Inaugurazioni

A Palazzo Ducale di Urbino si inaugura la mostra "Sul filo di Raffaello"


Manifattura Gobelins, atelier Lefebvre (da Raffaello), Giudizio di Paride, arazzo, 1691-1703, cm 455 x 640, Mobilier National, Parigi

La Galleria Nazionale delle Marche, in collaborazione con i Musei Vaticani e con il Mobilier National di Parigi, inaugura oggi, venerdì 21 maggio, nel Palazzo Ducale di Urbino, la mostra "Sul filo di Raffaello", dedicata a Raffaello e al mondo degli arazzi, a cura di Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazzini.

Durante la presentazione alla stampa erano presenti, tra gli altri, la curatrice Anna Cerboni Baiardi, il direttore del museo Galleria Nazionale delle Marche Luigi Gallo, Morgane Lucquet Laforgue del Mobilier National di Parigi, e l'architetto Francesco Primari, che ha curato l'allestimento della grande Sala del Trono del Palazzo Ducale che accoglie i 12 arazzi provenienti da Parigi e Roma.

L'inaugurazione dell'importante mostra coincide anche con la riapertura al pubblico del museo e della sua collezione permanente.

Undici degli arazzi esposti provengono dal Mobilier National di Parigi e testimoniano come la Francia, più di ogni altro paese, sotto il regno di Luigi XIV (ma poi fino al XIX secolo), abbia nutrito una vera e propria venerazione nei confronti di Raffaello, al punto da concepire il “folle” progetto di ricreare ad arazzo a Parigi, in più repliche, i più celebri affreschi dell’Urbinate, utilizzando a tal fine, da un lato i pittori francesi dell’Accademia di Francia residenti a Roma per copiare dal vivo i prototipi, dall’altro l’abilità straordinaria degli arazzieri inquadrati da Colbert sotto l’egida della manifattura dei Gobelins, aperta a Parigi e attiva esclusivamente per le commissioni reali, dove molte delle tappezzerie furono tessute.

Gli arazzi esposti di provenienza parigina appartengono a tre serie distinte, due delle quali ebbero inizio entrambe nel 1683. Morgane Lucquet Laforgue del Mobilier National di Parigi ha spiegato, in perfetto italiano, come lavorassero tra i 200 e i 300 arezzieri alla manifattura Gobelins, divisi in 5 ateliers, con diversi arazzieri impegnati su ciascun arazzo. I più dotati si dedicavano in particolare ai volti.

Negli arazzi appartenenti alle serie più antiche venivano usati in modo più diffuso anche fili metallici di argento e oro, con i quali si creavano dei preziosi effetti a rilievo.

Le grandi pezze tessute raffigurano principalmente le pitture delle Stanze Vaticane, ma di fondamentale importanza è, secondo le parole della curatrice Anna Cerboni Baiardi, l'opera che raffigura l’Adorazione dei pastori, proveniente dai Musei Vaticani, da cui esce per la prima volta. Questo arazzo, terminato nel 1523, pochi anni dopo la morte del grande Raffaello, segna un passaggio fondamentale per il rapporto di Raffaello con l'arte dell' arazzo, avvicinando quest'ultima al mondo del Rinascimento, dopo che era stata legata fino a quel momento soprattutto alla cultura gotica.

L'auspicio della curatrice è che la mostra "Sul filo di Raffaello" a Urbino possa contribuire a porre sotto i riflettori questo genere artistico che in Italia è ancora poco conosciuto, nonostante le collezioni del nostro Paese siano ricchissime di pezzi straordinari.

La Galleria Nazionale delle Marche ha contribuito, oltre che alla conoscenza di questa raffinata arte, anche alla conservazione dei preziosi tessuti sostenendo finanziariamente il restauro di alcuni dei pezzi prestati dal Mobilier National di Parigi. L’intero studio sotteso alla mostra, con un’ampia panoramica sulla produzione di arazzi legati all’universo raffaellesco, è esposto in maniera esaustiva nel ricco catalogo, curato da Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazini, edito da Silvana Editoriale.

Per maggiori informazioni sulla fruizione della mostra "Sul Filo di Raffaello" e per ammirare in foto alcuni degli arazzi esposti è possibile continuare la lettura.

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