Dady Orsi tra Brera e Corrente (1937-1947)

  • Quando:   16/03/2022 - 12/05/2022
  • evento concluso

Arte moderna

Dady Orsi tra Brera e Corrente (1937-1947)
Dady Orsi, Autoritratto, 1937

Fondazione Corrente rappresenta un luogo denso di significato per l’identità e la storia della città di Milano: essa raccoglie in sé e trasmette a chi la visita, l’insieme di valori civili, artistici, culturali e politici forgiati in contrapposizione al regime fascista sul finire degli anni Trenta e sviluppati nel corso di tutta la storia Repubblicana attraverso l’impegno di successive generazioni di artisti, scrittori e intellettuali che hanno animato la vita culturale e politica della città meneghina.

La mostra DADY ORSI TRA BRERA E CORRENTE, curata da Chiara Gatti, Cesare Facchetti e Stefano Pizzi, raccoglie venti quadri e circa quaranta disegni realizzati tra il 1937 e il 1947 da Edoardo “Dady” Orsi agli inizi della sua produzione artistica. Durante il suo periodo di formazione all'Accademica a Brera, Orsi si avvicina al gruppo di Corrente, pur senza aderirvi. Gli studi accademici di Orsi avvengono proprio a ridosso del periodo in cui si pubblica la rivista Corrente di Vita Giovanile fondata da Ernesto Treccani. Corrente è il fulcro di una rete di relazioni artistiche, intellettuali e politiche per quanti ricercano una dimensione non più idealistica o eroica ma umana e quotidiana dell’arte e della cultura in generale. Con quell’ambiente, Orsi non solo condivise pienamente i valori e l’ispirazione artistica, ma anche la lotta contro il regime e, dopo l’8 settembre, l’esperienza partigiana.

Cosma Orsi, Presidente dell’Associazione Dady Orsi, un artista del Novecento: “Le opere che proponiamo in mostra spaziano dagli anni in cui il giovanissimo Dady Orsi era studente presso l’Accademia di Brera fino all’immediato dopo guerra. Mai proposte al pubblico, narrano della sua passione per il teatro, per l’ambiente familiare - sotto forma di ritratti che denotano un’attenzione emotiva al soggetto e alle ambientazioni-, per gli oggetti della vita quotidiana, per la natura, e per il sacro. Nel raccontare il complicato contesto sociale e politico che caratterizza il decennio 1937-1947 Dady Orsi non manca di ritrarre l’inutilità e gli orrori della guerra. Questa mostra ci presenta un artista che apprende a rielabora con linguaggio personale la lezione del suo maestro Aldo Carpi”.

Spiega Cesare Facchetti, Curatore dell’archivio: “Le opere esposte presso Fondazione Corrente documentano gli esordi di Dady Orsi permettendo di scoprire un artista la cui ricerca e vicenda umana getta nuova luce sulla complessità e vivacità della scena culturale del capoluogo lombardo nel periodo attorno alla Seconda guerra mondiale. Lo stile del giovane Orsi, già autonomo e originale, è caratterizzato dal segno deciso e dalla predilezione per le aree di colore nettamente definite. Temi dell’arte di Orsi sono soprattutto la famiglia e le persone a lui prossime, i luoghi da lui amati, oggetti quotidiani e domestici.
Ma anche la guerra, il sacro, e il teatro. Su questi ultimi tre temi si impernia una sezione documentaria in cui accanto alle opere del periodo bellico si possono visionare documenti d’epoca. Tra i documenti superstiti, le pagine del diario di Amintore Fanfani, in cui si ripercorrono le vicende che il politico condivide con Orsi nel periodo svizzero, e le scenografie per alcuni spettacoli del gruppo Palcoscenico, fondato da Paolo Grassi e Franco Parenti, dalla cui eredità nascerà poco dopo la fine del conflitto il Piccolo Teatro di Milano”.

