Arte dei Navigli

  • Quando:   dal  12/02/2019  al  24/02/2019

Arte contemporanea‎

Arte dei Navigli

Testo critico a cura di Mira Carboni
Storica dell’arte

Vicolo dei Lavandai è un suggestivo angolo storico di Milano, uno di quei posti dove sembra di poter tornare indietro nel tempo, di respirare l’aria di quella Milano che non c’è più, tanto amata e dipinta, in maniera nostalgica e sentimentale, dai paesaggisti lombardi dell’ottocento, come Angelo Inganni, Giuseppe Canella, Emilio Gola.

In questa pittoresca cornice si è formato il Circolo d’Arte nei Navigli, un’associazione artistica nata nel 2010 che promuove mostre e iniziative culturali che continuano a mantenere viva l’unicità di questo storico angolo milanese.

La mostra, intitolata “Arte dei Navigli”, è ospitata negli spazi della “Casa delle Arti- Spazio Alda Merini” e offre l’occasione di conoscere meglio l’arte di nove interpreti appartenenti al Circolo.
Tre sono le tematiche cardine che traspaiono da molte delle opere esposte: l’amore per la natura, lo studio dello “spazio”, inteso sia come luogo fisico che concettuale e l’interesse per la figura umana.
Diversi sono i “luoghi” che ci raccontano gli artisti.
Spazi, astratti, dove a prevalere è la forza cromatica del colore o ambienti aperti dove viene espressa tutta l’ energia e la bellezza di una natura incontaminata.
La figura umana viene talvolta inserita in dialogo con lo spazio che abita, altre volte isolata.
Certo è che la componente psicologica dei personaggi raffigurati è elemento fondamentale della  appresentazione.
Gli enigmatici volti dipinti sembrano volerci lanciare messaggi velati, comprensibili dai gesti ma soprattutto dagli occhi con cui osservano il mondo.

Andrea Noseda nelle sue opere appare particolarmente concentrato nella rappresentazione di uno spazio di matrice informale – segnico.
Che sia terrestre o celeste, il luogo viene analizzato con affascinanti variazioni cromatiche che, come un mosaico, compongono la tela.
Talvolta emergono tracce, che, come segni- impronte, avvolgono e abitano quei suggestivi luoghi silenziosi, come nell’ opera “Estremo nord”, racconto di fredde e inospitali terre remote.
Stratificazioni di materia e colore sono le tematiche affrontate da Fabio Brambilla, che nell’ ipnotica potenza delle cromie, sembra volerci raccontare una spazialità spirituale, tra trascendenza e e imminenza.
Sono “orizzonti” quelli che ci descrive; come in certe opere di Mark Rothko, sembra proiettarci verso spazi lontani, a cui l’animo umano aspira, orizzonti che diventano metafora del trascorrere del tempo, del desiderio di forgiare il proprio destino.
Wanda Sharf isola porzioni di luoghi naturali: fiori, piante lacustri, verdi campi, elementi organici che, tendendo all’astrazione, sembrano quasi diventare rappresentazione di un universo interiore.
Le delicate immagini vanno sfuocando e rarefacendosi ai lati, come a voler evocare l’infinità di quei luoghi.
Tocchi brillanti di colore, creano un effetto di luce che va avvolgendo morbidamente le evanescenti forme rappresentate, proiettandole in una dimensione senza tempo.
Lo spazio urbano, rivisitato su uno sfondo dal sapore informale- segnico, è la tematica che affronta Miro Gentilini nelle sue opere intitolate” Milano in Festa”.
Su un fondale caratterizzato da segni pittorici che ricordano in parte gli studi cromatici e gli alfabeti visivi di Carla Accardi, emergono bianchi elementi figurativi che delineano elementi topici della città di Milano: la verticalità del Duomo, la torre del castello Sforzesco, i tram che rumorosamente attraversano la città, i pittoreschi ponti dei navigli.
L’intensa e vivace cromia utilizzata esalta la vivacità di una città sempre in movimento e in evoluzione.

Caterina Cama ci regala immagini di una natura viva e forte, ricordi di una terra vulcanica, lambita dalla profondità del mare in cui lo sguardo si perde lontano.
L’artista studia anche la figura umana, talvolta con una resa stile cartoon, redendola enigmatica e affascinante come nell’ opera “A Presto”, dove l’effigiata, vista di spalle, osserva già nostalgica, l’aereo che ha appena spiccato il volo.
E’ il tema dell’equilibrio a dominare l’opera di Giordano Pagliai: una stabilità rappresentata da uno stormo di uccelli in volo su un increspato mare blu, emblema di serenità, sicurezza, ma anche di libertà.
Il dispiegarsi perfetto delle ali dei volatili, sembra seguire l’avvicendarsi delle onde nel mare, rese in maniera potentemente materica, tanto da parere sul punto di sconfinare dai bordi imposti dalla tela.
Ines Zingarelli si interessa alla figura femminile, in particolare risulta affascinata dalla personalità di Dafne, la bella ninfa che, nella mitologia greca, rinunciò a sé stessa pur di non concedersi al Dio Apollo.
La raffigura due volte, all’inizio di quella “metamorfosi”, dove dai suoi capelli, pian piano, si diramano i primi elementi vegetali che la tramuteranno in un lauro.
Questa trasformazione, arriva al suo culmine nell’ opera “La metamorfosi”, un’immagine intensa e dinamica, che isola il particolare dei grandi occhi, che, nel repentino cambiamento, vanno perdendo la loro primaria funzione: quella di osservare curiosamente e intensamente il mondo.
Michela Ruggiero dipinge la figura umana come un’allegoria, in “Natura Malata” la cupa figura femminile al centro sembra essere metafora di un ambiente in rovina, di quel “male” che sta pian piano spegnendo una natura rigogliosa, emblema di vita.
In “Io” traspaiono ricordi di una poetica metafisico- surreale: un corpo femminile, come un manichino, emerge dal mare; è una solitaria regina senza volto, imponente e ieratica, abbellita solo da una corona e qualche piuma di pavone che le copre il corpo.
Sono volti assorti, distanti, persi nel vuoto quelli che, come su un set cinematografico, appaiono nelle opere di Nino Landolina.
L’“esteriorità” dell’effigiato diventa filtro di analisi interiore: come in “Tormento”, dove l’inquietudine diviene materia per un ritratto in bianco e nero, una sfida tra forze opposte all’interno dello stesso animo che non riesce a darsi pace.

Nelle opere degli artisti del Circolo dei Navigli le tematiche uomo-natura appaiono spesso fortemente intrecciate.
Lo spazio, che sia reale o astrazione, diventa narrazione personale.
Le figure talvolta ci osservano distrattamente, altre volte nemmeno si accorgono della nostra presenza, tanto sono concentrate a raccontarci con la potenza dello sguardo la loro intensa storia.

Organizzazione: Circolo d’ Arte nei Navigli

Luogo: Casa delle Arti- Spazio Alda Merini - Milano

Indirizzo: Via Magolfa, 32 - Milano

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