Dal 26 gennaio al 26 maggio 2024 a Torino si tiene la grande mostra su Antonio Ligabue con oltre 90 opere della variegata produzione di un vero artista incompreso, ma amatissimo dal pubblico.
Antonio Ligabue ( Zurigo 1899 / Gualieri) rappresenta ancora oggi uno dei più clamorosi "errori" di valutazione da parte dei grandi storici dell'arte italiani, che si sono sempre concentrati su altri artisti sponsorizzati dal soffocante mainstream devoto ad una certa parte politica e socioculturale. Non fu sufficiente per Ligabue a farlo entrare nell'empireo cultural/resistenziale il fatto di aver rotto una bottiglia in testa ad un soldato tedesco (dopo che agì da interprete per la Wermacht) che gli costò invece un nuovo ricovero psichiatrico.
Le opere di Antonio Ligabue illustrano la vita, la psiche e la sua storia tormentata. L'arte per Ligabue è sempre stata un'esigenza innata che lo aiutava a sopportare le difficoltà e i dolori della vita. Questo è riscontrabile soprattutto nella forza dei suoi dipinti che colpisce ancora oggi, emozionando e colpendo nel profondo.
Di Antonio Ligabue sono stati evidenziati, dai pochi che si sono interessati a lui, i soggetti delle opere, trascurando in larga parte la straordinaria capacità tecnica dell'artista.
Questa mostra, intende allontanarsi dalla stereotipata visione del "matto", del personaggio mitologico a cui ha fatto un gran bene il cinema (con i due film del 1977 con Flavio Bucci protagonista e del 2020 con Elio Germano), per riportare il suo disagio a una lunga tradizione che risale all'800, da Ensor a Munch e fino a Van Gogh.
Giovanni Faccenda è il curatore della mostra Ligabue (dal 26 gennaio al 26 maggio ), la prima realizzata con la Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue a quasi un anno dalla scomparsa di Augusto Agosta Tota, che dell'artista fu amico, promotore e studioso.... leggi il resto dell'articolo»
Una mostra che si annuncia come uno dei grandi eventi del 2024, con oltre 90 opere (71 dipinti, 8 sculture e 13 disegni provenienti da collezioni private) che illustrano la vita tormentata e la variegata produzione di un artista «eccentrico» e per molti versi incompreso, ma post mortem amatissimo dal pubblico.
«Ho curato molte mostre nel mondo, con protagonisti assoluti come de Chirico, Morandi e Picasso. Nessuno di loro riesce però a trovare un seguito di pubblico come Ligabue. Perché nell'artista e nelle sue opere si attiva una sorta di rispecchiamento da parte di molti, che riconoscono in lui un uomo emarginato e per alcuni aspetti sconfitto, ma anche una persona che non si è mai omologata e preferisce l'isolamento piuttosto che relazioni sociali finte. Il pubblico riconosce anche le proprie inquietudini, materializzate nelle opere di un grande artista che, ribadiamolo, è davvero di statura mondiale». (Giovanni Faccenda)
In mostra sono alcune delle sue immagini più note, tra cui i suoi celebri «animali»: «Sono il suo mondo, li aveva studiati da bambino nei musei e lui stesso si autodefinisce "pittore di animali"», spiega Faccenda. «Ligabue si immedesima negli animali feroci trovando una sorta di identificazione, un suo personale riscatto rispetto a coloro che lo facevano soffrire. La tigre che azzanna, da lui spesso rappresentata, è in realtà un autoritratto, carico di una ferocia che lui stesso non avrebbe avuto il coraggio o desiderio di esprimere nella vita reale. Negli altri animali, come cani e gatti, rintraccia invece quella fedeltà che non aveva trovato negli uomini».
Insieme, in mostra sono anche gli altrettanto iconici autoritratti: «Una delle novità della mostra sono proprio alcune opere non viste da molto tempo e alcuni inediti. Ci sono autoritratti che scansionano meglio la sua vita, come una sorta di diario. In alcuni si rappresenta con la tempia insanguinata, testimonianza di quando si batteva con una pietra convinto che così sarebbe uscito dalla testa il male che lo attanagliava. Il naso aquilino, invece, lo rendeva più vicino all'immagine di artista maledetto. Ma se li vogliamo leggere in modo più intimo e profondo, sono il simbolo delle ferite inferte da chi lo derideva e gli negava un piatto di cibo», spiega Faccenda. «Ciò che è importante che termini è il fraintendimento per il quale Ligabue è un pittore "naif", laddove è certo un pittore autodidatta ma che ha compiuto una lunga ricerca. Altro fraintendimento duro a morire è il suo debito rispetto a Van Gogh, della cui esistenza invece sapeva a stento». E conclude: «Ligabue ha ancora una sua straordinaria attualità, e dimostra che la gente non ha imparato nulla, soprattutto in Italia. Si pensi al caso della grande poetessa Alda Merini, accomunata a Ligabue da diversi fattori. Entrambi hanno vissuto il proprio disagio e sono stati a lungo emarginati, prima di riuscire a conquistare finalmente l'attenzione di molti».
Antonio, figlio di una donna bellunese emigrata a Zurigo, non conobbe il vero padre e fu riconsciuto da tale Bonfiglio Laccabue di Gualtieri, che sposo la madre nel 1901. Dato in affidamento ad una famiglia svizzera, peraltro anch' essa povera, nel pur ricco Paese elvetico, visse di stenti tanto da arrivare al rachitismo, Cui si aggiunsero altri
problemi. Fu in qualche modo salvato in gioventù da un pastore evangelico da cui ricevette una certa istruzione.
Espulso dalla Svizzera visse a Gualtieri svolgendo umili e spesso pesanti lavori non adatti al suo fisico malato. Gli cambiò la vita un incontro con Renato Mazzacurati.
Dagli inizi degli anni 30, pur con alti e bassi, poté dedicarsi alla pittura, ma solo dopo il 1957 raggiunse una buona agiateza tanto da permettersi di comprare una spaziosa berlina francese (SIMCA ARIANE) ed avere vari autisti personali con cui sfogoava, si dice, il suo carattere irascibile.
La Promotrice delle Belle Arti è un Ente la cui nascita risale al 1842 per volontà di Re Carlo Alberto. Si trova nel parco del Valentino ( accesso vietato ai mezzi a motore)
alle spalle del Castello secentesco, in via Balsamo Crivelli 11
Mostra: Antonio Ligabue a Torino
Torino - Promotrice delle Belle Arti
Apertura: 26/01/2024
Conclusione: 26/05/2024
Organizzazione: Fondazione Augusto Agosta
Curatore: Giovanni Faccenda
Indirizzo: via Balsamo Crivelli 11 - 10126 Torino
Orario: martedì-domenica 10.00-20.00
Biglietti:
Intero 14€
Ridotto* 12€
Abbonati Musei Piemonte 10€
Ridotto scuole 6€ (min 15 e max 25 Studenti, fino alla scuola superiore)
Famiglia 40,00€ (2 Adulti, 2 Ragazzi fino ai 18 anni)
Prevendita biglietti 1,50€
Prevendita scuole 1€
Per info: +39 011 6692545
Sito web per approfondire: https://mostraligabuetorino.com/
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