Mostre

Pasqua 2024 con l'arte: 5 mostre tra antico e contemporaneo

L'arrivo della primavera e la settimana che porterà molti di noi a festeggiare la Pasqua cristiana sono il pretesto per gettare uno sguardo su alcune mostre in corso in cui sono protagonisti soggetti religiosi o ispirati da una riflessione sulla rinascita, visti anche con prospettive contemporanee e sorprendenti.
Margherita Paoletti, Cor Magnetismi, 2024, acrilico su tela, 150x120cm (dettaglio)

Come sempre il nostro focus è sul turismo dell'arte, e in particolare sulle mostre ed altre esposizioni aperte al pubblico e d'attualità nel momento in cui scriviamo. Ecco quindi cinque iniziative che spaziano dalla pittura barocca all'Ultracontemporaneo.

1. La rinascita secondo Anselm Kiefer

Da alcuni giorni il cortile interno di Palazzo Strozzi a Firenze è dominato da una grande tela alta più i 7 metri. E' la prima opera che accoglie i visitatori della mostra "Anselm Kiefer. Angeli caduti", che resterà aperta fino al 21 luglio 2024.

Anselm Kiefer con quest'opera ispirata al San Michele Arcangelo di Luca Giordano, ci invita a riflettere sulla lotta tra il bene e il male, sul rapporto tra cielo e terra, spirito e materia. L'arte di Kiefer esplora il tema universale della caduta e della rinascita, suscitando un'inquietudine iniziale attraverso la distruzione, situazione che precede la rinascita. Secondo l'artista tedesco, classe 1945, riconosciuto come uno dei più grandi del nostro tempo, "Le macerie sono come il fiore di una pianta; sono l'apice radioso di un incessante metabolismo, l'inizio di una rinascita".

Uno sguardo al percorso espositivo

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Nel percorso espositivo si intrecciano così pittura, scultura, installazione e fotografia, che accompagnano il visitatore attraverso una potente fusione di riferimenti, immagini e citazioni che spaziano dalla storia antica alla Seconda guerra mondiale, dalla filosofia classica alla letteratura moderna. Protagonista è sempre una profonda riflessione sulla natura umana, i suoi conflitti, le sue contraddizioni e le sue potenzialità. Scopri di più su questa straordinaria mostra›.

Angeli Caduti

Anselm Kiefer. Angeli caduti (7) ©photo Ela Bialkowska OKNO studio

2. Lo sguardo di Caravaggio

"La presa di Cristo" è un dipinto di Caravaggio esposto in questi giorni nella sede della Fondazione Banco di Napoli. L'opera, attribuita Michelangelo Merisi da autorevoli studiosi sin dalla sua ricomparsa nel 2003, è la prima versione della famosa composizione del Caravaggio raffigurante la Presa di Cristo. Prima della sua esposizione ad Ariccia e oggi a Napoli, l'opera era stata esposta soltanto nel 1951 alla storica Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi tenuta presso il Palazzo Reale di Milano a cura di Roberto Longhi, quando si presentava sporca e con varie ridipinture, rimosse dopo il recente restauro.... leggi il resto dell'articolo»

Del soggetto, commissionato dalla famiglia Mattei nel 1602, ne esistono numerose copie di cui la più celebre è in prestito a tempo indeterminato alla National Gallery of Ireland di Dublino. La storia dell'attribuzione alla collezione romana dei Mattei anche di questa tela è narrata in un libro, "Il Caravaggio perduto" di Jonathan Harr (Ed. Rizzoli, 2006).

La sua esposizione rappresenta anche un'occasione di apertura della Fondazione Banco di Napoli e del Museo dell'Archivio Storico alla città e a un pubblico più vasto. La mostra è allestita nel piano nobile di Palazzo Ricca, nelle eleganti sale barocche con volte affrescate da Giacinto Diana. L'accesso principale alla mostra è quello dello scalone monumentale del Palazzo. L'allestimento impegna complessivamente cinque sale dell'appartamento nobile di Palazzo Ricca e include la possibilità di visitare il Museo del Cartastorie e le installazioni narranti. Scopri gli altri dettagli›.

