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"Il grande vuoto" per il Materia Prima Festival

  • 16/03/2024
  • evento concluso
Il grande vuoto per il Materia Prima Festival
Il grande vuoto, foto ©Laila Pozzo

Per la prima volta in scena dopo il debutto a Romaeuropa per il toccante e leggerissimo spaccato sulla dissoluzione di una famiglia firmato dalla pluripremiata regista e autrice Fabiana Iacozzilli.

Una grande storia d'amore: quella tra un padre scomparso, una madre malata, una casa che si svuota e i figli che rimangono. Portare il dolore sul palcoscenico per trasformarlo in bellezza: questo è "Il grande vuoto", l'ultimo lavoro della regista e autrice associata al Lincoln Center Directors Lab del Met di New York Fabiana Iacozzilli, con Giusi Merli nel ruolo di protagonista, che dopo il debutto a Romaeuropa torna per la prima volta in scena sabato 16 marzo ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111R) nell'ambito di Materia Prima Festival, evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo a cura di Murmuris col sostegno e il contributo di Mic - Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze, Unicoop Firenze.

Quattro quadri raccontano il lento dissolversi di una famiglia: una coppia di anziani, una figlia e sua madre malata di Alzheimer, una badante, ciò che rimane in una casa della nostra esistenza, delle vite che finiscono lasciando solo vestiti, coppe, cartoline, calamite e fotografie pronte ad essere inscatolate e portate via per sempre. Con una scrittura saldamente ancorata al teatro di figura e la potenza visionaria delle sue macchine sceniche, Fabiana Iacozzilli torna a perlustrare le zone d'ombra della nostra esistenza, a farsi testimone delle nostre aspirazioni, dei nostri sogni e dei loro fallimenti, della fragilità, della forza e di tutta l'energia che ci rende umani. 

Una coproduzione Cranpi, Teatro Vascello, La Corte Ospitale e Romaeuropa Festival, con la drammaturgia di Linda Dalisi, che annovera nel cast Ermanno De Biagi, Francesca Farcomeni, Piero Lanzellotti e per la prima volta in scena Mona Abokhatwa, "Il Grande vuoto" osserva l'ultimo pezzo di strada che una famiglia percorre prima di svanire, affidando alla tragedia forse più cupa del teatro shakespeariano, "Re Lear", il compito di sublimare il dolore attraverso il gioco teatrale. Uno svanire amplificato dal progressivo annientamento delle funzioni cerebrali della madre, ex attrice colpita da una malattia neurodegenerativa alla quale rimane solo il ricordo del suo cavallo di battaglia, un monologo tratto appunto dal "Re Lear". Un prosciugarsi a cui fa eco lo svuotarsi di esseri umani dalla casa di famiglia, che al contrario si popola di oggetti, di ricordi che aumentano, pesano e riempiono tutte le stanze. Nello spettacolo, la narrazione teatrale si contamina con il video: grazie a fotocamere ad alta risoluzione con visione notturna fino a trenta piedi infatti un figlio può continuare a vivere la propria vita ed entrare senza essere visto in quella del proprio genitore. Guardare la madre giocare al solitario, fissare la televisione spenta, parlare con persone che non esistono, non farsi il bidet, piangere, stare seduta e ferma sul bordo del letto, passare la notte a tirar fuori dai cassetti fotografie, pezzi di carta, mutande sporche, per poi rimetterli a posto.

"Tante le domande che ci hanno spinti a sprofondare in questa materia artistica spiega Iacozzilliad addentrarci in questa ricerca su cosa rimane di noi, e se continua ad esistere qualcosa di quello che siamo stati mentre ci approssimiamo alla fine della vita. Ma una su tutte è forse la più adatta a questo lavoro ed è quella letta in un fumetto dell'autrice Giulia Scotti: il punto è trasformare il dolore in bellezza. Ci riusciremo ancora?". Fabiana Iacozzilli conclude così la sua "Trilogia del vento", trittico in cui si interroga sulle grandi tappe dell'esistenza umana come opportunità generative: l'infanzia e le relazioni con i maestri che ci mostrano o ci impongono delle vie da percorrere, al centro dell'applaudito "La classe. Un docupuppets per marionette e uomini"; la maturità, la genitorialità e il riuscire a prendersi cura, protagonisti di "Una cosa enorme", debuttato alla Biennale Teatro 2020; e, infine, la vecchiaia in rapporto con il vuoto e il senso della memoria, indagati in questo ultimo capitolo della trilogia.... leggi il resto dell'articolo»

