Futurismo Italiano. Il Contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento

  • Quando:   20/10/2023 - 10/01/2024
  • evento concluso

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Futurismo Italiano. Il Contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento
Enrico Prampolini: Costruzione spaziale-paesaggio, 1919 olio su tela, cm 47 × 47,3 Collezione privata, Roma - Courtesy Futur-ism Roma. Dalla mostra di Matera

Il Museo Nazionale di Matera ospita fino al 10 gennaio 2024 la mostra "Futurismo Italiano. Il Contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento", ideata da Annamaria Mauro e Daniele Ferrara e curata da Massimo Duranti, promossa dal Museo nazionale di Matera in collaborazione con la Direzione regionale Musei Veneto - Museo nazionale Collezione Salce.

"Il Futurismo, movimento che dall'Italia si affermò in tutto il mondo, seppe lasciare tracce a tinte forti anche nel Meridione nel segno di una sfida culturale al rinnovamento e alla creazione di una modernità - ha detto il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano - Ricostruire i passaggi a Sud di questi visionari delle avanguardie è una delle sfide vinte dagli organizzatori della mostra che hanno centrato innanzitutto l'obiettivo del recupero conoscitivo di questo fenomeno che ha contagiato tutte le discipline artistiche, lasciando un'eredità di pensiero e di creatività ancora attuale".

Ad essere proposti a Palazzo Lanfranchi sono più di 130 dipinti, sculture, disegni, provenienti da musei pubblici, fondazioni, archivi e collezioni private. Completano il percorso documenti d'archivio editi e inediti provenienti da diverse istituzioni. Dal Museo nazionale Collezione Salce sono giunti alla mostra di Matera ben 25 manifesti futuristi, a conferma della collaborazione tra il Museo nazionale di Matera e la Direzione regionale Musei Veneto intorno al progetto "Futurismi".

La mostra, ideata da Annamaria Mauro e Daniele Ferrara, curata da Massimo Duranti, è promossa dal Museo nazionale di Matera in collaborazione con la Direzione regionale Musei Veneto.

Per il Direttore generale Musei, Massimo Osanna: "La vocazione del Museo nazionale di Matera come centro di ricerca e memoria della tradizione storica e culturale del Meridione trova piena espressione nella mostra dedicata al Futurismo. L'esposizione focalizza l'apporto degli artisti del Mezzogiorno nella nascita e nello sviluppo di questa importante esperienza artistica del secolo scorso. La collaborazione del Museo nazionale di Matera con la Direzione regionale Musei Veneto e la pluralità dei prestatori rappresentano le potenzialità del lavoro corale e dello spirito di cooperazione che anima il Sistema museale nazionale".... leggi il resto dell'articolo»

"Una rilettura del ruolo avuto dal Mezzogiorno nella diffusione ed elaborazione del Movimento che vuole riprendere il discorso dell'Italia, dalla Campania e dall'Abruzzo in giù e fino alle isole maggiori, come il più grande 'luogo' del Futurismo, luogo animato non solo dai futuristi nati e vissuti nel Mezzogiorno, ma anche da tutti i futuristi italiani che negli eventi e manifestazioni svoltesi nel Meridione parteciparono attivamente da protagonisti, comprimari e attori", evidenzia la direttrice del Museo nazionale di Matera, Annamaria Mauro.

"Nel catalogo - sottolinea il curatore Duranti - nell'ambito degli esiti della 'Ricostruzione futurista dell'Universo', è richiamato il manifesto del 1915, firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero, che segna la continuità e l'evoluzione della prima stagione 'eroica' del Futurismo e che teorizzava l'interesse del movimento per ogni forma di espressività e dunque letteratura, poesia, cinema, teatro, musica, arredo, cucina. Per questo motivo, una sezione della mostra è dedicata alle arti applicate: mobili, arazzi, abiti, maioliche. Importante è la presenza dell''Intonarumori' di Russolo, nella ricostruzione di Pietro Verardo che ripropone sonoramente l'invenzione del futurista in materia di musica-non musica. Accanto a questo apparato e sempre in materia musicale, vengono esposti gli spartiti, conservati al Conservatorio di musica Lorenzo Perosi di Campobasso, di Nuccio Fiorda".