Presa di Cristo

"La presa di Cristo" di Caravaggio


3. L'Annunciazione di Tiziano alla Scuola Grande di San Rocco

Dopo un intervento di restauro durato due anni (2021-2023), realizzato da Giulio Bono, la Scuola Grande di San Rocco ha ritenuto di condividere gli straordinari risultati emersi con i propri visitatori, allestendo nella Sala Terrena della Scuola una mostra che espone fino al 2 giugno 2024 il capolavoro di Tiziano.

Annunciazione di Tiziano

L'Annunciazione di Tiziano

Dagli esiti del restauro e dalle analisi scientifiche e fotografiche (riflettografie e radiografie) è emersa la complessa genesi del dipinto, frutto di un'impostazione tradizionale di matrice ancora belliniana, databile intorno al 1520, poi rielaborata negli anni Quaranta, alla luce di suggestioni di sapore "manieristico". Sono proprio queste complesse fasi di elaborazione, tipiche del fare di Tiziano, che portano a escludere un intervento della bottega e a riaffermare la completa autografia dell'opera. Continua a leggere›.

4. L'ultra contemporaneo. I Santi dell'anno 2064

Tommaso Buldini, classe 1979, e Margherita Paoletti, giovane artista, illustratrice e designer, sono stati chiamati ad esporre alla galleria Cellar Contemporary di Trento per immaginare i santi del domani in una prospettiva fantascientifica coerente con il proprio linguaggio espressivo. Le opere di Tommaso Buldini richiamano visioni mistiche e sono dense di simbolismi, quelle di Margherita Paoletti si concentrano su singole figure. Come "Kantaryocán", la dea delle cicatrici, che deve il suo nome al fiore dell'iperico, che fiorisce e si raccoglie solo nel giorno di San Giovanni, e cioè quando tutti i petali degli altri fiori sono già caduti nei catini delle donne, che portando avanti un antico culto pagano vi si lavano il viso la mattina del 24 giugno. O come Santa Margherita rappresentata vittoriosa sul drago. C'è anche Santa Rosalia, l'eremita oscura capace di sfuggire a un destino prefigurato. Scopri di più sulle sue opere e sulle visionarie composizioni di Buldini.

I Santi del 2064

I Santi dell'anno 2064. Tommaso Buldini e Margherita Paoletti in mostra alla alla galleria Cellar Contemporary di Trento

5. Le estasi di Santa Rosalia a Palermo

Santa Rosalia è assoluta protagonista anche alla Pinacoteca di Villa Zito, dove sono esposti alcuni straordinari capolavori della storia dell'arte moderna europea dedicati alla rappresentazione della Patrona di Palermo, provenienti dal Museo del Prado e dalla Real Academia des Bellas Artes de San Fernando di Madrid, dall'Archivio Diocesano dell'Arcidiocesi di Malta, dal Museo Diocesano di Palermo, dal Palazzo Reale di Palermo - Fondazione Federico II. Esposte opere di Antoon van Dyck, Pietro Novelli, Mattia Preti, Luca Giordano. 

La storia di Santa Rosalia nasce dalla tradizione secondo cui al re normanno Ruggero II apparve una figura che gli annunciò l'arrivo in famiglia di una rosa senza spine. Così quando nacque la nipote venne chiamata Rosalia (dal latino rosa e lilium, il giglio). La ragazza, rifiutando un matrimonio imposto, lasciò la vita di corte e si ritirò in preghiera in una grotta sul monte Pellegrino, vicino a Palermo. Per questo Santa Rosalia viene spesso raffigurata come una giovane eremita vestita con abito monacale, all'interno o nei pressi di una grotta, con una corona di rose in testa e il giglio in mano.

Santa Rosalia

Anton van Dick, Santa Rosalia, 1625 - Museo Prado, Madrid (particolare)

Nell'iconografia associata alla Santa è ricorrente anche il teschio, memento mori. Nella sua raffigurazione Rosalia, mostrando gli effetti della peste sulla città di Palermo, chiede l'intercessione divina. Scopri di più sulla mostra di Palermo.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it