
Il Museo Novecento è lieto di presentare dal 17 febbraio al 28 aprile 2024 la mostra dell’artista Alessandra Ferrini, nata a Firenze e residente Londra, intitolata Unsettling Genealogies, a cura di Daphne Vitali.
“Una profonda riflessione sulla storia culturale italiana - hanno detto la vicesindaca e assessora alla Cultura Alessia Bettini e il presidente della commissione Cultura Fabio Giorgetti -, che esplora le radici di alcune istituzioni artistiche, portando lo spettatore ad affrontare un viaggio: un percorso in cui si intrecciano storie familiari, considerazioni su classe sociale, memoria collettiva e costruzione dell’identità nazionale. Il Museo Novecento ancora una volta protagonista nel mettere a nudo il concetto di narrazione e narrazioni nell’arte e nella storia”
"Il Museo Novecento dimostra ancora una volta di voler dar spazio e visibilità ad artisti delle nuove generazioni, capaci di costruire progetti e ricerche complesse, liberi da condizionamenti ideologici e da stereotipi culturali. - ha detto Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento - La mostra Unsettling Genealogies di Alessandra Ferrini presenta un progetto totalmente inedito che riflette sul Novecento e sulle sue ricadute nel presente. Il museo dà spazio a un coraggioso confronto con le vicende legate al colonialismo che hanno pesato sulla storia dei popoli e sui rapporti tra le nazioni e gli individui, e che hanno visto protagonista anche l’Italia durate gli anni del Fascismo. Alessandra Ferrini, che affronta questi temi da anni, ci aiuta a riconoscere nuovi modelli di lettura e di interpretazione, aggiornati e puntuali."
Le sale al primo piano del Museo Novecento ospitano Unsettling Genealogies, un progetto complesso e articolato che è parte di un’indagine critica sulla storia delle istituzioni culturali italiane che è stata avviata dall’artista nel 2020. Questa nuova produzione pone l’accento sulle origini coloniali e fasciste di alcune istituzioni artistiche italiane e dei loro fondatori, unendo riflessioni storiche, politiche e personali, allo scopo di evidenziare la dimensione affettiva della storia.
Negli ultimi dieci anni Alessandra Ferrini ha dedicato la sua pratica artistica, le sue ricerche e i suoi progetti didattici all’analisi dell’eredità del colonialismo e del fascismo in Italia, con particolare attenzione ai rapporti con il Nord Africa e l’area del Mediterraneo. Il suo lavoro affonda le proprie radici nel discorso postcoloniale, negli studi sulla memoria collettiva e nelle pratiche storiografiche e archivistiche. Sperimentando con i formati documentari, le sue opere spaziano dalle installazioni alle immagini in movimento, dalle lecture-performance alle attività editoriali e pedagogiche. Attingendo alle modalità della saggistica, Ferrini concepisce i suoi lavori come essay film, che procede poi a sviluppare in forme e modalità diverse volte a portare alla luce vicende della storia nazionale finora sottaciute.
In Unsettling Genealogies l’artista intreccia storie familiari con considerazioni sulla classe sociale, la storia coloniale, l’imperialismo europeo e l’eredità fascista. L’opera prende avvio da una fotografia che ritrae il conte Giuseppe Volpi di Misurata, imprenditore e politico italiano, in occasione dell’inaugurazione nel 1935 della Terza Mostra del Cinema di Venezia. L’edizione fu accompagnata dalla nascita della Coppa Volpi - assegnata alla migliore attrice e il miglior attore - intitolata al conte, allora presidente della Biennale e figura di spicco del partito nazionale fascista, nonché ex ministro delle finanze di Mussolini. Benché porti il nome di un politico fascista, la Coppa Volpi viene ancora oggi assegnata....leggi il resto dell'articolo»
Attorno a questa fotografia d’archivio, Ferrini innesca una serie di riflessioni sia sull’istituzione della Mostra del Cinema di Venezia - fondata nel 1932 proprio da Volpi di Misurata insieme ad Antonio Maraini e Luciano De Feo - sia sulla partecipazione di questi politici alle Biennali d’Arte durante il regime fascista (Maraini, scultore e politico, fu direttore della Biennale di Venezia dal 1928 al 1942). Unsettling Genealogies prende, quindi, in esame le politiche culturali del fascismo, stimolando una riflessione sugli effetti a lungo termine degli investimenti del regime nell’arte e sottolineando il rapporto esistente tra estetica, ideologia e propaganda.
