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Van Gogh a Trieste: dieci ragioni che rendono la mostra imperdibile

"Van Gogh", ovvero la mostra del superlativo. Ecco dieci ragioni per cui la mostra dedicata al grande pittore olandese nella città di Trieste non dovrebbe essere assolutamente persa.
Vincent van Gogh Ritratto di uomo (Ritratto di Joseph-Michel Ginoux) Ottobre-dicembre 1888 Olio su tela 65,3x54,4 cm © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands / L'Arlesiana (da Gauguin) 1890 Olio su tela, 60×50 cm Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea Foto Schiavinotto

Dopo avere visitato l'anteprima della mostra, ecco le nostre impressioni per convincervi che si tratta davvero di una mostra meritevole di un viaggio. Sono almeno dieci le ragioni per cui la mostra dedicata al Vincent van Gogh nella città di Trieste non dovrebbe essere assolutamente persa.

1. Per Trieste e i triestini

Trieste è una città bellisima, sospesa tra il cielo e il mare, pazza, originale, raffinatissima, che non ama esporsi come le signore d'altri tempi. I triestini sono simpaticissimi, accoglienti, sognatori ed eccentrici.

2. Per Van Gogh

Un artista che ha amato la vita profondamente, malgrado tutto. Vi si è agrappato nonostante vi abbia rinuciato sparandosi tra i campi, in un momento di disperazione, là dove tutto ebbe inizio, tra la natura di quel seminatore che, nella versione di Millet tanto lo colpì procurandogli stupore, come un "senso di profondo religioso e spirituale turbamento", così da farne poi, nella sua versione, un capolavoro assoluto.

Non a caso il suo "Seminatore" (1888) apre la mostra e il "Vecchio disperato (alle porte dell'eternità)......." la chiude.  Il reverendo del paese gli rifiuta il funerale poiché suicida. Ci pensano i suoi amici artisti, giunti da ogni dove, e la sua famiglia a rendergli onore con una cerimonia piena di amore. Alle pareti 80 tele realizzate da Vincent in 70 giorni, la sua prima mostra personale. Onorato da pittore, tra i pittori.

Il seminatore

Vincent van Gogh, Il seminatore, Arles, 17 – 28 giugno 1888 ca, Olio su tela, 64,2x80,3 cm - © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands... leggi il resto dell'articolo»

3. Per i disegni

L'esposizione documenta l'intero percorso del pittore includendo anche un nutrito numero di disegni perché, come scriveva lo stesso Van Gogh "il disegno è l'origine di tutto" e nessuna esplorazione della vita e dell'opera di questo artista sarebbe completa senza uno sguardo ai suoi molti, incredibili disegni, tutt'altro che meri strumenti preparatori, ma semi da cui spesso nascono poi le sue opere pittoriche.

Come diceva lui stesso, disegnare vuol dire "lavorare attraverso un invisibile muro di ferro che sembra separare ciò che si sente da ciò che si è in grado di fare. E' necessario indebolire questo muro, erodendolo poco a poco con costanza e con pazienza". 

La mostra vale il viaggio anche solo per contemplare l'atmosfera familiare della "Capanna di Torba" (1883) o il "Laboratorio di carpentiere e lavanderia" (fine maggio 1882), la "Veduta dell'Aia" (1882), la rivoluzionaria litografia "I mangiatori di patate" (1885), la "Donna che pela patate" (1881).

Capanna di Torba

Vincent van Gogh, Capanna di Torba (Drenthe, ottobre 1883) - Penna, inchiostro ferrogallico nero e acquerello grigio su carta vergata - 21,1x28,8cm - © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

4. Per i coniugi Ginoux

L'occasione eccezionale ed unica di vedere finalmente riuniti i coniugi, gestori del Café de la Gare, ad Arles, dove Van Gogh consumava quotidianamente i pasti, diventando presto loro amico. I ritratti "L'arlesiana" (1890) e "Ritratto di Joseph-Michel Ginoux" (1888) provengono rispettivamente dalla Galleria Nazionale di Roma e dal Kröller-Müller Museum.

Ritratti dei coniugi Ginoux

"L'arlesiana" (1890) e "Ritratto di Joseph-Michel Ginoux" (1888) - © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands e Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

5. Per ammirare il "Il giardino del manicomio a Saint-Rémy" (1889)

Perchè è un vero capolavoro, non servono altre parole.

Il giardino

Vincent van Gogh, Il giardino del manicomio a Saint-Rémy" (1889) - © Kröller-Müller Museum, Otterlo

6. Per ammirare "Il giardiniere" (1889)

Perchè l'umiltà del soggetto diventa immensa fusione tra uomo e natura sulla tela che racchiude tutti i colori di Van Gogh. "Non è forse l'emozione, la sincerità del sentimento della natura a guidarci? Le pennellate vengono fuori con una sequenza e una concatenazione tra loro come le parole di un discorso o in una lettera" scriveva Van Gogh al fratello Theo.

Il giardiniere

Vincent van Gogh Il giardiniere Saint-Rémy, settembre 1889 Olio su tela, 61x50 cm Galleria Nazionale Arte moderna, Roma Foto Schiavinotto

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7. Per ammirare il "Tessitore con telaio" (1884)

Il lavoro eternamente uguale e ripetitivo di questi artigiani poveri e sfruttati corrisponde perfettamente all'ideale epico del lavoratore che Van Gogh intende celebrare in tutte le sue opere e rende in modo superbo in quest'opera e nella serie dedicata ai tessitori.

Il tessitore

Vincent van Gogh, Tessitore con telaio (Neunen, aprile-maggio 1884), Olio su tela, 68,3x84,2cm - © Kröller-Müller Museum, Otterlo

8. Per la bellissima sede, Palazzo Revoltella

Sede della Galleria d'Arte Moderna di Trieste, oltre alla mostra su Van Gogh in questo periodo offre la possibilità di visitare anche la mostra su Ligabue, per l'occasione prolungata fino al 30 giugno 2024, oltre alla preziosa collezione permanente del museo. 

9. Per la sala immersiva

Non è una novità una sala immersiva dedicata alle opere di Van Gogh, ma in questo caso si tratta di tassello di una mostra vera e di alto livello, che riesce ad impreziosirla stimolando i nostri sensi e ricordando con un strumento scenografico quanta poesia ed emozione possa generarsi dai dipinti del grande pittore olandese.

Uno sguardo nella sala immersiva

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10. Per le lettere e gli scritti di Van Gogh

Non possiamo non citare anche la presenza delle lettere e degli scritti di Van Gogh. La mostra è supportata delle stesse parole dell'artista che parla, spiega, racconta. Attraverso le sue lettere possiamo seguirlo nel suo percorso, vedere da vicino la sua battaglia di artista e di uomo.

Infine, merita un grande plauso la curatrice della mostra Maria Teresa Benedetti, classe 1929, mente eccelsa della storia dell'arte italiana ed internazionale.

Per altre informazioni e altre immagini sulla mostra continua a leggere la scheda informativa›.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it