Fabiana Iacozzilli porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer. Dal 2013 è artista residente al Teatro Vascello e dal 2017 collabora con Cranpi e Carrozzerie N.O.T. Nel 2008 fonda la compagnia Lafabbrica e dal 2011 è membro del LINCOLN CENTER DIRECTORS LAB. Tra i suoi spettacoli: "Aspettando Nil" con il quale vince l'Undergroundzero Festival di New York; "La trilogia dell'attesa" vincitrice del Play Festival (Atir e Piccolo Teatro di Milano-Teatro d'Europa); "Da soli non si è cattivi. Tre atti unici dai racconti di T. Tomasulo" e "La classe" che vince il bando di residenze interregionali CURA 2018, il Premio In-Box 2019, il Premio della Critica ANCT 2019 e ottiene quattro nomination UBU 2019 (miglior progetto sonoro vinto da H. Westkemper). Nel luglio 2020 "Una cosa enorme" debutta alla Biennale Teatro 2020 e replica a REF2021. Nel 2021 è regista di "Abitare il ritorno" progetto di teatro comunitario ideato da Asinitas e inserito in INCROCI -progetto di interscambio tra realtà che usano il teatro come strumento di interazione culturale- e nel progetto di scambio internazionale di pratiche teatrali Literacy Act. Nel 2022 "Abitare il ritorno" vince il Bando CIVIS Open/Lab/Civic engagement – Festival Teatrale "Teatro delle migrazioni". Nel 2022 cura la mise en lecture di "En Abyme" per la Biennale di Venezia 2022, spettacolo con il quale debutta in prima nazionale nel giugno 2023 alla Biennale di Venezia. Nel 2023 cura insieme a Cranpi il progetto "Piccole donne" - da L. M. Alcott - un laboratorio di teatro integrato con giovani donne che soffrono di disturbi alimentari in collaborazione con Villa Pia-Italian Hospital Group di Guidonia Montecelio.

Materia Prima è in collaborazione con Inbox, Firenze dei Teatri, Bando Toscana Terra Accogliente, Rat - Residenze Artistiche Toscane, Quadrato - Ecosistema teatrale. Nell'ambito della Multiresidenza Creativa Flow insieme a Elsinor - Centro di Produzione Teatrale e Versiliadanza.

Il Grande Vuoto, spettacolo di Fabiana Iacozzilli per la drammaturgia di Linda Dalisi.

Performers: Ermanno De Biagi, Francesca Farcomeni, Piero Lanzellotti, Giusi Merli e con Mona Abokhatwa per la prima volta in scena

Progettazione e realizzazione scene Paola Villani | luci Raffaella Vitiello | musiche originali Tommy Grieco | suono Hubert Westkemper | costumi Anna Coluccia | video | Lorenzo Letizia | aiuto regia Francesco Meloni | scenotecnica Mauro Rea, Paolo Iammarone e Vincenzo Fiorillo | fonico Jacopo Ruben Dell'Abate | direzione tecnica Francesca Zerilli | assistenti Virginia Cimmino, Francesco Savino, Veronica Bassani, Enrico Vita | collaborazione artistica Marta Meneghetti, Cesare Santiago Del Beato 

Una produzione di Cranpi, La Fabbrica dell'Attore, La Corte Ospitale, Romaeuropa Festival con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno di Accademia Perduta / Romagna Teatri, Carrozzerie n.o.t, Fivizzano 27, Residenza della Bassa Sabina, Teatro Biblioteca Quarticciolo.

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"Il grande vuoto" per il Materia Prima Festival

Firenze, Teatro Cantiere Florida

Apertura: 16/03/2024

Conclusione: 16/03/2024

Organizzazione: Materia Prima Festival

Indirizzo: via Pisana 111R - 50143 Firenze

Biglietto: Intero 15€ | Ridotto 12€ (convenzionati Cral, Unicoop Firenze, Tessera Arci, Over 65, Under 26, Università Età Libera) | 8€ (studenti degli istituti superiori e universitari, Casateatro) | Ingressi speciali "Essere o non essere, Amleto" + incontro "Dalla parte di chi guarda" – ingresso unico 8€

Per info: +39 329 9160071 | info@murmuris.it

Sito web per approfondire: https://materiaprimafestival.com/