Accanto ai nomi dei protagonisti Boccioni, nativo della Calabria, Balla, Severini, Carrà, Depero, Prampolini, Dottori, Benedetta ci sono anche quelli di personaggi meno noti, ma non meno significativi come Roherssen, Bologna e Castellana.

Per quanto riguarda gli aeropittori, saranno presenti opere di numerosi futuristi le cui peculiarità furono declinate da Marinetti stesso nel 1939: Prampolini e Crali inseriti nella "Aeropittura stratosferica cosmica biochimica"; Fillia e Diulgheroff nell' "Aeropittura essenziale, mistica ascensionale simbolica"; Dottori, Benedetta, Bruschetti, Peruzzi, Tano e Angelucci in quella trasfiguratrice lirica spaziale; Tato nella "sintetica e documentaria". Opere di Dottori, Fillia e Bruschetti rappresentano l'Arte Sacra Futurista, codificata dal manifesto del 1931.

Oltre all'Aeropittura, negli sviluppi futuristi si manifesta la tendenza meccanicistica che viene rappresentata da opere di Depero, Pannaggi e Prampolini che manifesterà poi l'idealismo cosmico, presupposto dell'astrattismo. Particolare attenzione è riservata in mostra, guardando specificatamente al Meridione, ai "Circumvisionisti", il gruppo dei futuristi campani attivi già dal 1914: pittori, poeti paroliberi, scrittori e intellettuali che animarono la presenza futurista a Capri e Napoli. Vengono così presentate opere dei fratelli Francesco e Pasqualino Cangiullo, Buccafusca, Cocchia, Peirce, Lepore, Maino protagonisti di un percorso culturale che dal Futurismo giunge al teatro napoletano di Antonio De Curtis.

Un focus è riservato al contributo al Futurismo della Lucania: ad essere esposte sono due rarissime opere di Joseph Stella, nativo di Muro Lucano, ma trasferitosi a 19 anni negli Stati Uniti, definito "il primo futurista d'America".

La mostra Futurismo Italiano realizza una rilettura della prospettiva culturale e territoriale del sud dell'Italia come "luogo" privilegiato del Futurismo, soprattutto a partire dagli anni Venti, attraverso le opere dei più importanti protagonisti del Movimento non solo del Mezzogiorno, "luogo" dove si tennero mostre importanti fra Capri, Napoli, Salerno, Bari, Palermo.
Pittura, scultura, grafica, oggetti di arte applicata in mostra evidenziano esiti della Ricostruzione futurista dell'Universo, manifesto firmato nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero, come conferma storico-critica dell'unità temporale e artistica (1909-1944) dell'avanguardia marinettiana. Le opere e gli autori, anche i documenti in catalogo, sono frutto di ricerche attente che non si sono limitate ai protagonisti più noti del Futurismo che, pure, sono presenti, ma mettono in luce anche esperienze e figure meno note. Originale è poi la scelta di lavorare sulla contaminazione tra i dipinti e le sculture con i manifesti futuristi della Collezione Salce, di presentare la ricostruzione dell'Into- narumori di Luigi Russolo, la rivisitazione degli abiti futuristi di Emanuel Zoo e alcune suggestioni fotografiche futuriste contemporanee.
Un allestimento multimediale di Inera presenta spettacolarmente il Futurismo con immagini della mostra e di Matera. Nel catalogo edito da Gangemi Editore International, nelle due edizioni in italiano ed in inglese, è pubblicata un'ampia cronologia aggiornata che ricostruisce l'itinerario storico del Futurismo nel Mezzogiorno attraverso le mostre, gli articoli e gli eventi più significativi di quel periodo.

