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5 mostre da non perdere a Bologna dopo Arte Fiera

Conclusa la grande settimana dell'arte a Bologna, con l'accoppiata Arte Fiera e ART CITY Bologna, non sono terminate alcune mostre di grande interesse in città, che per motivi diversi meritano l'attenzione degli appassionati d'arte, e non dovrebbero essere assolutamente perse.
Concetto Pozzati XXL, Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni, Bologna

1. Concetto Pozzati XXL

Al primo posto ci sentiamo di mettere la grande antologica dedicata alle opere di grande dimensione di Concetto Pozzati. Si tratta di un progetto espositivo capace di restituire al meglio la grandezza di questo artista, e non solo per la dimensione delle opere esposte. Al suo attivo Pozzati può vantare cinque Quadriennali di Roma (1959, 1965, 1973, 1974, 1986), sei Biennali di Venezia (1964, 1972, 1982, 2007, 2009, 2013), partecipazioni alle Biennali di San Paolo del Brasile (1963), di Tokio (1963) e di Parigi (1969), oltre che a Documenta di Kassel (1964). Basterebbero questi numeri per comprendere la qualità della sua produzione artistica, che ha saputo rinnovare nei decenni, pur restando sempre fedele alla sua originale cifra stilistica e alla sua idea del fare arte.

Il "poppista" (termine da lui stesso usato per esprimere la sua aspirazione verso un'idea "pop" dell'arte), il "corsaro dell'arte", per il suo guardare alla storia dell'arte e al lavoro degli altri artisti per "rubare" immagini e soggetti/oggetti da inserire nelle sue composizioni, fu un intellettuale a tutto tondo, teorico e critico d'arte, pur sostenendo che l'arte non è definibile, e che è possibile insegnare (Pozzati insegnò a Firenze e Venezia, ebbe la direzione dell'Accademia di Urbino, e fu ordinario della cattedra di Pittura presso l'Accademia di Bologna) solo ciò che non si sa.

Questa mostra, che racconta tutte le fasi principali della sua carriera, e che espone alcune opere storiche fondamentali, esprime un'intensità poetica davvero rara, se vissuta con la giusta capacità di "ascolto", di ciò che gli oggetti reinventati da Pozzati nei suoi dipinti riescono a trasmettere all'osservatore. 

Un consiglio: non perdetevi nulla del video con cui si conclude il percorso espositivo, il film "A che punto siamo con i fiori?" di Stefano Massari. Saranno le stesse parole di Concetto Pozzati, insieme ad alcune immagini sue e della moglie, a farvi entrare appieno nel suo mondo, umano ed artistico, per capire fino in fondo la portata culturale della sua figura.

Attenzione però. C'è tempo solo fino all'11 febbraio per non perdere questa mostra XXL!

2. Mimmo Paladino. Nel Palazzo del Papa

Mimmo Paladino a Palazzo Buoncompagno

Senza titolo, 2020. 13 cavalli in vetroresina, collezione dell'artista

C'è invece ancora tempo, fino al 7 aprile 2024, per visitare, esclusivamente su prenotazione e con visita guidata, l'ultimo significativo progetto espositivo di Mimmo Paladino, grande protagonista alla fine degli anni '70 del movimento artistico teorizzato da Achille Bonito Oliva, la Transavanguardia, che si relaziona con gli splendidi spazi di Palazzo Boncompagno, il Palazzo che fu la dimora di Papa Gregorio XIII.... leggi il resto dell'articolo»

Un'occasione per entrare nel mondo di un altro grande artista italiano, di una generazione successiva a quella di Concetto Pozzati, che saprà catturarvi con l'esposizione del suo pensiero, raccontato attraverso opere d'arte, storiche e recenti.

La mostra non segue un criterio cronologico perché per Paladino il tempo non esiste, non nel senso classico della sequenza passato, presente, futuro. Si comincia dalla loggia coperta affacciata sul cortile interno, dove si trovano due figure di Guerrieri, l'installazione dei sette personaggi-ideogrammi di Respiro del 1995, insieme a un imponente Elmo di bronzo del 1998, decorato in rilievo con simboli arcani, numeri, labirinti, lettere di una lingua sconosciuta.

Elmo in bronzo, 1998

Il percorso prosegue nella Sala delle Udienze Papali al cui centro è esposta l'installazione titanica di tredici cavalli neri, un ritorno a questo soggetto che richiama la sua opera La Montagna di Sale, un'installazione di Mimmo Paladino a Gibellina, realizzata nel 1990.

Si continua quindi attraverso le sale interne del Palazzo, dove si può ammirare la nuova serie di sei Madonne nere e un grande dipinto che segna la conclusione del percorso espositivo.

madonne nere

Mimmo Paladino, Madonne Nere, 2023 . tecnica mista su tela di iuta, 80x60cm, Galleria Mazzoli, Modena

Una mostra quindi che si svolge con un numero relativamente limitato di opere, ma assolutamente rappresentative degli elementi più significativi della poetica e del percorso creativo di uno degli artisti italiani viventi più importanti e riconosciuti anche a livello internazionale.

