Gió Marconi é lieto di annunciare Motherboy, importante mostra collettiva nata dal dialogo tra la curatrice Stella Bottai e l'artista Gray Wielebinski attorno alla nozione del cosiddetto "mammone", un concetto che le loro proprie esperienze, rispettivamente come madre e figlio, celebrano, criticano e riconfigurano. La mostra è visitabile fino al 17 febbraio.
Gli artisti: Sophia Al Maria; Jonathan Lyndon Chase; Patrizio Di Massimo; Bracha L. Ettinger; Hadi Falapishi; Jes Fan; Apostolos Georgiou; Allison Katz; Leigh Ledare; Maia Ruth Lee; Gaetano Pesce; Jenna Sutela; Gray Wielebinski; Kandis Williams; Bruno Zhu.
La mostra attinge alle teorie queer, femministe e psicoanalitiche sul rapporto tra madri e figli – rapporto che é carico di grande intensità e simbolicamente ricco – per affrontare i temi del sacrificio, della co-dipendenza, del desiderio, dell'identità, della negazione, delle gerarchie, della possessività e del tradimento. Motherboy riprende la strana convergenza di potere codificata in questo concetto – il lavoro sottovalutato, spesso invisibile, della madre versus il destino privilegiato e viziato del "mammone" – trattandola come punto di partenza per una critica politica più ampia.
Allo stesso tempo riflette in modo esteso sulla categoria del mammone, esaminando le variazioni di questo legame attraverso diverse configurazioni di genere, etnia e cultura. Indicizzando le molteplici modalità, astratte e non, in cui questo concetto si manifesta storicamente – attraverso l'immaginario della lingua materna, della patria, della Santa Madre e del figliol prodigo – Motherboy offre un punto di accesso a questioni fondamentali dei rapporti umani, come l'amore, il potere e l'asimmetria.
La mostra presenta opere nuove e recenti, selezionate in stretto dialogo con gli artisti partecipanti. Spaziando tra pittura, collage, scultura, video e installazione, l'allestimento articola diverse atmosfere sui tre piani della galleria. Tra i leitmotiv del percorso visivo ed espositivo sono le posture e gli atteggiamenti del corpo, che amplificano il significato di determinate azioni – come stare in piedi, mettersi in posa, dormire, colpire o abbracciare – in connessione con le gerarchie interpersonali e il linguaggio emotivo.
Motherboy è radicato nel contesto italiano e tuttavia proietta uno scenario più ampio oltre le identità nazionali. Il termine mammismo è un esempio di tradizione inventata nel dopoguerra, per via –– secondo la storica Marina d'Amelio – di scrittori come Corrado Alvaro, che per primo coniò il termine nel 1952, alla ricerca di ragioni che spiegassero i mali sociali dell'Italia. Un'attenzione materna carente o distorta è stata ritenuta responsabile delle carenze degli uomini italiani e quindi della società italiana in generale – un concetto che in gran parte filtra all'interno della cultura odierna, come notato dall'accademica Jacqueline Rose, che scrive "le madri sono socialmente il sommo capro espiatorio per i nostri fallimenti personali e politici, per tutto ciò che è sbagliato nel mondo".... leggi il resto dell'articolo»
Nel complesso, la mostra mette in scena una riflessione sugli aspetti terribili, teneri e comici del rapporto madre-figlio come specchio sia dell'associazione che della dissociazione, affrontandone le ricadute sull'immaginario sociale collettivo. Riflettendo su concetti quali autorità, emancipazione, amore e vulnerabilità, Motherboy tenta di mettere in atto, in maniera generativa, un ritiro dai costrutti patriarcali di questa nozione, alla ricerca di un legame familiare che sia consapevole ma liberato dalla propria storia.
La mostra Motherboy e' accompagnata da un nuovo saggio di Asa Seresin, disponibile presso la galleria e online su https://www.giomarconi.com
Stella Bottai (1986, Bologna. Vive e lavora a Londra) e' Curator-at-Large presso l'Aspen Art Museum, Colorado, USA, e co-curatrice di Pompeii Commitment. Materie archeologiche presso il Parco Archeologico di Pompei.
Gray Wielebinski (1991 Dallas, TX, USA. Vive e lavora a Londra) si è diplomato con un MFA presso la Slade School of Fine Art, Londra, nel 2018. La sua prima mostra istituzionale The Red Sun is High, the Blue Low, si svolge presso l'Institute of Contemporarty Arts (ICA) di Londra dal 20 settembre al 23 dicembre 2023.
Mostra: Motherboy
Milano - Gió Marconi
Apertura: 23/11/2023
Conclusione: 17/02/2024
Organizzazione: Gió Marconi
Curatore: Stella Bottai e Gray Wielebinski
Indirizzo: Gió Marconi, Via Tadino 15 - 20124 Milano
Orario: martedì-sabato 11.00-18.00
Per info: +39 02 29404373 | info@giomarconi.com
Catalogo: saggio di Asa Seresin
Sito web per approfondire: https://www.giomarconi.com
Altre mostre a Milano e provincia
Davide Stucchi. Temporary Rooms
Quattro riconfigurazioni di interni domestici in orsogrill all'Impluvium di Triennale Milano: la mostra di Davide Stucchi sull'abitare precario.
Abdelkader Benchamma. Stella Terrae
Disegni a inchiostro e murale monumentale di Abdelkader Benchamma alla Wizard Gallery di Milano: cosmo, mito e allucinazione tra scienza e misticismo.
Secondo Natura. Da Anselmo Bucci a Giovanni Gaggia
Oltre un secolo di storia dell'arte sul tema della natura, da Bucci a Gaggia, con opere di quindici artisti italiani e internazionali.
No Curves. EGO | Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori
No Curves dialoga con i capolavori dell'Ambrosiana: nastro adesivo e balaclava reinterpretano l'ego dell'uomo contemporaneo nell'era dei social.
Gastone Biggi. Tempo Continuo
Sei cicli fondamentali di Gastone Biggi in prima personale milanese da ABC-Arte One Of: dai Continui ai Fleurs, un percorso per profondità.
Nicola Vincenzo Piscopo. NOON – non toccare il quadro elettrico
Pittura, luce permanente e quadro elettrico: Nicola Vincenzo Piscopo trasforma la Galleria Rubin di Milano in un mezzogiorno eterno.
Irina Ojovan. Aria da Capo
Pittura e scultura tra profili stratificati e memoria: Irina Ojovan porta i suoi «Inherited Profiles» alla galleria 10 A.M. ART di Milano.
Sherine Naifar. Amore Genetliaco
Pittura materica e installazione sonora: Sherine Naifar indaga l'amore come forza generativa e ferita in dialogo con l'Archivio Rachele Bianchi.
Figurazione e astrazione del possibile | Artisti della Permanente in mostra
Alla Permanente di Milano oltre 130 opere tra pittura, scultura, fotografia e installazioni dei soci artisti.









itinerarinellarte.it è un sito che parla di arte in Italia coinvolgendo utenti, musei, gallerie, artisti e luoghi d'arte.