Le sezioni della mostra

1. I Fondatori del Futurismo: prima presenza al sud 
La sezione è dedicata ad autori della stagione eroica del Futurismo presenti nella mostra alla Galleria Sprovieri di Napoli nel 1914. Non si tratta, in modo stretto, dei firmatari del Manifesto, tuttavia rappresenta il nucleo principale del Movimento che alle soglie della Prima Guerra Mondiale iniziava quella relazione col Mezzogiorno che poi riprenderà con maggiore intensità nel corso degli anni Venti. Presenti in tale sezione anche Francesco e Pasqualino Cangiullo, ai quali si deve la presenza di Umberto Boccioni che in quello stesso 1914 redigeva il Manifesto futurista ai pittori meridionali. Tra gli artisti che si aggregarono ai firmatari dei manifesti, e attivi lontano da Milano, si espongono opere di Roberto Marcello Baldessari e Joseph Stella realizzate negli anni prima del 1920.

2. Inizio dei rapporti tra futuristi e i "Luoghi del futurismo" al sud
Tra 1917 e 1922 Fortunato Depero ed Enrico Prampolini intraprendono rapporti stretti con l'area partenopea, in particolare con l'ambiente di Capri. Il primo è Depero, grazie alla conoscenza a Roma di Gilbert Clavel, architetto, poeta e scrittore svizzero al seguito di Sergej Diaghilev che viveva parte dell'anno tra Positano e Capri. Più tardi sarà Prampolini ad entrare in contatto con l'area caprese, sviluppando proprio in tale frangente i primi esempi di arte meccanica. A testimonianza di quanto tale ambiente fosse diventato attrattivo si presenta anche un'opera di Antonio Marasco del 1919 ispirata al paesaggio dell'isola.

3. Dall'arte meccanica all'aeropittura - dal'arte sacra all'idealismo cosmico
Dal 1925, fino al 1940, il Mezzogiorno vede un fermento che porta il Futurismo ad essere protagonista in tutte le regioni. Si susseguono mostre dove si presentano gli esiti delle ricerche sull'arte meccanica, sull'aeropittura, sull'arte sacra, ed anche portando alla nascita di gruppi locali come i circumvisionisti nell'area campana. L'intero movimento viene rappresentato alimentando l'accostarsi di nomi come Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giulio D'Anna che divengono in breve tempo protagonisti della stagione aeropittorica futurista celebrando i territori del Mezzogiorno e con essi quella solarità profonda e quel radicamento territoriale che sarà fortemente d'ispirazione anche per il resto dei marinettiani.

4. Esiti della ricostruzione futurista dell'universo
La sezione riprende il tema della Ricostruzione futurista dell'universo che nel Mezzogiorno è presente soprattutto nelle grandi esposizioni come la Mostra d'Oltremare di Napoli del 1940. Artisti come Giacomo Balla, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, ma anche la Leandra Angelucci Cominazzini, Nicolay Djulgheroff e molti altri si adoperarono per estendere le ricerche futuriste all'ambito delle arti applicate. In mostra si trovano oggetti d'arredo originali, e un'opera con lo stemma per il dopolavoro di Matera di Fortunato Depero, ma anche contaminazioni con una serie di manifesti futuristi della Collezione Salce di Treviso. Importante la riproposizione dell'Intonarumori di Luigi Russolo, nella ricostruzione di Pietro Verardo e, sempre riguardo alla musica futurista, spartiti originali del musicista futurista meridionale Nuccio Fiorda. Ancora, contaminazioni con gli abiti futuristi presenti nei rifacimenti dello stilista Emanuel Zoo degli anni Ottanta e fotografie contemporanee ispirate al Futurismo del fotografo Giuseppe Cardoni.

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Mostra: Futurismo Italiano. Il Contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento

Matera - Museo Nazionale di Matera

Apertura: 20/10/2023

Conclusione: 10/01/2024

Organizzazione: Annamaria Mauro, Daniele Ferrara, Museo nazionale di Matera

Curatore: Massimo Duranti

Indirizzo: via Domenico Ridola, 24 - 75100 Matera

Per info: +39 0835 310058 | mn-mt@cultura.gov.it

Catalogo: edito da Gangemi Editore International, nelle due edizioni in italiano ed in inglese

Sito web per approfondire: https://www.museonazionaledimatera.it/



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