  • A Few For the Many (2013), Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles
  • Appreciation of the Inches (2013), San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco
  • Observer of Spring (2013), Museo d’arte moderna, Varsavia
  • Trapsprung (2013), Seattle Art Museum, Seattle
  • Womanology 12 (2014), National Museum of African Art, Smithsonian Institution, Washington, D.C
  • A Culmination (2016), Kunstmuseum, Basilea
  • 8am Cadiz (2017), Baltimore Museum, Maryland
  • Medicine at Playtime (2017), Museum of Contemporary Art, Los Angeles
  • The Much-Vaunted Air (2017), Institute of Contemporary Art, Boston
  • No Need of Speech (2018), Cornegie Museum of Art, Pittsburgh, Pennsylvania
  • Repose 3 (2018), Dallas Museum of Art, Dallas
  • Shelves for Dynamite (2018), Minneapolis Institute of Art, Minnesota

Lynette Yiadom-Boakye in Italia

In passato sono state esposte sue opere in Italia (oltre alle participazioni alla Biennale di Venezia) in occasione di:

E' inoltre presente in collezione permanente:... leggi il resto dell'articolo»

Il prossimo anno potremo ammirare sue opere in occasione della mostra Reaching for the stars, da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye (2023), che sarà allestita a Palazzo Strozzi, Firenze, dal 4 marzo al 18 giugno 2023.

Altre sue opere sono visionabili a questo link.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it