L'artista

Pittore, incisore e illustratore, Edoardo Giovanni Battista (Dady) Orsi nasce a Genova nel 1917. Nel 1934 si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida del pittore e scultore Aldo Carpi. Lì stringe importanti legami con Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Franco Francese, Francesco Messina, e Piero Fornasetti. Su invito di Carpi comincia a lavorare alle vetrate per il Duomo di Milano e, grazie a Pietro Chiesa, collabora con FontanaArte. Nei primi anni Quaranta collabora come scenografo con il gruppo sperimentale Palcoscenico fondato da Paolo Grassi e Franco Parenti.
A guerra finita si dedica alla grafica editoriale per le case editrici DeAgostini, Martello e Schwarz per le quali creerà, numerose copertine dei libri. Diventa art-director del Cotonificio Fossati-Bellani dove incontra il fotografo Federico Patellani, al quale rimarrà a lungo legato da fraterna amicizia. Lavora per Riva motoscafi e Colmar (di cui disegna i marchi), Beretta Armi e Farmitalia.
Prosegue l’attività di grafico industriale fino all’inizio degli anni Settanta.
Nel 1950 produce le sculture alluvionali - che espone a Milano presso la galleria Montenapoleone e in Svizzera alla galleria Chichio Haller di Zurigo e al Kunstcentrum di Basilea. Frequenta la galleria d’arte il Milione, la Libreria Internazionale e la Libreria San Babila. In questi crocevia di arte e cultura milanesi Orsi stringe vecchi e nuovi legami con artisti e intellettuali dell’epoca: Giuseppe Ajmone, Fulvio Bianconi, lo scultore Luciano Miori, ma anche Ernesto Treccani, Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo.
La sua ricerca artistica lo porta a esplorare diverse modalità espressive come la pittura su vetro, tecnica che non abbandonerà più, e la calcografia: litografie e acqueforti che stampa personalmente. Dal 1969 fino al 2003 anno della sua scomparsa, Dady Orsi trascorre gran parte del suo tempo a Bonassola dove si dedica alla sempre intensa attività pittorica che alterna a quella espositiva.
Nella parte finale della sua vita è in stretto contatto con artisti come Vittorio Magnani, Giuliano Menegon e Alberto Cavaliere, e intellettuali quali Miro Silvera, Lodovico Meneghetti, Giuliana Bossaglia, Giovanni Testori, e Dante Isella. Numerosi galleristi ospitano le sue opere, tra cui Alberto Giorgi, Alberto e Lalla Schubert, Philippe Daverio, Paolo Barozzi, Jean Blanchaert.


L’Associazione Dady Orsi, un Artista del Novecento intende promuovere la personalità,
lo stile e la ricerca di Dady Orsi. La multidisciplinarità di ambiti e l’integrazione
tra saperi sono criteri guida sia nella progettazione sia nella selezione delle attività
proposte dall’Associazione. A partire da queste premesse, essa si impegna a:

  • valorizzare e tutelare l’opera di Dady Orsi a livello nazionale e internazionale attraverso la sua catalogazione e digitalizzazione;
  • preservare il patrimonio e la memoria storica rappresentati dall’opera di Dady Orsi;
  • promuovere e organizzare incontri, mostre e pubblicazioni che diffondano la conoscenza dell’opera dell’Artista
  • sostenere l’istruzione e la formazione dei giovani in campo artistico.

Vision
Riguardo alla funzione dell’arte nella società, i soci fondatori dell’Associazione Dady Orsi, un Artista del Novecento, condividono l’idea che essa migliori la qualità della vita degli individui accrescendone la consapevolezza. Inoltre, ritengono che l’arte favorisca l’introspezione e la predisposizione alla comprensione dell’altro da sé.

Titolo: Dady Orsi tra Brera e Corrente (1937-1947)

Apertura: 16/03/2022

Conclusione: 12/05/2022

Organizzazione: Associazione Dady Orsi un Artista del Novecento

Luogo: Milano, Fondazione Corrente

Indirizzo: via Carlo Porta 5 - Milano

Orari di apertura: martedì, mercoledì e giovedì (9.00-12.30 e 15.00-18.30)

Sito web per approfondire: https://dadyorsi.com/

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