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5 mostre in chiusura che non vanno assolutamente perse

Da Morandi a Palazzo Reale a Milano ad Anish Kapoor a Firenze, dalla grande fotografia di Dorothea Lange a Botero ancora a Milano. Ecco cinque mostre che non si possono davvero perdere per cui restano solo pochi giorni di tempo, fino a domenica, per poterle apprezzare.
Giorgio Morandi: Natura morta – FAI – Fondo per l’ambiente italiano ETS – Collezione Gian Ferrari, Villa Necchi Campiglio

Morandi a Palazzo Reale e Botero al Museo della Permanente a Milano, Anish Kapoor a Palazzo Strozzi a Firenze, Dorothea LangeCaravaggio, Van Dyck e Sassolino in Veneto, sono cinque grandi appuntamenti espositivi che chiuderanno i battenti domenica 4 febbraio. Ecco perché non vanno assolutamente persi.

1. Morandi 1890-1964

Termina domenica 4 febbraio la grande mostra che Palazzo Reale ha dedicato a Morandi: Morandi 1890-1964, con oltre 120 opere fra prestiti eccezionali da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private, è l'esposizione che ripercorre cinquant'anni di straordinaria creatività. Ideata e curata da Maria Cristina Bandera, per estensione e qualità delle opere la mostra è tra le più importanti e complete retrospettive sul pittore bolognese realizzate negli ultimi decenni.

Orari di Palazzo Reale: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 alle 19.30
(la biglietteria chiude alle 18.30) | giovedì dalle 10.00 alle 22.30 (la biglietteria chiude alle 21.30).

2. Anish Kapoor. Untrue Unreal

Anish Kapoor a Palazzo Strozzi

Anish Kapoor, Svayambhu, 2007 Photo: Dave Morgan. © Anish Kapoor. All rights reserved SIAE, 2023

Domenica 4 febbraio 2024, termina anche la grande mostra di Fondazione Palazzo Strozzi Anish Kapoor. Untrue Unreal, ideata e realizzata insieme al celebre maestro, tra gli artisti contemporanei più famosi e influenti. La mostra propone un percorso tra monumentali installazioni, ambienti intimi e forme conturbanti, creando un coinvolgente dialogo tra l'arte di Anish Kapoor, l'architettura e il pubblico che visita lo spazio espositivo.

La mostra fiorentina presenta sia opere storiche che recenti, tra cui una nuova produzione specificatamente ideata in dialogo con l'architettura del cortile rinascimentale. Palazzo Strozzi diviene un luogo concavo e convesso, integro e frantumato allo stesso tempo in cui il visitatore è chiamato a mettere in discussione i propri sensi.... leggi il resto dell'articolo»

Orari di Palazzo Strozzi: Tutti i giorni 10.00-20.00 | Giovedì fino alle 23.00

3. Dorothea Lange. L'altra America

Dorothea Lange

Dorothea Lange: Migrant Mother (Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two), Nipomo, California, 1936, Farm Security Administration, Office of War Information Photograph Collection, Library of Congress Prints and Photographs Division Washington, D.C., USA

Fino al 4 febbraio 2024 ai Musei Civici di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, è ancora possibile visitare la mostra Dorothea Lange. L'altra America, che vede protagonista la prima donna fotografa cui il MoMa dedicò una retrospettiva nel 1965, pochi mesi prima della sua scomparsa. I drammatici accadimenti che segnano gli anni della Grande Depressione la portano a contatto con il grande progetto sociale e fotografico della "Farm Security Administration", che rappresenta uno dei due temi trattati nell'esposizione di Bassano. In questo contesto realizzo la foto più iconica della produzione fotografica della Lange, ed una delle più iconiche in assoluto nella storia della fotografia. 

La seconda sezione della mostra è dedicata ad un capitolo oscuro e poco conosciuto della storia degli Stati Uniti, quella della deportaziome di cittadini di discendenza giapponese che, dopo l'attacco di Pearl Harbor, furono portati nel centro di trasferimento di Manzanar in Califormia e in strutture di detenzione in regioni interne.

Grazie a questo breve video è possibile gettare uno sguardo sugli splendidi scatti raccolti per l'occasione e convicersi che vale davvero la pena di fare un viaggio fino all'incantevole Bassano del Grappa per non perderla!

4. Botero. Via Crucis

Botero, Via Crucis

© Jesús y la multitud, 2010, Museo de Antioquia, Medellín

Fernando Botero, uno dei grandi maestri della contemporaneità, recentemente scomparso, è protagonista al Museo della Permanente di Milano della prima mostra postuma, fino al 4 febbraio 2024. Via Crucis. La Passione di Cristo è un ciclo di opere realizzate dall'artista colombiano tra il 2010 e il 2011. Nella serie, composta da 27 olii e 33 opere su carta, emerge la tematica religiosa, molto importante per il pittore, cresciuto in una Colombia così ricca di immagini devozionali e pratiche religiose profondamente radicate nella cultura e nell'iconografia. 

Questa stessa mostra è arrivata al cuore di Medellín, città natale di Botero, durante la settimana di Pasqua del 2012, per i festeggiamenti per gli ottant'anni di vita dell'artista, quando il pittore decise di donare la serie al Museo di Antioquia, che in quest'occasione la presenta per la prima volta postuma.

Orari della mostra: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 18.

5. Caravaggio, Van Dyck, Sassolino. Tre capolavori a Vicenza

Caravaggio in mostra a Vicenza

San Girolamo di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, fu realizzato nel 1606

Si tratta di una piccola mostra, ma fatta di tre veri capolavori, ospitati in una location unica, qual'è la Basilica Palladiana di Vicenza. Fino al 4 febbraio si possono ammirare il San Girolamo di Caravaggio, Le quattro età dell'uomo di Antoon Van Dyck e un inedito lavoro dell'artista contemporaneo vicentino Arcangelo Sassolino, No Memory Without Loss, realizzato appositamente per l'evento.

Il San Girolamo di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, fu realizzato nel 1606 e proviene dalla celebre Galleria Borghese a Roma. Nel dipinto San Girolamo è raffigurato come uomo di studi dedito alla conoscenza. I toni freddi e caldi della tela evocano il rincorrersi degli opposti, la vita e la morte, il passato e il futuro e, in generale, lo scorrere inesorabile del tempo.

Il dipinto Le quattro età dell'uomo di Antoon Van Dyck proviene invece dai Musei Civici di Vicenza, e racconta le stagioni dell'esistenza: l'infanzia, la maturità e la vecchiaia.

Anche la grande opera di Arcangelo Sassolino, "No Memory Without Loss", riflette sull'effetto del tempo, attraverso la contrapposizione di forze, elemento tipico nella ricerca artistica di Sassolino. La forza di gravità e la forza centripeta che ne rallenta l'effetto, in un moto lento e costante di un grande disco da cui lentamente gocciola dell'olio industriale ad alta viscosità di colore rosso. Il moto circolare può solo rallentare l'inevitabile. L'effetto del tempo si materializza nella scia di olio colorato al suolo, una perdita che è il prezzo che l'opera deve pagare per la sua esistenza.

No Memory Without Loss

Arcangelo Sassolino, No Memory Without Loss


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Itinerarinellarte.it