Nell’ottobre del 1935, a poco più di un mese dalla Terza Mostra del Cinema di Venezia, Mussolini invase l’Etiopia dando il via al secondo conflitto italo-etiope. L’opera si concentra anche sulle connessioni tra la più grande campagna militare italiana e una scena artistica e cinematografica profondamente intrecciata con il regime. Il materiale in mostra porta alla luce l’attività coloniale di Volpi come governatore della Tripolitania dal 1921 al 1925, nonché il suo ruolo nel rilanciare l’immagine di Venezia come capitale mondiale della cultura, dell’industria e del commercio.
Parallelamente alla ricerca sociopolitica, l’artista riporta una serie di riflessioni personali legate alla sua storia familiare. Tre membri della sua famiglia, infatti – la pro-prozia, la nonna e il nonno – prestarono servizio presso la villa Maraini a Firenze negli anni Trenta e Quaranta e l’opera fa emergere un ventaglio di storie personali minori, insieme a una serie di vicende storiche dimenticate o sottaciute, che sottolineano la tensione tra sfera pubblica e privata.
Per Unsettling Genealogies l’artista ha realizzato un’installazione che si ispira al palcoscenico raffigurato nella fotografia dell’inaugurazione della Terza Mostra del Cinema di Venezia del 1935. Una sala è dedicata alla storia delle istituzioni culturali durante il fascismo, mentre l’altra è stata trasformata in uno spazio privato dove sono esposti i ritratti della nonna e della pro-prozia realizzati dallo stesso Antonio Maraini. La dimensione privata si fonde con quella collettiva. La mostra presenta anche un video girato dall’artista all’interno dell’installazione, in cui legge alcune lettere indirizzate ai suoi parenti. L’esposizione diventa una piattaforma per invitare lo spettatore a riconsiderare la narrazione ufficiale e a riflettere su come affrontare il difficile lascito del fascismo, così come le controverse e contraddittorie eredità personali e nazionali. L’opera mostra anche come il materiale d’archivio – storico e personale – custodisca da un lato la memoria collettiva e la costruzione dell’identità nazionale italiana e, dall’altro, la formazione del sistema sociale italiano.
Durante la mostra, e fino al 10 marzo, nella sala cinema del museo sarà possibile assistere alla proiezione del video di Alessandra FerriniSight Unseen, del 2019-20, che porta alla luce l’occultamento e l’appropriazione della storia di Omar al-Mukhtar, leader della resistenza organizzata contro l’occupazione italiana della Libia (1911-1943). Al-Mukhtar (1885-1931) divenne il simbolo della resilienza del popolo libico, ma in Italia è rimasto sempre nell’ombra. Il fulcro dell’opera è la più completa serie di immagini della cattura e dell’esecuzione di al-Mukhtar, raccontate dallo storico Alessandro Volterra.
Mostra: Alessandra Ferrini. Unsettling Genealogies
Firenze - Museo Novecento Firenze
Apertura:17/02/2024
Conclusione:28/04/2024
Organizzazione:Museo Novecento Firenze
Curatore:Daphne Vitali
Indirizzo:Piazza Santa Maria Novella, 10 - Firenze
Inaugurazione: Venerdì 16 Febbraio ore 17:30
Orario
Lun - Mar - Merc - Ven - Sab - Dom | 11:00 - 20:00
Giov | chiuso
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Sito web per approfondire:https://www.museonovecento.it/
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