3. Greta Schödl. Il tempo non esiste

Il tempo non esiste

Greta Schödl. Il tempo non esiste - Palazzo Paltroni, Bologna

Greta Schödl, classe 1929, grande artista e performer di origine austriaca, ma che ha vissuto a Bologna dal 1959, è stata invitata a prendere parte alla prossima Biennale di Venezia, a suggello di un rinnovato interesse sulla sua figura, che già da un paio di anni si registra, con una serie di iniziative espositive, in particolare nella sua città d'adozione.

Per lei si tratta di un ritorno nell'esposizione internazionale d'arte più antica e a lungo anche più prestigiosa al mondo, avendovi già partecipato nel 1978, in occasione della 38^ Biennale. Greta Schödl può anche vantare un invito alla Biennale di São Paulo in Brasile nel 1981 e significative presenze museali.

Il titolo dell'esposizione, "Il tempo non esiste", riflette una citazione ricorrente dell'artista e rimanda all'inesistenza del concetto di tempo, in questo evidentemente in sintonia con le idee di Paladino, pur essendosi impegnata in una ricerca formale molto distante da quella dell'artista campano. Schödl sostiene che l'identità individuale sia modellata sin dalla nascita e che l'essenza di ognuno si manifesti immediatamente, già dal primo istante di vita.

La mostra, che anche in questo caso non segue un ordine cronologico, ed è costruita con un numero abbastanza limitato di opere, rappresenta comunque bene il processo artistico della Schödl e la sua capacità di esprimersi attraverso molteplici tecniche: il mosaico, il disegno, l'illustrazione, la scrittura, la pittura, la scultura e, non ultima, la performance. L'esposizione di Palazzo Paltroni testimonia infatti, attraverso documenti e fotografie, tra cui un nucleo di scatti del grande fotografo bolognese Nino Migliori, anche la pratica performativa, che ha visto Greta Schödl impegnata tra gli anni Settanta e Ottanta in tre storiche performance: Tubo (1978), Bidone (1978) e Straßenpoesie (1980), realizzate a Bologna e Basilea.

4. Mary Ellen Bartley: Morandi's Books

Morandi's Books

Mary Ellen Bartley, Large White Bottle and Shadow, 2022, Stampa d'archivio a pigmenti montata su Dibond, cm 68 x 91. Courtesy Mary Ellen Bartley

Ospitata dal Museo Morandi negli spazi espositi del MAMbo in Via Don Giovanni Minzoni a Bologna, questa mostra, raccolta in due sale, fa parte delle iniziative promosse che esplorano e reinterpretano il lavoro di Giorgio Morandi nel 60° anniversario della morte, attraverso differenti linguaggi del contemporaneo, in questo caso la fotografia.

"Morandi's Books" rappresenta la prima personale in Italia della fotografa statunitense Mary Ellen Bartley (New York, 1959), e presenta 21 fotografie che costituiscono l'affascinante esito di una residenza che la fotografa ha svolto a Bologna, negli spazi di Casa Morandi, iniziata nel maggio nel 2020, interrotta poco dopo a causa della pandemia da Covid-19, e successivamente ripresa nel 2022. I soggetti sono delle composizioni costruite con alcuni dei libri e degli oggetti appartenuti all'artista, oggi conservati nella casa-museo di via Fondazza. 

Nel suo approccio metodologico, Bartley ha rispettato aspetti come la luce, i colori e la geometria che si ritrovano nelle celebri nature morte di Morandi, nel comune intento della ricerca dell'essenza e dall'attenzione verso le semplici cose, per trasferire all'osservatore un senso di semplicità, silenzio, pace, ordine e riflessione.

Il risultato, a nostro parere, è davvero notevole, e merita di essere visto dal vivo.

5. Animali Fantastici. Il Giardino delle Meraviglie

Animali fantastici

Valentina De Martini, Elefante rosa (Pink Elephant), Olio su tela, 240 x 200 cm, 2012 © Arthemisia

Vogliamo concludere questa piccola selezione di mostre bolognesi, con un progetto particolare, adatto a tutta la famiglia, che unisce l'arte con l'intrattenimento.

La mostra "Animali Fantastici" è allestita a Palazzo Albergati, trasformando il museo in un immenso spazio aperto, in cui gli animali trovano il loro habitat ideale, accogliendo tutti, grandi e piccoli, esperti d'arte e curiosi. Sono 23 gli artisti, tutti italiani, scelti tra coloro che hanno indagato l'universo animale con grande coerenza tematica. 

Si può affermare che è il primo zoo d'artista realizzato al mondo, privo di gabbie, senza distanze e animato da pitture, sculture e installazioni di animali di ogni specie, per realizzare una sorta di safari pedonale dove le opere accompagnano il visitatore in una passeggiata dentro una favola, dove gli animali convivono nel più rispettoso degli ecosistemi artistici.

Consigliata la prenotazione, la mostra resterà visitabile fino al 5 maggio.


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Pubblicato il

Itinerarinellarte.it